Ree'Ven Patrick KainAppunti di viaggio lungo il fiume della vita di un ragazzo gay |
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VITE INCASINATE parte IV°
Post n°14 pubblicato il 15 Dicembre 2007 da ree.ven
Finite le superiori ed iniziata l’università feci solo incontri con ragazzi di ogni genere: paranoici, depressi, fighetti, donne mancate, il bravo ragazzo della porta accanto, sessuomani, discotecari incalliti, abbonati delle dark room,… insomma, un parco conoscenze davvero variopinto, ma lo scopo degli incontri nn era un’infuocata notte di passione, ero semplicemente alla ricerca del mio io e magari di qualcuno (amico o amore) ke mi prendesse per mano permettendomi di scoprirmi e accettarmi.
Fra tutti qst soggetti strampalati quello ke + mi resterà impresso è sicuramente C. (esiste la privacy…), un tipo conosciuto su una chat in un pub (internet era ancora agli albori) ke si descrisse come un 25enne, alto, capelli lunghi, fisico definito e molto carino.
Dopo un paio di giorni passò all’attacco con varie telefonate ed sms: quand’è ke usciamo? Ci vollero circa 5 giorni prima di crollare per tanta insistenza! Ci demmo appuntamento proprio sotto il condominio dove abitavo con mia nonna, aveva detto di avere una makkina di colore nero e così stetti lì ad aspettare in stile piccola vedetta prussiana scannerizzando ogni singola makkina nera.
Finalmente arriva, costeggia e spegne il motore senza scendere. Mi avvicino, guardo dentro attraverso il finestrino e… il famoso ragazzo 25 enne, alto, capelli lunghi, fisico definito e molto carino in realtà era almeno 40enne (o 25 enne portati malissimo), alto (almeno quello), capelli lunghi con riporto (ok pure io ormai ne ho pokini… ma piuttosto ke farmi il riporto me li rapo a zero!!!), decisamente fuori forma (beh il panzone a suo modo era definito… si vedeva benissimo la sua forma attraverso la maglia!) e, per finire, un cesso da paura!!!
Ok, io nn avevo secondi fini per quell’uscita, ma se c’è qualcosa ke mi fa inkazzare è proprio ke mi si menta! Decisi cmq di andare a mangiare la pizza nonostante tutto.
Arrivati in pizzeria ci sediamo, ordiniamo, lo guardo e lui se ne sta bello zitto aspettando ke dicessi qualcosa. Iniziai così un discorso e la sua risposta fu a monosillabi, ne iniziai un altro e ne ricevetti un’altra risposta a monosillabi. Arrivate le pizze lui trangugiò la sua a tempo di record (credo due morsi) e finì la birra in due sorsi, ma sempre stando bello zitto. Finito di mangiare ci accendiamo una sigaretta (bei tempi quando potevi fumare al tavolo!) ma lui sempre zitto. Provai a parlare di tutto: attualità, cinema, teatro, politica, musica, economia, passatempi, ogni genere di interesse (e ne ho davvero un’infinità!)… nulla, provai addirittura a provare col calcio di cui nn me ne frega assolutamente un ka**o, basti pensare ke tifo inter semplicemente perkè il nero ed il blu delle maglie si intonano meglio delle altre squadre ma nn so nemmeno ki ci gioca! NULLA, un misero monosillabo.
Ci alziamo e andiamo alla cassa, lui apre il portafoglio, si volta verso di me e dice: “Ti dispiace pagare tu ke ho solo banconote grandi?”. O.o’ Ma nn potevi stare zitto come hai fatto finora?!? Ok, tiro fuori la mia carta di credito e pago.
Appena fuori dal ristorante mi kiede: “Devi tornare subito a casa o ti va di restare fuori con me ancora per un po’?”. Udio, ha cominciato a parlare, evviva!!!! Gli propongo di andare in un bar o in un pub per bere qualcosa, saliamo in makkina e parte.
Sinceramente nn ricordo ke i bar ed i pub fossero fatti come quello ke vedevo appena parkeggiò la makkina: davanti a noi la strada finiva e subito dopo cominciava un campo, sulla sinistra c’era una collinetta ke impediva la visuale ai poki edifici alle sue spalle, a destra invece due capannoni spenti (era notte), un piccolo lampione con una luce arancione molto bassa e una panda bianca che scossava per l’impeto della prostituta ke il guidatore aveva caricato. O.O Dov’ero finito?!?
“Ma lo sai ke sei proprio carino?” O.O’ Udio… ero una palla di lardo in quel periodo! “Nn dire scemenze, nn vedi quanta trippa?!?” gli risposi e lui, continuando apprezzamenti vari comincia ad appoggiarmi una mano sulla gamba sinistra ed ad accarezzarmela… terroreeeeeeeeeeeeeeeeeeeee! E mentre continuava coi complimenti la mano cominciò a salire, fino al bacino sfiorandomi il pacco, sul ventre, sul petto e cerca di entrare nella maglia e così gli blocco la mano. Lui la scansò un attimo per rimetterla immediatamente sul petto e scendere… addominali e… udio, sul pacco! ORROREEEEEEEEEEEEEEEE Gli prendo la sua mano, gliela rimetto sulla SUA gamba e gli spiego ke al primo appuntamento era inutile perkè nn gli avrei dato nemmeno un bacio com’ero solito fare poi con tutti (beh, con lui probabilmente nemmeno al secondo, terzo, quanrto… duemilionesimo appuntamento!!!).
Sembrava aver placato i suoi bollenti spiriti ma dopo 10 secondi di silenzio riattaccò con i complimenti e la manina da trikeco ripartì… coscia, addome, ventre, petto, ventre e di nuovo pacco! Fingendo di guardare l’ora (nn avevo l’orologio ma dovevo tentare il tutto per tutto) dissi “Oh comincia a fare un po’ tardi, mi spiace ma devo tornare a casa, mia nonna mi starà aspettando alzata, mi spiace, mi accompagni a casa?”.
Accese la makkina e mi riportò a casa, appena scesa dall’auto corsi verso la porta di casa, saltai dentro l’ascensore e mi fiondai verso l’adorata porta blindata dell’appartamento di mia nonna, mai adorai quel posto come quella notte! Dopo circa 30 secondi ke ero a letto mi arriva un messaggio: mi sn trovato bene, ti va di uscire ancora? E KE SN SCEMO?!? |






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