Creato da RoHarLu il 01/01/2012
L'Infinito Gioco di Ciò che Sempre È [Vita].
 

 

L'Atto d'Amore..

Post n°294 pubblicato il 20 Settembre 2019 da RoHarLu

Siamo esseri straordinari, e questo è un fatto, e non potrà mai essere messo in discussione.

Cercano però, nostro malgrado, di convincerci altrimenti, e questo lo troviamo costantemente tra le pseudo fondamenta di questa concretezza.

Tuttavia, sono sempre più numerosi coloro che si stanno svegliando dal lungo sonno imposto dai controllori. E forse, con una maggiore unione di intenti, oltre che di comportamenti, e fin da chissà quanto tempo, le cose sarebbero già potute essere ampiamente diverse.

Comunque, quando l'incubo sarà finito, poco o nulla importerà su quanto presuntivamente in più trascorso tra la rete di queste costrizioni.

Chi ama il controllo, e il dominio sugli altri, ci vuole divisi, perché è un modo molto semplice per l'esercizio del potere su tutti. E ignoranti anche, così può farci credere qualsiasi cosa serva più il proprio scopo.

Ma, come sempre è stato detto, nell'eternità del creatore, nulla può durare. Ancora meno ciò che non rientri nei suoi piani originari, rappresentandone alla fine soltanto una bizzarra anomalia.

Prendere coscienza di tutto questo, nel risveglio di ciò che realmente si è, si presenta alla fine come cosa perfettamente naturale.

Anzi, è in verità un atto di Amore, il quale ultimo, insieme alla Luce - seguendo la legge dell'Uno – è tra le prime “distorsioni” del Creatore.

Un atto di Amore verso noi stessi, e verso l'intero creato.

Un atto di giustizia anche. Necessario, oltre che opportuno, al fine di rimettere ogni cosa al proprio giusto posto.

In effetti noi dovremmo solo amarci, secondo una qualunque, o più, delle infinite sfaccettature che l'amore conserva nel suo grembo, e delle quali infonde la creazione.

Onore, rispetto, gentilezza, correttezza. Possiamo tranquillamente scegliere l'interpretazione di qualsiasi personaggio l'amore abbia scelto di divenire in questo Cosmo. Lasciando libero chiunque altro di perseguire ogni proprio obiettivo che non arrechi danno ad alcuno, e applaudendo, se così ci farà piacere, qualsiasi cosa porti appagamento alla nostra anima e al nostro cuore.

Perché, così facendo, ancora prima di quando riusciamo ad immaginare, questo piano, che chi non ha scelto l'amore ha finora voluto (ma solo perché incapace di sentire ciò che le sue scelte comportano negli altri), denso di violenza e dolore, potrà diventare l'oasi di pace e gentilezza che la mente originale aveva prioritariamente concepito. -Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Pluridiversità del Creatore..

Post n°293 pubblicato il 03 Agosto 2019 da RoHarLu

Se noi siamo il creatore, e non potremmo essere altro, e se lo scopo del creatore è conoscere in qualche modo se stesso, e scoprire le infinite sue potenzialità, allora lo stesso nostro fine è conoscere noi stessi, esplorando le indefinite nostre potenzialità.

E se il nostro obiettivo è avere uno scopo – anche se potrebbe non esserlo – allora chi ci vuole annientare – o renderci “inutili” - potrebbe semplicemente farlo - sempre che sia possibile – rendendoci privi di quello, eliminando in noi ogni volontà e determinazione.

E, in effetti, sarà sufficiente solo questo.

Si è detto “sempre che sia possibile”, perché in teoria non è possibile. Perché, come spiegato, noi siamo il creatore, e, per tale motivo, ad ogni passo, ad ogni istante, in tutte le rotte e dimensioni, siamo noi a creare la nostra realtà. E nessun altro potrebbe farlo per noi. A meno che noi non lo permettiamo. O a meno che non creiamo ciò che, in un qualche modo, ci dicono, o inducono a creare - che è ciò che accade più agevolmente. Perché qualcuno può, ad esempio, “orientarci”, con qualche stratagemma, in una direzione, e lì “aiutarci” a ritenere che sia più giusta una cosa piuttosto che un'altra. E quello circoscriverà la nostra realtà.

Quindi, se il nostro scopo è avere uno scopo, al di là del fatto che sia o meno una modalità esistenziale, o che sia o no essenziale, se è questa la nostra decisione o determinazione, o se dovesse far parte del nostro vitale proposito, nessuno dovrà porsi in mezzo tra noi e ciò che presumiamo corretto per l'esistenza che è nostra intenzione porre in essere, al servizio del creatore.

E pur permettendo a chiunque altro di creare la propria conveniente realtà, mai autorizzeremo ad altri l'intrusione nel nostro spazio di demarcazione.

Sicchè ogni universo abbia il suo giusto svolgimento, in coerenza al suo preciso Creatore. -Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Indefinite memorie di Libertà..

Post n°292 pubblicato il 30 Luglio 2019 da RoHarLu

Essendo tutti l'Uno, e da lì derivati, l'Unione, se così la possiamo descrivere, è la nostra prima natura. Quindi, nella diversificazione, siamo tutti “consanguinei”, essendo prodotto della stessa base familiare.

Seppure ci ritroviamo ormai ai “confini” di quell'Inizio, l'aderenza ad una parte di creazione è stata in qualche modo conservata. O riacquisita.

In verità, poiché la presenza è una e una sola, e l'Io Sono è uno e uno solo, è lo stesso Uno che recita infinite parti sullo stesso schermo gigante.

Tuttavia, ogni anche microscopico brandello, qui assolvendo al mandato del creatore, cerca alla fine di conoscere se stesso, aggiungendo in tal senso, un ulteriore tassello alle modalità espressive di quello.

Lungo il peregrinare nella sostanza, interagiamo e attiviamo molteplici reciprocità, con altre piccolissime porzioni della manifestazione, barattando le rispettive ideazioni personali, in bassa come in alta compattezza, in densa come in leggerissima vibrazione, in Amore e Luce, così come in paura e disperazione.

L'amore non viene mai negato, ed è la prima cosa che ricordiamo – anche su questo piano dove l'agenda dei controllori prevede sistemi degradanti e dolorosi affinché l'anima dimentichi le sue origini e i suoi trascorsi – quando il contatto con un'anima affine si ripresenta.

Magari agli inizi tenderemo a non ricordare altro oltre a quell'amore. E ci stupiamo che con tutto quel coinvolgimento ci possano essere stati burrascosi accadimenti.

Poi rammentiamo il resto, e siamo costretti a renderci conto che gli schemi che utilizziamo – o che, in qualche modo, ci impongono – per avere delle basi, o dei punti di riferimento, in una realtà estremamente caotica, in una situazione di ignoranza etero-indotta, permettono con estrema difficoltà delle reciprocità amorevoli, eretti sulle rispettive indulgenze.

In tal modo, con ogni essere con il quale le strade si ricongiungono, e nel momento in cui si ricompongono quegli anelli che vita dopo vita, espressione dopo espressione, hanno caratterizzato gioie e battaglie, angosce ed esultanze, beatitudini e veleni, i giochi si fanno sempre più difficili – a tratti insopportabili - da sgrovigliare. Almeno fino a quando, nella comprensione, e nella più profonda affettuosità per il tutto, non decideremo di lasciare andare, per adempiere a quello che rimane l'imperativo del creatore, vale a dire, la libertà assoluta di ogni essere.-Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Indefinite evanescenze di Onore..

Post n°291 pubblicato il 29 Luglio 2019 da RoHarLu

Siamo lo stesso Creatore. Mai siamo stati altro, e mai saremo altro.

Ciò che da noi fuoriesce è stessa cosa come se venisse fuori dalla Fonte, dalla Sorgente Primaria, da ciò che di tutto è Causa, oltre che effetto.

Quindi, l'Universo è la nostra casa. E non abbiamo bisogno di alcun titolo di acquisto per dimostrare il nostro diritto.

Ma nessun altro ne ha bisogno. E tutti sono, in egual modo, intestatari.

Così, nessuno può accampare più ragioni di altri. Senza alcun bisogno di riconoscimento, e, ancora meno, di alcun genere di concessione.

Per tale motivo il solo modo – o uno dei migliori per questo piano - per garantire che tutto si svolga in maniera degna per tutti i partecipanti al gioco, è salvaguardare l'onore per ogni essere.

Per ogni essere del pianeta. Per ogni essere del Cosmo.

Ogni essere è nella sostanza Dio. Ma tutti lo sono allo stesso modo. È bene ricordarlo, perché per molti è facile vivere – in maniera invero poco decorosa - la prima parte di questa affermazione, ma molto meno la seconda.

Quando a gestire tutto è l'ego inferiore, ogni essere crede di essere un dio, relegando tutti gli altri nella condizione di meno che servitori. E siccome il gioco imposto dai controllori è stato per lo più il dualismo schiavo/padrone, inserito peraltro in ogni sfera della manifestazione di pertinenza, il meccanismo ha finora funzionato in modo curiosamente elevato.

Così, si è assistito ad esseri che credono di essere i padroni di tutto, mentre tutti gli altri ad accontentarsi di una vita di sofferenza, miseria e scarsità – Cosa che devono essere felici che sia, perché così renderanno soddisfatto un qualche dio folle, che riesce ad amare solo una infinitesima parte della sua presunta discendenza, disprezzando palesemente tutto il resto, e prediligendo le emozioni basse a ciò che di più sublime sembra essere parte importante del suo concepimento.

Il fatto è che è giusto che ognuno si senta a casa propria nell'Universo. Ma lo è ancora di più che mai dimentichi che è suo dovere, se un po' più adulto, se un po' più antico, garantire lo stesso privilegio a chiunque altro. Tutelando, come si diceva, la gloria di tutti. E primariamente la sua. . Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Indefinite sfumature di .. gelosia.....

Post n°290 pubblicato il 24 Luglio 2019 da RoHarLu

Quando siamo discesi su questo piano, indipendentemente dal fatto che lo abbiamo voluto, o ne siamo stati in qualche modo obbligati, eravamo perfettamente consapevoli che avremmo dovuto abbracciare tutte le sfaccettature di questo miscuglio di oggettività e finzione.

Come è stato più volte detto, questo è il piano delle emozioni. Sembra che giungano in questa parte di spazio da tutto l'universo per studiare, e spesso anche collaudare, questo tipo di sperimentazione del Creatore, mentre alcuni sembra siano sopraggiunti perché la propriA realtà / dimensione, abbia, lungo il corso delle selezioni, smarrito queste caratteristiche. [Con il fine pertanto, di reintrodurle nel proprio sistema di coordinate e nel proprio DNA].

Al di là di questo tipo di argomentazioni, è indubbio che abbracciando una realtà, dobbiamo prendere da essa – essere o essenza – tutto ciò che contenga, il bene come il cosiddetto “male”, assaporando il bene magari, e scartando il resto, se non dovesse esserci gradito, cercando altresì di comprenderne le indefinite peculiarità, e chiarendo a noi stessi ciò che vogliamo gustare, e conservare, e ciò che vogliamo eliminare, non ritenendone utile, in tutto o in parte, l'esperienza, pur riconoscendovi una qualche validità.

Tutto dipende dalle nostre preferenze e predilezioni, dai nostri gusti e dalle nostre destinazioni.

Se chi ha scelto la Luce probabilmente manifesterà più attenzione per le emozioni più “immacolate”, chi dipende ancora dall'ego e dal corpo emozionale inferiori, avrà più attrazione per le “eccitazioni” più dense, quali gelosia, invidia, rabbia, odio.. che poi sono gli strumenti di controllo utilizzati da chi sta cercando di tenere in oppressione e schiavitù la razza umana.

In verità, secondo quello che attestano coloro che sono considerati maestri e intimi conoscitori di questa pseudo realtà, nessuno su questo piano appare completamente svincolato da un qualche tipo di emozione, persino quelle basse.

Nessuno, ad esempio, risulta perfettamente affrancato dalla gelosia, o dall'invidia, seppure le proporzioni tra gli esseri, possano essere discretamente diverse.

In verità, le varie emozioni sono intrinsecamente connesse le une con le altre – sia quelle “elevate” che quelle “basse” - che è difficile stabilire dove finisca l'una e inizi l'altra. A parte che a volte, si è così “posseduti” - letteralmente - da una figura o da un'altra, che pensiamo di esserne addirittura liberi, quando invece, semplicemente, essa costituisce generale parte di noi, senza che riusciamo ad identificarla come qualcosa di estraneo e/o temporaneo.

Le emozioni peraltro, non hanno necessariamente a che vedere con qualcuno o qualcun altro che mantenga con noi una qualche forma di interazione. Ritornando alla “gelosia”, potremmo pensare di non essere “gelosi” di qualcuno, unicamente perché l'oggetto della nostra attenzione – che si tratti di partner romantico, o amico, o collega professionale, o qualsiasi altra specie di interdipendenza - cerchi di essere in un qualche senso “innocuo”, solerte e premuroso nei nostri confronti, non fornendo particolari motivazioni alle nostre problematiche di “controllo”. Cosa che potrebbe nel contempo riportare ad emozioni simili – la stessa gelosia, ma anche rabbia, risentimento, rivalsa – nella misura in cui egli, magari solo ai nostri occhi, e come conseguenze delle nostre personali proiezioni, dovesse tendere a sfuggire alla nostra rete di dominio.

Così, pur nella premessa che ognuno possa sempre liberamente scegliere qualsiasi forma di esperienza dovesse ritenere opportuna per la propria evoluzione – ammesso che esista qualcosa del genere dal punto di vista del Creatore – il fatto di “saggiare” una vibrazione piuttosto che un'altra, deve solo essere frutto di disposizione consapevole, accompagnata dall'opportuna comprensione dei codici posti a fondamento dell'intero impianto, con particolare riferimento alla legge della risonanza e dell'attrazione.

Essere consapevoli cioè, che le vibrazioni “basse” permetteranno movimenti meno nobili e più “costretti”, garantendo maggiori possibilità di controllo, e relativo asservimento, a chi è in grado di selezionare questa posizione nel sistema.

È chiaro che un'analisi corretta del fenomeno in ogni individuo, necessiti di adeguata conoscenza delle sue motivazioni, dei suoi interessi, oltre che delle sue esigenze di base e obiettivi mirati, atteso che nessun essere risulti uguale ad altro, e il metodo deduttivo non è in grado di fornire alcun dato utile quando certi esseri fuoriescano dagli ingranaggi e dalle categorie predefinite della consapevolezza sociale.

Al di là di questo, è chiaro che se l'intento ci porta verso l'Unione – che è l'Amore in questo Universo – e la stessa Luce – che è la sostanza primigenia tra le soluzioni del creatore, è la trasparenza e la nitidezza che si dovrebbero prediligere. Negli intendimenti, nelle finalità, e nelle stesse occorrenze. In modo da giungere a precisi e netti traguardi e propositi, e formulare le giuste e opportune petizioni all'Universo [e agli esseri interessati], evitando qualsiasi forma di instabilità del sistema e ogni incertezza nei nostri interlocutori. . . Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Nè con noi, né contro di noi.....

Post n°289 pubblicato il 14 Luglio 2019 da RoHarLu

Tutto proviene dalla stessa Fonte, tutto è la stessa Essenza. Quindi tutto ha lo stesso contrassegno primario.

La creazione / manifestazione assume però le forme e direzioni più disparate. Ci sono esseri che salgono, esseri che scendono, esseri che ristagnano. Ci sono esseri

che desiderano sperimentare vibrazioni dense, altre che adorano frequenze quasi impercettibili.

Esseri che scelgono l'unità, ed esseri che optano per lontananze estreme, dalla fonte e da qualsiasi suo derivato.

Esseri che scelgono l'onore, ed esseri che si nutrono del disprezzo.

L'intero disegno di ogni manifestazione è fondato fin dall'inizio da opzioni, predilezioni, preferenze, in un senso o in altro, in una direzione, o in mille altre.

Che sia del senso di fare qualcosa o di non fare, di assumere una determinata rotta, o di lasciarsi portare dal vento, tutto parte da una qualche forma di distinzione tra infinite eventualità e modalità esistenziali.

Pertanto, ciò che occorre sempre tenere a mente che dovunque siamo è solo una delle indefinite situazioni e/o condizioni possibili e riscontrabili.

Così, se la cosa non dovesse andarci bene, se non dovesse risuonarci perfettamente, ciò che è necessario compiere è rettificare i dati, le impostazioni, al fine di potersi ritrovare su un altro percorso più accettabile per le nostre normalità vibratorie.

Le scelte, in qualsiasi modo le dovessimo intendere, portano con loro circostanze, contingenze, e un'infinità di esseri e condizioni in qualche modo con loro correlati.

Così, potrà facilmente accadere che una cosa o l'altra, un essere o un altro, possa non rientrare nelle nostre grazie, o nelle nostre “corde”. Anzi, sembra proprio, a volte, magari per nostre scelte azzardate, o non perfettamente studiate, o per i mille risvolti poco percepiti, che ci siano creature che non fanno altro che cercarci instancabilmente, e malgrado la nostra “avversione” alle loro inclinazioni e alle loro tonalità energetiche, tendiamo sempre a ritrovarcele nei nostri dintorni e nelle nostre aree di competenza. Alcuni anche in dislocazioni anche apparentemente “importanti” per il nostro equilibrio generale, o la nostra “salute” mentale o emozionale quotidiana.

Il fatto è che alcuni di questi esseri dimorano ancora nel loro stato “bestiale” per così dire, non avendo ancora raggiunto la condizione umana nel senso più pieno del termine, o, semplicemente, hanno selezionato la gamma di sperimentazione “demoniaca”.

Tuttavia, se nei nostri “acquisti” presso il supermercato del Creatore, dovessimo aver compiuto qualche errore di valutazione, e abbiamo messo nel “carrello” qualcuno di questi prodotti, non è detto che non possiamo ritornare indietro, che non possiamo ottenere altro, che non possiamo richiedere un “cambio” o un “reso”.

Se non vogliamo determinate energie nelle nostre vite, basta solo esprimersi in questi termini, basta solo farlo sapere all'Universo, al Creatore. E basta dire a quell'Essere, [come da stupenda indicazione di Saint Germain - tramite NeelSole] e al Cosmo intero – nel Rispetto delle origini del Tutto ciò che è - “Esci dalla mia Vita.. Né con me, né contro di me.. Per Sempre..” Così sia.. E così è!

Esci dalla mia vita.. esci dalla mia vita.. esci dalla mia vita.. Né con me, né contro di me.. Per Sempre!

Molti esseri non comprendono che questa è appena un'area di libero arbitrio, e che è molto rischioso, ed estremamente dannoso, soprattutto per se stessi, insistere in atteggiamenti distruttivi – pur comprendendo che ancora non conoscono altro, che al momento non intendono Amore, armonia, considerazione, e onore per qualunque creatura emanata.

Purtroppo lo dovranno prima o poi – e si spera per loro, ma questo è solo un giudizio parziale, il prima possibile – apprendere a proprie spese, quando comprenderanno che la creazione, e tutti gli esseri sono Uno, e qualsiasi cosa fatta anche al più piccolo, produce un'onda che prima o poi si riverbererà su chiunque altro vi abbia aggiunto qualcosa, probabilmente con una violenza decuplicata, visto che porterà dentro qualsiasi effetto e ripercussione attivati.

Ma ognuo è giusto decida per se stesso. Così come noi siamo chiamati a fare, se è quello il nostro intento.

Quindi, per coloro che non dimorano nel cuore: “Uscite dalla mia Vita.. Né con me, né contro di me.. - Così sia.. Per sempre!”. Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 
 
 

Amare ed essere amati...

Post n°288 pubblicato il 11 Luglio 2019 da RoHarLu

 

Noi siamo il tutto ciò che è. E il tutto ciò che è, è Amore. Perché l'amore è la prima – insieme alla Luce – espressione dell'Uno.

Ma questo è il piano della confusione, secondo la scelta di pochi che tuttavia, sono riusciti – nulla però è destinato a durare per sempre – a soggiogare i molti.

E in questa baraonda, potrà capitare di sentirsi perduti, senza alcun potere o controllo.

Chi sceglie la Luce aiuta, ma chi ha scelto la non-luce, e il non-amore, né approfitterà solo per cibarsi di quelle basse vibrazioni. Perché costituiscono il suo alimento, e la paura è addirittura il preferito, in grado di assicurargli l'eternità.

E in questo caos potrà accadere di rivolgersi ad un maestro chiedendo la ricetta per essere felici, per eliminare tutto ciò che ci tormenta e distrugge.

E potrebbe capitare che lui risponda: Domanda semplicemente “che tu possa amare ed essere amato”.

Per chi segue discipline, o filosofie, ardite, il vedanta, l'advaita, la replica potrebbe suscitare più di qualche perplessità.

Tutto è illusione, giusto? Tutto è maya. È solo la corda, o rivolo d'acqua, che appare come serpente. Quindi, basterà appena risvegliarsi. Basterà la conoscenza/vidya.

Eppure avvertiamo nelle nostre carni, e nelle nostre emozioni, così tanto dolore e sofferenza, che parlare di illusione rappresenta poco più che una lieta storiella.

Il fatto è però, che “amare ed essere amati” è molto più di ciò che appare. È più che Amore romantico, ad esempio, seppur possa comprenderlo. È più che Amore per chiunque, nell'amicizia, nella parentela, nella condivisione, nell'abbraccio di se stessi, seppur possa comprendere anche tutto questo.

Amare ed essere amati” è in verità un sistema di vita, una metodologia comportamentale, un atteggiamento standard interazionale.

Forse, così diventa ancora più confuso. Ma si vuole solo rilevare che “amare ed essere amati” è ciò che dovrebbe infondere qualsiasi tipo o modalità di rapporto si intrattenga con qualunque altro essere. Con chiunque, chiunque altro. Costituendo l'autentico nostro rapporto con il Cosmo intero, con l'Universo tutto.

Amare e sentirsi amati. Null'altro.

Se consapevolezza ed energia creano la realtà, e se che chi ha scelto la Luce, essendo Luce, non può che vivere l'amore, e non può che favorire e manifestare Amore, ed esplodere d'amore, allora, nella certezza che il mondo stia cambiando, “amare ed essere amati” non desterà più alcuna perplessità. E non sarà più neanche la scelta di un qualche essere disperatamente romantico, o il desiderio inespresso di un cuore bloccato che non riesce ad instaurare un dialogo nemmeno con se stesso, ma il compendio della stessa aria che respiriamo, in un'atmosfera intrisa di ogni colore che l'universo già conosce, o scoprirà, dal suo inizio fino al suo completamento. Namasté!

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

 

 
 
 

Quando tutto è Comprensione ..

Post n°287 pubblicato il 05 Luglio 2019 da RoHarLu

Tutto è uno, e noi siamo l'Essere Uno.

In quell'Uno siamo compresi, e quando siamo quell'Uno, tutto comprendiamo.

Questo è il concetto originale, e anche la comprensione a livelli diversi, in quello si esemplifica.

Così, un essere che comprende, è solo un essere che ha preso tutto dentro di se, che ha rivelato i vari aspetti della vita all'interno della sostanza del proprio essere, e che ha scandagliato il Cosmo come riflesso di se stesso.

Quando in qualche modo dimostriamo di conoscere gli altri, le loro multiformi e indefinite sfaccettature, è appena e solo perché abbiamo percepito, con estremo coraggio e consistente determinazione, quelle stesse molteplicità in noi, e, senza alcun timore, abbiamo permesso che rimanessero patrimonio della nostra anima, oltre che dell'infinita complessità del Creatore.

La Terra è il piano del dolore, della paura, e di ogni variopinta emozione.

Lo è solo perché in tal senso hanno decretato alcuni esseri, che, per qualche motivo, sono riusciti ad incidere la materia, infondendo l'intero sistema.

Si tratta di un esiguo numero di enti, a dimostrazione che basti il potere di pochi, se ben focalizzato ed esattamente precisato, a creare una realtà che altri, se in un certo senso passivi, si ritroveranno loro malgrado, a dover condividere.

Questo dovrebbe farci riflettere, e far ragionare tutti. Perché, se così è, basta molto poco anche per cambiare la realtà che si è indotti a vivere. Basta solo unirsi, non farsi la guerra, e, ancora meno, uccidersi a vicenda.

Questo è il piano dell'emozione, si diceva. Perché, in quest'area, è principalmente con l'emozione che si crea con maggiore immediatezza. Per questo è soprattutto durante i “picchi” di eccitazione, di passioni poderose ed estremamente focalizzate, che la manifestazione dei nostri “sogni”, come delle nostre paure e preoccupazioni - quindi nel bene come nel male – riesce ad avvenire con insolita rapidità.

Ed è ancora per questo la rabbia è così attenzionata dai maestri. Perché in un attimo, quando enormemente concentrata, può creare o distruggere con abbondante semplicità.

Ed è sempre per questo che l'unione orgasmica tende a suscitare così tanta suggestione tra gli autentici mistici, malgrado per tanto tempo abbiano cercato di sviare questo tipo di comprensione fisica da tutti i percorsi di autorealizzazione e di ricerca del proprio Dio e del senso della Vita. Perché l'energia che è in grado di sprigionare, se risultato di genuino coinvolgimento e sincera tenerezza, rimane una delle più potenti dell'intero cosmo.

Ed è infine per questo che l'essere spirituale si mostra così “ossessionato” dalla ricerca della propria anima gemella. Perché l'unione con quell'essere, che è la rispettiva controparte, può essere percepita come una delle più maestose esplosioni di Luce di questa parte di spazio, in grado di emettere frequenze di irresistibile lucentezza in grado di essere scorte anche ad elevatissima distanza per l'intero Universo.

È vero comunque che il gioco di questa sfera dimensionale appare molto duro, pesante, e suscettibile di portare agevolmente allo sfinimento.

Ma, possiamo bene intenderlo, non è inevitabile che sia così. E, soprattutto, come è già nell'intento di chi ha scelto la via del Cuore, non è in alcun modo necessario che preveda vincitori e vinti. Anzi, può tranquillamente garantire la “vittoria” a tutti i partecipanti. Ciascuno a proprio modo, e secondo i propri bisogni e naturali esigenze.

Perché questa era l'idea originaria del creatore, e a questa possiamo facilmente ritornare. Con il più deferente onore per tutti.

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Relazioni di varia densità...

Post n°286 pubblicato il 30 Giugno 2019 da RoHarLu

Noi siamo Amore, noi siamo Luce, e siamo i diretti discendenti del Primo Creatore.

È bene sempre iniziare ogni riflessione, o ragionamento, con questi presupposti, perché, come si è già avuto modo di dire, a qualsiasi conclusione si dovesse giungere, mai dovrà accadere di dimenticare le proprie nobili origini.

Possiamo essere qualsiasi cosa decidiamo di essere, e diventare qualsiasi cosa dovessimo decretare di sperimentare. E tutto dipende solo dalla nostra scelta. Perché tutto è possibile per il creatore, e noi ne possediamo le stesse abilità, perché figli, anzi perché uni e medesimi.

Abbiamo sempre detto che viviamo in una realtà ipercontrollata. Una prigione per molti rispetti. Uscirne è ovviamente possibile, cambiarne le destinazioni e le impostazioni lo è in ugual modo. Ma dobbiamo prenderne coscienza, esprimere le intenzioni necessarie, e agire in maniera determinata in quella direzione.

È estremamente importante che l'intenzione sia sempre seguita da una qualche azione, visto che il messaggio che deve pervenire all'Universo deve essere fortemente chiaro.

Dicono che se facciamo un passo verso dio, lui ne farà centro verso di noi. È in qualche modo vero, al di là delle proporzioni. E l'Universo è quel dio al quale ci riferiamo. Anzi, potremmo aggiungere ancora più precisamente, egli è esattamente il nostro specchio.

Le relazioni tra gli esseri rappresentano in questo sistema una dei processi maggiormente attenzionati dai controllori. Perché, come viene detto, l'unione fa la forza, e perché gli esseri possono guarirsi a vicenda in maniera straordinaria, o trascinarsi nel baratro in modo ancora più singolare.

Esseri particolari, provenienti dallo stesso ceppo animico, o famiglia d'anima, godono di ancora più possibilità e privilegi. E coloro che discendono dalla stessa anima – conosciute come anime gemelle – potrebbero disporre di facoltà e opzioni talmente consistenti da mettere qualsiasi oscurità in seria modalità di panico.

Si dice “potrebbero”, perché le anime gemelle, anche se dovessero incontrarsi nella fisicità, non necessariamente dispongono dello stesso grado di apertura. In verità, una parte potrebbe neanche essere in grado di riconoscere l'altra, o, e si è già argomentato su questo aspetto, non essere ancora pronta all'incontro.

Oltretutto i controllori attivano tutti i mezzi e le tecnologie in proprio possesso – di efficacia inimmaginabile – perché l'incontro non abbia nemmeno luogo, o, se dovesse avvenire, produca, grazie a tutte le manipolazioni, condizionamenti, manovre e contraffazioni, effetti quasi opposti a quelli desiderabili.

Quello delle relazioni è in effetti uno dei punti caldi dell'intero impianto. Dalla fisicità alle emozioni, dagli attaccamenti alle ossessioni, passando per tormenti, angosce e tribolazioni, il “cibo” che ne deriva per coloro che sono all'apice della catena alimentari della struttura – e certamente non siamo noi, malgrado tutte le nostre pseudo-convinzioni,visto che ne costituiamo gli anelli più bassi e più deboli – è una delle parti più consistenti.

Il loro [dei controllori] gioco è quello di far produrre sempre più dramma, e sensi di colpa, e cosiddetto “karma”, in modo che gli individui siano indotti sempre di più al meccanismo delle rinascite forzate [ma sempre “libere”].

Spesso, quando degli esseri hanno trascorsi in comune, essi li portano in laboratori di loro uso, e, utilizzando degli specifici procedimenti, producono degli “intrecci” nei loro campi energetici, amplificando le loro interdipendenze in maniera “patologica”. In tal modo, quando questi esseri si rincontrano nella dimensione fisica, quell'intreccio “garantisce” una sorta di attrazione, la quale tuttavia, poco o nulla [anzi tutt'altro] conserva di “buono”.

In seguito, in un altro tempo, li riportano in quello stesso loro laboratorio, inserendo nelle menti di uno idee, convincimenti, e direzioni dissonanti.

Quindi, “dalla notte al giorno”, per così dire, - a maggior ragione se il legame non è sorretto da una qualche divina volontà – uno dei due non avverte più alcunché per l'altro, arrivando addirittura a percepire forme di indifferenza, o peggio, di avversione, mentre l'altro si ritrova trasferito, senza alcuna spiegazione logica, in un vortice di ossessione.

Anche chi è in qualche modo risvegliato, o ha già iniziato un tale processo, può essere sottoposto a queste forme di “cura”. A volte fanno perfino parte degli accordi iniziali che – seppur assolutamente non validi perché estorti con una qualche forma di adulterazione – si è stati costretti a sottoscrivere al fine di poter partecipare al gioco dimensionale di questo sistema di coordinate.

Tuttavia il risvegliato tende ad accorgersi in qualche modo di ciò che accade, e finanche vedere l'altro concorrente quasi integralmente narcotizzato, potendo testimoniare, seppure ai limiti dell'impotenza, le varie scene susseguentesi davanti ai suoi occhi. Ma poco o nulla poter fare, tranne che l'evenienza di “diffondere” sul piano fisico l'accaduto, seppur raramente l'altro sia mentalmente in grado di dare credito a ciò che gli viene raccontato.

Come si è detto, la cosa può accadere anche ad anime gemelle non ancora esattamente sulla stessa frequenza vibratoria, anche se, nei vari casi specifici, le possibilità di uscita, e relativa guarigione, sono talmente numerose che basterebbe veramente poco, in termini di “fede” per riattivare l'integrale processo.

Da quanto sopra deriva un'enorme tossicità in molteplici connessioni, al punto che raramente oggi si riesce ad assistere a rapporti propriamente liberi e fondati su una reale volontà dei partecipanti. Tra l'altro, nella misura in cui si stabiliscono “raccordi” più intimi, se una delle parti si mostra particolarmente “compromessa”, perché più incline a “trattamenti” di contraffazione, o con più complessità da gestire, tutte le problematicità della parte più “debole” passano inevitabilmente all'altra, che, suo malgrado, si ritrova pertanto a vivere lo stesso inferno dell'altra, senza però poter fare alcunché per risolverlo, atteso che l'altra parte, essendo condizionata, raramente riesce ad accettare un adeguato supporto.

In questi vari casi in verità, ragionando in termini “umani”, si dovrebbe fuggire il più lontano possibile, attendendo – se trattasi ad esempio di anima compagna, o, addirittura di anima gemella – una situazione di maggiore apertura e disponibilità dell'altro.

Eppure, in termini più “spirituali”, le guide raramente spingono in tal senso.

Il fatto è che, essendo profondamente collegati, seppur occorra proteggersi quanto più possibile dalle potenziali “intrusioni”, viene maggiormente in evidenza l'opportunità di preservare in qualche modo l'unione. Almeno fino a quando l'altro lo permetterà, e non disporrà altrimenti.

Per questo, spesso, mentre noi vorremmo allontanarci il più possibile da esseri che, seppur oggetto della nostra più coinvolgente attenzione, si dimostrino risoluti nelle proprie carenze di benevolenza, comprensione e sensibilità, la Luce potrebbe invitarci – inspiegabilmente per noi, condizionati come siamo da orgoglio e suscettibilità – a rimanere nei pressi, almeno fino all'autonoma e risoluta decisione dell'altro di allontanarsi definitivamente.

E solo allora dichiararci liberi di orientarci altrove.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

La Fonte della Vita...

Post n°285 pubblicato il 28 Giugno 2019 da RoHarLu

Tutto è consapevolezza. Ma la consapevolezza è solo essenza, mentre l'essenza è a sua volta presenza.

Quindi tutto esiste solo perché è “presente”. E perché c'è un “Io”, o un “Sono”.

L'Io Sono è in effetti ciò che tutti quanti tendono a chiamare “Dio”. E l'Io sono è in questi termini il dio di questo Universo.

Potremmo cambiare corpi, che sono poi – come diceva un Maestro - vestiti, e volti, sembianze, figure, forme, ma l'io sono sarà la costante di ogni mutamento e movenza.

Così, se l'io sono è il dio di questo universo, noi stessi siamo quel dio. Ognuno di noi, ogni essere, è quel dio.

Questo dovrebbe farci prendere un po' più sul serio, e garantirci molto più onore, e rispetto, e considerazione, di quanti e quante ce ne riconosciamo, e, ancora di più, di quanti e quante ce ne dovessero tributare gli altri.

Ma la prima azione spetta solo a noi stessi.

Vivendo in una realtà controllata, e manipolata, e gestita sul modello padrone-servo, i pochi che per qualche loro patologia, o anomalia di sistema, desiderano il dominio sui propri simili - avendo optato per il “servizio a se stessi”, in luogo del servizio agli altri - cercano di trovare e usare tutti i mezzi, leciti o molto meno tali, per indurre ciascuno nella convinzione che non possiede valore alcuno, e che non dispone di altro mezzo, e soluzione, che l'accettare una materialità limitata, forgiata da scarsità e carenze, da caos e confusione, da dramma e superstizione.

Questo ha plasmato nei tempi una massa di esseri privi di qualsiasi autostima e spogli di ogni potere – ma semplicemente e solo perché, nella loro piena, pur dimenticata, sovranità, hanno provveduto a trasferirlo ad altri.

Per questo il primo imperativo per tutti noi, è di riprendere il comando della nostra vita, e delle nostre scelte, e rimpadronirci di tutta l'autorità che è diritto divino di nascita di ogni individuo.

E per questo il primo amore, il primo “ti amo” deve essere prioritariamente per noi stessi, in quanto figli dello stesso Creatore, e di ogni sub-Logos da esso originato.

Perché, se dovessimo rivolgerci al Sole Centrale, che è il Logos di questa Galassia, o al Sole Centrale delle Galassie di nostra pertinenza, o al Sole centrale di tutto l'universo manifestato, e gli - o “le”, in quanto madre generatrice – chiedessimo di assisterci, di supportarci nella brama di recupero della nostra maestria, o le chiedessimo di aiutarci ad essere amati, perché, come sembra, appare il modo più semplice per sentirci meno soli, e abbandonati alla periferia di noi stessi, probabilmente nel donarci una splendida sfera di Luce bianco brillante, ci esorterebbe di porgerla delicatamente nella mente, nel cuore, e nelle mani della persona amata a dimostrazione di tutto il nostro Bene, e al fine di rivestirla di tutto il nostro coinvolgimento. Ma, più certamente, ci direbbe anche: “Amato figlio, perché non cominci da te stesso?”. “perché innanzitutto, non riempi d'amore te stesso?.. Perché, come prima impresa, non proclami il tuo eterno amore a te stesso?”.

E questo perché, per noi stessi – senza commettere sacrilegio alcuno – noi siamo - e dovremmo considerarci - gli esseri più importanti in esistenza. Perché non si può amare nessun altro se non si è per se stessi, prima di ogni altro, stracolmi di tutto l'amore che si è in grado di possedere.

È un po' come un antico maestro soleva rispondere sull'anima gemella a tutti coloro che ansavano per ritrovarla, in questo spazio così bisognoso di risanamento. “Visto che la tua anima gemella è te – così si esprimeva quel saggio - come potrebbe amarti se tu per primo, non riesci ad amare te stesso? Come potrebbe essere un grande amante per te, se tu, da parte tua, non lo saresti per te stesso?”.

Ed è in effetti anche per questo che le reunion delle anime gemelle – già osteggiate fino all'inverosimile, e con tutti gli espedienti possibili e immaginabili, dai controllori, che ne sono terrorizzati più di ogni altra cosa – così come paventano, e disprezzano, lo stesso amore romantico - avvengono così di rado, malgrado da questo incontro si riesca a liberare una straordinaria e infinita quantità di guarigione, sia per gli interessati che per l'intero pianeta. Perché gli stessi protagonisti, anche perché manipolati, influenzati, e “adulterati” dalla consapevolezza sociale e dalle tecnologie dei sorveglianti, ingenuamente ne sono spaventati, intimoriti dal maestoso potere che dalla sacra connessione inevitabilmente deriverebbe.

Il fatto è che ci hanno così tanto convinti ad avere paura delle emozioni, dei sentimenti, e della stessa unione, in tutte le fisionomie – dal fisico all'intellettivo, dall'emozionale all'animico, dal cuore al mentale – si dovessero manifestare, e ce li hanno così tante volte, in tante vite, in tante esperienze, associati alla disperazione, all'angoscia, ai dolori estremi, che arriviamo a non lesinare persino ferocia e durezza, e spietatezza, a chi, in qualche modo o senso, avendo deciso prima di noi di “saltare il fosso”, e andare oltre i propri mali, ed incarnare la Luce e lo splendore in ogni aspetto della propria esistenza, ha inteso regalarci quell'attimo di cielo al fine di colorare le nostre realtà.

Però questo non dovrà in alcun modo fermarci, e, ancora meno, bloccarci. Perché se la prima espressione di volontà dell'Ideatore è stata la Luce, subito seguita dall'Amore, è quella – insieme a quest'altro – che rimane sempre base e fondamento dell'intero Cosmo.

Quindi, come possiamo non fidarci di ciò che è nella sostanza l'inizio della Vita?

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Quando tutto è Emozione ....

Post n°284 pubblicato il 27 Giugno 2019 da RoHarLu

Tutto ciò che siamo, che possediamo, e che potenzialmente decidiamo di essere o avere, è già nostro, e appena per diritto di nascita.

Ciò che in modo così straordinario siamo nessuno potrà mai metterlo in discussione, e nessuno potrà mai impedirlo.

Niente e nessuno potrà mai toglierci ciò che è sempre stato nostro, e assolutamente non perché qualcuno ce lo abbia concesso, o fornito in prestito.

Noi siamo! Semplicemente. Mentre tutto il resto rimane solo un dettaglio. Anche se, ai fini della manifestazione, si tratta di un dettaglio che fa alla fine ogni differenza immaginabile.

La bellezza di tutto il gioco però, è che lo stesso discorso vale per tutti. Tutti quelli che amiamo, tutti quelli che ci amano, tutti quelli che contano su di noi, e tutti quelli su cui contiamo. Ma anche per coloro che non ci amano, e coloro che amano altro, che hanno compiuto altre scelte, altre modalità di vita, altre forme, forse meno onorevoli, di riverenza.

Nessuna differenza, nessun ostacolo, nessuna difformità, nessuna preferenza.

Questo mondo che conosciamo, e con il quale ci stiamo singolarmente identificando, è il regno dell'emozione.

Sono molti i popoli dell'universo che hanno perso questa caratteristica, come tanti quelli che non l'hanno mai sperimentata. Così, per questo rispetto, c'è molta attenzione nei confronti di questa modalità, o di questo patrimonio, esistenziale.

Le emozioni sono la nostra ricchezza, e la nostra disperazione. In un senso o nell'altro riempiono la nostra vita, la conducono alle stelle, o la sotterrano senza alcuna misericordia. Dominano i nostri tempi, e, spesso, pur non potendone fare a meno, pur non potendo evitare che inondino ogni apparente vuoto delle nostre sostanze, vorremmo sbarazzarcene per sempre, pregando qualsiasi dio perché ce lo consenta, e aiuti a farlo.

Eppure è questo che siamo venuti a fare. È questo che siamo venuti a percepire. E intendere. Forse una o forse milioni di vite fa.

L'emozione è ciò ci collega ad ogni aspetto del nostro peregrinare, ad ogni essere che abbiamo mai conosciuto, e amato, o altro di differente, ad ogni avventura e ad ogni parte che abbiamo avuto l'onore di interpretare.

Spesso, vedendo un essere che abbiamo amato sinceramente e integralmente, in qualche altra versione di noi stessi, ne siamo talmente sommersi che a mala pena riusciamo a controllarci. Così tutto diventa di nuovo presente, che è quel presente, quell' ”Ora” nel quale sempre dovremmo dimorare. Magari si tratta di un figlio, o di una figlia, che abbiamo perso in modo improvviso e inaspettato, senza aver avuto il tempo di poterle dichiarare milioni di volte il nostro affetto, il nostro amore, e garantito la nostra protezione e il nostro rifugio. La riconosciamo subito, e ci sembra di esplodere, tanto non si riesca ad arginare la gioia, la felicità, nello scoprire che nulla è cambiato, che è sempre la cosa più bella che i nostri occhi abbiamo mai visto e possano mai vedere, e tutto sembra esattamente come allora, anche se tutto è così esteriormente diverso.

Anche per questo l'emozione resta il tesoro di questo spazio, creando ponti di ogni genere tra i tempi, i cuori, e le dimensioni.

E questo alla fine spiega perché sono così tanti a fare a gara per venire a guardarci.

E anche perché abbiamo fatto così tanto per essere qui.

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Quando tutto è Grazia ....

Post n°283 pubblicato il 26 Giugno 2019 da RoHarLu

Noi discendiamo dall'energia primordiale. Siamo uno con essa, e interagiamo continuamente con tutti gli aspetti della creazione, la quale ultima è l'emanazione più o meno diretta di quella. Attraversiamo tutti gli stadi dell'espressione complessiva che riteniamo dover percorrere, e, sulla base delle nostre scelte in qualche modo, o senso, libere – ma sempre e solo di nostra pertinenza – aggiungiamo altri dati alla comprensione cumulativa del Primo Creatore. Lungo il peregrinare attraverso il cosmo possiamo di tanto in tanto imbatterci in anomalie che, come conseguenza del libero arbitrio accordato a tutte le creature, e portato alle estreme conseguenze, appaiono abili a provocare funzionamenti diversi alla volontà dell'Iniziatore. Si dice che la terza dimensione, che al momento viviamo, ma che ci apprestiamo definitivamente a lasciare – almeno chi sceglierà in tal senso – sia il piano del dolore. E nel dolore, quando sperimentato, solo un folle può decidere di indugiare. Eppure accade. Lo “garantiamo” in modo masochistico a noi stessi, e, forse ancora più spesso, lo “procuriamo” sadicamente anche ad altri. Ciononostante potremmo farne a meno. A dir poco di sperimentarlo ancora e ancora, in un ciclo interminabile di sofferenze e patimenti. Tuttavia questa è una zona di condivisione, e non tutto può essere controllato. Può essere gestita la propria vita, in una certa misura, ammesso che si conoscano chiaramente le leggi universali, ma non possono essere dirette le vite degli altri, ciascuna subordinata alle libere decisioni del proprio autore. Ma, come si è detto, è tutto soggetto alla scelta. Chiunque, con più o meno libertà – e anche la libertà è alla fine un'opzione – può prediligere l'amore invece che la paura, la luce piuttosto che l'ignoranza, la grazia a posto dello smarrimento. E in realtà le varie cose sono connesse. La luce porta l'informazione, l'informazione distrugge la paura, laddove l'apertura che ne deriva assicura ogni inondazione di grazia. La grazia circonda chi sceglie la luce e lo accompagna ad ogni passo, ad ogni sospiro, agevolando e ingentilendo ogni sua movenza. È vero che spesso non si riesce a constatarne la presenza. Ma solo perché si cerca nel posto sbagliato, e perché le credenze non sono esattamente corrette. Perché grazia non significa che tutto il mondo corrisponda precisamente ai nostri convincimenti e/o interessi, perché nessun essere di luce interferirebbe in modo invasivo negli ambiti di chiunque altro. E perché la grazia non decide propriamente i risultati, in ogni caso non a breve termine. Grazia è quando si può vedere tutto ciò che ci accerchia nella sua reale natura, e i corrispondenti esseri nelle loro più celate disposizioni. E grazia è anche quando il rispetto e l'onore tutelano il diritto di questi ultimi di essere qualsiasi cosa essi desiderino. Grazia è quando si può dare un senso a tutto ciò che accade, perché si rinvengono i meccanismi attivati, e le congiunzioni in ogni tempo originate. Grazia è quando non importa del risultato perché tanto abbiamo vinto comunque. E grazia è quando si può scorgere l'amore in una infinità di esseri perché aperti all'amore e a tutto l'universo, o anche solo perché figli dell'amore, o perché innamorati dell'amore, perché, alla fine, in tutto questo non vi è differenza alcuna. Grazia è quando, nel momento in cui tutto appare insostenibile, una semplice vibrazione, un suono, una musica, una qualche parola che segue magicamente ad un'altra, o una qualche forma incantata, riescono a farci sentire talmente vicini al creatore da non scorgere più alcuna distinzione. E grazia è quando si ama e basta, perché non si riesce a fare diversamente. Perché nell'amore siamo nati, e all'amore ritorneremo. Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia, un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L. Namasté!

 
 
 

Quando tutto è Bellezza....

Post n°282 pubblicato il 23 Giugno 2019 da RoHarLu

Noi siamo Verità Bontà e Bellezza. Che sono le prime qualificazioni che vengono riconosciute a Dio, secondo come viene comunemente inteso [vale a dire nella sua realtà di Primo Creatore].

Si è detto qualche altra volta che ogni essere conserva un proprio singolare incanto. E non essendoci neanche due gocce perfettamente uguali nell'intero cosmo, ogni magnificenza non può non rimanere che precisamente unica, e perfettamente incomparabile a chiunque e a qualunque altra cosa.

Nel mondo degli opposti, e in una situazione in cui si tenda a prediligere il servizio a se stessi, il potere sugli altri e il controllo, è gioco norma che si miri a plasmare illusoriamente delle categorie in cui si voglia far rientrare ogni individuo, si da potere meglio gestire l'ammasso.

In realtà non esiste una cosa come la bellezza, secondo come la voglia somministrare quella che è conosciuta come la consapevolezza sociale. Perché ogni cuore è talmente stupendo, così eccezionalmente indescrivibile, da riuscire assolutamente impossibile rinvenire un qualche termine di riferimento.

Essendo inquadrati in un sistema di nomi e forme, accumuliamo delle preferenze, e delle pseudo-simpatie. Questo ci farà tendere a favorire una qualche cosa invece di qualcun'altra. Tuttavia questo non dovrà in alcun modo avvenire a discapito di quella.

Ad esempio, chi incarna un'energia preminentemente maschile, dopo l'intenzionale frammentazione della sua anima, ai fini dell'ingresso in una dimensione duale, magari guarderà con occhi diversi, e più “coinvolgenti”, pur nella massima integrità possibile, le energie prettamente femminili. E anche se dovesse avere una qualche disposizione nei confronti di una qualche peculiarità, amerà indistintamente tutte le energie di tale fatta della propria specie, e, forse, fino alla sua completa reunion di genere nella parte profonda di se stesso, di qualsiasi altra specie presente nel multiverso.

Forse sarà soprattutto attratto dalla sua anima gemella, forse sarà intenerito da ogni sue anima compagna, ma tutte le componenti animiche femminili, ogni qualvolta si dovesse soffermare su questo, avranno su di lui una tale reazione di meraviglia da suscitare problemi di incomprensibile amministrazione.

Quindi, tutto è Bellezza nel cosmo. Tutto è Verità, e tutto è Beatitudine. E la prova è proprio nella parte più intima di noi stessi, dove ogni qualificazione trova il suo ideale completamento. E dove ogni forma ritrova la sua essenza, e ogni natura la sua Sorgente.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Quando basta solo un accenno....

Post n°281 pubblicato il 23 Giugno 2019 da RoHarLu

Noi siamo consapevolezza, che è ciò che ci rende “svegli”. E siamo amore, che è ciò che ci rende intimamente connessi.

Sembra, come raccontava un maestro antico, che tutto sia cominciato da lì, un chiarore di consapevolezza da una qualche parte, nello spazio profondo. E quando quell'accenno di “presenza” riuscì a specchiarsi in qualcos'altro – che altro non era che se stesso – quello diede inizio all'esplosione di tutto il resto, pur rimanendo lo stesso “quello”.

Così, forse, e questo lo diceva un altro maestro, basterebbe, appena appena, un barlume di quella consapevolezza per cambiare totalmente la propria vita.

Perfino la vita a questo livello di frequenza, e in questa infinitesima porzione di spazio.

Certamente, riferendoci alla durezza di questo sistema, che è nella sostanza una prigione dominata dalla paura, dalle restrizioni, e “ricco” di ogni genere di carenza, dalla povertà all'assenza di onore, compassione, empatia, oltre che governato da cuori chiusi, dimentichi delle proprie origini e delle più elevate connessioni.

Eppure, in tutto questo marasma – che è in verità caratteristico dei “tempi finali” - ogni cuore appena aperto riesce ancora a riportare la speranza, il sorriso anche, e a fare sentire al sicuro, pur per un attimo, e meno solo, ogni altro animo nobile.

Ad esempio un bambino di un colore piacevole, che guardando te negli occhi, e lasciando intravvedere una luce di indescrivibile splendore e di singolare bellezza, e rivolgendosi al padre con dire semplice riesca a sussurrare: “Perché non diventate amici”?

Così, dopo aver faticato così tanto, per cambiare qualcosa nel mondo, per fare un attimo la differenza, non tanto per brama di eroismo, o per rimanere immortalato in qualche albo di memorie, possiamo insomma dire con tranquillità che i nostri fratelli sono al fine arrivati, quegli esseri che, insieme a noi, stavamo aspettando, e che, insieme a noi, cambieranno completamente questo ritaglio di cosmo, restituendolo alla luce, che è poi la sua naturale genitrice.

Pertanto, se un indizio di consapevolezza può cambiare, come in effetti, è, eternamente la nostra vita, un briciolo di amore la potrà segnare per sempre. Garantendole quella preziosità che essa sempre conserva in ogni regione dell'intero creato.

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Accontentarsi di non meno del massimo..

Post n°280 pubblicato il 14 Giugno 2019 da RoHarLu

Come diretta espressione del creatore, noi siamo tutto ciò che lui stesso è, e tutto ciò che esattamente significhi.

In effetti non vi è alcuna differenza tra il creatore e la sua manifestazione, visto che lui è ogni singola scena, e, al contempo, l'intero palcoscenico, pur rimanendo ciò che ne sta alla base.

Come suoi “figli” ereditiamo tutte le sue prerogative e le sue infinite possibilità, e, ad un certo punto, possiamo anche agire in sua vece, nell'infinita volta di universi che compongono la rappresentazione complessiva.

Con l'estrema libertà di cui disponiamo, possiamo essere qualsiasi cosa. Compreso il più piccolo dei piccoli, e l'infimo degli infimi. Possiamo essere liberi o schiavi, amore e non amore.

Quindi, dipende da noi qualsiasi scelta, e se assumere o meno quella stessa scelta.

Possiamo trattarci da principi, o vivere da servi, pensare di meritare il meno del meno, oppure pretendere l'estremo dell'apice che riusciamo a concepire.

Noi siamo follemente amati. Il creatore ci ama a tal punto che non riuscirebbe a darci in minor quantità di quanto noi dovessimo chiedere, o esigere, o anelare.

Probabilmente, quando ci guarda vede le creature più splendide che siano mai venute in essere. E questo vale per ogni ente, per ogni organismo, per ogni barlume di consapevolezza. Niente, e nessuno, escluso.

E nessuno è meno bello di qualsiasi altro, perché si tratta sempre di una bellezza unica, incomparabile, indefinibile.

Non c'è competizione. Non c'è più, non c'è meno.

Ma se il creatore ci vede così, perché noi dovremmo immaginarci in modo differente? Perché dobbiamo pensare altrimenti? Perché riteniamo di non essere degni, di non essere abbastanza, di non meritare qualcosa o qualcos'altro? Di non valere soprattutto, tanto da poter essere amati.

Perché l'unico margine -e non potrebbe essere altrimenti - è la volontà di amare. Di vederci, e di vedere ogni essere, così come il creatore stesso ci vede.

E seppure il minimo sia lo stesso massimo, come avviene per il creatore, e seppure non ci sia un esatto minimo, o massimo, rimane tuttavia vero che non ci sono limiti, non possono esserci limiti, su ciò che “meritiamo”, e su ciò che possiamo ottenere.

E se qualcuno dovesse tentare di convincerci del contrario, o di qualcosa di diverso, che abbia la nostra benedizione, con tutta la comprensione possibile. Insieme all'augurio che al più presto, anche lui possa evitare di accontentarsi con meno del massimo.

Sempre che così voglia.

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 
 
 

Paura dell’Amore..

Post n°279 pubblicato il 04 Giugno 2019 da RoHarLu

Noi siamo la Vita che origina dalla Vita. Noi siamo l’energia che proviene dall’energia prima.

Noi siamo uno. Noi siamo unione.

Eravamo una cosa sola con il creatore, e mai pensavamo che dall’apparente separazione ne potesse derivare, qualsiasi realtà avessimo vissuto, sperimentato, opzionato - una dolorosa solitudine..

Il sistema di controllo ha tuttavia deciso in un qualche modo per noi, plasmando esseri impauriti, confusi, spaesati. In un mondo, in un cosmo, che altro alla fine non era che la nostra casa.

Così, in questo spazio, che è solo un infinitesimo dell’intero corso, non facciamo altro che annaspare, convinti che non abbiamo alternative.

Eppure noi abbiamo tutte le possibilità del mondo. Noi siamo le stesse possibilità. Noi siamo tutte le scelte ipotizzabili, prevedibili, e immaginabili.

Ma la paura ha la meglio, bloccando ogni iniziativa, ogni passo, ogni occorrenza, ogni evenienza, ogni condizione.

Paura di amare, di soffrire, di essere abbandonati, di essere rifiutati. Paura della solitudine. Paura di non farcela.

La paura è la perfetta antitesi dell’amore. E questo lo sanno bene i controllori.

Per questo ogni cosa, ogni ricordo, ogni pensiero che viene inculcato, tramandato, ogni cibo che viene offerto, è intriso di paura.

Perché questo ci paralizza. Ci rende docili, ammaestrabili. Prigionieri di noi stessi, perché, alla fine, è nostra la decisione. La decisione di vivere l’amore, o il suo puntuale contrapposto, la paura.   

Noi non siamo soli. Anche se dovessimo scegliere di esserlo, per qualche istante di eternità, non lo saremmo comunque, perché la creazione è la semplice manifestazione dell’esatto contrario.

E possiamo sempre scegliere. Scegliere di amare ed essere amati ad esempio. Perché, se nessuno è certamente obbligato a farlo, sono in tanti che custodiscono il desiderio di farlo. E per ognuno che sceglie di non amarci, o [apparentemente] “rifiutarci”, in milioni hanno già scelto l’opposto.  

Basta già il nostro gruppo d’anima, per questa piccola area del multi verso. Tutti esseri dal cuore aperto, e disponibile, per i quali l’amore non è un opzione, e neanche una scelta, ma la stessa ragione di essere. Anzi, l’unica e vera realtà.

E questa non è una speranza. Questa è la certezza dell’esistenza. Della vita.

Di quella vita che, nata dall’amore, in esso ri-troverà il suo perfezionamento.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.  

Namasté!

 
 
 

I “limiti” dei Creatori..

Post n°278 pubblicato il 02 Giugno 2019 da RoHarLu

Tutto è essenza, e tutto è creazione. Perché solo ciò che viene in esistenza, quindi, secondo come lo si intende, “creato”, può essere conosciuto.

L’espressione più diretta del Creatore è la manifestazione. O meglio, l’unica cosa che è possibile apprendere, e comprendere, del Creatore – ovviamente, da se stesso – è proprio la sua diretta espressione.

Quest’ultima è quindi il sogno del Creatore, così come ogni rivelazione dei sub creatori rappresenti nella sostanza il loro sogno.

Qualsiasi apparizione un Creatore – logos o sub-logos – dovesse inventarsi, quello è il suo sogno. Che poi è una sorta di “freno“ dell’energia - pur nell’attivazione del movimento - nella misura in cui quella venga limitata a quella particolare estrinsecazione.

Quella dei “limiti” è quindi una riflessione interessante, atteso che il concetto di “manifestazione” si muove all’unisono con quello di ”limitazione“.

Non si potrebbe avere manifestazione senza costrizione. Il Creatore “confina“ se stesso, e tale processo porta ad una qualche sostanza e, successivamente, a delle forme.

Più il contenimento è portato alle estreme conseguenze, più si assiste ad una maggiore centratura della manifestazione.

Il percorso inverso è altrettanto interessante, visto che prevede la “liberazione“ di tutti i limiti precedentemente imposti, per garantire il ritorno dell’essere primo allo “zero“ che tutto potenzialmente È, mentre nulla di concreto sia esattamente in essere.

Pertanto, se tutto è il Creatore, o meglio, ciò che È prima di esso, prima di un qualunque suo svelarsi, la “limitazione” è alla fine il meccanismo che porta ad ogni opportunità di acquisizione di una qualche frazione della sua globale complessità. Procedimento che può per certi versi essere applicato in un qualche modo ad ogni singola variante della manifestazione e degli stessi sub-creatori.    

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.  

Namasté!

 

 
 
 

La squisitezza della guarigione..

Post n°277 pubblicato il 01 Giugno 2019 da RoHarLu

 

Siamo esseri stupendi, straordinari, di una bellezza singolarmente sbalorditiva. E questo perché siamo ed esprimiamo la stessa realtà della Sorgente.

Questo è bene tenerlo sempre in mente, nel Cuore e nell’anima, seppure questi ultimi due dispositivi ne conservano mnemonicamente perfetta e costante cognizione, perché ogni cosa, anche drammatica, o terribilmente prostrante, dovessimo aver deciso di sperimentare, specificamente in questa pseudo-dimensione, così densa ancora, nostro malgrado - di dolore, controllo e manipolazione – perché, anche questo è opportuno prenderlo in seria considerazione, si tratta tutte le volte, in un qualche senso o modo, di nostre scelte, sempre emendabili, correggibili e annullabili – qualsiasi cosa avessimo deciso di preferire e attenzionare, in una qualche coordinata spazio temporale, non cambierà quella verità di base, e non potrà in alcun modo alterare la nostra originaria posizione.

Questo è uno spazio ipercontrollato. L’applicazione invasiva di particolari tipi di tecnologie, molte delle quali poco o assolutamente sconosciute alla quasi totalità della popolazione senziente, rende la gran parte degli esseri completamente intorpidita e anestetizzata ad ogni forma di violenza, ”stupro” e sopruso.

Gli abusi – nel significato più generale e cumulativo del termine – iniziano per ciascuno fin dalla propria comparsa in questa regione, facendo spesso parte degli “accordi” che si è costretti a sottoscrivere – ma che, si badi bene, non sono nella sostanza  esattamente“legali”, perché estorti, in regime di malafede e ricatto – con i “controllori” del sistema, al fine di poter partecipare a questo gioco [decisione che siamo indotti ad assumere per una indefinita pluralità di motivazioni].

Ed essi sono insiti nella quasi totalità delle interazioni che siamo “destinati” ad innescare, atteso che chi subisce l’abuso, quasi sempre, fino a quando non permetta allo stesso [abuso] di arrivare in superficie, non lo riconosca, e, nel perdono, non accondiscenda al suo ”dissolvimento“,  tende a perpetuarlo, e ad applicarlo ad altri in qualche modo consenzienti.

Ma chi subisce abusi nella quasi totalità dei casi non ne è precisamente consapevole. Perché, forse, potrebbe avere avuto bisogno di rimuovere il dolore ad esso associato, o perché le convinzioni lo hanno portato a sottovalutarne l’importanza, o perché, nell’ignoranza della propria genesi e delle proprie possibilità, potrebbe tendere a giustificare qualsiasi cosa, non presupponendo altre modalità esistenziali.

Così, gli abusi, e i traumi che ne sono connessi, rimangono parte dell’essere fino al risanamento, che potrebbe avvenire già all’attimo della loro sommaria individuazione. Ma fino a quell’istante, ogni singola frazione della propria presenza ne apparirà impregnata, generando circoli viziosi dai quali sarà difficilissimo distaccarsi.

Possedere questo tipo di conoscenza sarà pertanto estremamente utile per tutti gli aderenti alla sfida. Lo è sicuramente per chi ha già iniziato in se stesso il processo di guarigione, ma lo sarà ancora di più, per chi, per qualche motivo, dovrà “supportare” altri - perché indirizzato ad interagire con loro, in quanto parti della propria famiglia, o compagni d’anima, o per ogni altra forma di Amore di questo e altri cieli - a venirne fuori.

Utile, come si diceva, perché si dovrà essere coscienti della complessa circostanza che l’altro cercherà di ”difendere” a denti stretti la propria zona di comfort, pur comprensiva e grondante di traumi [più o meno percepiti], e che potrà cercare, più o meno intenzionalmente, di riversare quegli stessi ”abusi” anche su chi manifesterà una gentilezza, una amorevolezza, e una corrispondente apertura alle quali non è più abituato.

Forse, per concludere, così come sosteneva un maestro di altri tempi, il mantra più rappresentativo di questo pezzo di estensione, da ripetere ed assimilare fino all’ultima cellula del proprio essere, dovrebbe essere, pur nelle sue presunte banalità ed esiguità, l’aforisma:“Che io possa amare ed essere amato”. E questo per la sua duplice disposizione di rimedio per ogni male, e di principio per ciascuna autentica condivisione. Perché è l’Amore, per la sua architettura di “inizio e fine” della vita, e l’avvolgimento che si porta dietro, ciò di cui tutti hanno più bisogno.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.  

Namasté!

 

 
 
 

L'interazione di Luce.. .

Post n°276 pubblicato il 26 Maggio 2019 da RoHarLu

Tutto è Luce, e ogni cosa è Amore.

Queste, che sono le prime fragranze del Creatore, infondono di se ogni elemento della manifestazione.

Pertanto, costituendo il punto di partenza e la sostanza primaria della creazione, nulla in quest'ultima può esserne sprovvisto.

Trovandoci ai confini dell'universo, e della galassia che è il nostro gruppo di Luce, forse parte di quella purezza primigenia si è, suo malgrado, dissipata. Le idee, le interpretazioni, e le invenzioni dei sub-logos succedutesi in modo diverso e divergente, hanno provocato lo snaturamento del progetto principale.

Ma nulla è veramente perduto nell'universo, e ogni cosa può ricostituita.

In queste coordinate spazio temporali che costituiscono il focus della nostra attenzione, alcuni, o forse tanti, esseri, con la libera volontà e autodeterminazione che il Creatore ha reso disponibili per ogni essere generato - ammesso che quest'ultimo termine esprima fedelmente il processo - hanno spento, ciascuno in se stesso, la fiamma che contraddistingueva, e caratterizzava, quella trama antica.

Come è stato altre volte detto, l'Amore si rivela in molti modi, e attraverso ogni ente, corpo, essenza, in maniera specifica secondo le modalità espressive di quell'ente, corpo, essenza.

Quindi, l'attrazione fisica è una forma di Amore, perché il corpo tende a palesarlo in quel modo. E così per l'attaccamento mentale, il coinvolgimento emozionale, la volontà psichica, l'unione animica.

Tuttavia, smorzando, o estinguendo, il fuoco, si può solo assistere ad una lenta ma inesorabile assenza di una qualsiasi "sacra" vibrazione.

E chi ha soppresso in se il fremito, non crede più, non risuona più, non palpita più. È solo un corpo esanime. Vive finché riesce a respirare, ma senza più riuscire a rammentare il sussulto, il fremito. Con l'ulteriore effetto di annientarlo negli altri, anche.

Però, ripristinandosi l'ardore, la Vita riprende prontamente il proprio vigore.

E l'abbraccio degli altri esseri, e dell'universo intero, ne è il subitaneo prodotto. 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.

Namasté!

 

 

 
 
 

Il gioco del Rispetto.

Post n°275 pubblicato il 25 Maggio 2019 da RoHarLu

All’inizio era l’Uno, e quell’Uno divenne i Molti.

Il processo passò attraverso i due, i quattro, gli otto, e oltre, al di là della perfetta cognizione delle cose.

Poi ci si cominciò a ritrovare sullo stesso mare a navigare, o fare altro. E, incontrandosi, nella consapevolezza delle proprie universali origini, delicatamente ci si cominciò a salutare, a scambiare le proprie peculiarità, e le insalate dei propri orti.

Tutti originiamo dalla stessa fonte. Tutti proveniamo da quello stesso Uno, che, ancora prima era una sorta di Zero [metafisico].   

La mescolanza delle energie, per un qualche decreto del Creatore, è stata lasciata alla generale autodeterminazione.

Pertanto, in completa autonomia, ci si incrocia ed unisce, memori o meno della identica derivazione, producendo i passatempi più impensati.

Nella consapevolezza della pur temporanea realtà tridimensionale che insieme ora stiamo vivendo e percependo, in effetti stiamo cercando di comprendere anche la “degradazione” dei “giochi” che congiuntamente abbiamo attivato. Qualcuno parla di “anomalie”, e avanza anche la condivisibile singolarità che ciò non rientrasse esattamente nei piani del primo Creatore di questa manifestazione.

Al di là di questo, il fatto più importante è che ciò non può certamente rientrare nei propositi di un essere che si appresti a vivere la Luce nella sua interezza, l’Amore, nella sua massima intimità, e l’unione, quale coscienza della sorgente universale, nelle forme e movenze che si estrinsecano nelle eterne rivelazioni.

Al di là di come gli atomi, o i quark, o le eventuali ancora più piccole particelle, si combinino tra loro, rendendo il vuoto un apparente pieno, è il modo in cui quelle si avvicinino l’una all’altra che denota la loro distanza o meno dalla conoscenza dell’inizio.

La gentilezza, il rispetto, l’onore, che appartengono a queste dimensioni a noi, che stiamo sperimentando questo tipo di livelli, più vicine, sembrano ciò che più ricorda quel complessivo senso di appartenenza “ familiare ”. Laddove l’irruenza, la violenza, la mancanza di empatia e di considerazione, di omaggio e di attenzione, che palesano altresì una quasi assoluta amnesia di ciò che tutti insieme siamo, appaiono più da “ confini estremi ” dell’Universo osservato.      

Il processo del ricordare ciò che si è, deve servire principalmente a ristabilire le proporzioni, le misure, di se stessi e degli altri. E ha poco senso se non comprende gli [illusoriamente] distinti, che alla fine tutti in un senso o nell’altro siamo.

In verità, il ricordo del punto dal quale discendiamo comincia ad avere un valore, unicamente nel momento in cui, nell’intrattenimento collettivo, riusciamo a scorgere la stessa essenza delle altre derivazioni.

E se nella successione ascendente, cominceremo ad confortarci con la nostra famiglia d’anima, alla quale seguono nell’immediatezza, in un eterno gioco di gentilezza, abbraccio e coinvolgimento, le altre affini, in quanto frazioni di un qualche ceppo comune, è nell’anima unica del primo Creatore che alla fine ri-troveremo il nostro compimento. Seppure per quel solo accenno che serva a garantire una qualche diversa modalità espressiva.

 

Con tutto il Rispetto della Sovranità di ciascuno consentitomi dalla Grazia,

un Saluto di Cuore, nel gioco Infinito di ciò che sempre È [Vita]. Marius L.  

Namasté!

 
 
 
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