
Uno dei primi casi registrati nella storia lunga e controversa della reincarnazione è anche il più impressionante. E quello di Mary Lurancy Vennum, che nel 1877, quando aveva tredici anni, fu colpita da alcuni attacchi epilettici con strani risultati. La prima dimostrazione della reincarnazione della Vennum emerse in seguito a un attacco che la privò dei sensi per cinque giorni. Al suo risveglio, disse ai suoi genitori che aveva visitato il paradiso e aveva parlato con un fratello e una sorella che erano morti. Mary non aveva fratelli o sorelle, e ai suoi genitori sembrava destinata a finire non in paradiso, ma in un manicomio, specie quando cominciò a parlare con le voci di una donna e di un uomo sconosciuti.
Ma intervenne un amico di famiglia, Asa Roff. La figlia di Roff era morta 16 anni prima durante un attacco epilettico, e lui conosceva un medico, il dottor E.W. Stevens, che avrebbe potuto essere d'aiuto. Il dottor Stevens arrivò e trovò Mary che, in trance, assumeva la personalità dell'uomo e poi della donna. Egli ipnotizzò rapidamente la ragazza, ed essa gli disse di essere stata posseduta da spiriti maligni. Quando il medico suggerì che c'era bisogno di un altro spirito che la aiutasse a separarsi da quelle due personalità, la stessa Mary offrì un suggerimento: propose di evocare Mary Roff, la defunta figlia di Asa Roff. Impressionato, Asa diede senz'altro il suo assenso. Quali che potessero essere le turbe psichiche di cui la bambina soffriva, la scienza psicologica non può spiegare quanto accadde poi. Il giorno dopo, Mary Vennum parve diventare Mary Roff e, quando intervennero alla seduta la signora Roff e una sua figlia, essa chiamò la ragazza per nome, anche se non l'aveva mai conosciuta, e abbracciò entrambe, fra le lacrime.
Tornò a casa coi Roff e parve ricordare ogni cosa e ogni persona nel vicinato, e continuò a ricordare episodi dell'infanzia di Mary. Dopo averla interrogata a lungo, anche Stevens si convinse che sapeva tutto della vita della ragazza scomparsa. Poco tempo dopo, la Vennum disse alla famiglia Roff che poteva restare solo per pochi mesi. In seguito annunciò il giorno esatto della sua partenza, e alla fine diede l'addio ai Roff. Poi tornò nella casa dei Vennum, che furono lieti di riaverla definitivamente con loro. A coronamento del lieto fine, essa fu guarita dalla sua epilessia.