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CULTURA E GIUSTIZIA
 

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Messaggi di Dicembre 2022

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3675 pubblicato il 31 Dicembre 2022 da antonioi0

LE PROVE, IN QUESTO CASO, NON SONO TESTIMONI

 

O IMPRONTE DIGITALI

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3674 pubblicato il 30 Dicembre 2022 da antonioi0

SENZA TENER IN

NESSUN CONTO LA GRAVITÀ DEL REATO.

 

 

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3673 pubblicato il 29 Dicembre 2022 da antonioi0

NEL GRUPPO 2 A QUELLI

 

FORTEMENTE SOSPETTATI E COSÌ VIA

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3672 pubblicato il 28 Dicembre 2022 da antonioi0

INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE STESSERO

RUBANDO UNA MELA IN UN SUPERMERCATO O STESSERO

 

COMMETTENDO UN OMICIDIO

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3671 pubblicato il 27 Dicembre 2022 da antonioi0

IN ALTRE PAROLE, È COME

SE SI RACCOGLIESSERO NEL GRUPPO 1 TUTTI GLI IMPUTATI

CONSIDERATI COLPEVOLI DI UN REATO PERCHÉ COLTI IN

FLAGRANTE

 

 

 

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3670 pubblicato il 26 Dicembre 2022 da antonioi0

MA QUELLO DELLA

FORZA DELLE PROVE A CARICO.

 

 

 

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3669 pubblicato il 25 Dicembre 2022 da antonioi0

INVECE, IL PRINCIPIO IN BASE AL QUALE GLI ESPERTI

DELL’IARC INSERISCONO UN FATTORE IN UNA

 

O NELL’ALTRA CATEGORIA NON È QUESTO

 
 
 

TERREMOTO E RICOSTRUZIONI IN IRPINIA IL RESTAURO E I PIANI DI RECUPERO DEI CENTRI STORICI MINORI

Post n°3668 pubblicato il 24 Dicembre 2022 da antonioi0

Calitri

 

Calitri sorge su un colle che domina gran parte del corso superiore dell’Ofanto. Gli studi paleolitici

e neolitici, ancora oggi, non riescono a restituire un quadro chiaro e completo della vita di questi

luoghi a quel tempo, ma è certo, come lo è per quasi tutto il territorio italiano132, che queste terre

furono abitate in quelle epoche, così come in modo empirico si deduce anche da diversi

ritrovamenti. E proprio nei territori di cui si parla si stabilirono primitivi nuclei che andarono ad

abitare le cavee naturali di cui proprio il monte, su cui Calitri sorge, abbonda.

La stessa Calitri odierna è un alveare di grotte di diversa dimensione modificate ed adattate

dall’uomo per i propri molteplici bisogni133. Come ci dice lo stesso Giulio Acocella, studioso e

storico locale, fino agli anni ‘50 del secolo scorso le grotte erano occupate dalla parte più povera

della popolazione calitrana che le usava come abitazione; più tardi sono divenute cantine, stalle,

legnaie e oggi sono utilizzate come ambienti particolarmente adatti alla conservazione di prodotti

enogastronomici di nicchia che traggono le caratteristiche organolettiche proprio dalle particolari

condizioni termo-igrometriche delle grotte. La formazione di tali antri fu facilitata dalla natura del

monte, di arenaria dell’epoca terziaria di poca consistenza, la cui compattezza è dovuta più a

pressione degli strati superiori che a cementificazione. Il banco di arenaria poggia poi su un banco

di argilla.

Testimonianza di un passato antichissimo è sicuramente il primitivo nome di Calitri, Aletriom134, il

cui suffisso ne ricorda distintamente altri relativi a città di chiara origine pre-indo-europea,

probabilmente etrusca, mentre al prefisso ala, o ale, non è dato attribuirvi un significato più

preciso135. E’ certo però che essendo il significato di triom noto come “luogo” o “sito”, il prefisso

doveva indicare una caratteristica propria del territorio stesso. Successivamente, come spesso

accade, mentre mutano i popoli, i toponimi restano e più tardi il nome Aletriom, si trasformò nel più

corrente” Aletrion, al quale si volle coniugare una influenza greca136. Sul periodo di appartenenza

e di nascita dell’antica Calitri, sono testimonianza ritrovamenti di fittili studiati dalla Regia scuola

delle ceramiche di Grottaglie che li ha datati al periodo al IV-III sec. a.C.137. E’ poi accreditata la

testimonianza di Plinio il Vecchio che narra della presenza di Aletrini138 tra le civiltà irpine

132G. Nicolucci., L’età della pietra nelle province napoletane, in «Rendiconto dell’Accademia delle scienze», Napoli

1872.

133 V. Acocella, Storia di Calitri, Officina Tipografica A. De Robertis e Figli, Putignano 1921.

134 “La forma primitiva del nome era, dunque, Alatriom,con accento iniziale tirreno-etrusco; in seguito l’indebolimento

di a in e in sillaba seguente, non aperta presso gli italici, che ne ereditarono il paese e il nome, diede luogo ad

Aletriom.”(V. Acocella, Storia di Calitri, Officina Tipografica A. De Robertis e Figli, Putignano 1921, pg.10).

135 Ivi, pg.10

136 Ivi, pg.13

137 Ivi, pg.14

138 “Plinio, adunque, elencando le popolazioni dell’Italia, secondo la divisione fatta sotto Augusto, allorchè gli Irpini

furon separati dagli altri Sanniti e congiunti, nella seconda regione, con l’Apulia e la Calabria, colloca gli Aletrini subitoaggregate alle colonie romane e abitanti della città di Aletrium, secondo il Cassitto139, studioso di

civiltà irpine, corrispondente all’odierna Calitri. Se la vita antichissima di Calitri non è risolta in

maniera definitiva dal suo toponimo sicuramente può esserlo dalla conformazione della cittadina

stessa e dal disseppellimento di armi, vasi fittili e altri utensili che confermano la conformazione di

oppidum che la città aveva sin dai tempi precedenti la conquista romana, così come moltissime

delle conformazioni urbane della penisola che essendo attraversata dalla catena appenninica, ben si

prestava a questo tipo di formazioni che divennero peculiarità propria italiana.

Calitri, dunque sorge a 665 metri sul livello del mare, su un’altura che a nord-ovest si presenta

costituita da una parete tufacea a strapiombo mentre su gli altri versanti è caratterizzata da pendii

erti ma poco insidiosi per chi volesse risalire la città di nascosto. L’oppidum era conformazione

utilizzata dalle antichissime popolazioni italiche per difendere i siti religiosi e anche amministrativi

da primitivi invasori. L’oppidum di Aletrium era occupato dall’arx, poi sempre riutilizzato nei

secoli, che costituiva il centro, il nucleo principale che univa tra loro gli Aletrini sparsi nelle

campagne140. Vito Acocella, letterato, storico e paleografo irpino, nota la conformazione della

costruzione, costituita da blocchi a facce poligonali e da massi squadrati che lui fa risalire al terzo

tipo di costruzioni riportata dal Giovenale141. A questo poi aggiunge la presenza di toponimi,

tutt’ora in uso che rimandano a nomi classici romani come quello della località Posterla,

evidentemente derivata da posterula, ovvero piccola porta, che indicava una delle tante

comunicazione tra l’arx e i sui vici. La toponomastica ci viene incontro anche con i nomi di

numerose località della campagna calitrana come Ischia (insula), Luzzano (lucus Iano), Vetrano

(veteranus). A questo si aggiungono poi i ritrovamenti di armi, monete romane, nonché ossa

collocate in sarcofaghi con vasi lacrimatori, daghe e clipei di chiara epoca romana, ovunque si sia

scavato nell’agro calitrano e che, come precisa il De Simone, riportato dall’Acocella, testimoniano

l’usanza di seppellire fuori dal perimetro dell’arx, accreditandone ulteriormente la presenza142. Va,

inoltre, ricordato il ritrovamento di diverse iscrizioni, mai perfettamente datate, che, assieme al

resto, impongono la necessità di uno studio archeologico più approfondito sull’intero territorio

irpino senza il quale è impossibile una completezza nel racconto della storia di questi antichissimi

popoli.

dopo gli Aquiloni e i Compsani” (V. Acocella, Storia di Calitri, Officina Tipografica A. De Robertis e Figli, Putignano

1921, pg.14).

139 D. Romanelli, Antica topografia storica del regno di Napoli, Stamperia Reale, Napoli 1815.

140 “E dagli Aletrini fu prescenla la vetta di un colle isolato, nell’estremo limite dell’Appennino irpino, a cavaliere

dell’alta valle dell’Ofanto, che servisse di fortezza (arx) a tutti i membri della colonia, distribuiti in numerosi vici, nella

circostante campagna, dediti all’agricoltura e alla pastorizia” (V. Acocella, Storia di Calitri, Officina Tipografica A. De

Robertis e Figli, Putignano 1921, pg.18).

141 Ivi, pg.23.

142 Ivi, pg.24.

 

Diversamente, la presenza di Calitri in epoca romana può essere accreditata per via indiretta,

essendo limitrofa alla più importante Compsa, di cui si ha documentazione più certa circa la sua

storia “romana”. Compsa difatti, dopo aver contribuito con denaro e soldati ad appoggiare Roma

nella seconda guerra punica aprì le porte ad Annibale che, prima di andar via, impose che venissero

stabiliti presidi difensivi nelle città vicine; è probabile che tra queste vi fosse Calitri, anche perché

incontrata mentre l’esercito cartaginese risaliva il fiume Ofanto, spostandosi per la penisola, ed

avendo questa una strategica posizione al confine appulo-lucano.

Tornando al nome, nel tempo, forse semplicemente per ragioni di fonetica143, diversa da territorio a

territorio su tutta la penisola, il nome di Aletrium si trasformò, spontaneamente, in Caletrum144,

quindi Calitri.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la storia di Caletrum si svolse in stretta

correlazione a quella della vicina e più importante Compsa (Conza), che, durante il passaggio dal

dissolvimento politico sociale di Roma alle nuove forme di governo barbare, seppe mantenere una

forte indipendenza, tale da costituire il centro strategico-commerciale di un territorio, incrocio di

molte strade, nella valle ofantina. Quest’ultima, per conformazione, era assai sicura, caratterizzata

da monti e colline inespugnabili, già costellati di castelli, «fiori assai rigogliosi dell’antichità

remota, benché parecchi petali abbian perduto nei secoli, soggetti come erano, più di ogni altro

edificio, ad incessanti minacce del tempo e degli uomini»145. Questo territorio con tutti i suoi

castelli fu occupato dai Goti nel 524, poi dai Bizantini (555-591) e dei Longobardi che da

Benevento, alla fine del 500, penetrarono nell’alta valle dell’Ofanto e fecero proprio di Conza il

capoluogo di un cospicuo gastaldato. E così, come racconta anche Giustino Fortunato, Conza

divenne il centro di un territorio che andava da Teora, (alto Sele) a Bisaccia, nel quale Calitri si

ergeva con il suo castello a cavaliere della valle dell’Ofanto. L’esistenza della Calitri longobarda,

oltre che dalla conformazione cittadina non è però testimoniata da forti fonti storiche bensì da

alcune fonti religiose e di tradizione che, accompagnandosi a fonti storiche indirette, ne

ricostruiscono un percorso che restituisce l’evidente presenza della cittadina medievale. Il santo

patrono di Calitri è San Canio, di origine africana, giunto in Italia a causa delle persecuzioni,

all’inizio del 400, dei Vandali in Africa146. Fuggito, il cristiano Canion si fermò ad Atella, antica

città osca, dove divenne martire e santo, come riportato in diversi scritti. Ora, il corpo del santo

venne traslato in periodo longobardo da Atella ad Acerenza, in terra lucana, poiché, si diceva che in

143 Ivi, pp.32-33.

144 Sempre l’Acocella lo fa risalire, in prima battuta, ad un documento diplomatico dell’alto medioevo, il Catalogo dei

Baroni normanni,del 1140, deducendosi che la trasformazione si ebbe tra il sec VI e il sec. XI (V. Acocella, Storia di

Calitri, Officina Tipografica A. De Robertis e Figli, Putignano 1921, pp.31-33).

145 V. Acocella, Calitri medievale, B. Johannowsky editore, Napoli 1923, pg.4.

146 V. Acocella, Calitri medievale, pp.6-11.

 

 

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3667 pubblicato il 24 Dicembre 2022 da antonioi0

NEL SECONDO QUELLE CHE LO SONO UN PO’ MENO

E COSÌ VIA.

 

 

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3666 pubblicato il 23 Dicembre 2022 da antonioi0

È ISTINTIVO INFATTI PENSARE CHE NEL

 

PRIMO GRUPPO SI TROVINO LE SOSTANZE PIÙ PERICOLOSE

 
 
 

CANCEROGENO SÌ, MA QUANTO?

Post n°3665 pubblicato il 22 Dicembre 2022 da antonioi0

L’EQUIVOCO ALIMENTATO DALLA STAMPA NASCE

DAL CRITERIO USATO DAGLI ESPERTI PER QUESTA

 

CLASSIFICAZIONE. 

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3664 pubblicato il 21 Dicembre 2022 da antonioi0

PERCHÉ I RISULTATI DEGLI STUDI FINORA ESISTENTI SONO

MOLTO INDICATIVI IN QUESTO SENSO, MA NON ANCORA

 

INOPPUGNABILI.

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3663 pubblicato il 20 Dicembre 2022 da antonioi0

DOVE SONO

 

ELENCATI I FATTORI “PROBABILMENTE CANCEROGENI”

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3662 pubblicato il 19 Dicembre 2022 da antonioi0

LE CARNI ROSSE FRESCHE, INVECE, SONO

STATE INSERITE PER ORA NEL GRUPPO 2 A

 

 

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3661 pubblicato il 18 Dicembre 2022 da antonioi0

CHE, IN VARIA MISURA E A DIVERSE

DOSI, POSSONO SICURAMENTE AUMENTARE IL RISCHIO

 

DI CANCRO.

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3660 pubblicato il 17 Dicembre 2022 da antonioi0

TRASFORMATE

NEL GRUPPO 1 DEI CANCEROGENI, INSIEME A TUTTI

 

GLI ALTRI FATTORI 

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3659 pubblicato il 16 Dicembre 2022 da antonioi0

SULLA BASE DELLE RICERCHE EFFETTUATE,

QUINDI, IARC HA CLASSIFICATO LE CARNI

 

 

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3658 pubblicato il 15 Dicembre 2022 da antonioi0

GRIGLIANDOLA SI POSSONO

POI PRODURRE ALTRE SOSTANZE POTENZIALMENTE

 

CANCEROGENE.

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3657 pubblicato il 14 Dicembre 2022 da antonioi0

CHE POTREBBE FAVORIRE

IL TUMORE ANCHE PER LA SUA AZIONE OSSIDANTE E

FAVORENDO L’INFIAMMAZIONE.

 

 

 
 
 

DALL’IPOTESI AI MECCANISMI BIOLOGICI

Post n°3656 pubblicato il 13 Dicembre 2022 da antonioi0

AL CENTRO DELL’EMOGLOBINA DEL SANGUE,

DI CUI È RICCA LA CARNE FRESCA

 

 

 
 
 
 
 

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