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Creato da antonioi0 il 05/02/2009
CULTURA E GIUSTIZIA
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Messaggi di Gennaio 2025
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Post n°4473 pubblicato il 31 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4472 pubblicato il 30 Gennaio 2025 da antonioi0
IL PIANO DI RECUPERO CON DELIBERA DI C.C. N.75 DEL 29 GIUGNO 1981 VENIVA AFFIDATO L’INCARICO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI AD UN GRUPPO DI PROGETTISTI, COORDINATO DALL’ARCH. ANTONIO IANNELLO E FORMATO DA ROSALIA CASTELLANO, MARIO DE CUNZO, VEGA DE MARTINI, VINCENZO FRANCO, ROMUALDO MARANDINO E ANTONIO MASSARELLI, COADIUVATO DALL’ITALECO S.P.A. E, NELLE INDAGINI E RILIEVI, DAGLI ARCHITETTI PASQUALE BELFIORE E MARIA LUISA MARGIOTTA. COME GIÀ DETTO, IL PIANO FU CONSEGNATO ED ADOTTATO NEL SETTEMBRE DEL 1981457. IL P.D.R. FU INVIATO ANCHE ALLA SOPRINTENDENZA CHE, DOPO AVER ELOGIATO IL PIANO ED I PRECEDENTI LAVORI DELLA COMMISSIONE, ESPRESSE PARERE FAVOREVOLE458. IL P.D.R. DI SANT’ANGELO, DALLA LETTURA DELLA RELAZIONE E DALL’ANALISI DELLE TAVOLE ALLEGATE, SI DISTANZIA NOTEVOLMENTE DAGLI ALTRI PIANI STILATI NEL POST-TERREMOTO E QUI ANALIZZATI. INNANZITUTTO LA RELAZIONE, PRIMA DI ADDENTRARSI NELLE INTENZIONI DEL PIANO, SI COMPONE DI UN’INDAGINE STORICA CHE TENDE A SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DI SANT’ANGELO COME CITTÀ STORICA DI FONDAZIONE MEDIOEVALE, EVINCENDO DAL DOCUMENTO MATERIALE DEL CASTELLO, POSTO SULLA CIMA DEL COLLE, DI ETÀ LONGOBARDA, SECONDO LO STUDIO, ALMENO NELLA COSTRUZIONE INIZIALE, ANCORA VISIBILE NELLA PARTE BASAMENTALE DELL’EDIFICIO, E DALL’AGGLOMERATO URBANO DI ORIGINE TARDO LONGOBARDA E NORMANNA. SEMPRE SECONDO QUESTO STUDIO, SUCCESSIVE ESPANSIONI NON MODIFICARONO DEL TUTTO QUESTA IMPOSTAZIONE, ANZI ANDARONO AD ARRICCHIRE LA CITTADINA DI TIPOLOGIE URBANE ED ARCHITETTONICHE SETTECENTESCHE ED OTTOCENTESCHE(TAV.1- PERIODIZZAZIONE). OGGI SAPPIAMO, PERÒ, DOPO LE CAMPAGNE DI SCAVO OPERATE DAL ROTILI459 TRA IL 1986 E IL 1996, NELLA ZONA DEL CASTELLO E IN QUELLA DELLA CATTEDRALE CHE IL NUCLEO PRIMITIVO E, DUNQUE, ANCHE IL CASTELLO POSSONO ESSERE CONFERMATI COME LONGOBARDO/NORMANNI, MA CHE IL NUCLEO URBANO NORMANNO SI SVILUPPÒ NON A SUD EST, COME QUELLO ATTUALE, MA A NORD OVEST, SUBITO SOTTO IL CASTELLO, NUCLEO DI CUI NON SI HANNO ANCORA TRACCE EVIDENTI, E CHE INVECE L’IMPIANTO DELLA CITTÀ È PIUTTOSTO DA ASCRIVERSI AL XV SECOLO. QUESTO NON MODIFICA, NÉ DIMINUISCE L’IMPORTANZA DEL CENTRO STORICO DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, PIUTTOSTO INDICA QUANTO NECESSARIE SIANO INDAGINI PIÙ APPROFONDITE CHE POTREBBERO RIVELARE NOTIZIE IMPORTANTI PER LA RICOSTRUZIONE DELLA STORIA DI QUESTI PAESI, DI S.ANGELO, COME DI ALTRI, ANCORA MENO INDAGATI. COME ATTESTA LO STESSO PARERE DELLA SOPRINTENDENZA, IL PIANO DI RECUPERO FU ISPIRATO, NEL 1981, ALLA «NUOVA CONCEZIONE DEL RESTAURO URBANISTICO SCATURITA DALLA LENTA MATURAZIONE, NEL CORSO DEGLI ULTIMI CENTO ANNI, DELLA TEORIA DEL RESTAURO ARCHITETTONICO LA QUALE, LIMITATA, NELLA SUA ORIGINARIA FORMULAZIONE, ALLA TUTELA DEI PRINCIPALI MONUMENTI CONSIDERATI A SÉ STANTI E ISOLATI DALLO SPAZIO IN CUI VIVONO, HA GRADUALMENTE AMPLIATO IL SUO CAMPO DI INTERVENTO INCLUDENDO DAPPRIMA L’AMBIENTE IN CUI I MONUMENTI SONO INSERITI, POI L’ARCHITETTURA DI MODESTO PREGIO ARTISTICO, GLI ANTICHI NUCLEI URBANI, L’EDILIZIA DI VALORE AMBIENTALE FINO A COMPRENDERE L’INTERO ORGANISMO URBANO CONSIDERATO NELLA SUA INSCINDIBILE UNITÀ DI UNICO MONUMENTO AL QUALE DI DEVE RICONOSCERE VALORE INSOSTITUIBILE PERCHÉ PARTE ESSENZIALE ED IMMAGINE DELLA CULTURA E DELLA STORIA DEI POPOLI»460, SENZA DIMENTICARE PERÒ L’ECCEZIONALITÀ DEL CASO DI SANT’ANGELO, CITTADINA DANNEGGIATA DAL TERREMOTO E PARAGONABILE, IN QUESTO LAVORO DI RECUPERO, ALLE CITTÀ DISTRUTTE DALLE AZIONI BELLICHE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. COADIUVANO IL PIANO, SCHEDE DI RILEVAMENTO PREDISPOSTE DALLA COMMISSIONE BENI CULTURALI CHE CONTENGONO INFORMAZIONI DETTAGLIATE SULLA MAGGIOR PARTE DEGLI EDIFICI COSTITUENTI IL CENTRO STORICO, COME PERIMETRATO E VISIBILE NELLE TAVOLE ALLEGATE AL PIANO. LO STRUMENTO URBANISTICO DI RECUPERO CONSIDERA IL CENTRO STORICO COME UN “UNICO MONUMENTO” E DISCIPLINA GLI INTERVENTI ATTRAVERSO LA REDAZIONE DI NORME TECNICHE ADEGUATE AL MONUMENTO SUL QUALE SI INTERVIENE, «VOLTE A PRESERVARE IL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE E A RICOMPORRE NELLA SUA ORIGINARIA CONFORMAZIONE L’ORGANISMO URBANO DEL CENTRO STORICO GRAVEMENTE DANNEGGIATO DAL TERREMOTO»461. NON SONO, QUINDI, COME SUCCEDE NEGLI ALTRI CASI QUI ANALIZZATI, NORME TECNICHE MERAMENTE ESTRAPOLATE DALLA LEGGE DI RIFERIMENTO, MA SONO NORME SCRITTE SU MISURA PER IL CENTRO STORICO DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI. A DIMOSTRARE QUANTO DETTO, LA SCELTA DI OPERARE LA RICONNESSIONE DEL TESSUTO URBANO DEL CENTRO STORICO ATTRAVERSO INTERVENTI DI “RESTAURO URBANISTICO” INTESO COME «QUEL COMPLESSO DI INTERVENTI VOLTI ALLA CONSERVAZIONE DELLA INSCINDIBILE UNITÀ FORMALE E STRUTTURALE DELL’ANTICO ORGANISMO URBANO, ALLA CONSERVAZIONE DELL’IMPIANTO VIARIO E DEI RAPPORTI VOLUMETRICI PREESISTENTI, ALLA RICOSTRUZIONE DELLE PARTI DEL TESSUTO EDILIZIO DISTRUTTO, MEDIANTE LA RIPROPOSIZIONE DELLA TIPOLOGIA PREVALENTE»462, MAI PRESENTE NEGLI ALTRI PIANI ADOTTATI DAI CENTRI IRPINI TERREMOTATI. LA TAVOLA DEL DANNO (TAV.2-DANNO TERREMOTO ’80), EVIDENZIA GLI EDIFICI CROLLATI IN ROSSO, QUELLI PARZIALMENTE CROLLATI IN GIALLO E QUELLI SOLO DANNEGGIATI IN BLU, DEDUCENDOSI LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE DEL CENTRO URBANO, ALL’INDOMANI DEL TERREMOTO. IL CENTRO STORICO VENNE COSÌ DIVISO IN UNITÀ MINIME DI INTERVENTO (TAV.3-INTERVENTI PDR 81), NELL’AMBITO DELLE QUALI IL PIANO PRESCRIVEVA L’UNITARIETÀ DELLA PROGETTAZIONE URBANISTICA ED EDILIZIA E LA PIÙ RIGOROSA PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE DEI LAVORI DI ADEGUAMENTO SISMICO. A QUESTO PUNTO, UNA PRECISAZIONE VA FATTA: PER QUEL CHE RIGUARDA L’ADEGUAMENTO ANTISISMICO, PRESCRITTO DALLA LEGGE 219/81 E DEFINITO, PRECEDENTEMENTE, DAL D.M. 3/3/1975463, I REDATTORI DEL PIANO RACCOMANDANO CHE «LA SCELTA DELLE SOLUZIONI PROGETTUALI, AL FINE DI RENDERE LA STRUTTURA MAGGIORMENTE RESISTENTE AI SISMI, DEVE ESSERE OPERATA TENENDO CONTO DELLE PRESCRIZIONI STABILITE PER IL RESTAURO», COME DETTATO DALLE N.T.A.. GLI INTERVENTI PREVISTI, STABILITI CON LO SCOPO DEL RAGGIUNGIMENTO DELLE FINALITÀ DEL PIANO, FURONO: - IL RESTAURO URBANISTICO, COME SUDDETTO, PER LA CONSERVAZIONE DELL’ UNITÀ FORMALE E STRUTTURALE DELL’ANTICO IMPIANTO URBANO, MANTENENDO LE VOLUMETRIE ESISTENTI, ELIMINANDO LE SUPERFETAZIONI E CONSERVANDO O “RIPRISTINANDO” I VALORI AMBIENTALI DELLE CORTINE, DEI TETTI E DELL’ARREDO URBANO. A COADIUVARE E PRECEDERE OGNI PROGETTO DI RESTAURO URBANISTICO, UNA RELAZIONE CONTENENTE LE VERIFICHE DI SICUREZZA GEOLOGICA, LO STUDIO SUI COMPORTAMENTI SISMICI DI CIASCUNA UNITÀ CONFORMANTE IL LOTTO, UNO STUDIO CRITICO SULLA FORMAZIONE E TRASFORMAZIONE STORICA DEL COMPARTO ED UNA ACCURATA CLASSIFICAZIONE DI TUTTI GLI ORGANISMI, PARTE DEL LOTTO. - IL RESTAURO: L’INTERVENTO DI RESTAURO FU DIVISO IN TRE TIPOLOGIE A1, A2 E A3, DIFFERENTI, A SECONDA DELLA QUALITÀ DELL’EDIFICIO, ANDANDO, CHIARAMENTE, DA UN INTERVENTO ESTREMAMENTE CAUTO E ATTENTO ALLA CONSERVAZIONE DEI VALORI FORMALI E STRUTTURALI DELL’EDIFICIO, ISPIRATO AL “RESTAURO SCIENTIFICO”(A1) E DEDICATO AGLI EDIFICI PIÙ ANTICHI O ORIGINALI, ANCHE SE NON VINCOLATI, FINO AD UN INTERVENTO DI RESTAURO A3, DEDICATO AGLI EDIFICI PIÙ RECENTI O TRASFORMATI, PER I QUALI È COMUNQUE PRESCRITTO IL RISPETTO DEI VALORI FORMALI ACQUISITI. L’INTERVENTO A2 È ESCLUSIVAMENTE DEDICATO AD UNA ZONA DEL CENTRO SULLA QUALE INSISTEVA UN MONASTERO, DIVENUTO ORFANOTROFIO. LA COSTRUZIONE CROLLÒ COMPLETAMENTE DURANTE IL SISMA, PROVOCANDO LA MORTE DI MOLTE DELLA BAMBINE IVI RESIDENTI: SI DECISE DI SISTEMARE IL RUDERE E LA ZONA CIRCOSTANTE A PARCO, E DI DEDICARE IL LUOGO ALLA MEMORIA. - LA RICOSTRUZIONE B1: PREVEDE LA RICOSTRUZIONE DI EDIFICI DEI QUALI NON SI HA UNA DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA O PLANIMETRICA SUFFICIENTE E DEI QUALI NON È STATA RITROVATA UNA QUANTITÀ SUFFICIENTE DI ELEMENTI LAPIDEI. PER QUESTI È PREVISTA LA RICOSTRUZIONE SECONDO L’IMPIANTO FONDIARIO RIPORTATO NELLE PLANIMETRIE CATASTALI E CON UN DISEGNO ANALOGO ALLE TIPOLOGIE RICORRENTI DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE ALLA DATA DEL 23 NOVEMBRE 1980. COME SI PUÒ OSSERVARE NON SI SOTTOLINEA LA NECESSITÀ DI COSTRUIRE IL NUOVO EDIFICIO ATTRAVERSO I CANONI DELL’EDILIZIA CONTEMPORANEA MA SOLO SI PRESCRIVE L’USO DI MATERIALI CHE DENUNZINO «LA COSTRUZIONE NUOVA AL FINE DI DISTINGUERE LE PARTE DEL TESSUTO EDILIZIO RICOSTRUITO DA QUELLO ORIGINARIO RESTAURATO».
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Post n°4471 pubblicato il 30 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4469 pubblicato il 29 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4468 pubblicato il 28 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4467 pubblicato il 27 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4466 pubblicato il 26 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4465 pubblicato il 25 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4464 pubblicato il 24 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4463 pubblicato il 23 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4462 pubblicato il 22 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4461 pubblicato il 21 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4460 pubblicato il 20 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4459 pubblicato il 19 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4458 pubblicato il 18 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4457 pubblicato il 17 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4456 pubblicato il 15 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4455 pubblicato il 14 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4454 pubblicato il 13 Gennaio 2025 da antonioi0
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Post n°4453 pubblicato il 12 Gennaio 2025 da antonioi0
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI: IL “MODELLO” DELLA RICOSTRUZIONE
SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, POSTO SU DI UN COLLE AD 800 M SUL LIVELLO DEL MARE, È IL PAESE SIMBOLO DEL TERREMOTO IRPINO DEL 1980. MENTRE CONZA DELLA CAMPANIA RAPPRESENTA L’EPICENTRO SISMICO, SANT’ANGELO È L’EPICENTRO DELLA RICOSTRUZIONE, POSTO SIN DA SUBITO COME ESEMPIO POSITIVO DI RISPOSTA IMMEDIATA ALLA DISTRUZIONE PROVOCATA DAL SISMA. DOPO UN PRIMO MOMENTO DI CAOS CAUSATO DALLE NUMEROSE MORTI DI CONCITTADINI E PARENTI E DALLA RICERCA DEI CADAVERI, LA POPOLAZIONE SANTANGIOLESE, COME PER UN MECCANISMO DI AUTOCONSERVAZIONE E DI AUTODIFESA, HA FATTO SCATTARE LA PROTEZIONE DEL PROPRIO TERRITORIO ATTRAVERSO L’ESPRESSIONE UNANIME DELLA VOLONTÀ DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO DELLA CAPITALE DEL TERREMOTO. QUESTO SI È TRAMUTATO IN UNA RICHIESTA DI AIUTO DIRETTAMENTE ESPRESSA DALL’AMMINISTRAZIONE LOCALE ALLA SOPRINTENDENZA DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI, CHE AVEVA APPENA CREATO UN DISTACCAMENTO NEI LUOGHI DEL TERREMOTO, IN MODO DA AVVIARE UNA CAMPAGNA DI SALVATAGGIO DI OPERE D’ARTE E MONUMENTI. GIÀ DAL FEBBRAIO DEL 1981 SI PROFILÒ L’IDEA DI UN PIANO URBANISTICO CHE SALVASSE CIÒ CHE ERA RIMASTO DI UNO DEI CENTRI PIÙ ANTICHI, STORICAMENTE PIÙ RILEVANTI DELLA PROVINCIA. PROPRIO GRAZIE AD UNA DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI451, IL 3 GENNAIO 1981 FU ISTITUITO IL “SERVIZIO BENI CULTURALI ED AMBIENTALI” CON IL COMPITO DI COORDINARE LE INIZIATIVE MIRANTI AL RECUPERO DI TUTTO IL PATRIMONIO ARTISTICO ED ARCHITETTONICO, CON DELEGA DI DIREZIONE AL PROF. ROMUALDO MARANDINO, STORICO LOCALE, AFFIANCATO DA UNA COMMISSIONE CONSULTIVA, ISTITUITA CON SUCCESSIVA DELIBERA, CON IL COMPITO DI COLLABORARE E AFFIANCARE IL PROFESSORE452. IL SERVIZIO RIUSCÌ A CATALOGARE E SALVARE, CON L’AIUTO DI GIOVANI VOLONTARI DEL PAESE, NUMEROSE OPERE D’ARTE, TRASPORTATE POI ALL’ABBAZIA DEL GOLETO DOVE, GRAZIE AD ESPERTI DI RESTAURO DI BRESCIA, COME IL PROF. MASSARELLI E LA PROF.SSA BISCEGLIE, VENNE ORGANIZZATO UN VERO E PROPRIO VILLAGGIO DEI BENI CULTURALI, UN COMPLESSO DI LABORATORI DI RESTAURO, DEPOSITI E LOCALI PER IL SOGGIORNO DEGLI OPERATORI453. OLTRE AI VOLONTARI VENUTI DA BRESCIA, SI MOBILITÒ L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E NATURALE DELLA NAZIONE, ITALIA NOSTRA, CHE, CHIAMATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, INTERVENNE ATTIVAMENTE NELLA DENUNCIA CONTRO LA DEMOLIZIONE PROVOCATA DALLE RUSPE CHE, PROPRIO A SANT’ANGELO, AVEVA PROVOCATO, TRA L’ALTRO, LA PERDITA DEL PORTALE DI GIANDOMENICO VACCARO454. ITALIA NOSTRA FU PARTE ATTIVA ANCHE NELL’OPERA DI RECUPERO DEL CENTRO STORICO: IL 29 GENNAIO DEL 1981, IL CONSIGLIO COMUNALE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI DELIBERÒ L’ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE TECNICA DEI BENI CULTURALI455, COMPOSTA DALL’ARCHITETTO MARIO DE CUNZO, SOPRINTENDENTE VICARIO AI BENI ARCHITETTONICI ED AMBIENTALI DELLA REGIONE CAMPANIA, DALLA DOTT.SSA VEGA DE MARTINI, ISPETTRICE DELLA SOPRINTENDENZA AI BENI ARTISTICI, DAL DOTT. VINCENZO FRANCO, SOPRINTENDENTE AI BENI ARCHIVISTICI, DALL’ARCHITETTO ANTONIO IANNELLO, PRESIDENTE REGIONALE DI ITALIA NOSTRA, DAL PROF. ROMUALDO MARANDINO, RESPONSABILE DEL SUDDETTO SERVIZIO COMUNALE BENI CULTURALI, DAL PROF. ANTONIO MASSARELLI, RESPONSABILE DEL PROGETTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE IN RESTAURO, E DALLA GIUNTA COMUNALE. IL PRIMO TRAGUARDO OTTENUTO DALLA COMMISSIONE FU DI FAR PASSARE, CONTRO L’USO INDISCRIMINATO DELLE RUSPE, IL CRITERIO DELLA RIMOZIONE MANUALE DELLE MACERIE, SPERIMENTATA CON SUCCESSO IN FRIULI DOPO IL TERREMOTO DEL 1976, CHE AVREBBE CONSENTITO DI RECUPERARE MOLTA PARTE DI QUEL PATRIMONIO ARTISTICO E ARCHITETTONICO GIÀ COMPROMESSO DAL DEGRADO, PRATICA CHE SI RIVELÒ VANTAGGIOSA ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO, OTTENENDO UN RISPARMIO DI CIRCA UN MILIARDO RISPETTO ALL’USO DELLE RUSPE. I LAVORI DELLA COMMISSIONI INIZIARONO SUBITO, VISTO ANCHE IL PIENO CONSENSO MANIFESTATO DA UNA POPOLAZIONE TENACEMENTE AGGRAPPATA ALLA PROPRIA TERRA E ALLA PROPRIA CITTÀ, E, CON LO SCOPO DI FORNIRE UNA INDICAZIONE DI METODO, LA COMMISSIONE AVEVA REDATTO UN PROGETTO PILOTA PER IL REINSEDIAMENTO DEGLI ABITANTI E LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ ARTIGIANALI, COMMERCIALI E CULTURALI IN UN COMPARTO DEL CENTRO STORICO DI SANT’ANGELO, CHIEDENDO ED OTTENENDO UN FINANZIAMENTO AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI GOVERNO, ZAMBERLETTI, UFFICIALIZZATO CON L’ORDINANZA N.14795 DEL 3 LUGLIO 1981. IL PROGETTO PILOTA, COMPRENDENTE UN’AREA DEL CENTRO STORICO DI CIRCA 5000 MQ, UN PREVENTIVO DI SPESA MASSIMO DI 5 MILIARDI DI LIRE E UN TEMPO DI ESECUZIONE PARI AD UN ANNO, MIRAVA AL RECUPERO DI QUASI 200 VANI ABITATIVI ED ALTRETTANTI DA ADIBIRE AD ATTIVITÀ COMMERCIALI E ARTIGIANALI, TUTELANDO INNANZITUTTO, PER DIRLA CON DE CUNZO, «L’AMBIENTE URBANO E RESTITUENDO, ATTRAVERSO UNA PROGETTAZIONE OMOGENEA QUELLA DIMENSIONE UMANA E SOCIALE CHE NON PUÒ PRESCINDERE DALLA IMPRONTA DI UNA CULTURA CHE HA MANIFESTATO IL RIGETTO PER SOLUZIONI IMPOSTE DA FATTORI ESTERNI»456. CONTEMPORANEAMENTE AL PROGETTO PILOTA SI AVVIAVA LA REDAZIONE DEL PIANO DI RECUPERO DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, COSÌ COME PREVISTO DALLA LEGGE SULLA RICOSTRUZIONE, E IL 16 SETTEMBRE DEL 1981 FU PRESENTATO ED ADOTTATO IL P.D.R. DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI, IL PRIMO PIANO DI RECUPERO
POST-TERREMOTO. |

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