Creato da stellavivente0 il 11/02/2011

VITE STRAORDINARIE

UN GESTO UNA PAROLA UN SORRISO CHE POSSONO ALIMENTARE LA SPERANZA DELLA VITA .NON FERMARTI MAI DI FRONTE A NESSUNO OSTACOLO DELLA VITA ESSA E BELLA E VIVILA

 

auguri di buona pasqua

Post n°264 pubblicato il 05 Aprile 2012 da martinazorro

 

 

Filastrocca di Pasqua

Suona suona campana,

sveglia la gente vicina e lontana,

con il tuo suono squillante e festoso

in questo giorno solenne e maestoso.

Gesù è risorto e lassù dal cielo

ci guarda, stende il suo velo;

un velo che accarezza l'anima e addolcisce il cuore

donandoci tutto il suo grande amore.

Suona campana, suona più forte,

aprite gente tutte le porte,

venite uomini, donne e bambini

uniamoci al coro dei Cherubini,

portiamo a casa un raggio di sole,

amiamoci l'un l'altro come Lui vuole;

sulla tavola ornata a festa

tanti fiori e frutta fresca,

un bell'uovo di cioccolata,

una colomba con la crema variegata,

un regalo, un bigliettino,

e al centro il vino rosso frizzantino.

Alziamo il calice e insieme festeggiamo:

è Pasqua, per Te Gesù brindiamo!

 

 
 
 

un bacio

Post n°263 pubblicato il 24 Marzo 2012 da ivanomessa

 

L'amore è una pianta di primavera

che profuma ogni cosa

con la sua speranza, persino

le rovine dove si aggrappa.

Gustave Flaubert

 

 

 

 
 
 

auguri

Post n°262 pubblicato il 19 Marzo 2012 da martinazorro

Padre, Anche Se...

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso, egualmente t'amerei.
Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno
che la prima viola sull'opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l'appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell' altra volta mi ricordo
che la sorella, mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando.
(la caparbia avea fatto non so che)
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura, ti mancava il cuore:
che avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata,
tu vacillante l'attiravi al petto
e con carezze dentro le tue braccia
avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch'era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.


Camillo Sbarbaro

 
 
 

un abbraccio

Post n°261 pubblicato il 18 Marzo 2012 da angel112008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

agavo solo, come una nuvola

che galleggia in alto sopra le valli e le colline,

quando tutto d'un tratto vidi una folla,

una moltitudine di dorati narcisi;

accanto al lago, sotto gli alberi,

fluttuanti e danzanti nella brezza.

 

Continui come le stelle che splendono

e scintillano nella Via Lattea,

si stendevano in una linea infinita

lungo il margine della baia:

diecimila ne vidi subito,

scuotere le loro teste in vivace danza.

 

Le onde ballavano al loro fianco; ma loro

superavano le scintillanti onde in allegria:

un poeta non poteva che essere felice,

in una così gioconda compagnia.

Li fissavo e fissavo ma pensavo poco

alla ricchezza che quello spettacolo mi aveva portato,

 

Poichè spesso, quando nel mio giaciglio, sdraiato,

in vagabonda o pensierosa maniera,

essi balenano a quell'occhio introspettivo,

che è la beatitudine della solitudine;

allora, il mio cuore si colma di piacere

e danza con i narcisi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

ciao

Post n°260 pubblicato il 19 Novembre 2011 da angel112008

 

 

 

 

PRENDI NOTA

Prendi nota

che non ho mai dimenticato

i sogni dello scorso millennio,

e di chimere e minotauri

ne ho avuti già abbastanza.

Non sono mai venuto meno

al giuramento di quella fontana,

e il benvenuto del tuo cane

sereno e riconoscente,

sapeva

di biscotti appena sfornati,

e di api

laboriose e fiere.

Non eri ancora musica

ma attimi di grano

mossi dal vento estremo

di un futuro mietitore.

E il gioco di ombre

nemmeno noi bambini

ingannava più.

Ma prendi nota

ti prego

che io non ho mai veramente dimenticato

e te lo giuro

che è solo la memoria

che fa brutti scherzi

a un vecchio come me.

Ricordo solo

un pomeriggio come gli altri,

ma di tanti anni fa

troppi.

Tuo fratello piccolo

sull’albero di fico

e noi due

dietro ai rovi.

E rivedo ora

le tue labbra

pittate di rosso,

nell’attesa di riposare

nel dolce grembo

della madre notte.

Andrea Mucciolo

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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