Creato da sfoglia.tella il 13/09/2005

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http://florybrowntour.altervista.org/poesie/pensieri_poesia.htm
Inviato da: sfoglia.tella
il 20/04/2010 alle 16:34
 
Questa poesia è stata scritta da Flory Brown
Inviato da: sfoglia.tella
il 20/04/2010 alle 08:49
 
woooooow fantasticaaaaaaaa tvb
Inviato da: sfoglia.tella
il 10/06/2009 alle 12:30
 
sono alla scoperta dei blog ...non sono molto pratica...ma...
Inviato da: francy.unica
il 19/01/2009 alle 08:35
 
Buongiorgio!!!!! :-)
Inviato da: Manny_72
il 12/01/2009 alle 11:26
 
 
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Post N° 427

Post n°427 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da LIQUIRIZIACARLA

C'era una volta un uccellino,
con ali perfette e piume lucenti, colorate e meravigliose.
 Insomma,
un animale creato per volare in libertà nel cielo, e rallegrare chiunque lo vedesse.
Un giorno,
 una donna vide questo uccellino e se ne innamorò.
Stupefatta,
si fermò a osservarne il volo con il cuore che batteva all'impazzata, e gli occhi brillanti di emozione.
Lo invitò a volare vicino a lei,
e insieme vagarono attraverso i cieli e le terre in perfetta armonia. Lei ammirava, venerava, celebrava quell'uccellino.
 Ma poi pensò: 'E se volesse conoscere le montagne lontane?'
 Ebbe paura.
 Paura di non provare mai più quel
 sentimento con altri uccellini. E provò anche invidia:
 invidia per la sua capacità di volare.
 Si sentiva sola.
 E allora si disse: 'Preparerò una trappola. La prossima
 volta che arriverà, non potrà più andare via?'
 L'uccellino, parimenti innamorato, tornò il giorno seguente,
 cadde nella trappola e
fu imprigionato
in una
 gabbia.
Lei trascorreva ore a guardarlo, tutti i giorni.
Era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche,
 che dicevano: "Ma tu hai davvero tutto.
"Poi cominciò a verificarsi una strana trasformazione:
 visto che possedeva l'uccellino,
e non aveva più bisogno di conquistarlo,
lentamente
perse interesse per lui.
E l'uccellino, non potendo volare
 ed esprimere il senso della propria vita,
a poco a poco deperì,
la lucentezza delle sue piume svanì e divenne brutto.
 La donna non gli prestava più attenzione,
se non per nutrirlo e pulirgli la gabbia.
Un giorno, l'uccellino morì.
Lei ne fu profondamente rattristata
e iniziò a pensare sempre a lui.
Tuttavia non si ricordava della gabbia,
rammentava soltanto il giorno
in cui lo aveva visto per la prima volta,
mentre volava felice fra le
nuvole.
Se avesse osservato se stessa, avrebbe scoperto che ciò
che l'aveva colpita in quell 'uccellino era la libertà,
 l'energia delle sue ali in movimento,
 e non il suo corpo fisico.
Senza l'uccellino,
 la sua vita perse di significato,
e la Morte andò a bussarle alla porta. Perché sei venuta?" le domandò lei.
 Per farti volare di nuovo insieme a lui nel cielo, " rispose la Morte.
«Se lo avessi lasciato partire e tornare,
loavresti amato e ammirato anche di più.
Ora, invece, hai bisogno di me per poterlo rincontrare
 
 
 
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