Franco Marini il 28 agosto sarà presente all’apertura della Porta Santa di Collemaggio
di Goffredo Palmerini *
L’AQUILA – Sarà presente il Presidente del Senato, Franco Marini, seconda carica dello Stato, al Corteo ed all’apertura della Porta Santa di Collemaggio, che dà inizio alla Perdonanza, istituita all’Aquila nel 1294 da papa Celestino V, il primo giubileo della cristianità, dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno successivo di ogni anno. L’on. Giovanni Lolli, Sottosegretario allo Sport, rappresenterà il Governo su delega di Romano Prodi. Le manifestazioni della Perdonanza Celestiniana, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica e del Ministero dei Beni Culturali, secondo tradizione hanno avuto inizio la sera del 23 agosto con l’arrivo del fuoco del Morrone dall’eremo di Sant’Onofrio, nei pressi di Sulmona, dove il monaco Pietro Angelerio ricevette da Bernardo de Gout, vescovo di Lione, notizia dell’elezione al soglio pontificio e da dove egli si mosse per raggiungere L’Aquila per la sua incoronazione, avvenuta il 29 agosto 1294. La fiaccola del Morrone ha percorso l’antico tragitto del papa, salutata dalla gente dei paesi peligni e della valle dell’Aterno, fino a giungere a Palazzo Margherita d’Austria, sede del Comune, portata da cinque bimbi dell’Unicef, uno per ogni continente.
Ad attenderla il Sindaco della Città, Biagio Tempesta, il Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, la Presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, l’Arcivescovo Giuseppe Molinari, Parlamentari, eletti nelle Istituzioni, Autorità civili e militari, ed una grande folla che per intero riempiva piazza Sallustio, antistante il municipio. Con quella fiaccola il Sindaco ha acceso il tripode sulla torre civica che rimarrà col fuoco vivo per l’intera settimana delle celebrazioni, così inaugurando l’edizione 712 della Perdonanza. Nei loro discorsi di saluto Del Turco, Pezzopane, mons. Molinari e Tempesta hanno richiamato il profondo valore religioso e civile della riconciliazione, alla base del magistero celestiniano, il dovere della ricerca della pace in ogni luogo dov’essa è minacciata, con un riferimento particolare alla travagliata questione mediorientale. Il Presidente della Regione, sen. Del Turco, ha inoltre evidenziato come “…la Perdonanza sia radicata nella coscienza di tutti gli Abruzzesi, per il significato spirituale etico e civile del messaggio di papa Celestino, sempre attuale ed avvertito dall’intera regione. Non a caso la Perdonanza, con i suoi grandi valori, è l’evento che meglio interpreta l’identità regionale, la memoria collettiva della comunità abruzzese. E’ un messaggio che fortemente unisce tutti gli Abruzzesi, in Italia e soprattutto all’estero. La Regione sosterrà dunque al meglio la Perdonanza, consapevole del valore universale insito nel giubileo aquilano, tale da richiamare crescente attenzione internazionale. La Perdonanza deve sempre più diventare un’annuale occasione per i tanti Abruzzesi sparsi nel mondo di ritorno nella terra d’origine, specie per le più giovani generazioni”.
Un’intensa settimana di eventi artistici, mostre, convegni e grandi spettacoli prepara l’apertura della Porta Santa. L’Aquila è piena di visitatori. In queste serate e nelle notti bianche, è densa di luci, di vita e di festa, animata da tanti giovani. E’ il miracolo di Celestino che, da secoli, richiama folle da ogni parte del mondo. Egli stesso nella Bolla dispose grandi festeggiamenti per la Perdonanza. Gli antichi Statuti della Città, inoltre, stabilivano massima solennità per la ricorrenza, le più adeguate misure per l’accoglienza e la sicurezza dei pellegrini, una fiera di rilevanza europea. Statuivano persino che i paramenti dell’autorità religiosa dovessero essere ben adeguati alla rilevanza della festività. L’apertura della Porta Santa, quest’anno, viene preparata, domenica 27, con la messa celebrata dall’Arcivescovo dell’Aquila nella basilica di Collemaggio, trasmessa in diretta nazionale su Rai Uno nel programma “A sua immagine”, alle ore 11. Un’opportunità importante per far meglio conoscere agli italiani il significato della Perdonanza. Ma è sempre il 28 agosto il culmine dell’evento celestiniano. Già dalle 3 del pomeriggio la città si riempie in ogni spazio, per poter assistere al passaggio del Corteo storico. Esso muove puntuale dal Municipio, aperto dal gonfalone del Comune dell’Aquila e seguito da quelli della Regione, delle quattro Province e delle Città capoluogo abruzzesi, quindi delle città gemellate con L’Aquila: Rottweil (Germania), Cuenca (Spagna), York-Toronto (Canada), Zielona Gora (Polonia), Baalbeck (Libano), Hobart (Australia) e Bistrata (Romania).
Seguono le alte Autorità dello Stato e del Governo, i Parlamentari, i Presidenti ed i componenti della Giunta e del Consiglio regionale, le Autorità civili e militari, le Università abruzzesi, gli Ordini professionali, le delegazioni straniere. Quindi continua con la lunga sequela di gonfaloni, con rispettivi Sindaci, dei Comuni abruzzesi e delle
città italiane legate all’Aquila da vincoli di amicizia e storici, con riferimento a Federico II di Svevia e successori, agli Angioini, agli Orange, agli Aragonesi, nei loro multicolori costumi d’epoca. Quindi i rappresentanti delle cinque antiche Arti dell’Aquila, dei quattro Quarti storici, dei castelli fondatori - nel 1254 - della città, tutti nei loro splendidi costumi del trecento, quindi il gruppo storico municipale nei medioevali colori civici, bianco e rosso, che scorta la Dama con la Bolla ed il Giovin Signore recante il bastone d’ulivo del Getsemani. Davanti la Cattedrale il Legato pontificio, Cardinale Attilio Nicora, incaricato da Benedetto XVI di aprire la Porta Santa, e l’Arcivescovo con la Curia ed i religiosi attendono l’invito dal Sindaco, secondo il secolare rituale, di unirsi al Corteo per raggiungere Collemaggio. Tre ore occorrono perché l’intera sfilata raggiunga la basilica. Il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri comunali vi giungono al tramonto, quando il sole indora la facciata romano-gotica della basilica, in pietra bianca e rossa. Il Sindaco, il Cardinale e l’Arcivescovo, le più alte Autorità raggiungono la sommità del torrione adiacente al tempio. Il Cardinale porta il saluto del Pontefice. Il Sindaco dell’Aquila, dopo una breve allocuzione, legge la Bolla della Perdonanza. Può così avviarsi la processione verso la Porta Santa, a lato della chiesa. Lì il Cardinale, pregando, batte tre colpi con il ramo d’ulivo e la Porta Santa si spalanca. Ha inizio il pontificale solenne che apre le penitenze e l’indulgenza plenaria per chiunque, pentito e confessato, entrerà nella basilica fino al tramonto del giorno successivo.
Quest’anno, il messaggio di pace che da Collemaggio raggiunge tutti gli uomini di buona volontà, sarà particolare, con il pensiero rivolto alle tante aree di conflitto nel mondo, specie nel medio oriente. L’Italia, con la scelta di grande responsabilità di partecipare, con le Nazioni Unite e con un proprio cospicuo contingente militare, a garantire della pace, quale forza d’interposizione nella striscia tra il Libano e Israele, può ben essere destinataria della benedizione di San Pietro Celestino. Egli, nel suo tempo, mai benedì le armate in partenza per la guerra. Oggi, immagino, benedirebbe il nostro contingente in missione di pace. Come benedirebbe i tanti volontari delle organizzazioni di solidarietà che, nel medio oriente come in tutto il mondo, offrono generosamente, talvolta fino all’estremo sacrificio, la loro opera di costruttori di pace vivendo gli ideali di riconciliazione, l’essenza vera della Perdonanza Celestiniana.
* Consigliere comunale dell’Aquila
componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo