| « TORINO Parte all´univers... | LA VERA ZONA GRIGIA » |
Bufera Telecom-PIRELLI !
Post n°241 pubblicato il 23 Settembre 2006 da GURU1960
MILANO - Nella bufera Telecom spunta anche il giallo dei conti cifrati esteri dei vertici di Pirelli. Uno aperto alla banca del Gottardo di Montecarlo su cui sarebbero finiti titoli della Unim prima del lancio dell'Opa (settembre '99) da parte della Pirelli sul gruppo immobiliare. Operazione - scrivono i pm - "riconducibile a Carlo Puri Negri, socio di Marco Tronchetti Provera e ad di Pirelli Real Estate". Ma soprattutto tre altri depositi attivi nel principato già prima del 2000, battezzati con i nomi in codice di Olmo (riconducibile per i pm "a Carlo Buora, direttore finanziario della Bicocca e Bernard Huppert, responsabile della finanza estera"), Oro ("di cui è risultato beneficiario Marco Tronchetti Provera") e Berenike. La genesi. Il caso esplode (perlomeno ai piani alti dell'ex-monopolio) nel 2003. Quando sulla e-mail della presidenza del gruppo è arrivato un messaggio anonimo dal contenuto sconcertante. Lo sconosciuto autore della missiva elettronica - scrivono i pm - diceva di avere in corso un contenzioso con la Banca del Gottardo che avrebbe "dissolto 10 milioni del suo patrimonio". E spiegava di aver preso visione "dei rilievi mossi dalla Banca di Francia nel suo rapporto sulle operazioni tra Pirelli e l'istituto". Detto questo, precisava senza troppi giri di parole la sua richiesta: un intervento della Bicocca presso i vertici della banca "per indurli ad accogliere le sue richieste", minacciando altrimenti di parlare "di Olmo e Berenike". Sul caso si sono messi subito a lavorare Tavaroli e Cipriani. Loro sono riusciti "grazie anche alla complicità di pubblici ufficiali" ad individuare in breve l'autore del messaggio anonimo, un dipendente della filiale monegasca della banca del Gottardo. I pm invece, grazie al loro lavoro e a qualche interrogatorio, hanno ricostruito nei dettagli la strana operatività dei fortunati conti in codice. I tre conti. Su Olmo, Oro, Berenike, oltre che su altri conti cifrati "verosimilmente sempre della Pirelli e della dirigenza della Gottardo", scrivono i pm, il "ricattatore" e altri suoi colleghi hanno effettuato numerose operazioni di acquisto e vendita di titoli. La modalità era, per così dire, a colpo sicuro. La giornata azionaria iniziava e si chiudeva sempre allo stesso modo. Alla mattina Huppert chiamava dagli uffici della finanza estera del gruppo e diceva quali titoli comprare e quali vendere. Alla sera con una seconda telefonata indicava su quali conti addebitare le operazioni. "Se alla data della contabilizzazione i titoli acquistati presentavano plusvalenze - scrive il Pm - la transazione veniva imputata sul conto Berenike ovvero sui conti personali del management Pirelli, Olmo e Oro". Se le speculazioni andavano male, non c'era problema: "Laddove si presentavano minusvalenze - conclude l'autorità giudiziaria - l'operazione veniva imputata a Pirelli Luxembourg". In caso di errori manuali di attribuzione le operazioni venivano riordinate con "correzioni" a mano sugli ordini. Anomali puntualmente rilevate nel rapporto della Banca di Francia e giustificate come "errori" dall'istituto monegasco. L'Opa Unim. Un altro strano caso finito nel fascicolo Garden è quello relativo all'Opa Unim. "Pirelli - scrivono i pm - ha acquistato tramite funzionari della Banca del Gottardo azioni Unim prima di lanciare l'Opa sulla società". L'offerta di Pirelli è arrivata poi a fine settembre '99 a un prezzo superiore del 12% alla media dei corsi azionari dei tre mesi precedenti. La consegna dei titoli era avvenuta tramite la sede di Lugano dell'istituto del principato e l'intera transazione - sottolineano i magistrati - "è riconducibile a Carlo Puri Negri". La triangolazione, a dire il vero, aveva già sollevato l'attenzione della Consob. L'autorità di sorveglianza della Borsa aveva aperto un fascicolo chiedendo informazioni sul caso alla Bicocca. E poi, come spesso fa in questi casi, ha girato i risultati della sua indagine alla magistratura nel 2001. Che però avrebbe poi archiviato il caso. La conclusione. Arrivata l'e-mail anonima, Buora stesso ha preso contatti con la Banca del Gottardo, chiedendo spiegazioni sul rapporto della Banca di Francia. E la Pirelli ha poi spedito una lettera alla sede di Lugano della banca in cui affermava che "qualsiasi indagine scaturente dal rapporto coinvolgesse Pirelli, legittimava la Bicocca a chiedere un risarcimento per danno l'immagine. Anche se la denuncia per estorsione è arrivata solo due mesi fa. "L'esistenza presso la Gottardo di conti riferibili a Pirelli e al suo direttore finanziario - conclude il pm - nonché l'andamento degli stessi, risulta anche nel rapporto d'ispezione della Banca di Francia". (23 settembre 2006) LA REPUBBLICA |
AREA PERSONALE
TAG
CERCA IN QUESTO BLOG
IN VIAGGIO
MENU
CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: GURU1960
|
|
|
|
Età: 51 Prov: SI |

