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LE REAZIONI AL TEST NUCLEARE COREANO
Post n°252 pubblicato il 09 Ottobre 2006 da GURU1960
PECHINO - Il consiglio di sicurezza dell'Onu ha «fotemente condannato» la Corea del Nord per il test nucleare effettuato nel Paese lunedì mattina e che ha suscitato l'allarme della comunità internazionale. GIAPPONE - Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha definito il test «un atto imperdonabile». Abe è arrivato in tarda mattinata a Seul dove nel pomeriggio sarà ricevuto dal presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun. Il vertice diplomatico tra Giappone e Corea del Sud sarà inevitabilmente incentrato sui passi da compiere per gestire l'emergenza nucleare nordcoreana. Abe, che ha definito il test un «esperimento imperdonabile» ha dichiarato di essere «in contatto costante con Stati Uniti e Cina» per seguire gli sviluppi della situazione. L'incontro tra Abe e Roh è il primo summit tra Giappone e Corea del Sud da quasi un anno. Il governo giapponese ha inoltre attivato una task force. CINA - Il presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun ha convocato una riunione dei suoi consiglieri di sicurezza. Inoltre Seul ha sospeso la spedizione di aiuti a Pyongyang. Era in programma per martedì l’invio di 4.000 tonnellate di cemento, rinviato per «le attuali circostanze», stando a quanto dichiarato da un funzionario del Ministero dell'Unificazione di Seul. Il ministero degli Esteri di Pechino ha detto che la Cina si «oppone risolutamente» al test nucleare di Pyongyang e «spera che la Corea del Nord torni ai negoziati a sei nazioni». «Migliorare la stabilità dell’Asia nordorientale è nell’interesse di tutte le pari - si legge nel comunicato diffuso dal ministero -. La Corea del Nord ha ignorato le inquietudini della comunità internazionale, procedendo in modo vergognoso al test nucleare». La Cina «chiede espressamente» alla Corea del Nord di «tenere fede ai suoi impegni per una penisola coreana denuclearizzata, di mettere fine a tutte le iniziative che potrebbero deteriorare la situazione, e di riprendere il cammino verso i negoziati a sei nazioni». Il governo cinese «chiede a tutte le parti interessate a dare dimostrazione di calma e a ricercare il dialogo per permettere una soluzione pacifica della questione». STATI UNITI - La Casa Bianca ha confermato l’evento sismico registrato nel sito dove la Corea del Nord avrebbe effettuato il test nucleare. «Un test nucleare nordcoreano potrebbe costituire un atto provocatorio contro la posizione della comunità internazionale e la nostra richiesta di moderazione rispetto ad azioni che potrebbero aggravare le tensioni nell'Asia nord-orientale» ha detto il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow. Anche dalla Russia arrivano notizie sull'esperimento atomico del regime di Pyongyang. «Si è trattato di un test nucleare sotterraneo» ha detto un alto ufficiale dell'esercito di Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha chiesto alla Corea del Nord di ritornare senza indugi «al regime di non proliferazione» e ai paesi vicini di «dar prova di moderazione» nell'affrontare il problema dei test atomici. TELEFONATA LI-RICE - La questione nucleare nordcoreana è stata affrontata anche in una telefonata tra il ministro degli Esteri cinese Li Zhaoxing e il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice. L'agenzia Nuova Cina riporta che «le due parti si sono scambiate le loro opinioni» sul test e che Li ha «ribadito» la condanna già espressa dal suo governo. GRAN BRETAGNA - Da Londra un commento in linea con quello di Washington. Il primo ministro britannico Tony Blair ha definito un «atto del tutto irresponsabile» l'esperimento nucleare. «Questo test nucleare è considerato dal Regno Unito e sarà considerato dalla comunità internazionale come un atto altamente provocatorio al quale daremo una risposta vigorosa» ha detto un portavoce del ministero degli Esteri britannico, aggiungendo che esso «aumenterà le tensioni in una regione in cui sono già forti e avrà ripercussioni a livello internazionale». FRANCIA - La Francia parla di un atto di grande gravità per la sicurezza che richiede una risposta ferma della comunità internazionale. Lo ha detto a Ginevra il ministro degli Esteri francese Philippe Douste-Blazy. «Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva messo in guardia la Corea del Nord venerdì 6 ottobre - ha ricordato il capo della diplomazia francese -. Spetta ora alla comunità internazionale reagire a questa nuova situazione e dare una risposta ferma a Pyongyang: ci impegneremo subito in consultazioni con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e con altri paesi della regione». SPAGNA - Il governo spagnolo ha denunciato come «una grave provocazione» il test nucleare nordcoreano che «condanna» senza riserve. In un comunciato diffuso dal ministero degli Esteri, Madrid chiede che il governo della repubblica popolare e democratica della Corea «ritorni immediatamente ai colloqui a sei per mettere in pratica gli accordi del 19 settembre 2005». Il governo spagnolo studierà con gli altri membri dell'Ue - spiega il comunicato - eventuali «misure applicabili in questo caso». PRESIDENZA UE - Anche la presidenza dell'Unione europea «condanna con forza i test di esplosivi nucleari fatti dalla Repubblica democratica popolare della Corea». Lo afferma la presidenza finlandese in una nota, che spiega che «condurre questi test è inaccettabile» e che «l'Unione europea lavora in stretta collaborazione con la comunità internazionale per dare una risposta internazionale decisiva a questo atto di provocazione». EL BARADEI - Il test nucleare nordcoreano rappresenta una «sfida grave» per la sicurezza mondiale. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Mohamed El Baradei. Anche il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, ha condannato l'esperimento atomico e ha riunito d’urgenza gli ambasciatori dei 25 paesi membri dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles. «E’ uno schiaffo alla comunità internazionale, una minaccia alla sicurezza mondiale e richiede la reazione più ferma possibile della comunità internazionale», ha detto de Hoop Scheffer. AUSTRALIA - L'Australia, uno dei pochi paesi a mantenere rapporti ufficiali con la Corea del Nord, ha duramente criticato il regime di Pyongyang per il test nucleare, accusandolo di voler destabilizzare la regione. Il premier conservatore John Howard ha dichiarato in parlamento che l'Australia chiederà al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di prendere misure urgenti, e in particolare di attuare una serie di sanzioni commerciali, finanziarie di viaggio e di aviazione contro Pyongyang. «La Corea del Nord si sbaglia seriamente se pensa che un test nucleare migliori la sua posizione contrattuale sulla scena mondiale - ha detto -. Il test ha destabilizzato la regione, ha eroso la sicurezza stessa della Corea del Nord. È necessaria una forte risposta internazionale e l'Australia darà pieno supporto a tale risposta». Ferma condanna anche dalla Nuova Zelanda. PAKISTAN - Una dura critica al regime di Pyongyang arriva anche da un'altra potenza nucleare, il Pakistan. Il ministero degli Esteri ha parlato di un atto «destabilizzante per la regione». «È disdicevole che la Corea del Nord scelga di ignorare gli appelli della comunità internazionale» ha detto il portavoce Tasnim Aslam, aggiungendo che il programma nucleare pakistano si differenzia da quello nordcoreano: «Il programma nordcoreano è basato sul plutonio, quello pakistano sull'uranio». INDIA - Infine l'India si è dichiarata «profondamente preoccupata» per «l'infelice» esperimento effettuato dalla Corea del Nord. L'allarme di New Delhi è stato affidato a un comunicato del ministero degli Affari esteri. 09 ottobre 2006 CORSERA |
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