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GIUSTIZIATO SADDAM HUSSEIN - REAZIONI

Post n°263 pubblicato il 30 Dicembre 2006 da GURU1960

ROMA - Per la Casa Bianca l'esecuzione di Saddam Hussein è "una tappa importante per l'Iraq". Per il governo francese, invece, è solo qualcosa di cui prendere atto. Secondo Parigi la pena di morte andava evitata e ora si deve puntare sulla riconciliazione degli iracheni. Sono queste le posizioni che sintetizzano i commenti alla notizia dell'impiccagione del "raìs".

Usa.
George Bush ha dichiarato che "l'esecuzione è stato l'atto di giustizia che lo stesso Saddam Hussein aveva negato alle vittime del suo regime brutale. E' stato un anno difficile in Iraq per gli iracheni e aver portato Saddam Hussein davanti alla giustizia non fermerà le violenze in Iraq - ha aggiunto Bush - ma è una tappa importante nel percorso che porta l'Iraq ad essere uno stato democratico che è in grado di governarsi, mantenersi e difendersi da sé. Molte scelte difficili e ulteriori sacrifici ci attendono", ha concluso dal suo ranch di Crawford il presidente Usa.

Regno Unito.
Margaret Beckett, ministro degli Esteri del governo di Tony Blair si dichiara "sodisfatta che Saddam Hussein sia stato processato da una corte irachena per almeno una parte dei terrificanti crimini che ha commesso. Adesso ha pagato". Il ministro Beckett ha però ricordato che "il governo britannico non ha appoggiato e non appoggia la pena di morte né in Iraq né in altri Paesi", si legge nella nota, "ed è favorevole alla sua abolizione, indipendentemente dalle persone implicate o dal crimine commesso. Abbiamo esposto con chiarezza il nostro punto di vista alle autorità irachene, ma rispettiamo la loro decisione che è stata quella di uno Stato sovrano".


Francia.
Il ministero degli Esteri di Parigi ha "preso atto" dell'esecuzione di Saddam Hussein e ha esortato gli iracheni a "guardare verso il futuro e ad impegnarsi per la riconciliazione e l'unità del popolo iracheno". La nota precisa inoltre che "la Francia milita come tutti i suoi partner europei per l'abolizione universale della pena di morte. Ma l'Iraq è uno stato sovrano e pertanto decide leggitimamente".

Australia e Giappone. Entrambi i paesi rispettano la decisione preso da un Iraq sovrano. Nella nota del ministero degli Esteri australiana si legge anche che si è arrivati alla sentenza al termine di "un processo equo".

Unione europea. "L'Ue condanna i crimini commessi da Saddam, ma anche la pena di morte", ha dichiarato la portavoce dell'Alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza, Javier Solana. Critiche anche dal Consiglio d'Europa.

Vaticano. L'esecuzione di Saddam "è una notizia tragica", c'è "il rischio che alimenti lo spirito di vendetta e semini nuova violenza". E' il commento di padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana ai microfoni di Radio Vaticana. E' "motivo di tristezza anche quando si tratta di una persona che si è resa colpevole di gravi delitti. La posizione della Chiesa cattolica, contraria alla pena di morte - ha ricordato padre Lombardi - è stata più volte ribadita. L'uccisione del colpevole non è la via per ricostruire la giustizia e riconciliare la società".

Iran. Teheran saluta l'impiccagione di Saddam come "una vittoria degli iracheni", pur temendo un aumento temporaneo della violenza in Iraq. Lo ha detto il viceministro degli esteri iraniano Hamid Reza Assefi.

Kuwait. "L'esecuzione di Saddam è un affare interno iracheno dopo la sua condanna per crimini contro l'umanità", ha detto il ministro del lavoro Sabah al-Khaled al-Sabah, ricordando che il Kuwait ha sofferto molto per mano del regime di Saddam".

Israele. "Giustizia è stata fatta", ha commentato un alto responsabile del governo di Ehud Olmert, che ha chiesto di rimanere anonimo.

Hamas. Un "assassinio politico" che "viola tutte le leggi internazionali". Così il portavoce del movimento integralista islamico palestinese Hamas, Fawzi Barhum, ha definito l'esecuzione dell'ex rais.

Libia. Tripoli ha decretato tre giorni di lutto nazionale per il "prigioniero di guerra Saddam Hussein".

Afghanistan. L'esecuzione è "opera del governo iracheno" e "non avrà alcun effetto" sulla situazione in Afghanistan, secondo il presidente Hamid Karzai. L'ex ministro della Difesa del governo dei Taleban, il mullah Ubaydallah Akhund ha detto invece che "l'esecuzione della sentenza di morte contro Saddam Hussein nel giorno della festa del sacrificio (Id al-Adha) è una sfida e una provocazione nei confronti di tutti i musulmani".

Organizzazioni internazionali. Le critiche più dure provengono dall'associazione di difesa dei diritti umani Human Rights Watch. Un suo responsabile, Richard Dicker, ha definito "profondamente irregolare" il processo e sottolineato che i crimini commessi dall'ex dittatore, per quanto brutali, non "possono giustificare l'esecuzione, una punizione crudele e inumana". Contraria anche Amnesty International che fa sapere tramite Larry Cox, direttore dell'organizzazione negli Stati Uniti, che "l'esecuzione è stata semplicemente sbagliata. C'era in corso un altro processo e giustizia non è stata resa ad un incalcolabile numero di vittime".

(30 dicembre 2006) LA REPUBBLICA WEB

 
 
 
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