Giulio Sarchiola alla Fondazione Adriano Olivetti di Roma
Post n°292 pubblicato il 02 Giugno 2007 da GURU1960
Autore: Valeria Corti data: 01.06.2007
Fondazione Adriano Olivetti
| Lo sguardo dell’altro. Storie e immagini dalla Cina, fotografie di Giulio Sarchiola
Sguardi profondi che fissano l’occhio indiscreto della macchina fotografica. Seri, tristi, sereni, intensi, guardano noi, mentre noi guardiamo loro. Sono i giovani studenti dell’università di Pechino, i protagonisti di un reportage di Giulio Sarchiola che ha puntato su di loro il suo obiettivo scattando immagini che ne rappresentano un po’ anche l’anima. Molto suggestiva è l’immagine messa nella vetrina esterna della Fondazione Adriano Olivetti che dà sulla strada in cui si vede un ragazzo teso a guardare aldilà di un vetro, e che sembra fissare proprio chi si ferma a guardare la foto.

Il fotografo che scatta le foto è quasi un loro coetaneo e fissa in un attimo sulla carta stampata i sogni, le aspettative, le idee, gli obiettivi. Va oltre, oltre il loro abbigliamento, oltre il luogo in cui sono, oltre tutto quello che c’è intorno. I ragazzi incontrati hanno tutti più o meno vent’anni, hanno poco da guardare indietro e hanno invece tanto avanti a loro. Studiano per se stessi, ma anche per costruire una Cina migliore. I protagonisti delle foto sono tutti ripresi nello stesso modo, uno scatto frontale per un primo piano a figura intera o fino al ginocchio.

La mostra in corso alla Fondazione Adriano Olivetti di Roma: Lo sguardo dell’altro. Storie e immagini dalla Cina propone uno spaccato della gioventù universitaria cinese, ossia della futura classe dirigente di questo Paese tanto grande e popoloso quanto ricco di contraddizioni e di voglia di riscatto. Alle foto fa da corollario un testo autografo, nel quale i protagonisti raccontano chi sono, da dove vengono e raccolgono pensieri su loro, sulle loro origini e sulle loro aspettative per il futuro. Al testo originale, che è ovviamente molto suggestivo, si accompagna in una didascalia la traduzione.

Le foto sono scattate in ambienti familiari, come le aule o le loro stanze, ma l’ambientazione fa solo da cornice, perché l’attenzione si fissa davvero solo sugli sguardi, mai sfrontati, ironici o aggressivi, ma piuttosto seri, determinati e a volte anche un po’ tristi. Uno abbozza un sorriso, gli altri fissano intensamente l’obiettivo di Giulio Sarchiola che sembra riuscire a rubargli i pensieri con un solo scatto. La mostra fa parte del Festival della Fotografia e rimarrà aperta fino al 22 giugno prossimo.
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