
La crisi appesa al piano di salvataggio Usa
E' atteso per oggi, salvo nuove sorprese, il via libera della Camera Usa al piano di salvataggio dell'economia americana. Questa mattina il presidente della Bce Jean Claude Trichet è tornato a sottolineare l'importanza dell'approvazione del provvedimento che, dopo le modifiche apportate al Senato, prevede interventi per 850 miliardi di dollari.
La Camera statunitense torna oggi a votare il piano di salvataggio delle banche da 850 miliardi di dollari, messo a punto dall'amministrazione Bush e corretto ieri in Senato con sgravi fiscali da 150 miliardi in favore della middle class. Ieri chiusura in forte calo a Wall Street, con il Dow Jones a -3,32%. Tokyo ha aperto in ribasso dell'1,1%. Negativa anche Hong Kong.
Per domani a Parigi, invece, è previsto un incontro tra i leader dei quattro paesi europei del G8 con l'obiettivo di dare una risposta comune alla crisi finanziaria mondiale.
BCE Una crisi "senza precedenti" è stata definita dal presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che per la prima volta dal 2003 si prepara a tagliare i tassi d'interesse. Il piano Paulson "deve essere approvato", ha ribadito Trichet in un'intervista radiofonica a Europe 1, riportata da Bloomberg. "Il processo che stiamo affrontando - ha spiegato Trichet - è una correzione molto ampia. Per la zona euro gli esperti della Bce dicono che abbiamo una crescita in rallentamento, con il rischio che potrebbe essere perfino più debole", ha aggiunto.
Il pensiero del presidente della Bce è rivolto ai 320 milioni di cittadini europei ''ai quali dobbiamo dare stabilità dei prezzi nel medio termine'', ha commentato. "Stiamo dicendo ai cittadini che possono essere fiduciosi sulla stabilità dei prezzi. La fiducia è la cosa più importante oggi".
FRANCIA E sempre oggi arriva la notizia che il patron di Dexia, Axel Mirrer, ha rinunciato alla sua buonuscita su richiesta del ministro francese dell'economia, Christine Lagarde, che ha condizionato la ricapitalizzazione della banca franco-belga all'abbandono di questo 'paracadute dorato'.
La decisione di Miller di rinunciare alla buonuscita - secondo un portavoce del ministero delle finanze - sarebbe giunta al termine di una "discussione a porte chiuse" avvenuta la scorsa notte. La sua buonuscita sarebbe stata di 3,7 milioni euro, secondo i termini del suo contratto con la banca.