Creato da luana.rizzo il 27/11/2009

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Agire.it, emergenza Africa

Post n°78 pubblicato il 03 Agosto 2011 da luana.rizzo

 
 
 

Accade in Italia

Post n°77 pubblicato il 27 Luglio 2011 da luana.rizzo
 

Sembrano immagini che arrivano da chissà dove e invece sono a pochi km da casa mia... casa nostra...

 
 
 

TAV... Le ragioni del NO

Post n°76 pubblicato il 25 Luglio 2011 da luana.rizzo

Riporto dal sito:    http://www.italianostra.org/?p=12807
quindi direi non sospetto...
19-07-2011
TAV Torino- Lione: Le ragioni del NO

Pubblichiamo un articolo della Consigliera nazionale Maria Teresa Roli sulla questione della TAV in Val di Susa.

La centralità del movimento No TAV  nel panorama di partecipazione dei cittadini ai problemi che investono il territorio -  nuova specificità   di espressione democratica del nostro Paese – ha un cuore antico.   Ricordiamo quindi  le ragioni  fondanti l’opposizione ventennale al progetto della Torino/Lione: la carenza di dati probanti che la giustifichi, gli effetti controproducenti sulla qualità  della vita e l’economia della Val Susa, i danni irreversibili all’ambiente, l’enorme spreco di risorse economiche.  La nuova linea ferroviaria è concepita con  un carattere “spurio”: di fatto non una linea ad A/V (Alta Velocità) passeggeri, perché, essendo per la maggiore parte in galleria, ammette velocità massime  di 220 Km/ora, con tratti a 160/120 Km/ora – come si evince dallo studio di VIA presentato da RFI. E neppure una efficiente linea merci ad A/C (Alta Capacità) perché  inficiata  dal dover ospitare i treni passeggeri, che hanno differenza di velocità  di 120 Km/ora.  Nel decennio  2000/2010 il traffico merci dei tunnel autostradali  del Frejus e del Monte Bianco è crollato del 31%,il traffico merci sulla ferrovia del Frejus si è dimezzato, l’esperimento di trasferimento modale su treno del rimorchio o dell’intero automezzo risulta ad oggi fallito.              Le economie mature di Francia e Italia  tendono al mercato globale  più che allo scambio reciproco.  La caduta dei traffici ha spinto l’Austria  a mettere una moratoria sul progetto del tunnel di base ferroviario del  Brennero.  Solo i valichi alpini della direttrice nord-sud  hanno avuto un aumento significativo  per i collegamenti con le economie dell’ex blocco sovietico. L’importanza strategica sta nel trasporto per via mare, molto meno oneroso.  Eppure le previsioni dei traffici sono l’elemento fondamentale per la valutazione costi/benefici  della grande opera  in progetto che ha un costo altissimo;  a carico dell’Italia valutato intorno al 17 miliardi di Euro in valuta 2006; ma sulla base dell’adeguamento dei prezzi dal preliminare al definitivo, per  le opere impreviste, gli oneri  supplettivi di progetto e per la sicurezza  il costo per l’Italia della Torino/Lione è ipotizzabile in 35 miliardi di Euro. E ancora il tunnel di base comporterà pesantissimi oneri di manutenzione. I fondi necessari  per l’opera sono direttamente sottratti ad altri interventi: dalla messa in sicurezza delle scuole, alle opere di risanamento ambientale, all’innovazione tecnologica, alla soluzione del congestionamento delle aree urbane. Eppure il Piemonte ha un’ ottima rete di collegamenti: la valle di Susa ospita già la linea ferroviaria internazionale del Frejus, su cui si susseguono interventi di ammodernamento, tra cui gli ultimi del dicembre 2010, che hanno restituito un’opera  di alta funzionalità. E ancora tra il 1973 e il 1994 sono stati costruiti il tunnel autostradale e l’autostrada del Frejus, con ferite irreparabili al territorio valsusino. A nord  ci sono i due tunnel della valle d’Aosta. L’insieme delle infrastrutture transalpine è utilizzata al 30%, mentre i punti di crisi sono nelle aree urbane.  E anche ora, nella progettualità avanzata, il nodo di Torino- che dovrebbe essere prioritario – resta senza finanziamenti e senza prospettive certe.

Ma quali le tappe di  avvicinamento a  questa grande opera inutile e dannosa ?  Nel giugno 1990 in un summit a Nizza, i Governi italiano e francese convergono sull’opportunità di studiare un nuovo collegamento tra i due Paesi. La Finanziaria del 1994  prevede lo stanziamento di fondi per progettarla. L’accordo intergovernativo per la realizzazione della ferrovia viene firmato il 29 gennaio 2001 a Torino, poi ratificato dal Governo italiano il 19 settembre 2002. Si mobilita la protesta popolare, guidata da molti sindaci della Valsusa e dalla  Comunità montana, per  la diseconomia dell’opera, l’insostenibile ricaduta sull’ambiente, e il timore di seri danni per la salute delle popolazioni locali. A seguito di gravi tensioni e incidenti nel dicembre 2005 nasce l’Osservatorio guidato del commissario di Governo Mario Virano, per tentare di redigere un progetto condiviso, i cui lavori  conducano ad una maggiore attenzione ai territori e alle  comunità locali. Ne sono seguite circa 300 audizioni, con 60 esperti in campo: nel gennaio 2010 si arriva all’approvazione degli indirizzi operativi  per il progetto.   Da cui al progetto ora in campo,  redatto da RFI : le parti in superficie sono ridotte  alla piana di Susa dove sbuca il tunnel di base dalla Francia, e nell’ immediata periferia  della città si impianterà l’enorme cantiere, destinato, per vent’anni, ad esserne l’accesso “turistico”;  e lo scalo merci di Orbassano a cui la linea arriva dopo un’ampia curva che allunga il percorso di 10 chilometri. Su 130 chilometri, 116 sono previsti in galleria La parte centrale è il tunnel di base lungo 57 chilometri, di cui 46 in territorio francese e 12 in territorio  italiano. E in questi giorni è stato consegnato all’Impresa appaltante  il cantiere della galleria geognostica della Maddalena a Chiomonte – fortemente osteggiato dalla popolazione locale per ciò che rappresenta nella marcia di avvicinamento a quest’opera dannosa ed inutile, e per il pesantissimo impatto del cantiere stesso, prossimo al sito archeologico.   Le riserve sono anche squisitamente di ordine tecnico: il CIPE, il comitato interministeriale che  approva l’opera  ai fini del finanziamento, ha fissato ben 128 prescrizioni. Due collegi di avvocati per la Comunità Montana e per le Associazioni Ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura, WWF) hanno prodotto cento pagine di opposizioni, ponendo motivati dubbi sulle garanzie tecniche, ambientali e di sicurezza del progetto, rilevando anche pesanti vizi in materia di applicazione della disciplina dei rifiuti con riguardo alla gestione delle terre e rocce da scavo. Sul progetto preliminare della tratta nazionale, con relativo SIA (Studio di Impatto Ambientale) depositato nel marzo scorso, la Comunità Montana e le Associazioni Ambientaliste, in due elaborazioni disgiunte, hanno prodotto copiose e approfondite osservazioni, da cui si evince l’approssimazione e aleatorietà di una progettazione che è costata milioni di euro. Ma quale la nostra posizione?  In sintesi concordiamo che il trasporto merci vada trasferito il più possibile su rotaia. Pensiamo che  per rilanciare la ferrovia nell’area torinese bisogna intervenire sul nodo di Torino e costruire la cintura merci per far funzionare adeguatamente il polo di interscambio di Orbassano, tra i più grandi d’Italia e ampiamente sottoutilizzato; bisogna rispondere alle esigenze dei pendolari avviando il Servizio Ferroviario Metropolitano; bisogna usare tutta la capacità residua del tunnel esistente del Fréjus, recentemente ammodernato, che può sopportare un traffico sino a quattro superiore a quello attuale, senza fare un altro foro sotto le Alpi, costosissimo sotto l’aspetto ambientale, economico, sociale.     Per quanto al  Movimento No Tav lo condividiamo nella misura in cui difende i valori costituzionali, come la salute, la tutela dell’ambiente e del paesaggio; nella difesa del bene comune, di interessi generali e collettivi legati ad un modello economico funzionale ai  reali bisogni delle persone. Consideriamo altresì penalizzante per lo stesso Movimento  la deriva violenta intrapresa da alcune frange esterne che, oltre a far male, deviano l’attenzione dalla reale portata  dei problemi in campo e prestano fianco a strumentalizzazioni di segno opposto.

 

 

 

 
 
 

FESTA DI COMPLEANNO INDIMENTICABILE

Post n°75 pubblicato il 20 Luglio 2011 da luana.rizzo
 

UNA FESTA DI COMPLEANNO 

Non sarò affatto conciso, non ci riesco. 

 

Sabato 21 luglio. 

Ore 8: partiamo da Torino, io mia moglie ed alcuni amici aderenti al Torino 

Social Forum; come noi partono quelli della Rete di Lilliput, di Mani Tese, 

di Rifondazione, del WWF. In largo Brescia ci saranno almeno una quarantina 

di pullman. Siamo ancora sgomenti per gli eventi del giorno precedente. 

 

Ore10.00 circa: pausa idrica all'aperto in autostrada. Troppo emozionato e anche un 

po’ vergognoso. Non riesco a far niente. 

 

Ore 11 circa: Al casello di Genova Nervi: coda. Ci si aspetta una 

perquisizione che invece non avviene. Nuova coda in corso Europa. In senso 

opposto scorre una colonna di almeno dieci cellulari della polizia, stipati 

di militi, ognuno sormontato da un poliziotto con relativo fucile 

lancia-lacrimogeni. Rimango raggelato o forse mi sono soltanto perso gli 

ultimi mesi di questa realtà genovese. 

 

Mezzogiorno circa: decidiamo come gli altri manifestanti di scendere dal 

pullman e proseguire a piedi verso il punto del concentramento. I Genovesi 

non ci sembrano ostili malgrado l’ennesima invasione. 

Passiamo accanto al centro di accoglienza dell’ex ospedale psichiatrico; mi 

sorprende l’ordine attorno alle tende, non un sacchetto né un materassino o 

sacco a pelo. 

Dai balconi qualcuno ci applaude, il corteo risponde festoso. 

L’una circa: raggiungiamo Sturla: folla enorme e variegata. Ammiro con 

invidia certe acconciature coloratissime. D’accordo con gli altri del 

gruppo decidiamo di risalire il corteo alla ricerca dello striscione del 

Torino Social Forum. Dopo circa mezz’ora li perdiamo e rimaniamo in 

quattro, io Patrizia, Caterina e Fabio risaliamo ancora il corteo lungo corso Cavallotti 

alla ricerca di qualche gruppo conosciuto cui poterci aggregare. Troviamo 

un’amica delle Donne In Nero e veniamo accolti nel loro gruppo. In una 

traversa intravedo a molta distanza da noi un gruppo con i caschi azzurri, 

ma saranno a circa 500 metri! Lungo il percorso non ne abbiamo trovati e 

non ne troveremo altri. Ci accompagna l’inquietante volo di due o più 

elicotteri che forse ci stanno riprendendo; saluto di rito. 

 

Ore 14.00 circa: davanti alla chiesa di Boccadasse un pullman a due piani 

di tipo londinese di quelli di DROP THE DEBT: ballano sul tetto. 

Ore 14.30 : incontriamo fortunosamente A. che per quelli di UN PONTE PER… 

sta distribuendo datteri iracheni. Ci abbracciamo, siamo emozionati, mi 

racconta di una brutta disavventura capitatagli al mattino, ma questa è 

un’altra storia o forse fa sempre parte della stessa ? Ci salutiamo con la 

promessa di reincontrarci…non accadrà. 

 

Ore 15.00: il corteo staziona sul lungomare, siamo a fianco di un muro con 

cartello di LIMITE INVALICABILE, vetri rotti a terra. In alto sul terrazzo 

dell’edificio interno scorgo alcune persone: uno mi sembra in borghese con 

in testa un casco azzurro, gli altri vestiti di nero con un copricapo nero. 

Un’anziana signora esce da una finestra di una casa vicina, ci applaude. 

Alcuni hanno messo a disposizione un tubo per l’acqua dal giardino, molti 

cercano refrigerio. Fa un caldo terribile! Ma tutto va bene; il gruppo che 

ci precede balla a ritmo di samba. 

 

Ore15.20: Ripartiamo. Qualcuno ha sentito tramite telefonino che in piazza 

Kennedy sono in corso violenti scontri. Sappiamo di dover passare lì 

vicino. Primi segnali di nervosismo. Tutti i gruppi, compreso il nostro, 

dispongono un doppio cordone sui lati per evitare infiltrazioni di 

qualsiasi tipo. 

 

Ore 15.30: il corteo si arresta; sulla sinistra , oltre gli alberi, c’è il 

mare, sulla destra c’è un muro di pietre al disopra del quale mi sembra di 

percepire la presenza di un giardino. Oltre la testa , non molto distante, 

si vede il fumo dei lacrimogeni; davanti scorgo le bandiere dei VERDI. 

Dietro c’è uno spezzone di RIFONDAZIONE di Napoli (?). Scorgo diverse 

persone con le magliette della Rete di Lilliput. 

Momenti di tensione: alcuni urlano di sedersi a terra per poter evitare 

pericolose fughe indietro, altri consigliano di indietreggiare di un passo, altri ancora di avanzare. Siamo 

costretti a stare seduti sul marciapiede di destra, contro il muro, alzando le mani in segno di PACE. Ci 

rialziamo 

sempre con le mani alzate. Alterniamo momenti in piedi ad altri seduti. 

 

Ore 16.00 circa: SI SCATENA LA FOLLIA! Il fumo dei lacrimogeni si fa più 

vicino. Vedo qualcosa con una scia che arriva dal giardino sopra di noi 

spremo il limone sul fazzoletto, così a mia moglie P.. Arrivano altri 

lacrimogeni più in basso la gente scappa all’indietro veniamo schiacciati e 

bloccati contro il muro ho paura di essere schiacciato come negli stadi ho 

paura per C. che è più piccola di noi e scompare. Il fumo mi prende gli 

occhi e la gola limone limone limone sul fazzoletto su quello di P. sugli 

occhiali di F. Funziona non soffoco più la folla in fuga mi schiaccia un 

po’ di meno. 

SENTO QUALCOSA BATTERE RITMICAMENTE CHE SI AVVICINA! 

Ci troviamo di fronte della gente con scudi e manganelli urlano cose che 

non capisco dietro le loro maschere. Abbiamo tutti le braccia alzate 

gridando continuamente PACE PACE. Mi arriva il primo colpo su un fianco 

cado per terra cerco di ripararmi la testa con le braccia alzate sento 

dolore intenso al polso destro mi butto verso P. cerco di ripararle la 

testa prendo un altro colpo sulla mano mi sembra meno forte meno male! 

Quell’uomo è mancino, impugna il manganello con la mano sinistra e tiene lo 

scudo con la destra, mi colpisce soprattutto sul lato destro. Da qualche 

parte sento che stanno pestando F. PACE AAHIA… MA PACE , CAZZO! 

Quell’uomoverde continua mi prende a calci a terra sento un dolore 

fortissimo dietro al ginocchio destro mi brucia, fino alle palle. 

Ha la tuta grigioverde, sul petto porta due strisce dorate, su una sta 

scritto GUARDIA DI FINANZA; su quella sulla sua sinistra c'è qualcosa in 

inglese come ANTITERRORISM NUCLEUS o GROUP o altro di simile. Sul casco 

verde c’è un’aquila gialla, mi sembra. Continua ad urlare come un orco non 

so se parla in italiano…fa cenno di picchiarmi ancora. Si intromette 

qualcuno senza casco, pelato, in camicia chiara con le stelle una due tante 

stelle, dice BASTA….. l’interruttore: due posizioni VAI PICCHIA/STOP FERMATI. 

Minacciosamente qualcuno mi fa cenno di alzarmi, urlano. P. vicino a me 

PIANGEGRIDA BASTA BASTA PERCHE’ CONTINUI, COSA TI HO FATTO IO? 

In piedi con le braccia alzate iniziamo a camminare, continuiamo a dire 

PACE a chiunque, PACE, PACE… paceuncazzo, mentre cammina P. prende una 

manganellata sulla coscia destra da un altro orco verde senza maschera. 

Mentre camminiamo dispensando pace, alla nostra destra arrivano velocissimi 

due blindati azzurri che si fermano affiancati al centro della strada. 

Passiamo vicini ad un altro con manganello, con casco e interamente 

ricoperto da un’armatura di plastica nera; è altissimo. Non ha alcun segno 

di riconoscimento, né sull’armatura né sul casco. Non mi sembra abbia la 

maschera antigas eppure non vedo il chiaro del viso, non ne percepisco gli 

occhi. Si vedono soltanto spuntare strisce di tessuto nero sotto l’armatura 

che ricopre le cosce, forse una tuta sportiva con una scritta BIANCA 

ripetuta in sequenza in campo nero. Svoltiamo in corso Piave (?) e cerco di 

zittire una ragazza che urla BASTARDI, ho paura che ricomincino a 

picchiare. Ci seguono braccia alzate pace camminare pace pace; un’anziana 

signora vicina a me continua a ripetere AIUTO HO PAURA MI SENTO MALE! 

Qualcuno la porta via. C. incazzata si avvicina ad un signore in borghese 

con la pettorina blupolizia e incomincia a chiedergli ERAVAMO SEDUTI CON LE 

BRACCIA ALZATE, CI AVETE ATTACCATO, PERCHE’ ? 

Lo sentiamo rispondere TANTO SIETE TUTTI DEI BOMBAROLI. 

Porto via C. che insiste, il tipo si sta innervosendo. 

Riconosciamo degli amici che ci accolgono; ho male al polso destro, dietro 

il ginocchio destro ho una vasta ecchimosi, il pantalone è strappato in più 

punti. P. alza la gonna e scopre un’ecchimosi di circa dieci cm. sulla 

coscia destra. F. ha due staffilate sull’avambraccio destro e una vasta 

ecchimosi sul cavo popliteo destro (amici anche in questo). 

Un anziano signore ci spiega la strada più breve per raggiungere 

l’appuntamento con il pullman, vorrebbe ospitarci ma non vogliamo 

disturbarlo. Siamo distrutti fuori e dentro, ci sediamo sullo scalino del 

portone, ci abbracciamo E’ TUTTO FINITO, DAI! 

 

Ore 16.45 circa: siamo in via Trento. Mezz’ora di apparente tranquillità. 

Avvertiamo via telefono il capo pullman dell’accaduto e lo preghiamo di 

aspettarci. 

Lì vicino c’è un cespuglio; mi vergogno un po’ ma …piscio, finalmente! E 

non smetto più, ma non basta. 

 

Ore 17.00 circa: vediamo alcuni avvocati del GSF e qualche giornalista di 

CARTA, vorremmo denunciare l’accaduto ma hanno la nostra stessa faccia e 

non gli rompiamo le palle. 

 

Ore17.30 circa: continuano a passare lividi, teste rotte, nasi sfasciati di 

tutte le età e tutti i colori. Salutiamo i compagni e proseguiamo lungo via 

Trento, al fondo troveremo via Tolemaide con l’appuntamento. 

In rapida successione passano cinque cellulari blupolizia con rispettivo 

omino lanciagas incastonato sul tetto. 

Curva sgommate colpi sordi lacrimogeni. Ci risiamo, fermi. Svolta l’angolo, 

vedi ragazzini proni a terra con mani alzate, poliziotti sotto lo sguardo 

della pettorina blu responsabile del sillogismo MANIFESTANTI=BOMBAROLI 

mollano a casaccio calci sui fianchi o manganellate. 

Scendi la scaletta, dai! Due macchine bruciate… Ma è via Tolemaide… e 

laggiù i nostri compagni di viaggio: ci medicano , ci abbracciano e io 

inizio a parlare e parlo parlo parlo e non smetto più, non riesco a 

smettere , non ci riesco. 

Vorrei piangere,invece, ma il grilletto non riesce a scattare porca troia! 

E parlo parlo, anche con un giornalista del Tg3 Piemonte, ma sono stanco e 

poco incisivo e poi tagliano anche un pezzo d’intervista. Ma siamo già a 

Torino, non te n’eri accorto? E poi domani rivedremo nostra figlia, dai nonni; nostra figlia che 

di lacrimogeno conosce solo la cipolla e che con i manganelli ha visto solo 

Arlecchino e Pulcinella e che quando le dici NON PASSARE DI LA , NON SI 

PUO’ ti chiede severa PERCHE’ ? 

 

A proposito il 21 era il giorno del mio 40° compleanno, non è stata una 

bella festa e come regalo mi rimangono dei segni difficili da cancellare, 

dei grossi lividi sul corpo e nell’animo di P. e il braccio ingessato del 

mio amico F.. 

Ho voluto inviarvi questo sfogo perché non riesco a sfogarmi per niente e 

voi mi capite. Potete farne ciò che riterrete più opportuno: come 

testimonianza, come lettera, come riempitivo, potete anche tagliuzzarla in 

tanti pezzi e inserirli qua a la quando meno te l’aspetti, ma VI PREGO, 

CREDETEMI E FATE IN MODO CHE MI CREDANO, PERCHE’ IO ANCORA FACCIO FATICA. 

GRAZIE. 

Settimo Torinese, 24 luglio 2001 

Roberto

N:B: La testimonianza è vera ed è copia di  denuncia presso gli organi competenti. (Luana)

 
 
 

Adele - Set fire to the rain

Post n°74 pubblicato il 19 Luglio 2011 da luana.rizzo
 

 

Traduzione:

 

DO’ FUOCO ALLA PIOGGIA

I let it fall, my heart,
And as it fell you also claim it.
It was dark and I was all right,
Until you kissed my lips and you saved me.
My hands they’re strong, but my knees were far too weak,
Stand in your arms without fall into your feet,
But there’s a side to you that I never knew, I never knew.
All the things you say that were never, were never true,
And the games you play, you always, always win.


[Chorus:]
But I set fire to the rain,
Watch it pour as I touched your face,
Let it burn while I cry,
Cause I heard it screaming at your name, your name!

When I’m with you I could stay there,
Close my eyes, feel you’re here forever,
You and me together, nothing is better!
Cause there’s a side to you that I never, never knew,
All the things you say that where never true, never true,
And the games you play, you would always, always win.

[Chorus:]
But I set fire to the rain,
Watch it pour as I touched your face,
Let it burn while I cry,
Cause I heard it screaming at your name, your name!
I set fire to the rain
And I feel lost into the…
And it felt something nice,
Cause I knew that that was the last time, the last time!

Sometimes I wake up by the door,
…gone…waiting further.
Even that…
I can’t help myself from looking further.

[Chorus:]
I set fire to the rain,
Watch it pour as I touch your face,
Let it burn when I cry,
Cause I heard it screaming your name, your name
I set fire to the rain,
And I feel lost into the…
Cause I knew that was the last time
The last time, oh, oh!

 Ho lasciato che il mio cuore si innamorasse
E mentre si stava innamorando, l’hai reclamato anche tu.
Era buio e stavo bene
Finché non mi hai baciato sulle labbra e si hai salvato.
Le mie mani sono forti, ma le mie ginocchia erano decisamente troppo deboli
Per stare tra le tue braccia senza cadere ai tuoi piedi
Ma c’è un lato di te che non conoscerò mai, non conoscerò mai.
Tutte le cose che dici, che non erano mai, non erano mai vere
E i giochi che fai, sempre, vinci sempre.

 

[Chorus:]
Ma io do’ fuoco alla pioggia
La osservo cadere mentre ti tocco il viso
Lasciala bruciare mentre io piango
Perché l’ho sentita gridare il tuo nome, il tuo nome!

Quando sono con te potrei stare lì,
Chiudere gli occhi, percepire che sarai qui per sempre
Io e te insieme, niente di meglio!
Perché c’è un lato di te che non conoscerò mai, non conoscerò mai.
Tutte le cose che dici, che non erano mai, non erano mai vere
E i giochi che fai, sempre, vinci sempre.
http://testitradotti.wikitesti.com
[Chorus:]
Ma io do’ fuoco alla pioggia
La osservo cadere mentre ti tocco il viso
Lasciala bruciare mentre io piango
Perché l’ho sentita gridare il tuo nome, il tuo nome!
Io do’ fuoco alla pioggia
E mi sento persa dentro..
E sembrava qualcosa di bello
Perché sapevo che era l’ultima volta, l’ultima volta!


A volte mi sveglio vicino alla porta,
…andato…aspetto ancora.
Anche se…
Non riesco a evitare di guardare avanti.

[Chorus:]
Io do’ fuoco alla pioggia
La osservo cadere mentre ti tocco il viso
Lasciala bruciare mentre io piango
Perché l’ho sentita gridare il tuo nome, il tuo nome!
Io do’ fuoco alla pioggia
E mi sento persa dentro..
E sembrava qualcosa di bello
Perché sapevo che era l’ultima volta, l’ultima volta!
.

©kiocciolina 2011

http://testitradotti.wikitesti.com/2011/01/24/set-fire-to-the-rain-testo-traduzione-e-video-del-singolo-di-adele

 
 
 

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