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«...Preferisco rimanere un'impressione, preferisco le impressioni. Le impressioni emozionano. È inutile conoscere: molto meglio supporre.»
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LA SANTA ROJA - Capitolo 3Le navi incrociavano sottocosta, fuori dal tiro delle batterie di cannoni della città, avanti e indietro, costituendo una minaccia costante per la guarnigione panamense. Nel frattempo il pirata Morgan, insieme a duemila combattenti, risaliva le anse del fiume Chagres, per prendere la città alle spalle. Non sentiva altro che quel richiamo, il sogno della vittoria, della conquista, del possesso carnale per quella donna che tutti adoravano. Il gruppo si spinse in mezzo alla giungla, guidato dalle tribù degli indios, schiavizzati dagli spagnoli e anch'essi in cerca di vendetta e riscatto.
Henry Morgan incontrò le guarnigioni nemiche dopo un giorno di marcia, ai margini di una piana che saliva dolcemente verso la città. Il pirata diede immediatamente battaglia e la sua audacia avvinse la fortuna, che ne divenne il fianco: duecento tiratori scelti e il terreno paludoso furono sufficienti ad infrangere il centro della carica di cavalleria e a fermare la mandria di tori scatenatagli contro dai difensori. La Confraternita dilagò sulla piana, dando la caccia ai soldati in rotta e giungendo in breve tempo alle porte della città: il sogno di ogni bucaniere era davvero a portata di mano, e tutto grazie al mitico Henry Morgan.
Il sacco della città avvenne rapidamente: le truppe a difesa dei bastioni si divisero per contrastare i pirati giunti da terra, il ritmo degli spari dei cannoni calò, alcune navi si infilarono sotto il fuoco nemico e riversarono palle incendiare sulla città: il panico fece il resto, l’esercito spagnolo sbandò e Panama prese fuoco. Ben presto affluì il bottino raccolto: vennero ammucchiate sul pavimento sbarre d’oro così pesanti che due uomini non riuscivano a trasportarne che una alla volta con difficoltà, e scintillanti gioielli, preziosi paramenti di chiese e cattedrali, e coppe, vassoi d’argento e vesti di seta variopinte, anelli, bracciali, collane e perle. E sacchi e casse di monete: real, dobloni, ghinee. Il capitano, con aria meditabonda, osservò l’accumularsi della smisurata ricchezza, fin quando, trascorsa qualche ora, il tesoro non assunse le sembianze di una piccola montagna.
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