Creato da cellulestaminali il 23/12/2008
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Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 12 Gennaio 2009 da cellulestaminali

NOVITA’ NEL CAMPO DELLE  CELLULE STAMINALI?

Il nostro amico Oscar mi  ha fornito in lettura la REPUBBLICA del 30.06.07 (quindi, neppure tanto recente), nel quale è pubblicata un’interessante intervista col prof. Paolo Biglioli, Direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino.  Tale ricercatore lamenta gli intoppi burocratici creati dall’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), che, in tal modo, da anni blocca le ricerche nel campo dell’utilizzazione delle cellule staminali,  quale metodica terapeutica nelle ischemie cardiache (cioè negli infarti).

In detta intervista  egli specifica che le ricerche sono già state autorizzate dal Ministero della Salute e non sussistono ragioni scientifiche che giustifichino tale comportamento dell’AIFA. Precisa pure che, in tal modo, si obbligano i pazienti al turismo terapeutico, con grande dispendio di mezzi finanziari,  in Germania, dove le ricerche sull’essere umano sono da tempo state autorizzate.

Aggiungo io: dato che non tutti possono, anche per motivi economici, recarsi in Germania, l’AIFA è responsabile di numerosi decessi per infarto. Tutti noi conosciamo, infatti, infartuati che, curati con i farmaci tradizionali, dopo un certo periodo incorrono in una recidiva spesso mortale.

L’intervista col prof. Biglioli, perciò, di per sé, non offre alcuna concreta novità, ma è decisamente utile per comprendere l’anomala situazione italiana nel campo delle cellule staminali, già esposta nel mio libro IL MIO ICTUS ED IL MISTERO DELLE CELLULE STAMINALI, nel quale ho trattato di ricerche, effettuate con successo in Italia – anche a Torino – le quali improvvisamente sparivano nel silenzio perché – evidentemente -  realizzate nonostante il divieto dell’AIFA.

Il giallo, perciò, non è affatto risolto, ma si conosce almeno chi è il responsabile.

Attendiamo di conoscere le motivazioni, che, stando alle parole del prof. Biglioli, non hanno un fondamento scientifico.

Dr. Michele Maero

michele@maero.it

 

 
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