Creato da cellulestaminali il 23/12/2008
PROBLEMATICHE DI MEDICINA

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« DIARIO DEL TERZO VIAGGIO...STAMINALI PER IL DIABETE... »

UNA NUOVA INIZIATIVA

Post n°34 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da cellulestaminali

LETTERA APERTA AD AMICI E SIMPATIZZANTI DI FACEBOOK

UN’ASSOCIAZIONE PRO  STAMINALI  IN ITALIA

 

A seguito della mia “lettera al Direttore”, pubblicata da LA STAMPA in data 29 settembre 09 e qui sotto riprodotta per miglior conoscenza, diversi nostri amici e conoscenti di Facebook e lettori del quotidiano mi hanno segnalato il loro desiderio di costituire – o di partecipare alla costituzione - di un’Associazione, alla quale tutti possano aderire, e che abbia lo scopo di stimolare la soluzione degli annosi problemi relativi alla ricerca ed alla utilizzazione delle cellule staminali, problemi particolarmente sentiti da tutti coloro che soffrono di una qualsiasi patologia, per la quale sia – potenzialmente almeno – utilizzabile la terapia cellulare.

Sappiamo tutti che le terapie concernenti le cellule staminali stanno incontrando forti atteggiamenti di opposizione vuoi – limitatamente a quelle embrionali – di carattere religioso e, in genere, ideologico, vuoi di carattere scientifico, in quanto certe lobbies utilizzano dubbi non sempre obiettivamente fondati, per effettuare campagne di terrorismo psicologico.

Certo, occorre essere cauti prima di estendere le ricerche agli esseri umani, ma non sempre le problematiche sollevate da certi ambienti sono sufficientemente fondate sul piano scientifico e gli stessi ricercatori si lamentano frequentemente dell’impossibilità legale di effettuare certe sperimentazioni a causa di impedimenti burocratici, che nulla hanno a che fare con motivazioni di carattere medico.

Le stesse numerose Banche sorte in questi anni per la crioconservazione delle cellule staminali, fondandosi su costruttivi princìpi di solidarietà umana e sociale, sono attualmente vane cattedrali nel deserto perché non esistono Centri, che possano effettuare i trapianti di cellule staminali cordonali a favore dei numerosi pazienti.

Ora, l’Associazione, che i nostri amici vorrebbero costituire, dovrebbe contribuire alla soluzione di   tutti   questi problemi, stimolando le Istituzioni ad intervenire, al fine di sbloccare la situazione.

Ma perché l’Associazione riesca concretamente nei suoi intenti occorre che aderiscano numerosi soci e simpatizzanti.

Rivolgo, pertanto, un caloroso appello a tutti gli amici e simpatizzanti  perché, pur senza  alcun impegno, aderiscano, dimostrando il loro interesse alla soluzione concreta di questi problemi.

Io personalmente offrirò il mio personale contributo, dando la possibilità di esprimere il proprio interesse tramite Facebook o scrivendo direttamente al mio indirizzo e-mail possibilmente entro il 20 ottobre c.m.

Ricordo, infine, che la miglior collaborazione è quella di estendere il presente messaggio ai propri amici e conoscenti.

Grazie dell’attenzione.

Michele Maero – Torino – michele@maero.it

Stim.mo sig. Direttore

Desidero raccontare la mia esperienza, sperando che possa servire ad altri.

Avendo subito un ictus, sentito il parere favorevole del neurologo che mi segue, mi sono rivolto alla Banca svizzera, nella quale due anni or sono mia figlia aveva depositato le cellule staminali tratte dal cordone ombelicale del mio nipotino, in occasione del parto. Ero convinto, come si era tanto pubblicizzato quando sorgevano queste banche di crioconservazione delle cellule staminali, che potessi utilizzarle per me, essendo la Banca disponibilissima a darmele gratuitamente. Bene! Ho trascorso giornate ad inviare e-mail a medici ed a Centri vari di tutta Europa, non riuscendo a trovare alcun Centro, che potesse effettuare il trapianto richiesto perché – ho saputo – esiste una norma od una direttiva a livello europeo che vieta tale attività.

Ma, allora, a che scopo mia figlia ha speso migliaia di euro per un fine – dicevano – tanto nobile e sociale? Non è una presa in giro, non dico da parte di tali Banche, ma da parte degli Enti a livello europeo, che prima facilitano il sorgere delle Banche stesse e poi vietano l’utilizzo delle cellule ivi depositate?

Essendo questo un problema certamente non soltanto mio personale, ma di interesse generale, spero nella pubblicazione di questa mia.

Dr. Michele Maero

 

 

 

 

 
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