
"[...]Chinai la testa e mi affrettai ad andare nel ripostiglio dove tenevo la stoffa azzurra e gialla. Non gli avevo mai sentito esprimere la sua disapprovazione con tanta forza. Mi sembrò di non poterla tollerare. Mi tolsi una cuffia e, sentendo che si stava sciogliendo il nastro che mi teneva legati i capelli, lo sfilai. Avevo portato le mani alla nuca per raccogliere i capelli, quando udii scricchiolare una delle mattonelle malferme del pavimento. Mi sentii gelare il sangue nelle vene. Non era mai entrato nel ripostiglio mentre mi cambiavo. Non mi aveva mai chiesto una cosa del genere. Mi girai di scatto, le mani ancora nei capelli. Se ne stava sulla soglia, gli occhi inchiodati su di me. Riabbassai le mani. I capelli, del colore dei prati in autunno, mi fluirono in onde sulle spalle. Nessuno li aveva mai visti.
"I tuoi capelli", disse. Non era più adirato. Infine mi tolse gli occhi di dosso.[...]"
---TRATTO DA "La ragazza con l'orecchino di perla" di Tracy Chevalier---
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