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Setoseallegorie

BLOG DI SILVIA DE ANGELIS

 

DEMONI D'AMORE POESIA DI SILVIA DE ANGELIS

Post n°1620 pubblicato il 24 Aprile 2018 da das.silvia

 
 
 

PERCHE'IL GATTO NON SARA'MAI UN ANIMALE DOMESTICO

Post n°1619 pubblicato il 21 Aprile 2018 da das.silvia

È un luogo comune chiamare i nostri gatti "animali domestici", da compagnia. Chiunque condivida la propria vita con un gatto, però, potrà dirvi che, a prescindere da quanto noi si possa voler decidere il momento in cui dar loro da mangiare al mattino o farli rientrare in casa la sera, i gatti sono addomesticati soltanto in parte.

I probabili antenati del cane domestico risalgono a oltre trentamila anni fa. Nel caso degli antenati del gatto, invece, si reperiscono tracce fossili risalenti a soli 9.500 anni fa. Un primo sequenziamento del patrimonio genetico del gatto domestico è stato completato nel 2007, ma un recente studio al quale ho preso parte ha messo a confronto il genoma del gatto domestico e del gatto selvatico (Felis silvestris), e ha gettato nuova luce sugli ultimi diecimila anni di adattamento dei felini.

I gatti domestici non sono soltanto gatti selvatici che tollerano gli esseri umani in cambio di pasti regolari: rispetto a quelli selvatici e ai loro stessi corpi hanno crani di dimensioni minori, ed è risaputo che si riuniscono in colonie. Rispetto ai cani, però, i gatti hanno una gamma molto ristretta di variazioni in termini di dimensioni e forme. Wesley C. Warren, uno degli autori dello studio, fa notare che i gatti domestici hanno eccellenti doti di cacciatori come i loro antenati selvatici. Anche questo avalla il concetto che i gatti sono addomesticati soltanto in parte.

Il confronto tra i genomi del gatto selvatico e del gatto domestico ha portato molte conferme a ciò che già sapevamo. Micheal J. Montague, autore principale della ricerca, mi ha detto di aver avvertito subito che i due genomi sarebbero stati assai simili, ma il nostro studio in realtà ha evidenziato una serie specifica di differenze nei geni coinvolti nello sviluppo neuronale. Questo adattamento cerebrale potrebbe spiegare perché i gatti domestici sono docili. (WEB)

Perché il gatto non sarà mai un animale domestico

 
 
 

DECISIONI

Post n°1618 pubblicato il 19 Aprile 2018 da das.silvia

 

                                                                                            

A volte l’intrecciarsi di alcuni eventi, ci costringono a soffermarci su decisioni dell’attimo, che mai avremmo pensato di poter prendere…..Il fato? la casualità? o quale altro marchingegno contribuiscano a far modifcare i nostri  pensieri, è una cosa davvero inspiegabile.

Sembra che una serie di eventi, collegati fra di loro raggiungano un punto cruciale, dal  quale sembra impossibile districarsi e bisogna proprio cambiare direzione.

Questa modifica apporterà dei cambiamenti nella nostra vita? Ci saranno nuove inaspettate  aperture che avranno un risvolto positivo? Ciò, inizialmente, si ignora.

Personalmente sono per i rinnovamenti, che, in ogni caso ci temprano e ci mettono incondizione di dover affrontare nuove situazioni. Certamente queste ci tempreranno  e  aumenteranno il nostro bagaglio di esperienza, grande maestra di vita.

Effettivamente l’esperienza va sempre presa in considerazione, perché ci dà modo di conoscere, in anticipo, il risvolto di un determinato evento, permettendoci di affrontarlo nel modo più saggio, o, almeno, di non incorrere in qualche precedente errore…cosa che ci turberebbe non poco!

@Silvia De Angelis

 

 
 
 

REPETITA IUVANT

Post n°1617 pubblicato il 17 Aprile 2018 da das.silvia

 

 Nell’estensione d’un canovaccio

motivato da figurazioni assidue

s’addensano parole promiscue

che ne ingrandiscano l’entità

E quel tenace ripetere

d’una didascalia

che si fa mito

se ne annovera la sostanza

tramutata

nella costante ideale

d’un astrattismo di perfezione

@Silvia De Angelis

 

 

 
 
 

FRAGILITA'

Post n°1616 pubblicato il 15 Aprile 2018 da das.silvia

 
 
 

IL DESERTO DEL SINAI

Post n°1615 pubblicato il 12 Aprile 2018 da das.silvia

Apparentemente estese all'infinito in ogni direzione, le alte cime delle montagne appaiono simili a duri nodi di roccia arrotondata che si siano levati fino a grandi altezze solo per precipitare lungo i declivi, ovunque simili a se stessi, come se tutti fossero in vetta al mondo; poi, mentre il sole batte implacabile, inevitabilmente il pensiero si volge ai grandi personaggi delle tre religioni monoteistiche che hanno camminato in queste terre e che sono stati intensamente influenzati dall'esperienza vissuta. Mosè, Gesù e Maometto, tutti raggiunsero le lande desolate per digiunare, pregare e per udire la voce di Dio, e fu proprio il deserto, con la sua vastità, l'asprezza spietata e la completa assenza di distrazioni, a condurre gli uomini più eminenti del pensiero religioso occidentale alla contemplazione, alla resistenza nei confronti delle tentazioni e, infine, alla rivelazione. 

Le plaghe della penisola del Sinai, separate dal solco tettonico della Rift Valley lungo il confine orientale della Giordania, sono aride e in qualche modo repulsive, quantunque in ogni meandro degli alvei asciutti e intorno a ogni formazione rocciosa si trovi una sorpresa gradita: il paesaggio è composto da rocce accidentate, rosseggianti e brune, di granito e arenaria, quasi del tutto spoglio di piante, ma è colmo di ciò che rende tanto attraenti e formidabili questi deserti, la cui apparente vacuità è punteggiata all'improvviso da esplosioni di colore che tingono la pietra o dalla lussureggiante bellezza delle palme raggruppate intorno a una sorgente. Il deserto è senza dubbio un mondo estremamente aspro e duro, ma quanti riescono a dimenticare i luoghi comuni e a sopportare l'estrema scarsità d'acqua sono ricompensati da scorci di una bellezza assoluta e pura. 

La vegetazione - come del resto le forme di vita animale - stenta a sopravvivere in un ambiente dominato da piatte estensioni di fango e di sale, separate da aride formazioni rocciose bizzarramente scolpite oppure scavate da gole serrate fra scoscese pareti di roccia rossa e gialla; piuttosto che di dune, infatti, il deserto del Sinai è cosparso di macigni smisurati, grandi come case, di singolarità geologiche prodotte dall'erosione e di splendide chiazze di verde disseminate nelle sporadiche oasi nutrite dall'acqua sorgiva, ricche di capelvenere e di fichi capaci di vivere in questo mondo spietato, in evidente contrasto con le sterili rocce che le sovrastano.(WEB)

 
 
 

LA METROPOLI

Post n°1614 pubblicato il 10 Aprile 2018 da das.silvia

 

La metropoli, chiamata Roma, è diventata, ormai, una megalopoli invivibile.

Le periferie, espanse in modo esagerato, con costruzioni infinite, e pochissime strade di collegamento al centro, creano un disagio notevole allo scorrimento  del traffico cittadino.

E’ quasi impossibile, riuscire a raggiungere la metropolitana, perché il  parcheggio vicino è già colmo di autovetture alle sette del mattino ed i mezzi pubblici,  ridotti, passano ad una frequenza invivibile.

Morale della favola, si è costretti a fare “vita di quartiere” senza allontanarsi  troppo dall’abitazione, altrimenti si correrebbe il rischio di rimanere “imbottigliati”  in qualche zona della città, rincasando ad ore impensabili.

E’ diventata impresa quasi impossibile recarsi in centro, viste le difficoltà  suddette. Ci si rifugia, invece, “nei grandi contenitori”, detti centri commerciali,  che ormai sono come delle piccole città, in cui si trova di tutto e di più.

Questa situazione è del tutto diversa, dalla vita di Roma di trenta anni fa, anni  in cui, nella capitale si poteva ancora girare tranquillamente in largo e in lungo, senza limitazioni di sorta.

Credo quindi, che tutta la tecnologia di cui siamo dotati in quest’epoca serva  molto a poco, se poi non si è in grado di poter camminare, senza problemi ,nelle  varie zone della propria città, visitandone le bellezze e le tradizioni, ricordo di tempi remoti

@Silvia De Angelis 2018

 

 
 
 

CAPOGIRO

Post n°1613 pubblicato il 07 Aprile 2018 da das.silvia

 

Nell’amalgama di vissuto autentico

sempre tu

ti distingui

per quell’incredibile identità

mormorante

su asincroni battiti di cuore

Ancora mi sconcertano

nel tempo

che mi fa invincibile tempesta d’emozioni

in quell’incedere d’istanti

senza voce

ma di gestualità

accorpata a un capogiro della mente

stropicciato su gelo

sciolto d’ardore

@Silvia De Angelis 2018

 

 
 
 

INDEFINIBILE

Post n°1612 pubblicato il 04 Aprile 2018 da das.silvia

 
 
 

SUL VATICANO

Post n°1611 pubblicato il 01 Aprile 2018 da das.silvia

Un fazzoletto di terra a ridosso del Tevere dentro cui è racchiuso un concentrato di storia, religione, arte e politica difficilmente misurabile: questo è la Città del Vaticano ancora oggi, nonostante ormai, da quasi 150 anni, sia terminato il potere temporale della chiesa.

Con l’arrivo di Jorge Mario Bergoglio il 13 marzo 2013, tuttavia, molte certezze sono andate in frantumi e nei fatti, tra i viali ordinati, le collinette con i prati sempre perfetti e verdissimi, i rari gendarmi e gli uffici che pullulano di funzionari laici e religiosi, di uscieri con la divisa un po’ logora, di segretarie e guardie svizzere, la stessa idea di stato vaticano ha cominciato a scricchiolare, quanto meno nella sua versione tradizionale.

Le burocrazie interne – per lunga abitudine prudentissime, abituate a scorgere un pericolo in ogni sommovimento – non sono troppo contente, ma d’altro canto tra prelati e laici al servizio del papa nessuno pensa veramente che si possa fare a meno del Vaticano, anche se la corte pontificia non conta più niente e i gentiluomini di sua santità sono precipitati da qualche tempo in un meritato oblio.

Prospettiva cupa
La realtà è che esiste un serio problema di costi, che comincia a diventare stringente in uno stato che di fatto può contare di certo su vastissimi beni immobili e donazioni, ma è privo di un sistema fiscale (i cittadini sono poche centinaia). In tal senso è significativo che ogni anno il fondo pensioni del Vaticano registri un deficit di quasi trenta milioni di euro. E la prospettiva dei prossimi vent’anni è assai cupa.

Le cause di lavoro, inoltre, affollano il tribunale vaticano e il problema non dev’essere tanto secondario se Francesco, incontrando i dipendenti e le loro famiglie lo scorso 21 dicembre, ha detto: “L’altro giorno ho avuto una riunione con il cardinale Marx, che è il presidente del consiglio dell’economia, e con monsignor Ferme, il segretario, e ho detto: ‘Non voglio lavoro in nero in Vaticano’. Vi chiedo scusa se questo ancora c’è. Dobbiamo lavorare qui dentro perché non ci siano lavori e lavoratori precari”.

Nel frattempo – almeno per ora – la vita di ogni giorno continua, con la consueta fila di gente che entra da porta Sant’Anna, in via del Mascherino, vicino a piazza Risorgimento, per accedere alla mitica farmacia vaticana dove ci si mette in fila per medicinali rari pagati magari a minor prezzo o per quei prodotti cosmetici extralusso “che dai preti costano la metà”, come recita una vulgata capitolina.(WEB)

 
 
 

AUGURI A TUTTI PER UNA SERENA PASQUA

Post n°1610 pubblicato il 30 Marzo 2018 da das.silvia

 
 
 

DENTRO L'ATTENTATO

Post n°1609 pubblicato il 29 Marzo 2018 da das.silvia

 

Si rannicchia in modo compulsivo

nella latrina d’efferatezza

colui

che demoniaco

del male soggioga arte

Si leva una folata d’odio

dallo sguardo sacrilego

nello scalpitio esaltante e cruento

da distillare ad anime impure e stentate

Colte da transiti frenetici e scatenati

hanno esaltato

il cinereo bulbo di morte

nello straziante grido d’una nube

che mai sfiorerà

volte d’azzurro

@Silvia De Angelis

 

 

 
 
 

ANTIPATIE

Post n°1608 pubblicato il 26 Marzo 2018 da das.silvia

 

Talvolta carichiamo le nostre enfasi interiori sulle antipatie della  vita….Eh si, perché le antipatie sono veramente numerose.

Riguardano persone che orbitano intorno a noi, oppure cose da fare, che, indubbiamente  non attirano la nostra attenzione.

Credo che l’istinto sia di fondamentale importanza, quando proviamo un senso di avversione per individui che incrociamo nel nostro percorso…..sono stranissimi segnali  che ci comunica l’ inconscio e credo siano da attribuire al fatto che quel personaggio  sia mentalmente molto distante da noi. Probabilmente la sua gestualità, il suo intercalare  verbale e tanti altri segnali che ci giungono,sono inequivocabili e, senza rendercene conto,  prendiamo in quel momento, le dovute distanze dal soggetto in questione.

Può capitare, che, nel tempo, torniamo sulle nostre impressioni, pensando di essere stati  prevenuti verso quella persona, ma approfondendone meglio la conoscenza, ci rendiamo  esattamente conto, che l’impressione iniziale era quella esatta.

Diversamente dicasi per la predisposizione più o meno idonea, che ognuno di noi ha, nell’eseguire determinate azioni. Esse possono riguardare la casa o il lavoro, ciò non toglie che alcune incombenze del quotidiano non ci pesano assolutamente, altre invece ci infastidiscono e cerchiamo di rimandarle o di trovare qualche “vittima designata” le esegua per noi!

@Silvia De Angelis

 

 

 

 
 
 

One World Trade Center

Post n°1607 pubblicato il 24 Marzo 2018 da das.silvia

Originariamente chiamato "Freedom Tower", la Torre della Libertà, è il grattacielo che ha preso il posto delle Torri Gemelle, distrutte l’11 settembre 2001 (Lower Manhattan, New York). L’edificio è alto 1776 piedi, pari a 541,3 metri, compresi i 50 metri di pennone. Una curiosità, il numero 1776 non è casuale: è stato scelto poiché rappresenta l'anno della dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti. La sua costruzione, iniziata con la posa della prima pietra, cominciata ufficialmente il 27 aprile 2006 e si è poi conclusa il 30 giugno 2013, con la collocazione dell'antenna. Ad oggi è l'edificio più alto dell'emisfero occidentale ed è il 6° più alto del mondo.

Naturalmente è possibile visitarlo, soprattutto la parte superiore, che è aperta al pubblico da diversi anni. In tutto si parla di un totale di 104 piani: di questi ne sono disponibili 85, poiché i primi 19 sono riservati per motivi di sicurezza. La destinazione ad uffici è di 69 piani (fino all'89º piano), poi sono presenti ristoranti gourmet e bar ai piani 99, 100 e 101, e il punto di osservazione (lo sky point of view), conosciuto anche con il nome di One World Observatory, si trova al piano 102, raggiungibile con gli ascensori chiamati “Sky Pods” che possono accogliere fino a 15 persone. La corsa fino al 102esimo piano dura un minuto, dopo di ché si raggiunge il “See Forever Theater”, una grande sala dove si é "risucchiati" dalle immagini in 3D della Grande Mela.Al di sopra del Forever Theater trovano posto altri due piani di servizio per arrivare sino al piano 104.

Sono disponibili i biglietti, per il One World Observatory (sky point of view), con la sua panoramica a 360 gradi, a partire da circa 29€ (se li si prenota online). I prezzi dei biglietti possono superare i 30 se si acquistano direttamente alla biglietteria, anche se prevedono sconti per anziani e per bambini.(web)

 
 
 

PRESTABILITO

Post n°1606 pubblicato il 23 Marzo 2018 da das.silvia

 

Colori falsati

nell’estensione

d’un’era scarna

negli ormeggi fissati

sull’andante del fato

Inutile inventare

circumnavigazioni lontane

Imprecano  viaggi

al di fuori di mete

magate di luna

prese in cura

dall’egemonia della sorte

@Silvia De Angelis

 

 
 
 

ALDILA' DEL SOLE

Post n°1605 pubblicato il 21 Marzo 2018 da das.silvia

 
 
 

VISIONI DI GIOVANI FOTOGRAFE

Post n°1604 pubblicato il 19 Marzo 2018 da das.silvia

E' in corso ai Magazzini fotografici di Napoli la mostra Who knows what’s going on in the ladies parlour!, che presenta il lavoro di sette giovani fotografe italiane.

Erica Belli ha passato cinque giorni su un treno della ferrovia Transiberiana cogliendo attimi in cui realtà e surrealismo si mescolano. “Odori, sapori e sensazioni di notti e giorni si confondono in un paesaggio invernale, innevato e scrutabile unicamente da un finestrino”, spiega la curatrice Roberta Fuorvia. Altri paesaggi onirici sono quelli di Giulia Agostini, tra colori accecanti e bianco e nero.

Il progetto White shadow di Valeria Gradizzi racconta invece la vita delle persone affette da albinismo in Africa dove sono spesso perseguitate e stigmatizzate dalla società. Claudia Iacomino riflette sul concetto di alienazione all’interno della sua casa, tra le pareti e gli oggetti che rappresentano dei limiti al movimento.

Con dei progetti legati all’Italia ci sono Francesca Pili che realizza delle immagini in cui i luoghi degli incendi in Sardegna diventano in maniera provocatoria località affollate dai bagnanti. Mentre Serena Vittorini riflette sull’impatto del terremoto all’Aquila, la città in cui è nata. Nel suo lavoro Sine qua non realizza degli still life completamente bianchi di oggetti ritrovati in giro per la città.

Il percorso espositivo si chiude con il lavoro Pasta e patate di Antonia Messineo dedicato al rapporto con la sua nonna materna: “Quando siamo insieme mi racconta delle storie della sua vita che mi affascinano e alcune di queste rimangono senza fine, come un mistero”.(WEB)

La mostra a Napoli durerà fino all’8 aprile.

 
 
 

AFFINITA' (Haiku)

Post n°1603 pubblicato il 16 Marzo 2018 da das.silvia

 

 

La mente affine

accresce idee comuni

nasce simbiosi

@Silvia De Angelis

 

 
 
 

PAPUA NUOVA GUINEA

Post n°1602 pubblicato il 14 Marzo 2018 da das.silvia

 

Papua Nuova Guinea è il secondo stato per dimensioni dell'Oceania dopo l'Australia, composto da un gran numero di arcipelaghi ed isole grandi e piccole sparpagliate a corona in un ampio tratto di Pacifico occidentale e del Mar dei Coralli. E' separata dall'Australia dal Mare degli Arafura e dal Mar dei Coralli e dallo stretto di Torres, profondo poche decine di metri e cosparso da isolette granitiche. Poche date suggellano il suo passato. Nel 1500 fu scoperta dagli europei, poi ignorata per secoli a causa delle difficoltà di accesso e della scarsità d'interesse. Nel 1800 venne occupata dagli olandesi nel settore occidentale, dai tedeschi in quello nord-orientale e dagli inglesi in quello di sud-ovest, per diventare ai primi del 1900 colonia britannica con il nome di Papuasia. Fu infine gestita per mandato dall'Australia fino all'indipendenza nel 1975.

 L'isola presenta coste molto frastagliate, con baie, golfi e promontori, pianure costiere spesso paludose con estese foreste pluviali a mangrovie e, nell'interno, catene montuose con cime a superare i 4.000 metri e vulcani attivi, ricoperte da fitte foreste equatoriali con intricati sottoboschi, mentre più in alto si trovano boschi di conifere e praterie. Le zone boschive coprono l' 80 % del territorio, quelle protette solo l' 1,6. L'ambiente naturale offre una rilevante varietà biologica e di habitat, basti pensare che, con appena lo 0,5 % delle terre emerse, si presenta ben l' 8 % della biodiversità terrestre. In questo paradiso vivono 9.000 specie di piante, 250 di mammiferi e 700 di uccelli, tra i quali gli stupendi uccelli del paradiso, tra i più belli del pianeta, e 735 di farfalle (sulle 17.500 conosciute, cioè il 4,2 %), con esemplari giganti di 28 cm di apertura alare.(WEB)

 

 

 
 
 

ARMONIA DENTRO

Post n°1601 pubblicato il 12 Marzo 2018 da das.silvia

 

Quella felicità ricercata dai più, in realtà si trova in fondo alle pieghe dell'anima, ma sono in pochi soggetti,  a saperla catturare, e a tenersela stretta nei momenti del giorno, così effimeri e sfuggenti, nella ande del tempo che tutto toglie, con il suo rincorrere velocemente albe nuove.
Siamo sottoposti, con il nostro andare, a un'essenza assai effimera...che può estinguersi, da un momento all'altro,  a nostra insaputa, per un motivo impensabile. Dunque, dovremmo essere tutti in grado di  apprezzare  ogni respiro di preziosa vita, che sa donarci emozioni ineguagliabili e irripetibili, in grado di forgiare il nesso  della nostra personalità, malleabile come un vaso d'argilla.
Le intense impressioni che ci dona la natura, hanno un carattere di variabilità...sta a noi captarne, di volta  in volta, l'aspetto migliore, quello che più si confà alle nostre peculiarità interiori, valutando la sostanza di ogni  creazione dell'universo e ponendoci a diretto contatto con essa, per riuscire a farne parte completamente.
In un'ottica di vita ampliata si riesce a dare un significato davvero grande a ogni manifestazione d'esistenza, nel  suo porsi ai nostri occhi, riuscendo ad imprimergli un maggior valore, vedendo anche negli eventi che ci risultano, ad un primo impatto, negativi, la parte positiva....più celata, ma sempre esistente!
Infatti in ogni intervento che ci viene posto, nel cammino, esiste una doppia manifestazione, che la nostra maturità dovrebbe saper captare sia per la parte buona, che per quella, fra le righe, più inquieta....
Armonia, ed equilibrio interiore, permettono a tutti noi di procedere, il più possibile, in un percorso assennato, in cui sgradevoli sorprese saranno rare  e in ogni caso,
ci  troveranno temprati ,a un disagio, che sapremo  combattere con armi ben affilate!

@Silvia De Angelis

 

 
 
 
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