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Ed ecco un'altra storia...DiVeRsI!
Post n°288 pubblicato il 26 Aprile 2006 da Simix4ever
“Buongiorno ragazzi” “Buondì prof.” “Ragazzi volevo presentarvi Asia. Anche se non è periodo di trasferimenti è appena arrivata da noi da Palermo. Mi raccomando, fatela sentire a suo agio. Asia vedi il banco lì in fondo a destra? Puoi sederti là, vicino a Michele.” La ragazza si diresse dove il professore gli aveva indicato. Gli sguardi dei suoi compagni erano tutti su di lei. E’ normale. L’arrivo di una nova ragazza fa sempre questo effetto; e comunque lei era ormai abituata. Quante volte si era dovuta trasferire a causa di suo padre. A causa del suo lavoro. Non aveva mai avuto un posto fisso per più di quattro mesi, non aveva mai avuto amici e neppure un ragazzo. Eppure non era brutta. Aveva dei bellissimi capelli castani che scendevano sciolti sulla sua schiena. Delle gambe lunghe e snelle, e delle curve al posto giusto… Un piccolo particolare: era cieca. Ma questo per lei non era un problema. Viveva tranquillamente con la sua “imperfezione”, come la chiamava sua madre. Ma spesso per gli altri non era solo un particolare, ma un vero e proprio problema. Non vi era ragazzo che non si allontanava da lei quando veniva a conoscenza del suo problema. Pochi erano stati i ragazzi che le si avvicinavano tranquillamente, ma lei li allontanava sempre. Sapeva che in fondo a quei ragazzi lei faceva solo pena. Non vi era un solo ragazzo che stesse con lei tranquillamente, trattandola da persona normale. “Ciao io sono Michele” il ragazzo si voltò verso la giovane. “Ed io Asia.” La ragazza si sedette e appoggiò un oggetto per terra e solo allora il compagno notò il bastone. “Scusa, ma a che ti serve il bastone?” La giovane si voltò verso il ragazzo che solo allora notò i suoi occhi chiarissimi. “Scusami, non mi ero accorto che tu…” “Che fossi cieca? Stai tranquillo, non sei il solo che non te ne accorgi. Scommetto che nessuno dei tuoi compagni se ne è accorto.” Tra i due giovani calò un silenzio imbarazzante ed entrambi i giovani cominciarono a seguire la lezione di italiano. Il prof sta leggendo “I ragazzi che si amano “ di Jacques Prevert. La mora si perde nei suoi pensieri: I ragazzi che si amano si baciano in piedi I ragazzi che si amano. Lei non avrebbe mai provato quello che viene descritto nella poesia. Non avrebbe mai tenuto nessuno per mano, non avrebbe mai baciato, non avrebbe mai fatto l’amore… Non avrebbe mai potuto fare quelle cose che per tutti gli altri sono normali, abituali. Al suono della campanella che segnava la ricreazione Michele tentò di intraprende una conversazione con la nuova arrivata, ma lei rispondeva solo con monosillabi. Era come se lei si fosse creata una corazza per proteggersi da qualcuno.
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Inviato da: piccolaelo
il 29/12/2006 alle 21:43
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il 24/12/2006 alle 11:26
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il 27/11/2006 alle 01:06
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il 19/09/2006 alle 21:49
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il 10/09/2006 alle 20:20