Antisemitismo

Post n°584 pubblicato il 29 Aprile 2019 da diogene51
 


L'antisemitismo ha origini molto antiche e data dai primi secoli del Cristianesimo. I Romani, che pure avversavano i cristiani, tolleravano gli ebrei, che gestivano la loro fede in modo privato. Via via che il Cristianesimo si organizzava, gli Ebrei cominciarono ad essere considerati gli uccisori di Gesù e quindi ad essere odiati, almeno in linea teorica. Sul piano pratico dal Medioevo, attorno al 1000, cominciarono i pogrom ovvero le uccisioni di massa che continuarono fino al '900, contando centinaia di migliaia di vittime, anche prima dello sterminio dei nazisti.

Ora sta rinascendo, anche nelle giovani generazioni. Non so se questo è dovuto al riemergere di vecchie paure ed ossessioni (la ricchezza degli Ebrei, per esempio), oppure l'oppressione dei palestinesi da parte dello stato Ebraico, che è condiviso anche da persone tendenzialmente non ostili oltre che da molti degli stessi ebrei, sia risiedenti in Israele che tra noi. Nella realtà ci sono tante stragi ed oppressioni in varie parti del mondo contro le quali nessuno ha mai protestato e che talvolta nessuno conosce. E' di questi giorni una protesta contro la vendita di armi italiane all'Arabia Saudita che le usa per uccidere gli Yemeniti. Mentre articoli del NewYork Times hanno portato alla ribalta il caso dei musulmani Uiguri, più d un milione di persone rinchiuse in "campi di rieducazione" e maltrattati in Cina. Per non parlare del milione di Tutsi uccisi in Ruanda nel 1994.

Che ne pensate?

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 

I Rom

Post n°583 pubblicato il 11 Aprile 2019 da diogene51
 



I Rom sono venuti alla ribalta un po' di tempo fa quando il Ministro dell'Interno ha proposto di farne un censimento con lo scopo di espellerne una parte, mentre ancora intende demolire i campi nei quali una parte di loro vive. I Rom vivono in parecchi paesi, anche in numero superiore a quanti sono in Italia. Circa la metà dei 180.000 rom che vivono in Italia sono cittadini italiani, l'altra metà sono esuli da altri paesi, soprattutto quelli dell'ex jugoslavia, arrivati qui spinti dai numerosi conflitti che hanno insanguinato quelle zone. Solo 30.000 vivono nei campi.

In origine sono una popolazione di origine indiana (parlavano una variante del sanscrito), possiamo dire quindi che sono più ariani di coloro che ne hanno pianificato lo sterminio nella Germania nazista. Sono stati perseguitati anche dal fascismo e, prima di questi regimi, un po' dappertutto. Sono stati avversati perché, tradizionalmente, lavoravano i metalli e quindi erano sospettati di pratiche di magia. Nei secoli passati, finché la lavorazione dei metalli e delle loro leghe non è stata affrontata con fini industriali, l'avere a che fare col fuoco e con le trasformazioni che esso può produrre, veniva vista come una forma di alchimia, quindi condannabile.

In certe aree (per esempio nell'impero ottomano) erano liberi e stanziali, esercitavano mestieri artigianali e pagavano le tasse. In altre, come nella Valacchia e nella Moldavia (oggi Romania) fino all'800 erano schiavi di feudatari e monasteri e lavoravano la terra. In queste due aree, dove ne vivono quasi due milioni, sono stanziali e vivono in case. Secondo l'Interpol i reati da loro commessi sono pari a zero. Sono stati malvisti anche per il nomadismo. Con la rivoluzione industriale, che richiedeva manodopera salariata, sembravano una contraddizione vivente. Nonostante le persecuzioni molti si legarono alle aree in cui vivevano assumendone la religione, e disperdendosi in piccoli gruppi. I Rom hanno sempre amato la musica e molti grandi compositori (pensiamo a Chaikowski, a Brahms) hanno inserito i loro motivi tradizionali in molte composizioni.

Si dice che siano sporchi. Certo nei campi senza acqua calda è difficile lavarsi in 200, magari con un solo rubinetto. I realtà essi hanno paura dell'impurità, come gli indiani e gli ebrei. Hanno 14 contenitori diversi in cui lavare i vari tipi di cose.

Ora, il censimento non ci sarà perché la Costituzione non permette di dividere le persone in base all'etnia, alla religione, ecc. Lo smantellamento dei campi, invece, se fosse accompagnato da una seria politica di integrazione, potrebbe essere positivo. Ma è assai probabile che non sarà così: rimarranno per le strade e servirà a chi grida all'insicurezza...

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 

scritte sui muri

Post n°582 pubblicato il 03 Aprile 2019 da diogene51
 

Per fortuna sui muri non si scrivono solo frasi razziste, anche se sono quelle che preoccupano di più. L’abitudine di scrivere sui muri delle case non è cessata, anche se ora si scrive molto sui social. Da casa mia vedo il portico che circonda il condominio accanto e, sulle pareti del portico, noto una scritta che mi fa sorridere di tenerezza. “Ti voglio e io sono solo tuo dammi l’opportunità di riamarti”. La scritta è tutta sulla destra del riquadro di muro che si trova tra due saracinesche, segno della partecipazione ansiosa di chi scrive. E immagino la storia che vive questo adolescente: aveva una ragazza, poi ha ceduto alla tentazione di farsi bello con qualcun’altra e lei lo ha mandato a quel paese e così lui cerca di riallacciare. Indubbiamente queste scritte fanno piacere ai/alle destinatari/ie. Fanno meno piacere ai proprietari delle case…

Anche sui muri vicino alle vostre case si scrivono messaggi amorosi?

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 

violenza verbale e non solo

Post n°581 pubblicato il 31 Marzo 2019 da diogene51
 

 

 

Mi domando da dove provenga la violenza verbale e scritta (che costituisce, come vediamo, il presupposto per quella fisica) di tanta gente. Su un cassonetto in strada vedo "zingari al forno", dove il forno evoca evidentemente le stragi naziste. Ora, non sono, immagino, adulti che vanno scrivendo sui cassonetti. Sono persone relativamente giovani. Seguono i disvalori che la società, i media, evocano e diffondono. Si ha un bel dire che è l'insicurezza o la mancanza di lavoro che produce questi eccessi. Nella zona dove abito vive uno strato di piccola e media borghesia. Impiegati, commessi di negozio, artigiani, negozianti. Vedo quotidianamente giovani entrare al lavoro. I poveri sono gli scarsi immigrati che vendono fazzoletti davanti ai bar o qualche rarissimo clochard che si ferma una notte sotto un portico o ancora qualcuno che va razzolando nei contenitori della spazzatura ma non per mangiare, solo per raccogliere oggetti da poi rivendere in qualche modo. Dalle facce non sembrano italiani. Allora responsabile è la predicazione politica che giornalmente ci addita il diverso, il rom, l'immigrato, perfino il malato di mente come fonte di insicurezza perenne?

Cosa ne pensate? 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 

FIGLI DI MAMMA

Post n°580 pubblicato il 26 Febbraio 2019 da diogene51
 

 


Mentre tornavo a casa vedevo una macchina ferma che aspettava che un'altra uscisse dal parcheggio in strada per entrarvi a sua volta. Dietro di essa una lunghissima fila, ferma. Solo alla fine qualcuno si è messo a suonare. L'Italia è così.

E per associazione mi viene in mente il reddito di cittadinanza. Chi saprà contrastare i furbi? Il governo dice la Guardia di Finanza, facendo affidamento su un programma che dovrebbe incrociare i dati e scoprirli. Programma che, a quanto di sa, è ancora da mettere in funzione.

E allora faccio un commento "politico". L'Italia è il Paese in cui si fa una cosa per un certo fine e poi le si fa perseguire anche un altro fine. Un esempio è l'INPS, nato per fare le pensioni, cioé per accantonare i contributi per le future pensioni. Ma, nella realtà, serve anche ad altre cose, ovvero a fini di assistenza.

Così è per il famoso reddito, che serve a due cose: dare assistenza ai miserabili e incrementare l'occupazione. Non sarebbe stato meglio fare le due cose separatamente? Cioè dare dei sussidi a chi vive sotto la soglia di povertà, siano famiglie, anziani, giovani senza lavoro e fare delle politiche per il lavoro, per aumentare l'occupazione. Lo stato non può dare aiuti, ma io credo che possa farsi imprenditore. Alla fine della guerra, di fronte alle devastazioni e alla presenza di tanta forza lavoro, furono creati i "cantieri di lavoro", con i quali i numerosi disoccupati furono ingaggiati per bonificare territori, costruire case, rimboschire le zone dove gli alberi erano stati tagliati per riscaldarsi nella penuria di tutto. Perché non si potrebbe fare oggi? 


 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
 

 

 

Archivio messaggi

 
 << Agosto 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 72
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

ASIA1929diogene51Myla03soltanto_unsognoLutero_Paganoe_d_e_l_w_e_i_s_sladymaria45dolcesettembre.1nella_tuavitasurfinia60Elemento.Scostantelacaliffa0lacey_munronina.monamourmaandrax
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom