violenza verbale e non solo

Post n°581 pubblicato il 31 Marzo 2019 da diogene51
 

 

 

Mi domando da dove provenga la violenza verbale e scritta (che costituisce, come vediamo, il presupposto per quella fisica) di tanta gente. Su un cassonetto in strada vedo "zingari al forno", dove il forno evoca evidentemente le stragi naziste. Ora, non sono, immagino, adulti che vanno scrivendo sui cassonetti. Sono persone relativamente giovani. Seguono i disvalori che la società, i media, evocano e diffondono. Si ha un bel dire che è l'insicurezza o la mancanza di lavoro che produce questi eccessi. Nella zona dove abito vive uno strato di piccola e media borghesia. Impiegati, commessi di negozio, artigiani, negozianti. Vedo quotidianamente giovani entrare al lavoro. I poveri sono gli scarsi immigrati che vendono fazzoletti davanti ai bar o qualche rarissimo clochard che si ferma una notte sotto un portico o ancora qualcuno che va razzolando nei contenitori della spazzatura ma non per mangiare, solo per raccogliere oggetti da poi rivendere in qualche modo. Dalle facce non sembrano italiani. Allora responsabile è la predicazione politica che giornalmente ci addita il diverso, il rom, l'immigrato, perfino il malato di mente come fonte di insicurezza perenne?

Cosa ne pensate? 

 
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FIGLI DI MAMMA

Post n°580 pubblicato il 26 Febbraio 2019 da diogene51
 

 


Mentre tornavo a casa vedevo una macchina ferma che aspettava che un'altra uscisse dal parcheggio in strada per entrarvi a sua volta. Dietro di essa una lunghissima fila, ferma. Solo alla fine qualcuno si è messo a suonare. L'Italia è così.

E per associazione mi viene in mente il reddito di cittadinanza. Chi saprà contrastare i furbi? Il governo dice la Guardia di Finanza, facendo affidamento su un programma che dovrebbe incrociare i dati e scoprirli. Programma che, a quanto di sa, è ancora da mettere in funzione.

E allora faccio un commento "politico". L'Italia è il Paese in cui si fa una cosa per un certo fine e poi le si fa perseguire anche un altro fine. Un esempio è l'INPS, nato per fare le pensioni, cioé per accantonare i contributi per le future pensioni. Ma, nella realtà, serve anche ad altre cose, ovvero a fini di assistenza.

Così è per il famoso reddito, che serve a due cose: dare assistenza ai miserabili e incrementare l'occupazione. Non sarebbe stato meglio fare le due cose separatamente? Cioè dare dei sussidi a chi vive sotto la soglia di povertà, siano famiglie, anziani, giovani senza lavoro e fare delle politiche per il lavoro, per aumentare l'occupazione. Lo stato non può dare aiuti, ma io credo che possa farsi imprenditore. Alla fine della guerra, di fronte alle devastazioni e alla presenza di tanta forza lavoro, furono creati i "cantieri di lavoro", con i quali i numerosi disoccupati furono ingaggiati per bonificare territori, costruire case, rimboschire le zone dove gli alberi erano stati tagliati per riscaldarsi nella penuria di tutto. Perché non si potrebbe fare oggi? 


 

 

 
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latte e pastori

Post n°579 pubblicato il 14 Febbraio 2019 da diogene51
 

 

Molti di noi hanno visto la protesta dei pastori sardi con il latte versato per strada e molti si sono ribellati a ciò che vedevano: il latte è cibo primario, come il pane. Buttarlo per strada è sembrato a molti un sacrilegio.

Però da un lato è indubbio che se i pastori avessero organizzato diversamente la loro protesta, magari regalando il latte agli angoli delle strade, chi se ne sarebbe accorto? Con questa protesta i pastori hanno raggiunto una audience mediatica molto alta.

E d'altra parte loro, i pastori, sono l'anello debole della catena alimentare, come lo sono gli agricoltori per tanti altri prodotti. Il latte viene ora pagato ai pastori a 35 centesimi di euro al litro. Il latte sardo serve a produrre il formaggio (quello che si beve è una parte insignificante) il famoso pecorino sardo dop e non dop che costa nei negozi dai 15 euro al chilo in su. L'anno scorso il prezzo pagato ai produttori era di 1 euro al litro, poi è sceso a 0,65 e poi ancora sotto. In quel 0,35 ci deve stare la cura del bestiame, il foraggio, eventuali cure e il mantenimento del pastore e della sua famiglia. Non sono grandi aziende che producono il latte, sono una massa di piccoli imprenditori che vivono accanto al loro gregge con il sole e la pioggia.

Per converso i caseifici (che pagano i 35 centesimi) stanno in piedi, possono anche alzare il prezzo del formaggio agli intermediari e gli viene pagato, comunque sono aziende medie. C'è stata una crisi perché gli USA hanno richiesto meno formaggio e pur di piazzarlo alcuni caseifici hanno venduto prezzi bassi, così il prezzo del latte si è abbassato e siamo giunti alla situazione attuale.

E' chiaro che non basta alzare politicamente il prezzo del latte. Occorrerà un lungo lavoro per far sì che i pastori si riuniscano in cooperative così da poter meglio sostenere le crisi e anche da avere il potere di imporre un maggior prezzo.

Noi consumatori siamo contenti quando i prezzi si abbassano. Ma quando succede, per esempio con la frutta e la verdura, non è il supermercato che ci perde, è l'intermediario che comprime il prezzo pagato agli agricoltori. La politica di abbassare i prezzi serve essenzialmente a fidelizzare i clienti dei negozi. A noi consumatori fa piacere perché spendiamo meno ma prima o poi il sistema salta. Non per niente in Francia hanno emanato una legge che impone di vendere ad almeno il 10% in più del prezzo di acquisto.

 

 
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governo e prodotti italiani

Post n°578 pubblicato il 03 Febbraio 2019 da diogene51
 

 

 

Quando ho letto dell'Instagram di un ministro che raccontava la sua colazione a base di pane e nutella, ho ridacchiato, pensando al punto a cui era scesa la politica italiana. In realtà però quella affermazione nascondeva molto altro. L'atteggiamento dell'attuale governo è quello di propagandare i prodotti italiani, quali essi siano, prendendosela - guarda caso - con l'Europa (ma quali colpe non ha l'Europa?) che ostacolerebbe i prodotti italiani.

E poi si avversa l'etichetta a semaforo, nonché le ipotizzate tasse sulle bevande zuccherate. Ora l'etichetta a semaforo può essere superflua per chi, come me, guarda sempre la composizione in nutrienti (soprattutto grassi e zuccheri) di un prodotto prima di acquistarlo, ma è utile per chi ha poco tempo - penso a una madre che tra il lavoro e la casa scappa al supermercato a fare la spesa e non ha tempo per fermarsi a leggere le etichette di tutte le merendine.

In Italia l'obesità infantile è arrivata a livelli preoccupanti. E non solo perché i bambini non fanno abbastanza sport, ma perché mangiano spesso cibi infarciti di grassi (spesso della peggiore qualità, cioé saturi) e zuccheri. In Italia, in realtà, abbiamo anche buoni prodotti, conosco anche un'altra crema di nocciole e vero cioccolato e forse ce n'è una terza. Ma chissà perché il governo non le raccomanda...

 

 
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Applausi

Post n°577 pubblicato il 29 Gennaio 2019 da diogene51
 

 

Potrà sembrare che io scriva poco, in effetti scrivo poco. Spesso, direi giornalmente o plurigiornalmente, penso di scrivere un post sui moltissimi casi che richiederebbero un approfondimento. Poi mi blocco perché penso che, di fronte agli innumerevoli temi e problemi non è facile scegliere quello più adatto. Dovrei pensare meno e scrivere di getto. Così succede, come ora, che mi metto a scrivere su cose tutto sommato minori.

Ebbene, volevo richiamare la vostra attenzione sugli applausi a richiesta di molti talk show televisivi, di discussione politica, di denunzia o generici. Come tutti sanno gli applausi non sono spontanei. Fuori dalla visuale del telespettatore c'è un cartello luminoso che dice “applausi”. Quando si accende tutti applaudono. Lo fanno perché altrimenti verrebbero estromessi in futuro dalla trasmissione. E io penso che abbiano un qualche tornaconto dal fatto di esserci. O perché, ogni tanto la telecamera li inquadra e questo sollecita il loro narcisismo (farsi vedere dai bambini di casa o dai vicini) o perché godono (questo non lo so, ma lo immagino) di un qualche compenso di presenza, di un taglio di capelli gratis, di una supposta possibilità di incontrare qualche figura importante in rai, ecc. Se non ottengono niente, perché lo farebbero? Per puro narcisismo?

Nei talk show dove c'è un minimo di discussione questa pratica snatura completamente le posizioni. Uno dice una cosa e tutti applaudono; un altro dice l'opposto e tutti applaudono. Qual è il significato, che tutti sono d'accordo su una cosa e anche sull'altra? Allora sono tutti scemi, pensano che una cosa e il suo contrario siano equivalenti. Ma perché non abolire questa pratica ridicola?

 
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