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MARIA ALBERTA FAGGIOLI SALETTI

Post n°87 pubblicato il 02 Giugno 2007 da marialberta2004
 
Foto di marialberta2004

Dal sito www.spigolature.it

Sulle Alpi Apuane, è stato da poco pubblicato un bel libro:

Marco Marando, Sui sentieri delle Alpi Apuane per riscoprire il cammino dell’uomo, 11 Capitoli a tema e 43 Escursioni, Bandecchi e Vivaldi Editori, Pontedera (Pisa) 2006  

Non mancano dotte guide alle Alpi Apuane, quindi non si giustificherebbe la pubblicazione del volume di Marco Marando, Sui sentieri delle Alpi Apuane per riscoprire il cammino dell’uomo, Bandecchi e Vivaldi Editori, Pontedera (Pisa) 2006, se non presentasse un taglio inconsueto fin dalla cartina, nelle prime pagine, con il disegno di un treno, lungo l’”anello delle Apuane”, il famoso massiccio appenninico delle Alpi Apuane. L’interesse del  lettore è destato, e con esso la voglia di “mettersi in stazione” (e non solo in macchina), per raggiungere sentieri antichissimi e godere di paesaggi straordinari che solo in alto si svelano pienamente.

Si capisce infatti, fin dalle prime pagine, che l’intento del volume non è tanto il mettere a disposizione di tutti una sintesi di quello che si trova nelle biblioteche o nel fondo di archivi, quanto il “raccontare camminando”, aggiungendovi il ricordo dei vecchi intorno alla vita ed agli aspetti di “piccole patrie”, dopo un’opera di selezione e di inquadramento dei dati esposti.

Vengono così ad assumere dignità di documento, attraverso il lavoro dell’autore, e attraverso il faticoso cammino lungo i sentieri, i nomi dei paesi, dei borghi “abbarbicati su assolati sproni”, di pievi, castelli e mulini, di eremi, rifugi, ripari per cavatori e capanne pastorali costruite “sotto roccia”, cioè più stabili, perchè appoggiate ad una parete solida, e con minore impiego di materiali (p. 23).

Al bagaglio degli elementi tecnici si sommano in modo naturale, gli ingredienti della tradizione popolare: la forma delle cisterne in pietra collegate alla grondaia della casa o della stalla, per raccogliere l’acqua piovana (p. 105), la monumentalità dei pagliai per la conservazione del fieno oltre che della paglia (pp. 89-90 ), la “lizzatura” del marmo, complicato e pericoloso slittamento dei blocchi lungo il pendio, quando la cava è distante dal luogo di carico (p. 109), l’uso culinario delle locali erbe di campo (p. 96), la funzionalità delle ceste per la raccolta delle foglie di castagno (p. 105), i “Natalecci”, alti cilindri verdi confezionati tessendo attorno ad un grosso tronco rami di ginepro, fascine di ginestra e ramoscelli secchi che, alla vigilia di Natale, bruciano, “secondo regole ben precise di modalità e di durata”, spargendo nell’aria calore e profumi (p. 107), l’imponenza dei tappeti di pula -50 e più metri di lunghezza e tre di larghezza- creati utilizzando scarti di battitura del grano nelle aie, o segatura di legno di pino, e aiutandosi con stampi di compensato (p. 112),

L’appassionato autore ha voluto segnalare e raccogliere, in un “manuale” di consultazione degli eventi e dei fatti, una messe di nozioni storiche, geografiche, economiche, per turisti non frettolosi, specialmente apuani, in patria e all’estero. Nei capitoli infatti sono tante le storie di pastori, contadini, cavatori, “gente eroica” delle Apuane, per la vita grama e rischiosa, dai tempi antichi fino alla tragedia contemporanea  della strage di Stazzema.

Quest’opera di Marando riempie uno spazio insolito di cui ci si può rendere conto solo sfogliando le pagine corredate da disegni e foto bellissime, da un utile Indice delle località, e da un’Appendice con recapiti di Rifugi e Baite. La Carta dei sentieri delle Alpi Apuane, del CAI (Club Alpino Italiano), Sezione di Lucca, completa l’opera.

Nella lettura dei dettagliatissimi “11 Capitoli a tema e 43 Escursioni” (passeggiate, salite e arrampicate), come indica il sottotitolo, si rimane colpiti dalla scorrevolezza del racconto e talora dalla liricità del linguaggio siglato da profondi sentimenti e da intensità emotiva. Con la pubblicazione di questo libro, l’autore ha dichiarato che l’amore alle montagne non è un’espressione retorica, ma un sentimento che può dominare l’intera esistenza operosa di un uomo.

www.spigolature.it, uno dei miei link preferiti!

 
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