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Rassegna stampa I

Post n°102 pubblicato il 29 Ottobre 2007 da marialberta2004
 

IL CAVALIERE DI CASTEL DELL’AQUILA UNO SCHELETRO DEL TRECENTO NEL CASTELLO

Rassegna delle notizie messe in rilievo dalla stampa, sullo scheletro scoperto il 19 febbraio 2004 nel Castel dell’Aquila. 

La scoperta dello scheletro

Durante i grandi scavi, al Castel dell'Aquila, non si era visto, eppure c'era: nel piccolo cortile interno, ottanta centimetri sotto il muretto di una stalla cinquecentesca, il 19 febbraio 2004, sono stati scoperti resti ossei dal gruppo di lavoro del cantiere che sta operando nel castello. A individuare la tibia, l'omero, poi tutto lo scheletro, è stato Stefano Ricci del Laboratorio di Antropologia Fisica del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, un antropologo nativo del luogo, il quale, riconosciute le ossa umane appartenenti ad un’antica sepoltura, ne ha evidenziato da subito l’evidente interesse antropologico, archeologico e storico.[1]

Dalla “castellana”, Gabriella Girardin che conduce i lavori, sono stati subito informati i Carabinieri, i funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nonché gli studiosi dell'Università di Siena, specializzati in studi antropologici, perché procedessero, con i loro avanzati strumenti, all'esame fisico delle ossa e di quanto è stato rinvenuto nella sepoltura.

La tomba nel castello

L’esperta (Rita Lanza) che ha eseguito il rilievo archeologico della sepoltura, situata nella parte orientale del Castello, ai piedi dell’antico torrione, ha messo in evidenza che l’inumato era deposto in una fossa scavata nell’argilla sterile lungo il muro appartenente al torrione che delimita il vano a sud est. La sua collocazione in una zona di pertinenza del Castello, e la deposizione pietosa del cadavere nella fossa in posizione supina, con le braccia piegate sul petto ed il capo, volto a destra, forse protetto da due pietre rinvenute presso di esso, inducono a pensare ad una persona non estranea agli abitanti del Castello.

 

La sepoltura: un’antica cappella?

Quanto alla sepoltura, la sua esplorazione accurata ha riservato nuove sorprese, nei mesi successivi (12 giugno 2004), quando si è scoperto che una pietra sottostante il miscuglio di chiodi e ossa di animali che vi si trovavano risulta "ammorsata"[1],  con fondamenta della stessa profondità, al muro del torrione presso il quale questo vano era anticamente collocato.

Il torrione, quindi, è stato costruito sicuramente prima del Milletrecento.[2]

L’osservazione attenta del locale in cui è stato scoperto lo scheletro offre ulteriori riflessioni interessanti.

Il locale al cui interno è avvenuta la sepoltura è stato sicuramente costruito insieme alla torre, perché il muro, come detto, è “ammorsato” alla torre, cioè ha fondamenta della stessa profondità, anziché essere appoggiato, come ad esempio il muro del blocco vicino, quindi era esistente.

Dunque se c’era un muro, e ci sono tracce di un secondo muro, perché non pensare che ci fosse anche il tetto di copertura di un vano protetto all’interno del castello, forse un locale  adibito a Cappella, tanto più che la costruzione è vicina a una probabile antica porta di uscita.



[1] Pietra"ammorsata": sporgente da un muro finito per poter eventualmente costruirvi ancora.

[2] I primi risultati della datazione che si stavano effettuando, con il metodo del radiocarbonio 14, indicavano chiaramente che lo scheletro risaliva al XIV° secolo.

Maria Alberta Faggioli Saletti, Gabriella Girardin 



[1] S, RICCI, Sul rinvenimento del “Cavaliere di Castel dell’Aquila”, in  Dal Medio Evo al nuovo millennio: Il Mistero del Cavaliere dell’aquila fra miti e realtà, Sezione Dipartimentale di Medicina Legale, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Foggia, atti a cura di C. POMARA, presentazione di V. FINESCHI, pubblicazione realizzata con il patrocinio del Comune di Foggia e della Provincia  di Foggia ed in collaborazione con il Lions Club Umberto Giordano, Foggia, 29 0ttobre 2004, pp. 23-31.

 
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