Creato da: marialberta2004 il 30/10/2006
Lunigiana, Castel dell'Aquila

Tag

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Ultime visite al Blog

fugadinottemarialberta2004.1marialberta2004cvdonadonia.pi1pagani56frattale58antropoeticorubino1952cielostellepianetiVittorio_The_DreamerlorenzoemanueMarquisDeLaPhoenixCollana_privata
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« Rassegna Stampa IIIRassegna stampa V »

Rassegna stampa IV

Post n°105 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da marialberta2004
 

La ricostruzione del cranio

Le prime notizie e informazioni sullo scheletro del cavaliere il cui rinvenimento è stato definito "scoperta epocale" sono state esposte durante la Conferenza stampa del sindaco di Fivizzano, svoltasi il 5 marzo 2004, sulla scoperta al Castel dell'Aquila, da lui rappresentato come Castello della Lunigiana.

Il Cavaliere è stato sepolto con gli stivaloni (robusti), la (costosa) maglia di metallo (ne sono state trovate tracce) e un medaglione o fibbia.

 Emozionanti le radiografie del cranio eseguite dopo la tempestiva ricostruzione da parte di Stefano Ricci.

 L’autopsia virtuale e la balistica terminale: morte quasi istantanea del cavaliere Anche la ricostruzione virtuale in 3 D GRAFICA ha  mostrato, attraverso l'allineamento perfetto, la traccia del dardo che, con la sua energia di spinta, ha causato certamente l’arresto immediato di centri vitali e, marginalmente, dei centri della respirazione, quindi la morte quasi istantanea. Proprio questa morte ha consegnato alla storia i resti di una persona il cui stato di conservazione ha ben pochi precedenti in tutto il mondo. Numerosi gli interrogativi scientifico-culturali suscitati dall’enigmatica scoperta. Sono perciò iniziati subito le analisi e gli studi di vari specialisti, anzitutto dei medici legali, Cristoforo Pomara e Irene Riezzo dell'Università di Foggia che hanno eseguito un completo studio radiografico associato ad un ulteriore studio con tecniche radiodiagnostiche (TC spirale multistrato) e successiva ricostruzione tridimensionale delle immagini: l'autopsia virtuale. Con la TC spirale multistrato di ultima generazione (MSCT) sono stati poi completati gli opportuni studi di balistica terminale attraverso l’analisi e la ricostruzione della traiettoria interna di questo dardo che, ormai è certo, ha causato la morte quasi istantanea del cavaliere.[1]

Il dardo di balestra, un “verrettone”                                                              L’indagine radiografica ha confermato la presenza del dardo, accuratamente studiato grazie ad un sistema di pulitura dell’immagine (e non del dardo), ha permesso di ricavarne le misure e di visualizzarne la punta.  A questo punto, uno studio comparativo tra le immagini radiografiche così ottenute, e le immagini note delle varie tipologie di dardo, ha consentito a Daniele De Luca dell’Università di Firenze di classificare la freccia come un "verrettone", tipico dardo da balestra (molto diffuso, nel XIV secolo).[2] La balestra e l’arco rappresentavano un’importante e temuta difesa contro la cavalleria.  La balestra è stata la prima arma che, pur se azionata dalle mani dell’uomo, era in grado di penetrare possenti armature, con un notevole potere letale, anche a distanza di 180 metri.  Nei secoli, l’introduzione delle armi da fuoco ha poi determinato il declino degli archi e delle balestre come strumenti da guerra.                                                                       Dopo più di 700 anni, questo unico caso offre l’opportunità di documentare esattamente la potenza letale della balestra medievale.

Le “pupe” di ditteri “cadaverici” e l’entomologo forense americano                  Nelle lastre eseguite ai raggi X, infatti sono apparse evidenti anche alcune "pupe" (bozzoli) di Ditteri “cadaverici” rinvenute nella bocca e sul verrettone. Questi particolari insetti si cibano di cadaveri e perciò sono definiti "squadre della morte".

 Una "pupa" è stata spedita a Honolulu, nelle Haway, dall’entomologo forense considerato il loro esperto mondiale, per essere studiata e sottoposta all'esame del DNA che verrà confrontato con quello delle ossa.

In una sala del Castel dell’Aquila, rivive un suo Cavaliere                                           I primi risultati specialistici presentati hanno richiamato una folla straripante, il 30 maggio 2004, nella Sala della Musica del Castel dell'Aquila, durante un Convegno promosso, dalla proprietaria del Castello, Gabriella Girardin, Comune di Fivizzano, Soprintendenza della Toscana, e Associazioni locali,  in occasione della "VI Settimana della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Le arti, i monumenti e il paesaggio, il tesoro degli italiani". Le relazioni, tutte di grande interesse, riguardavano alcuni misteri di questo particolarissimo reperto: "L'intervento di recupero architettonico di Castel dell'Aquila" (Mauro Lombardi), "Sul rinvenimento del 'Cavaliere di Castel dell'Aquila' (Stefano Ricci), "Rilievi medico legali sulla lesività" (Cristoforo Pomara, Irene Riezzo), "L'Uomo di Gragnola: il cavaliere che viene dal passato" (Francesco Mallegni).

 Degna collocazione del cavaliere di Castel dell’Aquila                                    L’incontro del maggio 2004 è stato anche l'occasione giusta per una prima esposizione nel Castel dell'Aquila dello scheletro del cavaliere, con presentazione curata nei dettagli scenici e accompagnata dalle note di Mozart. Conclusi gli studi specialistici, è prevista infatti una degna collocazione nel Castello di questo suo antico e misterioso ospite, disponibile ai visitatori e a valenti studiosi, anzitutto a quelli di storia locale che ben presto hanno iniziato a formulare ipotesi sulla sua identità nonché sulla causa e sul luogo della morte.

Maria Alberta Faggioli Saletti Gabriella Girardin



[1] C. Pomara, A. Marrone, I. Riezzo, Su di un caso di omicidio da balestra del XIV secolo: rilievi medico legali sulla lesività, e C. Pomara, A. Marrone, S. D’Errico, F. M. Morreale, La TC spirale multistrato nello studio Medico Legale, in  Dal Medio Evo al nuovo millennio: Il Mistero del Cavaliere dell’aquila  fra miti e realtà, op. cit., pp.32-42, 52-60.

[2] D. De Luca, R. Farinelli, Archi e balestre. Un approccio storico-archeologico alle armi da tiro nella Toscana meridionale (secc. XIII-XIV), pp. 455-487, in Archeologia Medievale, XIX, Firenze, All’Insegna del Giglio, 2002.  

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963