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Lunigiana, Castel dell'Aquila

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« RECENSIONE 8 dicembre 2007 »

Recensione di Gian Lodovico Masetti Zannini

Post n°129 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da marialberta2004
 
Foto di marialberta2004

Ferrariae Decus, Proprietà Castel dell’Aquila in Lunigiana.

Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea, 15 febbraio 2006                                        

Castel dell'Aquila, il drammatico assedio e la resa del 1638                       

Emana sempre nei castelli un fascino che tocca le mura, in simbiosi con la storia, la tradizione e l’arte che essi gelosamente racchiudono e superbamente manifestano, cosicchè un altro rapporto tra interno ed esterno si instaura e dà ala al pensiero per correre, attraverso i tempi, le tappe scandite da tante generazioni che fecero di essi monumento e dimora. In quella Lunigiana che evoca il passaggio di Dante alla corte dei Malaspina, si erge il Castello dell’Aquila le cui storie in coincidenza, possiamo dire, con la sua resurrezione affiorano e si espandono. Il Castello, denso di memorie, fulgido tra le perle della penisola, ha infatti ripreso, nei nostri giorni, identità e bellezza di tempi lontani modernamente rivissuti nella nobile figura della dottoressa Gabriella Girardin, la quale, da persona colta e sensibile si è dedicata con intelletto e passione ad una grande opera, ridando splendore al fascino delle pietre e delle memorie, di cui ella stessa scrive: "Dopo anni di intensi lavori, la luminosità delle pietre del castello in risalto sul verde ordinato del colle stimola la memoria, con la consapevolezza di essere di fronte ad una costruzione di valore storico di cui è necessario conoscere in dettaglio le passate vicende che l'hanno riguardata".

Ed ecco il libro come naturale conseguenza, nato dalla collaborazione con studiosi ed in particolare con la professoressa Maria Alberta Saletti Faggioli che con la dottoressa Girardin condivide l'amore alla ricerca, la preparazione culturale e scientifica e la grande sensibilità umana senza la quale non si può fare la storia, ma soltanto un ammasso di notizie. Queste pagine erudite e puntuali, così motivate, ci fanno  rivivere la vicenda umana, e perciò storica di Cleria Malaspina (due volte Malaspina) con il suo coraggio e la sua sapienza. E se non emulò nelle gesta Caterina Sforza alla difesa della rocca di Forlì, ne condivise lo spirito, la fierezza, la dignità e l'alto sentire. La marchesa Cleria si piegò alla violenza, ma non agli autori della stessa: la consegna delle chiavi al Crocefisso, come ella volle, è meravigliosamente emblematica. E tutto supera l'odio, la vendetta, la persecuzione di cui Cleria ed i suoi fedeli furono vittime.  Maria Alberta Saletti Faggioli, che da vari anni conosco e grandemente stimo per i suoi studi e le sue qualità letterarie, mentre ricercava con fortuna le tracce documentarie di Lucrezia Borgia, ha scoperto a Mantova vari documenti affascinanti ed inediti sulla marchesa ed il Castello dell'Aquila e li ha collocati in un contesto archivistico veramente capace di far luce ad una storia e ad una figura di donna che ne fu protagonista. Le è riuscito facile il compito perchè la collaborazione di Gabriella Girardin e la dimora in quell'ambiente hanno spronato e reso più viva la ricostruzione storica esposta con letteraria ed erudita eleganza.  

Con questo libro si rinsalda il rapporto fra la nostra associazione e il maniero dell’Aquila, un rapporto nato da una diretta visione del castello, da parte del presidente e di numerosi soci  nel loro itinerario culturale ed artistico. Diremo di più: tra gli Estensi e la Lunigiana perché se con il matrimonio di Marfisa, nipote di Alfonso e di Lucrezia, con Alderano Cybo Malaspina, e con il loro soggiorno a Massa, Carrara ed altre località del Principato, si strinse il rapporto tra le due dinastie, quasi due secoli dopo, con altre nozze l’aquila bianca portò quelle terre nel suo nido, e le guidò con il saggio governo di Maria Beatrice.

Il libro che presentiamo ci fa conoscere la già dimenticata, ma eroica storia di una donna, la marchesa Cleria “fiera, coraggiosa e determinata, come scrive Gabriella Girardin, “donna ardita e intrigante” per i nemici e destinata a suscitare un sicuro interesse nei lettori, perché tocca corde e sentimenti infallibili”. Nel libro si parla delle funeste conseguenze dell’odio tra fratelli, mentre si delinea la “personalità della protagonista, tra il desiderio di vita tranquilla nel feudo di Treschietto e la prigione nel feudo di Castel dell’Aquila dove ha accettato l’incarico di governo e di difesa in un momento di incombente pericolo”.E la nobile figura di questa donna che divide con il suo popolo l’angoscia per le altrui prepotenze, per la carestia e i disagi dell’assedio, si staglia nel racconto quasi in presa diretta e certamente drammatica di una coraggiosa resistenza di quella che Maria Alberta Saletti chiama “la mistica dei Malaspina”.

La ricerca condotta da Maria Alberta Faggioli Saletti sulle fonti e la bibliografia è davvero esauriente e può stimolare altre fruttuose ricerche per offrirci un’immagine completa del castello e delle sue vicende già tanto bene illustrate anche nel superbo corredo di immagini. “Chiusa e ferma”, sola nel castello, la Marchesa, come scrive l’Autrice, “dopo essersi mostrata in grado di resistere ad una prova di forza, come l’assedio, da perfetta castellana ha ceduto alla potenza nemica, per non essere responsabile della distruzione” dello storico maniero. Ed esso così rivive e riappare “nel nobile castello della mente”, come nella “Introduzione alla virtù”, testo a penna di G. B. Detti, sorvolato dall’aquila bianca dalle ali spiegate per rendergli onore e renderlo anche alle Autrici, e ad ogni donna cui è dedicato il lavoro, “a ogni donna – come scrive ancora Maria Alberta Faggioli Saletti – che, come Cleria Malaspina vuole compiere un’impresa, perché ne è convinta, pur consapevole del rischio e che, quando fallisce il fallimento non deve essere che una sfida per gli altri”.

E la sfida di Cleria si è compiuta e premiata con il risorgere del castello e – possiamo ben dire – con questo libro che in esso ne ambienta la storia, quella ora del Castello dell’Aquila che un’altra aquila, quella bianca estense, oggi qui onora.

 

 

 

 

 

 

 

 

M.A. Faggioli Saletti, G. GirardinQuello che mi è successo mentre son stata nel Castello dell’Aquila. 7-22 maggio 1638. Un manoscritto inedito sulle drammatiche vicende della marchesa Cleria Malaspina di Treschietto, Editrice San Giacomo, Ferrara 2005. Trascrizione dei documenti: G. L. Masetti Zannini.

 

 

 

 

 

 

 
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