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MARIA ALBERTA FAGGIOLI SALETTI
Post n°181 pubblicato il 25 Maggio 2010 da marialberta2004
I Suppositi [1] I “supposti”, gli “scambiati”, questi i significati del titolo della commedia, anch’essa con destinazione ferrarese (la Corte, la città). Erostrato, figlio di Filogono, un ricco mercante siciliano (di Catania), a Ferrara per condurre gli studi, appena giunto in città, s’innamora di Polinesta. Per amore, decide di smettere gli studi e di farsi assumere come servo dal padre di lei (Damone), con il nome del proprio servo Dulippo: supposto servo, supposto padrone. Il padre di Polinesta vorrebbe sposarla a un vecchio dottore in legge, Cleandro. L’arrivo improvviso del padre di Erostrato dalla Sicilia conduce ad un doppio lieto fine, per Erostrato che sposa l’amata Polinesta, e per Dulippo che Filogono riconosce come proprio figlio creduto morto. Le sostituzioni di persone annunciate nel titolo (soprattutto quella fra il servo Dulippo e il suo padrone, lo studente Erostrato, che per amore di Polinesta entra come servitore in casa del padre di lei) derivano direttamente dalle commedie latine di Terenzio e di Plauto.[2] L. Ariosto, Commedie. La Cassaria – I Suppositi, cit., pp. 151-223. M. Felisatti, A teatro con gli Estensi, Corbo Ed., Ferrara 1999, p. 66.
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