Creato da the78deck il 06/11/2010

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THE REBIRTH: 14 KING

THE REBIRTH: 14 KING

Il Giorno del Giudizio: SCACCO AL RE!

 


 

 


LA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE

 

Signore e Signori,

lo show è concluso.

Avete visto tutto. Spero che lo spettacolo vi abbia intrattenuto piacevolmente. Come dite?

Ora vorreste conoscere il giudizio dettagliato della Commissione? Non c’è problema. Eccovi, per finire, questo piccolo extra in due atti.

 

Come già illustrato precedentemente, da bando – Art. 15, ogni giurato ha votato per 6 aspetti diversi del progetto. La media dei voti, compresi tra 0 e 1 (in pratica in decimi), moltiplicava i punti massimi per ogni voce. La somma massima era 100/100.

 

Le voci:

1) Qualità progettuale

2) Qualità del livello di integrazione dell’idea progettuale con il contesto storico, ambientale e paesistico

3) Grado di funzionalità e riproducibilità dell’idea progettuale

4) Elementi di innovazione tecnologica e di sostenibilità ambientale

5) Fattibilità e definizione economica dell’idea progettuale

6) Stalla Violin: valutazione globale dei quattro elementi contenuti nello “studio preliminare e linee guida”.

 

Le note a bordo orientavano i giurati a valutare se il progetto fosse accessibile e riconoscibile, interessante, organizzato e fruibile dal punto di vista culturale; piacevole ed accogliente; ecologicamente sostenibile. In particolare, per lo stabile Ex-Stalla Violin, andavano valutate le potenzialità d’utilizzo immobile; potenzialità funzionali dell’edificio; individuazione interventi, proposta gestionale, sostenibilità economica; eco compatibilità.”

 

La Commissione Giudicatrice era composta da 5 membri: Jacopo Bonetto (professore di archeologia all’Università di Padova), Chiara Morselli (professoressa di archeologia all’Università di Trieste), Claudia Battaino (Ordine degli Architetti di Udine), Andrea Benedetti (Ordine degli Architetti di Trieste) e l'allora Direttore della Fondazione Aquileia dott.sa Anna Del Bianco, che la presiedeva. (L'attuale Direttore Gianni Fratte, che pure risulta responsabile della conclusione del procedimento, le è succeduto in seguito e non ha, dunque, preso parte alla votazione.)

 

Ognuno di loro ha attribuito 0/10 al mio progetto in ognuna delle 6 voci.

Ovviamente, la somma è stata 0/100.

 

Questo il giudizio verbalizzato:

 

“ Ventunesimo classificato – N.4 Tot 0

La proposta non raggiunge livelli di coerenza progettuale e di rispondenza alle richieste e alla finalità del bando.”

 

Nonostante tale stroncatura, evidentemente, non c’erano gli estremi per escludermi dagli ammessi. Strano, no?

 

Questi sono i fatti e non sono in discussione.

 

 

 DOMUS 18 - 200X150 MM - 300 DP

" alt="Fondo Cossar, Aquileia - LOTTO 2 - TORRE CON MURA" /> 

 

 

Un progetto può certamente non piacere, o essere ritenuto pessimo, ma non avendo consegnato un tema in bianco a burlare la Commissione, non si riesce a comprendere tale valutazione. Infatti era espressamente previsto che i progettisti, eventualmente anche assistiti nel team da archeologi, avanzassero ipotesi ulteriori rispetto ai lavori ufficiali dell’Università di Padova sul sito: la domus, infatti, era ancora sepolta per almeno metà. Il progetto conclusivo doveva essere modulare, modificabile ed esportabile ad altri siti, quindi eventuali errori od ipotesi non confermate non avrebbero compromesso l’efficacia della proposta. Così ho fatto. Era richiesto di ideare una copertura che ricostruisse l’aspetto della costruzione originale, la preservasse, ne trasmettesse le informazioni. Si richiedeva l’andamento dei tetti, si volevano indicazioni sulle modalità costruttive per la domus e per una torre con un tratto di mura. Così ho fatto. Si auspicava un progetto al tempo stesso avveniristico e che si inserisse nella tradizione, ovvero che non stridesse con il circondario né con i reperti. Così ho fatto. Si auspicava una proposta che rendesse il sito una grande attrazione internazionale. Così ho fatto, spingendomi a suggerire una gamma di alternative e soluzioni tutte utilissime, ma nessuna indispensabile: si poteva perciò implementarle o meno nel progetto base richiesto. Era obbligatorio fornire una previsione dettagliata dei costi ed una simulazione della gestione finanziaria del sito, estendendo lo studio a proposte di ristrutturazione, adeguamento igienico-sanitario ed energetico, espositive e di destinazione d’uso dello stabile Sala Mostre Ex Stalla Violin. Così ho fatto. Si voleva tecnologia all’avanguardia, inserita con discrezione, biocompatibilità e produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel mio progetto REBIRTH c’è tutto questo.

 

Avendo perciò risposto senza nascondermi dietro ad un dito ad ogni sfida del bando, sono stato ricompensato con un giudizio di totale disprezzo. Quindi, cosa se ne può dedurre?

 

( … SEGUE )

 

Tiziano De Simone

 
 
 
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