BRASILE: ITALIANI DETENUTI; MAMMA, MIO FIGLIO SI LASCIA MORIRE - BARI- 13/06/2007
Post n°5 pubblicato il 14 Luglio 2007 da lillianotta
| | «Sono una mamma che chiede aiuto per il proprio figlio che ha deciso di lasciarsi morire in carcere dove continua a subire una serie di ingiustizie dalle istituzioni giudiziarie brasiliane». Comincia così la lettera-appello che Saletta Aversa, mamma di Giuseppe Ammirabile, uno dei sei italiani detenuti in Brasile, ha scritto alle autorità brasiliane e italiane per chiedere aiuto. I sei italiani, tre dei quali sono in sciopero della fame da ieri, sono stati arrestati nel novembre 2005 e condannati a pene comprese tra i 56 anni e i sette anni di reclusione per traffico internazionale di donne e prostituzione. Sulla loro vicenda, dopo la denuncia di un difensore, la commissione interamericana dei diritti dell'uomo ha aperto un fascicolo per verificare le condizioni di detenzione. I detenuti in sciopero della fame sono il napoletano Salvatore Borrelli, di 48 anni, Giuseppe Ammirabile, di 43, di Mola di Bari, e Simone De Rossi, di 31, di Venezia. Gli altri tre detenuti sono Paolo Quaranta, di 56, Vito Francesco Ferrante, di 43, e Paolo Balzano, di 47, tutti di Mola di Bari. «Mio figlio - prosegue la donna - è stato condannato ingiustamente (alla pena di 56 anni di reclusione, ndr) a passare il resto della sua vita in carcere». «Ho raggiunto i 78 anni di età - conclude - e immagino quello che sta passando, rinchiuso ingiustamente in carcere e trattato come una bestia da macello»: tutto ciò spezza il cuore «ad una mamma vecchia, disperata e impotente come me. Vi prego salvatelo». |
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Inviato da: stuntman2
il 14/07/2007 alle 17:24
Inviato da: lillianotta
il 10/07/2007 alle 10:23