Creato da Tamboccina il 08/10/2006

Tamboccina

............ La vita vista da un metro e sessantadue centimetri ............

 

 

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Post N° 61

Post n°61 pubblicato il 16 Dicembre 2006 da Tamboccina

Sedici Dicembre Duemilasei

Trentaquattro minuti.
Praticamente il tempo che ho trascorso ieri, in fila alle poste, per pagare una bolletta.
Trentaquattro minuti di agonia che separano dall' ultimo battito del cuore; duemilaquaranta secondi realissimi, segnati da realissime lancette.
Anzichè novecento.
Quei tentaquattro minuti non erano stati previsti, non erano considerati da una procedura che, ormai, dovrebbe essere perfetta.
Ma si sa, l'omicidio perfetto non esiste.


 Nel 1979, quando sono nata io, Angel Nieves Diaz, è stato processato e condannato a morte per omicidio.
Ventisette anni passati in che modo?
Sperando?
In cosa, poi, in una morte pietosa e precoce o in una grazia che non è arrivata?
Pregando di essere creduto, ripetendo che sei innocente?
Perchè non sarebbe la prima volta che un uomo non colpevole viene giustiziato.
A cosa è servita la morte di Diaz?
Una vita per una vita? 
O per due o per cento, che differenza fa, quali benefici ne ha tratto la società?

Certo, si potrebbe dire che da oggi c'è un assassino in meno.
La famiglia della vittima ora ha placato la propria sete di vendetta. Vendetta che, per l'occasione, si è messa trucco e vestito della festa, nel tentativo vano di somigliare a Giustizia.
E poi?
Nessun mostro da odiare.
Nessuno che ci ricordi che chiunque di noi può uccidere, un bel giorno.

Questi i fatti: lecitamente (in Florida) un omicida è stato condannato a morte, materialmente gli sono stati iniettati un sedativo, un agente paralizzante e una tossina che blocca il cuore.
Fatalmente qualcosa è andato storto.
La vita è fatta di imprevisiti.
Pare che il tempo necessario perchè Diaz morisse sia stato doppio del previsto perchè,
 disgraziatamente, il condannato presentava problemi al fegato che ne hanno rallentato il metabolismo.
Forse però,
erroneamente, il veleno si è insinuato nei tessuti.
Lo ha fatto
scompostamente, senza seguire l'ordinato scorrere del sangue. Improvvisamente, il sadico e perverso meccanismo delle iniezioni letali si è inceppato.
Sardonicamente, i "giusti" hanno osservato la lenta agonia di un uomo schiantato da dolori che non poteva nemmeno affrontare dimenandosi. Legato mani e piedi, ha sfogato la sofferenza sul proprio volto, sfigurato da smorfie di dolore.
Magnanimamente è stato comunicato che non verranno firmati altri ordini di esecuzione prima che venga fatta luce su quanto accaduto.
Prima che il metodo venga perfezionato, a scanso di ogni individuale e fisiologica risposta al farmaco letale.
Tanta "mente", ma senza alcuna parte "umana" davanti.

Di umano in tutto ciò c'è poco... o forse troppo.
Perchè la pena di morte è figlia di umanissime caratteristiche.
Per prima la paura.
E' un po' la logica del nasconder polvere sotto il tappeto.
Quello che non piace o lo si nasconde, o lo si elimina.
In ogni caso non lo si può vedere e così si frantuma lo specchio in cui tutti possono trovarsi riflessi. 
Vendetta e giustizia sfiorano la questione solo marginalmente.
E poi indifferenza, superficialità... e terrificante pigrizia. 
Non ha senso sprecare tempo e risorse per un assassino qualsiasi.
Neanche fosse un uomo come gli altri.
Quanta ipocrisia, quanto è umana...

...

...

...

"...Lo stato della Florida sta commettendo un crimine perché sono innocente.
La pena di morte non solo è una forma di vendetta, ma è anche un atto di grande vigliaccheria nei confronti di un uomo". 


. Angel Nieves Diaz .

 
 
 
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TAMBOCCINA? COSA ESSERE TAMBOCCINA?

Tamboccina: dicesi di bambina, ragazza o donna che non superi il metro e sessantacinque centimetri. Per essere tamboccine non bisogna essere troppo esili; un pò di sane manigliette sono condizione imprescindibile dell'essere tamboccina. Ed è fondamentale quel tanto che basta di pura scioccaggine... o scioccheria... vabbè... Da ultimo: non vedrete mai una tamboccina musona (se non per motivi gravi o per un'inevitabile momento di sconforto e comunque non troppo a lungo). Avvertenza:una tamboccina che si rispetti è VERAMENTE permalosa. Avvertenze speciali: non deludetela mai; una tamboccina non vi perdonerà! Precauzioni d'impiego:se notate un certo nervosismo in una tamboccina siate cauti, soppesate le parole che le dite e, se non ve la sentite, allontanatevi lentamente...Interazioni: in genere la tamboccina è socievole, si adatta alla baracca (ma senza esagerare perchè è consapevole dei suoi limiti... quasi sempre!) ma quando prende in antipatia una persona non c'è verso, non la vuole vedere, al massimo può sopportare di incontrarla di sfuggita! Dose, modo e tempo di somministrazione: mooolto variabile, da valutare giornalmente.
Sovradosaggio: a volte può capitare che la tamboccina sia scassapalle... ma senza cattiveria!
Effetti indesiderati: alla tamboccina piace parlare, parlare, parlare...Istruzioni per l'uso:trattatela come si deve e farà di tutto per voi; al contrario: kaputt!

N.B. La versione maschile (il tamboccino) non esiste...

 

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Intamboccirsi o Intambocciarsi: mettere su qualche chiletto. Versione autocritica "Mi sono intamboccita...". Versione acidulo-cattivella: "Guarda quella come si è intamboccita!!"...

Intamboccinarsi: capitombolare, perdere il filo...
(Usquè..grazie della concessione!!)

 

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