Creato da RunningToStandStill7 il 02/04/2007

U2 & My Music

You Made Motion When You Cry

 

 

Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 25 Maggio 2008 da RunningToStandStill7

BLUVERTIGO

La band si è formata nel 1992 con il nome originario di "Golden Age". I membri originari del gruppo sono Morgan (Marco Castoldi), Andy (Andrea Fumagalli) e Marco Pancaldi. Nel 1994 si aggiunge Sergio Carnevale mentre nel 1996 Pancaldi viene sostituito da Livio Magnini.

Il primo album è del 1995 Acidi e basi seguito nel 1997 da Metallo non metallo e nel 1999 da Zero: "la trilogia chimica", così chiamata perché il titolo di ogni album ha un riferimento alla chimica e perché le lettere iniziali degli stessi album (A-M-Z) sono rispettivamente la prima, la centrale e l'ultima lettera dell'alfabeto.

Ultimo album è Pop Tools del 2001, un greatest hits contenente l'inedito L'Assenzio (The Power Of Nothing), che i Bluvertigo hanno presentato al Festival di Sanremo dello stesso anno, che gli ha garantito l'ultimo posto come spesso accade a sanremo per un certo tipo di musica.

Nel 2003 Morgan pubblica il suo primo album da solista, Le canzoni dell'appartamento, seguito nel 2005 dalla cover del disco di Fabrizio de Andrè Non al denaro, non all'amore, nè al cielo e, nel 2007, dall'album intitolato Da A ad A.

Il 7 Aprile 2008 i Bluvertigo, dopo sette anni di progetti solisti, si sono riuniti negli studi milanesi di MTV durante una puntata di Storytellers che andrà in onda il 26 Maggio 2008 e della cui registrazione è prevista l’uscita nei negozi.

Dalle inteviste rilasciate recentemente sembra che sia in programma un nuovo disco per il prossimo anno . Noi rimaniamo in attesa

 
 
 

Post N° 47

Post n°47 pubblicato il 18 Maggio 2008 da RunningToStandStill7

THOM YORKE

 
 
 

Post N° 46

Post n°46 pubblicato il 12 Aprile 2008 da RunningToStandStill7

Le Luci Della Centrale Elettrica

Le Luci Della Centrale Elettrica

(2007)

di Mattia  Bergamini

Nella desolazione del panorama indipendente di questi ultimi mesi, queste dieci tracce sono davvero un disperato urlo nel deserto, storto e sincero come l'esordio dei Wolfango, assoluto tanto da staccarsi dalle labbra e includere in una bolla tutto lo sconcerto e la stanchezza per/di una generazione o meglio un popolo intero che si lascia andare alla deriva. Scorie CCCP esibite fieramente in segno di scherno ma anche come una delle pochissime rappresentazioni musicali possibili per un mondo piccoloborghese che s'appiglia nel vuoto d'idee d'una marea indiepop che continua imperterrita ad avanzare. "Proteggimi dai lacrimogeni e dalle canzoni inutili" urla Vasco ed è come se - con il mantra di Lacrimogeni (forse il pezzo più riuscito del demo) - riuscisse finalmente a squarciare quell'apparenza agiata e benestante e così glamour della quale si sono rivestite tante band indipendenti che si divertono ad assumere pose che non sono loro, che non ci appartengono, mentre l'Italia e il mondo intero continua ad andare a rotoli, e nessuno alza la testa dalle sue All Star per rendersi conto che qui non siamo in UK, che tutte quei sorrisi tenui e tutti quei testi buoni solo per dondolare la testolina ci sono rimasti in gola e bruciano nello stomaco come un boccone mal digerito.

Vasco Brodi spazza tutto via come un tornado che ci libera finalmente della nostra angoscia. E lo fa, magari con ingenuità, ma soprattutto fregandosene d'assomigliare ai suoi maestri, o di suonare innovativo. Se dire agli Offlaga che possono richiamare alla mente i CCCP può causare sui loro volti diverse smorfie, LLDCE invece ce lo dice chiaro e tondo: Giovanni Lindo Ferretti e Rino Gaetano. Ci si può sentire anche qualcosa dell'esordio dei Marta Sui Tubi, soprattutto nei testi, nei climax verticali dell'album seguiti da vortici acquatici e ipnotici. Ma se loro trasfiguravano la vuotezza disperata in altri mondi possibili, e tentavano anche un'obliqua ricerca stilistica, Vasco si spoglia e guarda in faccia alla realtà e lo fa con una spontaneità e una ruvidezza che non si sentiva da parecchio tempo. Certe volte lo fa anche con ottica politica, ma mai da una visuale cieca alle contraddizioni come i tanti gruppi che vivono con le feste di partito. C'è quello scarto che ti fa capire che anche le riflessioni politiche non vengono da qualche stramba teoria ma da esperienze vissute, vissute in modo struggente e col coraggio di guardare in faccia all'assurdità della vita ("precaria era l'aria/ ma anche l'acqua della doccia/ ma se ci fosse un volo a basso costo della Ryan Air/ giuro che ti raggiungerei [...]/ arrivava via internet la sera/ e ti deludeva"). E il tutto dalla benestante e benvestita e pigra e ipocrita Ferrara, che si riflette nello scorrere dei raggi delle biciclette e nell'insegna della Coop, "la città degli attacchi d'asma" che a forza di Ventolin cerca di reprimere tutta l'ansia e la violenza che striscia giù per gli scoli e continua a strisciare sotto alle piste ciclabili. C'è anche tanta ingenuità, ma tutto è sconvolto e schiacciato dall'urgenza e dall'oscura necessità che si arroventa nelle nostre e nelle sue viscere.

Un esordio che ridà speranza alla scena indipendente italiana, sempre più ripiegata su se stessa a rimirarsi l'ombelico. Finalmente qualcuno che parla di ciò che succede davvero, di ciò che occupa i discorsi della gioventù che ha smesso di vivere in un telefilm americano per ritrovarsi in una stanza in subaffitto a riflettere sull'ennesimo lavoro interinale. Un disco da cantare a squarciagola per assolvere finalmente alla sua missione Catartica. E chiunque ci metterà le mani in qualche sala d'incisione non potrà che corrompere la sua sporca disperata e spoglia (im)perfezione.

Sul foglio fotocopiato e graffettato che copre il cd leggiamo che questo è stato "registrato il diciannove e il ventuno di dicembre nel container di e da fedeviola" e che è stato "mixato i primi di gennaio tra atroci ubriacature da fedeviola e noi due".

Uno dei 4-5 lavori da salvare nel panorama italiano di questi (e ormai si può già dire) inutili e sbiaditi anni 00.


 
 
 

Post N° 45

Post n°45 pubblicato il 04 Aprile 2008 da RunningToStandStill7

4 aprile 1968 ----> 4 aprile 2008

I have a dream (Ho un sogno) è la frase con cui viene identificato il discorso tenuto da Martin Luther King il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili.Il brano, estratto dal discorso e contenente questa famosa frase, è il seguente:

« [...] Oggi vi dico, amici, non indugiamo nella valle della disperazione, anche di fronte alle difficoltà dell'oggi e di domani, ho ancora un sogno. È un sogno fortemente radicato nel sogno americano.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: "Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali".

Ho un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi riusciranno a sedersi insieme al tavolo della fratellanza.

Ho un sogno, che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma in base al contenuto del loro carattere.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno, che un giorno, giù in Alabama, con i suoi razzisti immorali, con il suo governatore le cui labbra gocciolano delle parole "interposizione" e "nullificazione" - un giorno proprio là in Alabama bambini neri e bambine nere possano prendersi per mano con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno, che un giorno ogni valle sia colmata, e ogni monte e colle siano abbassati, i luoghi tortuosi vengano resi piani e i luoghi curvi raddrizzati. "Allora la gloria del Signore sarà rivelata ed ogni carne la vedrà" [...] »

CURIOSITA’:La celebre canzone Pride (In the name of love), tratta dall'album The Unforgettable Fire degli U2 è dedicata a Martin Luther King. Inoltre nel medesimo album della band irlandese è presente un secondo pezzo ispirato a King, "MLK", titolo coniato semplicemente prendendo le iniziali del reverendo. Altre canzoni che fan riferimento a lui sono One Vision dei Queen, nel brano di Ben Harper Like a king e nell'inedito Super Pop di Madonna ("If I was a hero I'd be Martin Luther"), canzone della session di Confessions on a Dance Floor, ma poi non rientrata nella track-list finale dell'album (la si può sempre scaricare da internet o da ICON) Nel video "Man in the mirror" di Michael Jackson appare più volte Martin Luther King così come nella canzone "They don't care about us" sempre di Michael Jackson viene nominato in questa frase: but if Martin Luther was living he wouldn't let this be; ancora Michael Jackson, stavolta in HIStory, campiona una parte del celeberrimo discorso "I have a dream".La canzone "Wake Up" dei Rage Against The Machine si riferisce esplicitamente all'opera di King e contiene al suo interno parte di un memorandum segreto scritto su di lui dall'allora capo dell'FBI Edgar Hoover "He may be a real contender for this position should he abandon his supposed obediance to white liberal doctrine of non-violence and embrace black nationalism Through counter-intelligence it should be possible to pinpoint potential troublemakers and neutralize them, neutralize them, neutralize them".

 

 
 
 

Post N° 44

Post n°44 pubblicato il 18 Febbraio 2008 da RunningToStandStill7

R/\DIOHE/\D > P/\R/\NOID /\NDROID

PENSO NON CI SIA NIENTE DA AGGUNGERE A QUESTA CANZONE  

 
 
 
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