TheMasterplan
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MY LITTLE RUNAWAY
h. 22:59
Place: My bed
Mood: Thoughtful
Music: Kasabian B-Sides playlist
Il tempo sta passando.
Te ne accorgi avvicinandoti allo specchio. Guardi l'attaccatura dei capelli, guardi il bianco degli occhi che non è poi così bianco.
Ma fosse quello il problema... Tanto prima o poi, voglio dire, non è che scampi al fatto di doverti vedere con qualche capello in meno.
Più che altro, ti accorgi che ti stai giocando le cose belle e divertenti della tua vita nel lasso di pochi anni. Che oltretutto sono questi. Che le esperienze importanti, emozionanti e appassionanti le stai vivendo e le devi vivere adesso.
In realtà il timore non è tanto quello che poi uno con l'età, la famiglia, le cose non può più farle. Cosa c'entra? Uno può divertirsi ed essere se stesso anche con la famiglia. Ma anche senza. Non è scritto da nessuna parte che una persona debba farlo per forza.
La verità è che la vita è imprevedibile. E i rimpianti pesano.
Pesano in tutte le persone grandi che conosco e che rimpiangono di non aver fatto una cosa o un'altra nella vita. E leggo nei loro occhi lo smacco di chi non ce l'ha fatta. Quella cosa che ti manca e che sai che non potrai fare più per tanti motivi.
"A 16 anni un anno dura una vita, poi a 30 sei già lì" recitava Max Pezzali cantando "La rana e lo scorpione".
Pura verità. Gli anni, intesi a livello solare, durano sempre di meno. Il tempo che intercorre tra un'estate e l'altra sembra accorciarsi sempre di più.
Si tende a programmare tutto. Pensare al futuro, a cosa sarà, a guadagnare i soldi e a crearsi una propria posizione. Non è sindrome di Peter Pan, è questione di prendersi i propri tempi nella vita.
Anche perché non mi sento un eterno bambino. Semplicemente voglio prendere il bello di ogni cosa, lasciando il negativo a chi ha sempre così tanta voglia di vederlo e di navigarci.
Non voglio vivere di paranoie. Non voglio pensare sempre al peggio. Non voglio pormi dei limiti, specie se sono insensati. Non voglio dire che una cosa non riesco a farla se non ci ho mai provato, ma voglio avere il tempo per affrontarla.
Non voglio dire "Non attraverso la strada perché se lo faccio un'auto mi prende e muoio" perché potrei morire per molto, molto meno. In maniera silenziosa e alla vista del nulla.
Al contrario, non vivo di frasi da finto pioniere della conoscenza come "Voglio mordere la vita". La vita non la mordi che poche volte nell'arco dei tuoi giorni. Più spesso è lei che morde te. Ma non è sempre un fattore negativo. Il più delle volte fa sì che il prossimo morso che darai tu sarà ancora più gustoso.
Una persona non conosciuta, un viaggio non fatto, un piatto non ordinato, una canzone perduta, una serata lasciata andare è un'opportunità persa. Sommi uno, sommi l'altro e il risultato finale pesa come un macigno. Si accumula in un angolo.
Poi magari il giorno che vorrai riscoprire tutte quelle cose ti guarderai intorno e non saprai più con chi condividerle. Con chi emozionarti.
Un amico che non c'è più. Una persona che se n'è andata.
Voglio che il tempo rallenti. Ma siccome è questa soltanto un'impressione dal momento che gli anni oggi come ieri durano sempre 365 giorni, a volte uno in più, sono solo io che posso farlo.
Perché affannarsi troppo?
Le energie sprecate in quello possono essere investite per pensare a cosa che possono portare dei benefici.
E' meglio approfittarne, credo.
Credo.
E spero.
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Qualunque sia il motivo della tua visita, sei il benvenuto.
Rispetta le mie parole e, più di ogni altra cosa, cerca di comprenderle a fondo, di gustarle. Fanno parte di me.
E quando andrai via, per favore, fa' piano e non sbattere la porta.
C'è un magnifico silenzio qui.
Qui abita Soul.

