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Prigionieri del proprio potere

Post n°35 pubblicato il 13 Marzo 2007 da Privilege_bg
 

E’ notizia fresca di ieri : i carabinieri hanno scoperto in provincia di Reggio Calabria, in un paesino chiamato S.Luca, un bunker sotterraneo posizionato sotto una palazzina di tre piani abitata dalla famiglia Pelle-Vottari.

E’ stata definita dai militari dell’Arma come “un capolavoro di ingegneria”, un nascondiglio praticamente inespugnabile (fino a ieri) già predisposto di tutti i comfort per una eventuale comoda latitanza; nel bunker è stato trovato anche un piccolo arsenale ben fornito, pronto ad essere utilizzato per le faide ed i regolamenti di conti della ‘ndrangheta, tra le famiglie Pelle-Vottarie gli Strangio-Nirta.

immagineLa notizia mi ha reso felice di primo achito, potendo constatare che la criminalità organizzata ha subito un bel colpo da parte delle forze dell’ordine. Ben presto, però, mi sono trovato mio malgrado davanti ad una riflessione semplice, alla quale però non riesco a darmi spiegazioni.

Ed il concetto basilare, riassunto in poche righe, sta nel fatto che non capisco davvero come tutta questa gente malavitosa possa ridurre la propria vita a scappare, a latitare, a vivere nel buio, nell’isolamento, nella “prigione” dell’essere dei boss.

Mi torna in mente la latitanza pluri decennale di Bernardo Provenzano, il quale era ridotto a vivere in un casolare, isolato da tutti, prigioniero della sua stessa “potenza” decisionale indiscussa, proprio lui, “u tratturi” che non guardava in faccia a nessuno e comandava tutto, era comunque relegato tra quattro spoglie fredde mura, isolato dal mondo che vive, mangiava roba povera e conduceva una vita qualitativamente pessima, pur di rimanere al comando della cupola che da lui dipendeva;  per questo si doveva privare di ogni qualsivoglia tipo di rapporto umano, riducendosi a scambiare notizie e dando disposizioni mafiose solo attraverso una rete di “pizzinni”,  e dovendosi sempre e comunque guardare bene le spalle da chi lo aiutava : non si sa mai noh! E come lui mille altri, Totò Riina su tutti.

Ma non si accorgono queste persone, che la vita che conducono è ben più triste e misera di chi, invece, nella legalità piena affronta le difficoltà di tutti i giorni e, tornando a casa, può godersi una famiglia, la carezza della moglie, i baci dei figli, può ridere e scherzare con gli amici, bersi una birra in compagnia, uscire a mangiare una pizza con la fidanzata o, che so altro, andare al cinema a vedere qualche bel film???

A me sembra proprio un paradosso ridicolo quello che porta alla scelta di essere malavitosi e, di conseguenza, latitanti. Mille volte meglio io e tutta la gente normale che, seppur senza i milioni di Euro, seppur senza il potere, seppur senza la possibilità di imporre le proprie volontà sempre e con chiunque, diciamolo francamente : viviamo serenamente con quello di cui disponiamo e, per questo, con una qualità di vita immensamente migliore di loro.

A cosa servono i milioni di Euro se poi ti devi ridurre a scappare tutta la vita, a vivere in una topaia maleodorante, a mangiare pane, latte ed erbette amare per quarant’anni, se infine non puoi goderti i fiumi di soldi che possiedi, traendone dei benefici specifici???

Inspiegabile….davvero inspiegabile! Eppure, una risposta forse c’è : l’avidità umana!

Credo sia il peggiore dei mali su questa terra, quello da cui derivano poi a catena tutti gli altri, sino ai crimini più abominevoli.

Per me, è semplicemente pazzesco, voi che ne pensate?

 
 
 
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