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Berto il mobiliere

Post n°36 pubblicato il 20 Marzo 2007 da Privilege_bg
 
Foto di Privilege_bg

Al circolo della “Margì ci si ritrovava spesso tutti insieme, io e tanti altri amici del mio grazioso paesello, di sabato sera dopo cena, per giocare a carte, mangiare quattro fave e sorseggiare un bicchiere di buon Chianti.

C’eravamo quasi sempre tutti, per distrarci un po’ dalle fatiche della settimana lavorativa e spendere un po’ di tempo in allegria, facendo anche quattro ghignate roboanti. Certo, ci si arrabbiava mica di scherzo nel perdere una mano a briscolone, ma tra due imprecazioni e quattro sacramentate, il clima ritornava poi velocemente disteso : era pur sempre un gioco.

Quando l’effetto del vino cominciava a farsi sentire, tanto da indurre i più stonati ‘Mone il “penna bianca” e Giuly “Cadeaux” ad elevare al cielo un canto alpino con voce sguaiata, allora significava che il momento della goliardia stava arrivando.

Il conte Lanny declamava poesie dal lontano sapore osè ma di tono sempre raffinato, “mad” Guizz si cimentava nell’esporre tecniche di seduzione, Pesta “il mercante” le sparava grosse sulle sue conquiste amorose compiute nei suoi viaggi in oriente, io raccontavo le barzellette di Pierino e Willy “il gallo” prendeva tutti per il culo, con gran pasciuta soddisfazione.

C’era, tra noi, anche un tale Berto detto “pastore allegro”, meglio conosciuto come il “motosega” e non per via di un maledetto viziaccio messo in atto con l’ausilio di qualche arnese motorizzato, quanto invece perché, essendo costui un mobiliere, spesso era solito recarsi nel bosco la domenica mattina di buon ora, come fanno i pastori dell’alta valle che si alzan prima dei galli, e munito di motosega andava a tirar giù qualche larice ed almeno un bel mogano ogni volta, così da usarli, poi, per costruirci i suoi mobili.

Da lì son spiegati tutti i suoi soprannomi, chiaro noh ?!?

Questo tizio, non era un nostro stretto amico d’infanzia perciò, per cercare di farsi benvolere nel gruppo, durante il momento goliardico delle nostre serate al circolo, ci raccontava le sue avventure amorose, enfatizzando spesso fino all’inverosimile le sue gesta e fecendo trapelare il suo grado di arguzia in materia.

Una sera, credo avessimo bevuto il classico bicchiere di troppo, e come si dice in questi casi….in vino veritas!

Berto il mobiliere comincia a raccontarci le sue imprese d’amore, richiamando la nostra attenzione sulla sua intelligenza e la sua bravura nel saperci fare, noi ascoltiamo in devoto silenzio :

- "Pensate, la settimana scorsa ho incontrato in Svizzera una biondissima tedesca, bella ed intelligente. Io non so il tedesco e lei non sapeva l'italiano. Ma riuscivamo a capirci benissimo…
che Casanova che sono…e lei era proprio intelligente…”.

Poi aggiunge immediatamente :

- “Pensate che ad un certo punto ha disegnato su un foglio di carta un ristorante ed io ho capito subito che voleva andare a cena. Fu una cena memorabile, eccezionale, ed io…bravo a capire ciò che desiderava, senza che io sapessi paralare il tedesco…eeh già!!”.

Ma non essendo ancora finita la storia, lui continua sempre più gagliardo :

- “Poi lei ha disegnato una sala da ballo ed io ho capito subito che voleva andare a ballare. Una serata fenomenale, tra valzer indimenticabili ed un tango corpo a corpo, che sensazione!

Ma pensate che intesa stupenda che avevamo…ad un certo punto lei mi ha guardato con occhio furbo, come se volesse farmi intendere qualcosa per stupirmi. Allora ha ripreso a disegnare e in un attimo pari al battito di ciglia mi ha buttato giù in fretta e furia uno splendido schizzetto di una camera da letto….che femmina  intelligente! Aveva capito subito che facevo il mobiliere !!!”

Che astuto il nostro Berto, eh?!? Voi che dite???

Vi assicuro che, da quel momento, gli abbiamo cambiato il soprannome…

 
 
 
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