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Creato da blog69 il 09/01/2007
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Argentina verso il futuro senza scordare il passato
Due scritture diverse per parlare di attualità, della memoria dei crimini della dittatura e degli ex torturatori mescolati tra la gente qualunque
Un uomo argentino: "Ci siamo conosciuti in carcere, dove sono passati anche altri uomini del suo governo. Non esistono uomini provvidenziali e Kirchner non lo è. Ma sta restituendo fiducia e la gente comincia di nuovo a sognare un proprio futuro. Sappiamo che l'economia è diretta dal Fmi, però è importante che l'Argentina che era distrutta in mille pezzi recuperi quel senso di solidarietà che non esisteva più con Menem. Ha inaugurato due musei della memoria che erano stati centri di tortura, è importante per evitare il ripetersi del passato".
Una donna argentina: "Penso che stia facendo bene. C'è chi vorrebbe "tutto e subito" ma non ha la bacchetta magica. Alfonsin aveva fatto delle cose buone, ma i militari erano ancora forti e poi è arrivato Menem. Kirchner sta restituendo la memoria, ha fatto due musei nei quali si possono vedere le foto dei desaparecidos, per non dimenticare. Inoltre aver rifiutato il trattato di libero commercio e non avere più una sudditanza verso gli Usa è una buona cosa".
Raúl Argemí e LuisaValenzuela sono quel che si dice due intellettuali. Parlano pacatamente di quanto sta avvenendo nel loro paese. Le loro opinioni sull'attualità argentina convergono. Entrambi continuano a coltivare la memoria, adottando stili narrativi diversi nei quali non nascondono un'inclinazione cara alla creatività latinoamericana: rendere magica la speranza per arginare il disincanto che sorge dall'esperienza. Penultimo nome di battaglia di Raúl Argemí (trad. di Raul Schenardi, La Nuova Frontiera, pp. 125, euro 14,50) è un'indagine psicologica sull'identità crinúnale, una novela negra per dirla in spagnolo ed evitare il luogo comune del noir francese. Realtà nazionale vista dal letto di Luisa Valenzuela (trad. di Rodja Bernardoni, Edizioni Gorée, pp. 98, euro 10) al contrario lascia parlare il corpo di una donna che torna nel suo paese dopo anni di dittatura e il grottesco, il surreale, predominano. Registri narrativi diversi ma un obiettivo comune: non dimenticare. Anche a questo serve la letteratura.
Raúl Argemí anche volendo non può dimenticare dieci anni di prigione.
Perché ha scelto come epigrafe un brano de"La peste" di Camus?
R. A. Rende l'idea di una situazione estrema che somiglia a un campo di concentramento, a un carcere.
La sua novella sembra anche un avvertimento sulla capacità del male di trasmettersi, di riproporsi sotto altre forme. C'è un confine netto tra bene e male?
R.A. E'facile pensare che il male sono gli altri, i torturatori sono gli altri, alieni di un altro pianeta, psicotici. Ma la realtà è molto più grave, potrebbero essere come uno
qualsiasi di noi. Allora la domanda da porci è se siamo molto diversi. Come Il fu Mattia Pascal di Pirandello dobbiamo chiederci: chi siamo?
Una domanda che il narratore della sua storia non si pone. E'un giornalista che dopo un incidente confonde presente e passato, verità e menzogna. Disteso in un letto di un ospedale si trova in stanza con un certo Marquez accusato della morte di alcuni indios. C'è qualcosa di autobiografico?
R. A. Quando sono stato in Patagonia come giornalista, nel 1969, in un villaggio mapuche furono assassinate tre persone. In quel periodo era arrivato un pastore pentecostale che leggeva la Bibbia e un bel giorno in una casa pensarono di aver di fronte il demonio e all'interno di una famiglia vennero uccise tre persone. Gliautori deglioniicidi non si dichiararono mai innocenti ma non si sentivano colpevoli perché lo diceva la Bibbia. Furono assolti.
La memoria labile rende plasmabile l'identità. Non è, casuale che il protagonista della novella sia conosciuto come il Camaleonte...
R. A. Gli assassini di ieri non cambiano nemmeno nome, convivono con noi. Un giorno vedi una folla che manifesta, inveisce contro il tuo vicino di casa e allora scopri che era un torturatore. Pensiamo a Priebke, a Bariloche dove molti nazisti vivevano con il loro nome. Priebke non si sentiva colpevole, si possono ammazzare 600 persone perché ti è stato ordinato, 601 sei un assassino, è una cosa terribile, il pensiero dei burocrati.
La giustizia in Argentina non può fare a meno della memoria. LuisaValenzuela, lei con il suo romanzo sembra voler nutrire la speranza anche con la passività. E' così?
L.V. La donna che dal letto guarda l'assurda realtà del dopo dittatura potrebbe fuggire, andar via e invece decide di restare nonostante il suo spazio privato sia violato da una realtà grottesca. A quell'epoca, sul finire degli anni ottanta i giornali e la televisione cercavano di occultare la memoria.
Quanta realtà si nasconde dietro la sua scrittura surreale?
L. V. La letteratura cammina sempre lungo il confine tra realtà e finzione, ma credo che sia una necessità universale, ogni popolo ne ha bisogno, noi abbiamo il realismo magico.
E quel militari inverosimili, dalla faccia pitturata, che comandano nel club dove si è rifugiata la protagonista?
L. V. Sono i carapintada, quei militari che si sono sollevati in difesa dei loro generali processati.
Quei generali che potrebbero anche essere stati gli assassini di Rodolfo Walsh
L.V. Avevo dedicato il libro in segreto a R.W, poi l'editore italiano ha svelato il nome completo, Rodolfo Walsh. E' stato un grande intellettuale e la sua letteratura è poco conosciuta, lo ricordiamo ovviamente per la sua Carta abierta a la junta Militar nella quale denunciò a un anno dall'insediamento i delitti commessi dai colonnelli.
Il 25 marzo 1977 Rodolfo Walsh scomparve senza lasciar traccia...
L.V. La lettera di quest'uomo argentino terminava così: "Queste sono le riflessioni che nel primo anniversario del vostro infausto governo ho voluto far giungere ai membri della Giunta, senza la speranza di essere ascoltato, con la certezza di essere perseguitato, però fedele al compromesso che ho assunto molto tempo fa di dar testimonianza nei momenti difficili".
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Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 11:02
Inviato da: tattoosupplies888
il 08/09/2010 alle 07:40
Inviato da: massimo.c58
il 16/06/2008 alle 02:52
Inviato da: massimo.c58
il 16/06/2008 alle 02:44
Inviato da: massimo.c58
il 16/06/2008 alle 02:34