
Domenica 25 novembre si è effettuata la visita ad Ittireddu. Con la guida dell'archeologo Franco Campus il gruppo si è diretto alla chiesa di Santa Croce. Il luogo di culto ha un originario impianto a croce greca ed è nato nel IX secolo. Nella prima metà del XIII secolo la chiesa fu ampliata e dotata di una facciata romanica.
Il vulcano Lisiri risale a più di due milioni di anni fa con le sue formazioni trachitoidi. È stato usato come cava di materiale per l'edilizia ma ora si sta cercando di limitare i prelievi in quanto si crede più opportuno preservare il sito.
La terza visita ha avuto come meta il nuraghe Funtana formato da una torre centrale e da due torri laterali costruite in un secondo tempo. La camera centrale presenta un sedile che corre tutto intorno al muro. La camera ha restituito interessanti reperti come due "tavolini" di pietra di forma circolare, e un focolare. Un'altra particolarità è costituita da sugheri trovati in situ tra i lastroni del corridoio. Lo scavo del nuraghe ha permesso di trovare olle, recipienti, fornelli, lucerne, un interessante crogiolo di terracotta, alcuni oggetti di bronzo e altri di ferro. I numerosi e vari reperti sono esposti nel Museo Archeologico di Ittireddu.
Il ritrovamento di grandi quantità di rame fa pensare ad un'intensa attività metallurgica praticata dagli antichi abitanti del territorio.
Pare che il villaggio nuragico fosse collocato nei pressi del nuraghe Funtana e sulle falde del Monte Zuighe. Il Monte Zuighe infatti presenta numerose tracce di frequentazione contemporanea al nuraghe. Tra l'altro si è segnalata la presenza di un manufatto interpretato come fornace a causa delle tracce di vetrificazione trovate al suo interno. Sei cavità scavate nella roccia, profonde fino a tre metri, potrebbero indicare un'attività produttiva del territorio insieme ad altre vaschette non distanti dalle prime sei. Pare dunque che la frequentazione del monte sia continuata in età romana e medievale.
Alberto della Marmora e il canonico Angius parlano di un castello costruito intorno all'anno 1000 sulla sommità del Zuighe, parola sarda che richiama i Giudici. Il canonico Angius lo chiama Montegiuighe e afferma che sulla sommità si possono vedere l'ingresso al castello e alcune opere in muratura.
Dopo la pausa pranzo si è effettuata la visita alla necropoli di Partulesi. Il luogo ha una sua suggestione data dalla presenza delle aperture delle domus su una parete rocciosa. In una domus si nota il riutilizzo in età nuragica testimoniata dalla presenza di una stele scolpita che sovrasta l'ingresso. Le tombe appaiono scavate con gran cura; la scelta del luogo porta a pensare che coloro che le allestirono desideravano offrire una collocazione privilegiata ai propri cari.
Il Pont'Ezzu ci riporta all'epoca Romana. Pare che nel corso del tempo il Rio Mannu abbia deviato dall'originario corso e il ponte sovrasta oggi uno specchio di acqua stagnante. Aveva tre arcate ma ne residuano due.
Infine il gruppo si è diretto al museo dove è allestita la mostra "Simbolo di un simbolo". I pannelli esplicativi e le copie di modelli nuragici sono stati illustrati con abbondanza di dati e di interessanti particolari da Franco Campus. L'argomento è vasto e complesso ma l'archeologo lo affronta rendendolo comprensibile e fruibile. Viene evidenziata la ricchezza culturale ed economica di un'Isola che nel periodo nuragico si è resa protagonista della propria storia creando un percorso di utilizzo delle risorse umane ed ambientali disponibili.
Purtroppo, aggiungo, sappiamo che questo itinerario è stato modificato da popolazioni esterne alle quali i nuragici non hanno saputo opporre sufficiente resistenza ma ciò nulla toglie all'apprezzamento e alla stima che si sono meritati con il lavoro e con l'originalità del loro pensiero.
La giornata si è conclusa infine con la visita del Museo Archeologico.
Il programma si è rivelato molto interessante e forse avrebbe richiesto maggior tempo a disposizione. La mostra sui modelli di nuraghe verrà allestita in seguito al Museo Sanna di Sassari.
Nella foto: Nuraghe Funtana
Le fotografie delle visite si trovano nel blog:
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