
Domani grande appuntamento ciclistico: infatti si correrà la Parigi-Rubaix, per molti "La Corsa". Per chi non lo sapesse questa gara è massacrante sia per la sua lunghezza (260 km) che per le numerose stradine di campagna ricoperte di pavè. Se poi dovesse piovere, la corsa diventerà ad eliminazione, perchè si trasformerebbe in un inferno di fango. Non perdetevi questo spettacolo: favoriti sono il belga Tom Boonen e il vincitore dell'anno scorso Cancellara, poi vengono altri outsider di lusso tra cui i nostri Ballan e Pozzato. Qui vi ripropongo l'intervista al grande passista svizzero Fabian Cancellara tratta dal sito della Gazza (www.gazzetta.it).
- La Roubaix è "una" corsa o è "la" corsa?
"E’ "la" corsa. Dove ci vuole tutto: gambe, cuore e testa. Più testa che nelle altre corse. In più ci vuole anche fortuna".
- Qual è il suo senso?
"Bisogna trovare l’armonia fra uomo e bici, l’equilibrio fra mente e pietre, il ritmo fra cuore e gambe. La Roubaix è musica".
- Quale?
"La mattina della corsa mi carico ascoltando "house" nel mio iPod.
La Roubaix è quel tipo di musica: da garage, da discoteca, da macchina.
Bum bum bum".
- Al Fiandre ha attaccato troppo presto, alla Gand-Wevelgem ha tirato troppo tardi.
"Al Fiandre ho seguito l’istinto. Comunque meglio che fare niente.
Ho sbagliato e ho imparato a perdere. Prima d’imparare a vincere,
bisogna imparare a perdere. Alla Gand-Wevelgem volevo aiutare i miei
compagni: non sapevo di aver staccato gli altri, me ne sono accorto
quando li ho sentiti gridare incazzati. Però vuole dire che sto bene,
che la gamba va anche troppo, che posso buttare giù la marcia e
andare".
- Come s’immagina la corsa?
"Tutti hanno paura di tutti. So che correranno su di me, mi aspetteranno, si metteranno alla mia ruota».
- E lei?
"Li scollerò. Aspetterò il momento giusto per attaccare. So che, per vincere, devo arrivare da solo".
- Secco, caldo, asciutto. Un pericolo?
"Pericolo di polvere e sabbia: sarà ancora più importante correre
davanti. Nel ciclismo quello che si trova, si trova. Sono pronto a
tutto. Mi basta fare la cosa giusta. Se la faccio, vinco".
- Più dura vincere o rivincere?
"Rivincere".
- E se non ci riuscisse?
"Può succedere. Dipende da come vanno le cose. Comunque ci rimarrei
male: credo molto in me, pretendo molto in me, aspetto molto da me. Non
sono qui per perdere".
- Emozionato?
"Non siamo macchine. Devo trasformare il nervosismo in energia".
Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 15:30
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2007 alle 21:41
Inviato da: mohamed21
il 20/10/2007 alle 14:12
Inviato da: Anonimo
il 30/09/2007 alle 15:36
Inviato da: cateviola
il 07/09/2007 alle 18:20