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Dente - Live alla Fnac, Milano (11.10.2011)

Post n°156 pubblicato il 12 Ottobre 2011 da syd_curtis
 
Tag: Dente, Live

 

Mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa di più preciso sul minilive di Dente, Martedì sera ore 18.00, Fnac di Milano, ma a parte il solito muro di teste, già sperimentato con la presentazione di wow dei Verdena nel gennaio scorso, ho visto poco (giusto uno spicchio di faccia: s'è fatto crescere la barba), ascoltato male e colto metà delle cose che si sono dette lui e Gilardino (non il calciatore, ma il giornalista che lo introduceva), per la sua (di Dente) dannata abitudine di parlare sottovoce. Sì, c'era gente, non folle oceaniche ma quanto bastava per riempire la saletta presentazioni della Fnac e lasciare fuori un numero quantomeno pari di persone, costrette a seguire la presentazione sul monitor appeso al soffitto e sopraffatte dal brusio di fondo che proveniva dai normali clienti Fnac a zonzo per i piani. E' un po' destino, con Dente. Ricordo qualche annetto fa, ai tempi di Non c'è due senza te, un suo live *frustrante* in un bar di Bergamo, druso cafè, a cui avevo assistito da una saletta laterale, con lui di schiena e io con la mano a coppa sull'orecchio per cercare di escludere il cicaleccio indifferente di buona parte degli avventori.

Un paio di aneddoti divertenti: lui che racconta di un sogno fatto qualche giorno prima, sognavo di essere alla Fnac per la presentazione ma improvvisamente me ne andavo, tornavo a casa, e a casa mi addormentavo. Mi sono poi svegliato con l'angoscia (vera) di aver perso l'appuntamento, ma la cosa buffa era che sul telefonino c'erano veramente due chiamate perse a nome Fnac. Il secondo aneddoto legato all'uso della parola cantautore: ti fa schifo se ti definiscono così?, la domanda. Meglio che indie, risponde. La mia mamma l'altro giorno ha letto il giornale e mi ha detto sconcertata, ma Giuseppe, ho letto che fai musica indie (pronunciata come fosse il plurale di india :-). In fondo cantautore è uno che costruisce le canzoni su di sé, e in questo senso mi sento pienamente cantautore.

Poi le solite presentazioni stralunate, svogliate e assonnate (la prossima canzone? è una canzone...) e una manciatina di pezzi dal nuovo disco, la cui esecuzione acustico-minimalista non mi è sembrata, a dirla tutta, memorabile (stante la condizione ambientale di cui sopra). L'album l'ho comprato, ma non ho ancora avuto tempo di ascoltarlo. Che altro dire. Ah, c'era pure la figlia di Mina (!): così per lo meno ha detto una ragazza del pubblico, che ha chiesto a Dente se gli sarebbe piaciuto fare un duetto con la mamma, e lui subito di rimando vuoi dire con la mia mamma? Risate, ovviamente. La figlia famosa ha poi detto che la mamMina stima Dente cantante, che per uno che ha il mito della musica degli anni settanta dev'essere una bella soddisfazione.

Altre cosucce, un mesetto per registrare il disco, l'amore per l'epoca musicale degli anni settanta (già detto), la collaborazione con Brunori nata per caso e attorno a una famigerata stufa appalla, e una piccola testimonianza di sincerità, credo non ruffiana: diventare famoso, mi chiedete? beh ne sarei lusingato ma pure spaventato, sono anch'io un essere umano, checché ne dicano (:-); già il fatto che siate venuti così in tanti stasera a sentire me mi sorprende e mi agita.

Vabbè alla fine qualcosina l'ho pure scritta.

 
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