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« Canzoni di sopravvivenza...Canzoni di sopravvivenza... »

Canzoni di sopravvivenza e riflessione: Vic Chesnutt (2)

Post n°24 pubblicato il 26 Dicembre 2010 da syd_curtis
 

 



Ecco la seconda parte dell'intervista a Vic Chesnutt. Ricordo che è tratta dal sito della National Public Radio, la traduzione è mia.


Al termine della prima parte, si stava parlando della canzone Flirted with you all my life, dall'ultimo album di Vic, At the cut.

---

Vic ci puoi parlare del testo? La canzone tratta del flirt col suicidio, ma da quanto ho letto, tu hai avuto più che un flirt. E' qualcosa che hai tentato…

Sì. Bene, questa canzone è una canzone d'amore. E' la canzone di un suicida che rompe con la morte. Sai, ho tentato di suicidarmi per tre o quattro volte. Non ci sono riuscito. Questa è veramente una canzone che rompe con la morte. Sai, parlo di un flirt, ho flirtato con la morte per tutta la mia vita. Persino da ragazzino, sono stato ammalato e sono quasi morto, alcune volte. E poi i tentativi di suicidio. E' come, come una canzone di rottura.

Hai tentato di toglierti la vita anche prima dell'incidente?

Sì, l'ho fatto.

E dopo l'incidente?

Sì.

E ogni volta che ne uscivi, ogni volta che, come dici tu, la morte non ti acchiappava, eri sollevato o dispiaciuto?


Beh, sai, è più complicato. Non è possibile ... Non saprei dire. Sai, a volte ero arrabbiato.

Arrabbiato per cosa?

Beh, arrabbiato per il fatto che mi avevano salvato, sai? Come ti permetti di interferire nella mia vita, nel mio desiderio? Ma si sa, naturalmente, con il passare del tempo ti rendi conto bene che c'è qualcosa di positivo  in tutto ciò. Voglio dire, è così che la vedo io - sono sicuro ognuno è diverso, sai, e la cosa mi ha colpito. Sai, con il passare del tempo, si sa, ho cominciato a vedere ancora qualche gioia nel mondo e ne sono uscito.

Questo è un album emotivamente piuttosto pesante. E' difficile scrivere una canzone come questa, circa il flirtare col suicidio, o è terapeutico o cosa?

In realtà, pensai che avrei potuto cantarla in modo che nella prima parte sembrasse che parlassi di un amante; solo in seguito, sarebbe diventato ovvio che stavo cantando di morte. La morte è la mia amante. Mi ci volle un po' di tempo per farla calzare a puntino e farla funzionare. E quando si è trattato di chiudere veramente la traccia, fu difficile farlo senza una sorta di crollo emotivo e senza piangere. Sai, è una canzone pesante, non ci sono dubbi.

Ora, una delle frasi più difficili riguarda tua madre. Tu scrivi, quando mia madre era ammalata di cancro, combatté ma dovette cedere alla malattia; ma nella canzone fai in modo che lei preghi perché arrivi la fine. Signore Gesù, sono pronta. Quanti anni avevi quando è morta?

Ero intorno ai venticinque. Subito dopo la morte di mia madre ho tentato di suicidarmi, ma fu uno degli ultimi tentativi.  La sua morte mi aveva veramente distrutto. Mio padre era morto un anno prima, e quella fu la fine di tutta la mia famiglia più intima, scomparsa tutta quanta nel giro di due o tre anni: mio nonno, mia nonna, l'altra mia nonna, mia mamma e mio papà. Sono morti tutti in un paio d'anni. Mi sono sentito perso, ero depresso. Allo stesso tempo, per una persona che tenta il suicidio, vedere qualcun altro morire per cause naturali o per qualsiasi altra cosa, è una sorta di campanello d'allarme.

Dimmi di più a riguardo, che effetto ha avuto?

Beh, quando sono morti degli amici o qualcosa del genere, ciò mi faceva sentire stupido. Il mio dolore sembrava stupido e non mi sentivo pronto ad andarmene. Come ho detto nella canzone, il dolce sollievo, io non sono - non merito - ancora il dolce sollievo della morte, perché non ho svolto tutti i miei compiti. Ma vorrei dire un'altra cosa riguardo questa canzone.

Prego, di' pure.

Questa canzone è però una canzone gioiosa. E' una canzone pesante, ma gioiosa. E' una canzone che rompe con la morte, capisci cosa intendo?

Sì, perché lo dici chiaramente, non ero pronto.

Sì, non sono pronto a uccidere me stesso. E' una canzone gioiosa - ha questi aspetti molto complicati - ma è una canzone gioiosa.

 



Posso chiederti dell'incidente? Nessun problema?

Certo. Naturalmente.

Ci vuoi dire cosa ricordi di ciò che successe?

Beh, non ricordo niente. In verità non ho alcun ricordo dell'intera giornata. Ero così ubriaco. Lo sai, è uno stupido cliché: ero uno stupido adolescente bevuto e ho avuto un incidente da ubriaco alla guida di un auto, e mi sono rotto il collo.

Si è fatto male qualcun altro?

Non c'era nessun altro nell'auto. Sono finito in un fosso, mi sono ribaltato e mi sono spezzato il collo.

Quanta mobilità hai perso?

Beh, io sono un tetraplegico dal collo in giù. Ho riportato una lesione incompleta del midollo spinale. Questo significa che ho sensibilità nel corpo e posso muovere un poco le gambe, quindi è un infortunio molto strano. Non è come il tipico infortunio al midollo spinale. E 'molto diverso.

In un certo senso, hai sensibilità sufficiente per provare dolore fisico, ma non abbastanza  per muoverti.


Posso muovere un poco le gambe, non posso camminare. Posso camminare appoggiandomi a uno strumento (una sorta di girello), ma non in maniera veramente funzionale. Se dovessi cadere, non sarei in grado di rialzarmi.

Ma riesci a suonare la chitarra?

Suono la chitarra. Sì. Le mie dita sono notevolmente influenzate dal mio infortunio. Notevolmente. Le mie dita non si muovono troppo bene.

Quindi, come riesci a suonare?

Ho appena trovato un modo per farlo, sai? E 'molto strano. E 'un lavoro duro. Non è facile.

So che alcuni tetraplegici non hanno un supporto di fiato sufficiente e per loro è dura cantare.




Ma tu non sembri aver problemi al riguardo.

Vedi, penso che metà del mio diaframma sia completamente paralizzata, l'altra metà sembra funzionare.

Com'è cambiata la tua musica? In che direzione stavi andando, dal punto di vista musicale, prima dell'incidente?


Beh, suonavo - i miei accordi erano molto diversi. C'erano parecchi accordi bizzarri, cose strane, nelle mie canzoni, prima che mi rompessi il collo. C'erano più accordi vicini al jazz, gli accordi che mi aveva insegnato mio nonno, molto di più, sì, accordi strani e non solo SOL aperto o MI minore o cose del genere. Non li ritenevo accettabili prima del mio incidente. Inoltre, sai, avevo 18 anni quando mi sono spezzato l'osso del collo. Non avevo nulla da dire. Non ero sicuro di quello che era … non sapevo cosa volevo dire. E 'stato solo dopo l'incidente, forse un anno dopo, che ho davvero cominciato a capire che avevo qualcosa da dire. E fisicamente, quando ho potuto iniziare a suonare la chitarra, dopo circa un anno, ho capito che tutto quello che potevo fare era questo tipo di accordi, SOL, FA, DO. E così doveva essere - bene, e questo è quello che stavo per fare.

Puoi suonare solo questi accordi per ragioni tecniche, perché non hai sufficiente mobilità per suonarne di più complicati?


Esatto, esatto.



(Everything I Say, live, un video che non mi stancherò mai di vedere e rivedere)

 

 
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