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TRENITALIA HA PRESENTATO UNO STRALCIO D' IMPEGNO PER LA RICOLLOCAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI LICENZIATI DEI TRENINOTTE

Post n°53 pubblicato il 13 Luglio 2012 da lavoratoriwasteels
 
Foto di lavoratoriwasteels

 

 

GRAZIE A VITO PER QUESTO VIDEO CHE CI RICORDA TUTTE LE PROTESTE EFFETTUATE DA DICEMBRE AD OGGI.

 

 
 
 
 
 

MARCIA DI PROTESTA DA ORTE A ROMA PER I LICENZIATI WASTEELS

Post n°51 pubblicato il 04 Giugno 2012 da lavoratoriwasteels
 
Foto di lavoratoriwasteels

4 GIUGNO 2012

GLI EX LAVORATORI WASTEELS SONO PARTITI OGGI IN TARDA MATTINATA E PERCORRERANNO A PIEDI DA ORTE A ROMA E QUANDO ARRIVERANNO SI FERMERANNO A PIAZZA DELLA CROCE ROSSA DAVANTI AL PALAZZO DELLE FERROVIE E NON SI MUOVERANNO DA LI FINCHE NON RIUSCIRANNO AD AVERE UN INCONTRO CON L'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLE FERROVIE. DA DICEMBRE SONO STATI LICENZIATI, E IL LORO LAVORO E' STATO DATO AI FRANCESI. TRENITALIA HA PROMESSO LA RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI WASTEELS MA DOPO DIVERSI MESI LA PROMESSA NON E' ANCORA STATA MANTENUTA. 

Intervista a Federico Cornici ex lavoratore Wasteels.

 

                                      

 
 
 

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DEL GRUPPO FS

Post n°50 pubblicato il 02 Maggio 2012 da lavoratoriwasteels
 
Foto di lavoratoriwasteels

EX LAVORATORI WASTEELS:

PER FS TUTTI RICOLLOCATI

MA… IN 180 SIAMO ANCORA SENZA LAVORO

Lettera aperta ai dirigenti del Gruppo FS

Non dovremmo essere disoccupati e non dovremmo essere qui perché i nostri treni (il Venezia-Parigi e il Roma-Parigi)  sono treni “a mercato”. Non sono stati cancellati dall’offerta di Trenitalia, sono stati cancellati da Trenitalia solo i nostri posti di lavoro!

Il Venezia-Parigi si effettua regolarmente ed è quasi sempre pieno e il Roma-Parigi, conclusi i lavori all’infrastruttura ferroviaria fra Digione e Parigi, ritornerà a circolare, presumibilmente, dal prossimo mese di giugno e sarà anch’esso pieno come lo è sempre stato.

Siamo di fronte a un singolare caso dove il lavoro è rimasto, anzi è aumentato, ma i lavoratori sono stati licenziati a causa di discutibili scelte di Trenitalia che, assegnando l’appalto a una società francese, ha creato il presupposto per far licenziare lavoratori italiani dipendenti dalla Wasteels e far assumere al loro posto lavoratori francesi e di altre nazionalità.

I 182 lavoratori della Wasteels sono rimasti senza lavoro e le loro famiglie senza reddito ormai da 5 lunghi mesi con tutte le conseguenze facilmente immaginabili.

A fine dicembre il Gruppo Ferrovie dello Stato ha diramato due comunicati stampa  con i quali ha comunicato una promessa e un impegno:

-          Treni notte: in via di risoluzione il problema degli esuberi (16 dicembre 2011);

-          Servizio notte: impegno a garantire in due anni la ricollocazione per tutti (22 dicembre 2011).

Le stesse notizie sono poi state confermate ai lavoratori da vari dirigenti del Gruppo FS che hanno assicurato la ricollocazione di tutti i lavoratori a partire da giugno 2012.

Ormai siamo in maggio, al quinto mese di disoccupazione, ma da FS non abbiamo avuto più notizie!

Oggi siamo venuti a ricordare a Trenitalia e al Gruppo FS

che è giunta l’ora di onorare le promesse e gli impegni!

 

CHIEDIAMO CHE CI VENGA RESTITUITO IL LAVORO CHE, DOPO VENTANNI DI ATTIVITA’, CI E’ STATO TOLTO ED E’ STATO DATO AD ALTRI SENZA PLAUSIBILI RAGIONI.

Roma, 3 maggio 2012

                                                        Gli ex Lavoratori Wasteels

                                          (Disoccupati dall'11 dicembre 2011)

 
 
 

Dal 12 dicembre nulla è cambiato!!!

Post n°49 pubblicato il 25 Aprile 2012 da lavoratoriwasteels
 
Foto di lavoratoriwasteels

http://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=374&categoria=5&sezione=30&rubrica=

 
 

Una questione di principio

Addio Palatino, Parigi e Roma un po' più lontaneSoppresso il celebre treno che ti portava dal cuore della capitale italiana a quello della capitale francese

di Angelo Iacovella 

La notizia mi si è abbattuta sulla testa come un fulmine a ciel sereno, guastandomi la tanto agognata vacanza transalpina prenatalizia. Hanno abolito il Palatino Roma-Parigi-Roma!  Va bene la crisi, va bene la “razionalizzazione” o “la messa a sistema” della rete – come la chiamano gli idioti post-moderni in preda alla glossolalia tecnocratica – ma qui è in gioco ben più che un semplice treno.

Stiamo parlando di un’icona dell’immaginario ferroviario. Il Pa-la-ti-no. Rendetevene conto.

Mandare in pensione il celebre e leggendario “direttissimo” che collegava Roma Caput Mundi (o, se preferite, Roma Capoccia) alla Ville Lumière rappresenta un’offesa al sentimento nazionale. Un crimine inaudito, ai danni della capitale, consumato nel centocinquantesimo anniversario della tanto sbandierata Unificazione.

Era stato inaugurato 42 anni or sono, quando l’Italia (dei nostri nonni) poteva ancora vantarsi di essere un paese civile e dignitoso, magari austero ma degno del nome che porta, e non una cloaca a cielo aperto dove scorrazzano impuniti barbari e banchieri, esangui abatini della nostra irrimediabile decadenza spirituale, uniti in gioiosa (per loro) ammucchiata. Mentre Cesare, conquistatore della Gallia, si rigira – ovviamente – nella tomba, sbeffeggiato da Asterix e Obelix.

Da La Stampa del 25 settembre 1969: «Nuovo treno da domenica sulla Roma-Torino-Parigi: In 5 ore e 45' da Roma a Torino e in 9 ore a Parigi. Un nuovo treno direttissimo entra in servizio domenica sulla Roma-Torino-Parigi. Si chiama Palatino e riduce sensibilmente i tempi di viaggio sulla linea internazionale. Parte da Roma alle 17,43, sosta a Porta Nuova dalle 0,29 alle 0,39 e arriva a Parigi alle 9,24 dell'indomani. Nell'altro senso il Palatino lascia la Gare de Lyon alle 18,22, ferma a Torino dalle 2,43 alle 2,53 e giunge a Roma Termini alle 9,35. Il convoglio è formato da vetture-letto di prima e seconda classe e di vetture-cuccette di seconda Roma-Parigi e viceversa e Firenze-Parigi e viceversa».

Lo sono venuto a sapere, la settimana scorsa, mentre mi apprestavo, appunto,  a partire alla volta della Francia. «Ma perché non prende un bell’aereo low cost?», mi suggerisce con aria pietosa l’addetta dell’agenzia di viaggio a cui mi sono rivolto. «Con meno di 50 euro, in due ore o giù di lì, si risparmia una notte di viaggio e l’annessa fatica».

Vaglielo a spiegare, alla tipa, il fascino di salire la sera su un vagone a Termini e svegliarsi la mattina a Parigi, Gare de Lyon o Bercy, tra il vapore dei binari e il profumo dei croissants appena sfornati.

Vaglielo a spiegare, alla tipa, che l’ho preso diecine di volte in vita mia e vado fiero di aver contribuito, con questa scelta a basso impatto, a non peggiorare l’inquinamento che ammorba i nostri cieli.

Vaglielo a spiegare che a Paris (ah, Paris!) mi ci reco da sempre per comprare quintali di libri usati chez les  bouquinistes della Senna, e che sì, magari il biglietto dell’aereo costerà pure 50 euro, ma poi ti fanno a malapena sedere in poltrona e devi staccargli un assegno se ti viene voglia di un salatino, mentre ti applicano un sovrapprezzo pauroso per il bagaglio.

Per me che studio l’Oriente, vaglielo a spiegare che salire sul Palatino era come andare a una festa. Mi ritrovavo nello scompartimento in allegra compagnia con cinesi, senegalesi, cingalesi e marocchini e passavo le ore a chiacchierare del più e del meno con persone in carne e ossa e non con sbiadite fotocopie di esseri umani.

Morale della (brutta) favola: grazie ai “signori” di Trenitalia, Roma non è più in Europa. E siccome ho la testa dura, anzi “de coccio”, ho stracciato il biglietto della Kuwayt Airlines che mi avevano convinto subdolamente ad acquistare e ho deciso, giovedì sera, di prendere il treno. Anzi due treni. Roma-Milano e Milano-Parigi (in cuccetta).

Gare de Lyon.

È stata una questione di principio.

Ci ho impiegato (cambio compreso) circa 15 ore, ma volete mettere la soddisfazione!!!

Aridatece il Palatino, li mortacci vostra!!!

 
 
 
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