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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Il CAPPELLO de IL CAPRICCIO replica, anche quest’anno, nella GUIDA DELL’ESPRESSO 2020. Ci risiamo...e gli altri ristoranti?

Post n°24604 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

Il CAPPELLO de IL CAPRICCIO replica, anche quest’anno, nella GUIDA DELL’ESPRESSO 2020. Ci risiamo...e gli altri ristoranti?

Torna la Guida ai ristoranti dell'Espresso con la sua edizione 2020. Per la quarantaduesima pubblicazione della storia di questa guida tornano a essere consigliati i migliori locali d'Italia, contrassegnati dall'oramai famosa legenda dei cappelli. Da cinque a uno, con le menzioni esterne alla classica dei senza voto - semplicemente dei locali consigliati dagli ispettori -, ogni posizione ha un suo specifico significato. 1 cappelli significa una buona cucina, 2 cappelli una Cucina di qualità e di ricerca, mentre i 3 cappelli simboleggiano una cucina ottima. Salendo nell'empireo, i 4 cappelli una cucina eccellente, e i 5 cappelli, com'è ovvio, il meglio in assoluto. Dallo scorso anno, sono stati inoltre introdotti i Cappelli d'oro, ovvero i Nuovi classici della cucina italiana. Il Ristorante Capriccio di Vieste si conferma. Ma questo non è una novità. Leo Vescera, da decenni, frutto anche di esperienze internazionali, ha sposato la buona qualità, diventando vero strumento di comunicazione non solo per il suo ristorante. La considerazione, purtroppo impietosa, è dove sono gli altri ristoranti del nostro Gargano, non tutti per fortuna. Sono pochi quelli citati e segnalati dalle varie guide enogastronomiche in proporzione al loro numero. Sono, invece, ancora in tanti, troppi, ad essersi impantanati in luoghi comuni. Dove conta solo il numero, la quantità. Mentre la buona cucina è strarisaputo che è serio veicolo di promozione turistica. Turismo e accoglienza: della serie l’ospite che viene accontentato al di là delle situazioni normali. Credere che aprire un ristorante sia una cosa semplice e banale è il perfetto delitto. La cucina è una seria questione culturale. E questo è un altro serio problema che investe non solo Vieste ma l’intero Gargano. Quando ancora per digerirlo?

 
 
 

17 Ottobre 2019 - 18:55:15 Vieste – PREFETTO GRASSI: ”SONO QUI PER SOSTENERE LA COMUNITA’ VIESTANA E L’ATTIVITA’ DEGLI INVESTIG

Post n°24603 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

 
17 Ottobre 2019 - 18:55:15
 Vieste – PREFETTO GRASSI: ”SONO QUI PER SOSTENERE LA COMUNITA’ VIESTANA E L’ATTIVITA’ DEGLI INVESTIGATORI” [Fotogallery] 
Dopo i recenti fatti di cronaca, questo pomeriggio si è riunito a Vieste il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico. Nel Sala Giunta del Municipio si sono incontrati il Prefetto di Foggia Raffaele Grassi ed i vertici delle Forze dell'Ordine provinciali, presente il sindaco Giuseppe Nobiletti. Prima della riunione, incontrando la stampa il Prefetto Grassi ha spiegato il perché della sua presenza in città: “Sono qui perché ritengo fosse un atto dovuto quello di venire a Vieste a sostenere l'azione della comunità e degli…Leggi tutto...

 
 
 

Vieste/ Ordine di arrivo trofeo ciclistico di S. Antonio 2019 “Memorial Michele Notarangelo”

Post n°24602 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

Vieste/ Ordine di arrivo trofeo ciclistico di S. Antonio 2019 “Memorial Michele Notarangelo” 

 
Vieste/ Ordine di arrivo trofeo ciclistico di S. Antonio 2019 “Memorial Michele Notarangelo”
 
 

Si è svolto Domenica 13 ottobre 2019, in una bellissima giornata estiva, il Trofeo Ciclistico di S. Antonio, dedicato alla Memoria del giovane idraulico Michele Notarangelo, organizzato dalla ASD Cicloamatori Vieste con la collaborazione della Polisportiva Ipssar V. Vieste e con il Patrocinio del Comune , “Assessorato allo Sport” Ben 20 squadre vi hanno partecipato, 61 i ciclisti alla partenza, provenienti anche da fuori provincia e regione. Il circuito, articolato su tre giri dell’anello Vieste-Mandrione-S. Maria di Merino- Vieste, di cui il primo cicloturistico e due di velocità , per complessivi 70 chilometri. Il primo a tagliare il traguardo è stato il Foggiano Valerio Garofalo che ha battuto in volata il Viestano Matteo Bodinizzo, entrambi alla media di 36,48 km orari. Terzo posto per il giovane De Santis Alessio, della De Santis Bike Store, a pochi centesimi di secondo dai primi due; 4^ posto assoluto per Giornetta Angelo della Free Bike Team di Foggia, 5^ D’Apote Matteo di San Severo, 6^ Troiano Matteo di Foggia. Per trovare altri viestani nell’arrivo assoluto bisogna scendere al 23^ posto con Felice Modola e al 24^ il giovane Pecorelli Carmine, 26^ Pagano Mauro. La classifica a squadre è stata vinta dalla Asd Cicloamatori Vieste con 64 punti, che ha preceduto la Bike Squad di San Severo a 62, 58 punti al terzo posto per la Free Bike Team di Foggia. Come ogni anno, massiccia è stata la collaborazione delle Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Carabinieri-Forestali, Polizia Stradale e dell’Associazionismo territoriale, Protezione Civile Pegaso, Nonni Vigili, Motoclub Gargano, Vieste Runner, Herbalife, Cooperativa S. Francesco con l’assistenza medica del Dott. Antonio Cellamare, e tanti altri volontari. Impeccabile come sempre l’organizzazione e la conduzione tecnica dei Giudici della sezione provinciale dello Csain, settore ciclismo di Foggia, coordinati dal Delegato Paolo Scarpiello, classifiche e cronometraggi affidati alla Speeditalia. Il percorso, prevalentemente pianeggiante, non ha consentito fughe, ma c’è stato un continuo marcamento tra i più forti ciclisti che si sono poi giocati la vittoria in una bella volata. Le premiazioni sono state effettuate nei giardini pubblici di Viale Vittorio Veneto dall’Assessore allo Sport Prof. Dario Carlino e dal presidente della Asd Cicloamatori Vieste Antonio D’Aprile, servizio fotografico di Salvatore Riccardi riprese televisive a cura della Gargano Tv, interviste di Gianni Sollitto, presenti anche i famigliari del compianto Michele Notarangelo a cui è stato consegnato un piccolo trofeo. Sono state anche assegnate le maglie e le medaglie di Campioni provinciali di categoria, 1^ posto per i viestani Carmine Pecorelli Debuttante, Tiziana Vescera Donne e Nicola Di Santi Supergentleman B.

 
 
 

Vieste – I DIALOGHI DELLA TORRE: Sabato la presentazione del volume “La Popolazione di Vieste 1563-1584”

Post n°24601 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

Vieste – I DIALOGHI DELLA TORRE: Sabato la presentazione del volume “La Popolazione di Vieste 1563-1584” di Vincenzo Ruggieri

Le nostre radici, la nostra identità... un patrimonio inestimabile.

INTRODUCONO:

GIUSEPPE NOBILETTI - Sindaco di Vieste

GRAZIAMARIA STARACE – Assessore alla Cultura

DIALOGANO:

FELICIANO STOICO - Archeologo

VINCENZO RUGGIERI - Autore del volume, Gesuita, Professore di Storia tardo-antica e Bizantina

Sabato 19 ottobre ore 18.00 presso Torre Normanna – Castello Svevo di Vieste

 
 
 

Domani convegno sul Turismo a San Giovanni Rotondo .“Territori strategici”. Turismo, Ambiente, Food. L’urgenza di una strategia

Post n°24600 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

Domani convegno sul Turismo a San Giovanni Rotondo .“Territori strategici”. Turismo, Ambiente, Food. L’urgenza di una strategia per il futuro del Gargano

Quali sono i modelli di pianificazione per lo sviluppo del sistema turistico del Gargano? L’urgenza di una strategia per il futuro del Gargano, approfondendo alcuni temi per valorizzare il potenziale attrattivo del territorio, in un’ottica di turismo sempre più integrato e in grado di trainare la crescita dell’economia.

«Il Parco Nazionale del Gargano, i Comuni , le associazioni, la politica, sono attori importanti che possono, in sinergia, dare un contributo notevole ad una pianificazione strategica del turismo. Oltre al Presidente del Parco del Gargano abbiamo coinvolto due importanti esperienze che da anni lavorano sul valore dei territori. Una esperienza garganica, “Festambientesud”, e l’altra di Maglie (Le), “Il Mercatino del Gusto”, entrambe le esperienze narrano, attraverso la cultura, la Puglia. Abbiamo bisogno di esempi positivi e di rete per costruire nuove esperienze che possano dare al turismo respiro e nuovi impulsi. Fede, spiritualità, ambiente e food sono ingredienti che vanno sapientemente dosati, da qui nasce l’esigenza di una strategia. Sicuramente tutti gli ingredienti bisogna “metterli in turismo” ossia fare in modo che il patrimonio territoriale assurga ad attrattore turistico. Il convegno a San Giovanni Rotondo sarà l’occasione per confrontarci e per dare il via a questi processi». Afferma l’On. Marialuisa Faro del Movimento 5 stelle, che ha fortemente voluto l’incontro.

Il convegno è aperto a tutti e si terrà a San Giovanni Rotondo (Fg), venerdì 18 ottobre 2019, alle ore 18.00 presso il “Chiostro Comunale”di Palazzo San Francesco.

Intervengono l’ On. Marialuisa Faro, portavoce alla Camera M5s, Pasquale Pazienza, presidente del Parco Nazionale del Gargano, Michele Crisetti, sindaco di San Giovanni Rotondo, Nunzia Palladino, portavoce M5S San Giovanni Rotondo, Franco Salcuni,direttore artistico FestambienteSud-Legambiente, Michele Bruno, presidente Pugliaexpò, ideatore del Mercatino del Gusto di Maglie. Modera il giornalista Gennaro Tedesco.

 
 
 

L’inviolato segreto di Yria, l’antica città del Gargano

Post n°24599 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

L’inviolato segreto di Yria, l’antica città del Gargano

Malgrado ripetute campagne di scavo, non è stato ancora possibile stabilire dove esattamente sorgesse Yria. Questa antica città del Gargano, la cui esistenza è confermata da Strabone, Tolomeo, Plinio il Vecchio e Dionigi il Periegeta, e che forse era stata fondata dai Dauni – benché altri la vogliano fondata da Idomeno, re di Creta profugo della Locri greca – toccò l’apice della prosperità in era preromana, come testimoniato da alcune monete recanti l’iscrizione in greco YPIA o YPIATΩN o, abbreviato, YP. Yria scomparve misteriosamente, inghiottita in età imperiale dalle acque del Lago Varano. La sua collocazione, si diceva,  rimane un’incognita. La tradizione storiografica identifica Yria con Vieste o con Rodi, ma recenti e più affidabili studi la collocano sul versante occidentale del Lago di Varano, che nell’antichità era universalmente conosciuto come Sinus Urianum (l’immagine ritrae in primo piano la riva del Varano dove forse sorgeva la città ; sulla riva opposta s’intravede Carpino). Quale la ragione di quella tragica e repentina fine? Leggende locali parlano di una città popolata da gente peccaminosa e violenta che Dio volle punire con un diluvio. Più credibile è che, come affermano altri, Yria sia stata sommersa dalle acque del lago per effetto di un sisma. Così fosse, però, tracce della città sarebbero state rinvenute sul fondo del Varano. Invece nulla. Allora i casi sono due : o il posto di Yria era altrove – per esempio Vieste o Rodi, come sopra detto – oppure essa sorgeva sulla riva occidentale del Varano, ma non scomparve a causa di un terremoto… Bisognerebbe allora pensare a qualche altro più radicale evento naturale, come ad esempio uno sprofondamento del suolo che abbia interessato anche l’area su cui la città sorgeva…. Nei territori carsici come la Puglia, le doline sono frequenti. Si tratta di buchi di forma grosso modo circolare che si aprono improvvisamente nel terreno e che sono prodotti dal collasso di uno strato superficiale di roccia. Spesso a determinare questi collassi è l’erosione prodotta dallo scorrere di un fiume sotterraneo che nei millenni scava caverne via via più grandi. Quando il tetto della spelonca oltrepassa il limite di resistenza, crolla dando vita ad una dolina. Nel caso di Yria, potrebbe essere andata così: Si apre un vuoto gigantesco che risucchia la città e nella voragine si riversano le acque del Varano. Infine, il depositarsi di fango e sassi sul fondo della voragine cancella ogni traccia di Yria. Quindi, anche scandagliare i fondali del più grande lago costiero d’Italia non basterebbe a restituire gli avanzi della città perduta. E il mistero di Yria resta inviolato.

quotidianofoggia

 
 
 

16 Ott - 16:58:54 Vieste – LE FORZE DELL’ORDINE HANNO RICORDATO I DUE AGENTI UCCISI A TRIESTE [Video]

Post n°24598 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

 
16 Ott - 16:58:54
 Vieste – LE FORZE DELL’ORDINE HANNO RICORDATO I DUE AGENTI UCCISI A TRIESTE [Video] 
Mentre questa mattina a Trieste si svolgevano i funerali solenni di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due agenti uccisi in una sparatoria nella questura del capoluogo giuliano lo scorso 4 ottobre, a Vieste una rappresentanza delle Forze dell’Ordine locali si sono ritrovati nel piazzale della Polizia di Stato, per ricordare il sacrificio dei colleghi morti. Lo hanno fatto, tutti insieme, con un saluto militare e…

 
 
 

Finalmente la famiglia di ReteGargano ha un dottore in medicina !

Post n°24597 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da forddisseche

Finalmente la famiglia di ReteGargano ha un dottore in medicina ! 

 
Finalmente la famiglia di ReteGargano ha un dottore in medicina !
 
 

Questa mattina presso l’Univerità degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Medicina e Chirurgia si è laureato Thomas Losito, figlio del nostro fraterno collaboratore, Fabrizio. Ha relazionato con il prof. Andrea Casadei Gardini  su Analisi delle caratteristiche clinico-patologiche di pazienti affetti da carcinoma del piccolo intestino: studio multicentrico. Voto 110 con lode.

 

Grande è fatta!

Sappiamo dei sacrifici. Sono stati tanti, come pure conseguire questo titolo tanto a lungo sognato. Con ambizione e tenacia sei riuscito a raggiungere il traguardo più ambito. Immaginiamo papà vederti discutere la tesi e la risma di pannolloni… hai regalato un’emozione unica. Anche la squinternata famiglia di ReteGargano è orgogliosa di te e ti abbraccia. Siamo certi che al bellissimo percorso universitario seguirà un altrettanto radioso futuro professionale.

Auguroni !

 
 
 

Rischio sismico, architetti e ingegneri in 7 piazze. “Diamoci una scossa”, i gazebo dove chiedere informazioni

Post n°24596 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da forddisseche

Rischio sismico, architetti e ingegneri in 7 piazze. “Diamoci una scossa”, i gazebo dove chiedere informazioni per rendere più sicura la propria casa. Domenica 20 ottobre a Foggia, Manfredonia, Vieste, Lucera, Mattinata, Ischitella e Cerignola

In 7 piazze di altrettante città della Capitanata, domenica 20 ottobre 2019, architetti e ingegneri saranno a disposizione dei cittadini nell’ambito della seconda Giornata Nazionale della prevenzione sismica. In provincia di Foggia, grazie alla collaborazione tra l’Ordine degli Architetti e l’Ordine degli Ingegneri, i gazebo e i professionisti ai quali poter chiedere informazioni sul rischio sismico saranno presenti nella città capoluogo (Corso Vittorio Emanuele) e, inoltre, a Manfredonia (Piazza del Popolo), Vieste (Corso Fazzini), Lucera (Piazza Duomo), Mattinata (Piazza Roma), Ischitella (Corso Cesare Battisti) e Cerignola (Corso Aldo Moro).

 

SICUREZZA ANTISISMICA A COSTO ZERO. Architetti e ingegneri spiegheranno cosa significhi il rischio sismico, quali sono le variabili che possono incidere sulla sicurezza di un edificio, quali sono le agevolazioni finanziarie attualmente a disposizione per migliorare il livello di sicurezza della propria abitazione a costo zero. L’obiettivo dell’iniziativa è accrescere la cultura della prevenzione sismica e promuovere l’adesione dei cittadini al programma di prevenzione attiva denominato “Diamoci una Scossa!”, che nel successivo mese di novembre vedrà architetti e ingegneri svolgere visite tecniche informative nelle abitazioni per una prima valutazione sommaria dello stato di sicurezza degli edifici.

 

ARCHITETTI E INGEGNERI, INSIEME. Nelle Piazze della Prevenzione sismica i cittadini troveranno architetti e ingegneri esperti in materia, coordinati dai rispettivi Ordini territoriali. Ma non solo loro. Quest’anno i Punti informativi vedranno intervenire anche gli Amministratori di condominio delle principali associazioni di categoria e soprattutto quelle componenti la Rete delle Professioni Tecniche che, come geometri e geologi, possono supportarne l’attività informativa e di promozione di una cultura della prevenzione.

 

IL SISMA BONUS. “Oggi lo Stato mette a disposizione dei cittadini delle agevolazioni finanziarie per i lavori di messa in sicurezza delle abitazioni che arrivano fino all’85 % delle spese sostenute”, ha spiegato Nicola Tramonte, presidente provinciale dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Foggia. “Si tratta di un’occasione davvero importante, che permette di guadagnare in sicurezza spendendo ben poco grazie al contributo del Sisma Bonus”.

Il Sisma Bonus consente a privati (persone fisiche, società di persone, imprenditori individuali, professionisti) e società (società di capitali ed enti) di detrarre dall’IRPEF o dall’IRES una parte delle spese sostenute, dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per interventi di massa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva situati nelle zone ad alta pericolosità sismica. Foggia e la sua provincia rientrano nelle zone giudicate ad alta pericolosità sismica. Possono usufruire dei benefici di Sisma bonus e/o Eco+Sisma bonus sia i soggetti IRPEF (persone fisiche, società di persone, imprenditori individuali, professionisti) che i soggetti IRES (società di capitali ed enti) che sostengono le spese per l’intervento di riqualificazione energetica e che posseggono, o detengono, l’immobile sulla base di un titolo idoneo.

 
 
 

Vico/ Pronto il programma per la commemorazione dei defunti e la celebrazione della giornata dell’Unità Nazionale 2 – 3 – 4 nov

Post n°24595 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da forddisseche

Vico/ Pronto il programma per la commemorazione dei defunti e la celebrazione della giornata dell’Unità Nazionale 2 – 3 – 4 novembre

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Asse Gargano-Abruzzo, on. Giorgio Lovecchio: “in assenza del Gino Lisa e di politiche pugliesi dedicate, l’Abruzzo come cernier

Post n°24594 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da forddisseche

Asse Gargano-Abruzzo, on. Giorgio Lovecchio: “in assenza del Gino Lisa e di politiche pugliesi dedicate, l’Abruzzo come cerniera turistica ed economica verso il sud” 

 
Asse Gargano-Abruzzo, _n. Giorgio Lovecchio: “in assenza del Gino Lisa e di politiche pugliesi dedicate, l’Abruzzo come cerniera turistica ed economica verso il sud”
 
 

Si è tenuto ieri pomeriggio, presso l’Aeroporto d’Abruzzo, l’incontro promosso dai parlamentari del Movimento 5 Stelle Giorgio Lovecchio e Antonio Zennaro deputato abruzzese e anche lui membro della Commissione Bilancio, con il Presidente della Saga Enrico Paolini, il dirigente di Ferrovie del Gargano, Umberto Russi, e alcuni rappresentanti delle imprese turistiche del promontorio pugliese.

 

Obiettivo della riunione programmare, attraverso delle azioni sinergiche, un potenziamento del flusso di passeggeri dello scalo abruzzese, ritenuto strategico dal territorio del Gargano come snodo soprattutto dal Nord Europa attraverso, per esempio, l’implementazione di una fermata dedicata, da aggiungere stabilmente nelle tratte a lunga percorrenza degli autobus che partono e arrivano dalla Puglia.

 

“Tanti operatori sul Gargano, che lavorano stabilmente alla destagionalizzazione dei flussi turistici, lamentano l’assenza di strutture turistiche aperte anche in queste straordinarie settimane d’autunno- osserva l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio- A differenza di altri territori il Gargano è costretto a chiudere la propria stagione a fine agosto, per l’assenza strategica non solo di un collegamento aereo allo scalo Gino Lisa, ma anche di una rapida connessione tra gli aeroporti vicini e la Puglia Nord. Le varie organizzazioni non riescono a offrire dei pacchetti per i quali il pick-up aeroporto-destination-aeroporto sia poco costoso”.

 

“In questi anni- continua il deputato pentastellato- i collegamenti con Bari sono stati scarsi e poco efficaci per le politiche turistiche del Gargano, ecco perché abbiamo pensato che una crescita significativa possa arrivare da un rapporto più diretto con l’Aeroporto di Pescara, in modo che l’Abruzzo si possa strutturare come cerniera turistica ed economica verso il Sud. La nostra delegazione pugliese ha visitato la nuova area “gates” all’interno dell’Aeroporto d’Abruzzo, una superficie completamente rinnovata in cui i passeggeri in attesa dei voli possono piacevolmente trascorrere il tempo prima dell’imbarco o in attesa dei collegamenti per la Capitanata”.

 
 
 

A Manfredonia Tavola Rotonda “Protezione civile e beni culturali”

Post n°24593 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da forddisseche

A Manfredonia Tavola Rotonda “Protezione civile e beni culturali”

In occasione della “I Settimana Nazionale della Protezione Civile”, il Polo Museale della Puglia ha aderito all’iniziativa dedicando una sezione a: "La protezione civile e la tutela dei beni culturali".

Il Museo Nazionale Archeologico di Manfredonia del Polo Museale della Puglia, durante l’intera settimana, con la collaborazione delle associazioni di volontariato e protezione civile presenti sul territorio, diventa il centro in Puglia per una serie di attività educative e di sensibilizzazione sulle suddette tematiche verso la comunità tutta. Il momento di maggiore attenzione è previsto nella giornata di giovedì 17, dove il Castello di Manfredonia dalle ore 11.00 ospiterà una Tavola Rotonda dal tema “Protezione civile e beni culturali”

La Tavola Rotonda, in cui sono invitati i diversi attori istituzionali coinvolti nella protezione civile e nei beni culturali, sarà preceduta dai saluti delle autorità e dagli interventi di :

Mariastella Margozzi              Direttore Polo Museale della Puglia

Alfredo de Biase                    Referente dell’Unità di Crisi del Polo Museale della Puglia

Pasquale Marchese                 Presidente CSV Centro Servizi Volontariato Provincia di Foggia

Matteo Perillo                        Presidente Coordinamento provinciale di Protezione Civile - Foggia

Pietro Ventrella                      Vice Presidente Associazione Alternativa Arte

Pasquale Bloise                      Associazione Alternativa Arte

La giornata si concluderà entro le ore 13.30 con dibattito e riflessioni da parte del pubblico presente

 

Info:

Castello di Manfredonia

Tel: 0884.587838  

Mail: pm-pug.museomanfredonia@beniculturali.it

Parco Archeologico di Santa Maria di Siponto

Tel: 331.9137971

Mail: pm-pug.parcosiponto@beniculturali.it

Fb Museo Nazionale Archeologico Manfredonia e Parco archeologico di Siponto

Polo Museale della Puglia

Via Pier l’Eremita 25b – 70122 Bari

Ufficio Rapporti con la Stampa

Tel: +39 0805285217 – 5274 – 5276     

Mail: pm-pug.comunicazione@beniculturali.it        

 
 
 

Le dimissioni da pontefice: Celestino V e Benedetto XVI. La rinuncia al potere: una festa mai celebrata

Post n°24592 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da forddisseche

Le dimissioni da pontefice: Celestino V e Benedetto XVI. La rinuncia al potere: una festa mai celebrata

L'interrogativo: “Perché il 13 dicembre di ieri e di oggi non è mai diventata una festa?” Una data rimasta nel silenzio, spesso nel più lontano dimenticatoio. In quel giorno, in quella data storica, un papa rassegnò le dimissioni. Si chiamava Celestino V. Un gesto mai accaduto, se non alcune volte per gravi motivi di salute. Un gesto, quello di Celestino, profondamente rivoluzionario non solo nella storia della Chiesa, ma nella storia degli uomini. Imperatori e re dimissionari non pare ce ne siano stati. Le dimissioni non sono mai passate come gesto di esempio e di coerenza, ma espressione di pavidità e di fuga dalle responsabilità.

Le dimissioni di Papa Celestino V furono e sono rimaste come denuncia, attacco ad un potere che aveva ben poco di evangelico. Ad un regime ed un sistema lontani dalla vita eremitica che Pietro del Morrone aveva condotto fino alla incoronazione papale. Le dimissioni sono il frutto d'una consapevolezza interiore che nega il potere come tale, rinunciandovi e ritenendolo ostacolo alla salvezza. Lo afferma espressamente: «Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per bisogno di umiltà, di perfezionamento morale e per obbligo di coscienza, per debolezza del corpo, difetto di dottrina e la cattiveria del mondo, al fine di recuperare la pace e le consolazioni della vita di prima, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta».

E lo conferma il successore, Bonifacio VIII, nella Bolla “Olim Celestinus” dell’8 aprile 1295: «incalzandolo la coscienza, puramente ed assolutamente rinunciò al papato». Rinunciava ad un tipo di papato che Bonifacio desiderava ed aveva ottenuto. E rinunciava non “per viltade” come sembra accusarlo Dante Alighieri: “vidi e conobbi l’ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto”. Sono i versi più famosi della Divina Commedia, riguardanti Celestino V. Resta il fatto che Dante parli di “ombra”, anche se allora facilmente individuabile. La motivazione dell’attacco di Dante, sempre che si riferisca a Celestino, sembra avere valore politico personale. Così scrivono Bianca Garavelli e Maria Corti: “È possibile, anzi plausibile che Dante si accanisse contro l’eremita molisano perché con la sua rinuncia al papato permise indirettamente l’ascesa del Caetani, spietato fautore del potere temporale del papato, esponente di un modo secondo Dante eccessivamente politico e aggressivo di interpretare il ruolo della Chiesa, e suo nemico personale”.

Un altro grande poeta del medioevo italiano, Francesco Petrarca, nato otto anni dopo la morte di Celestino V, nel “De vita solitaria” esclama “Oh fossi vissuto con lui!” e dichiara: “Persone che lo videro mi raccontarono che fuggì, con tanto giubilo, mostrando tali segni di letizia negli occhi e nella fronte quando si allontanò dal concistoro, libero di sé, come se avesse liberato il collo non da un peso lieve, ma da crudeli mannaie, tanto che gli sfolgorava in viso qualche cosa d’angelico”. Sono parole meravigliose, quando ormai Celestino è diventato un mito, un modello di papa santo. “La sua santità - scrisse nel Trecento Giovanni Villani - era stata proclamata ancor prima che egli morisse”. E Paolo Golinelli, nella biografia dal titolo “Il papa contadino”, scrive: “Mentre Bonifacio cercava di consolidare il suo potere, Celestino si era già guadagnato la palma del martirio e l’onore degli altari presso il popolo”. La fuga dal palazzo reale di Napoli, dove si trovava relegato come pontefice, anche se in una povera capanna costruita appositamente per lui, era la riconquista della libertà contro l'ipocrisia e la contraddizione. Un cristiano/papa non poteva vivere tra le ricchezze d'un re, accumulate frodando e impoverendo il suo popolo. Più che rinuncia, perché all'inizio aveva accettato, in Celestino si evidenzia il netto rifiuto della carica, del ruolo del papa, in quelle condizioni di servo dei potenti. Lo stretto rapporto con Carlo ll d'Angiò che lo schiacciava col suo potere regale e che muoveva tutti i fili del pontificato era una evidente ingiustizia che subiva e una colpa che lo affliggeva. La vita di Celestino V è stata una continua “conversione” (metànoia). Ne è testimonianza la stessa proclamazione della Perdonanza, all’atto della sua incoronazione a L’Aquila il 29 agosto 1294 nella Basilica di Collemaggio. E l’istituzione della Perdonanza celestiniana – il primo giubileo della cristianità – con la Bolla “Inter sanctorum solemnia” del seguente 29 settembre, non è un normale anno giubilare, come quello proposto nel 1300 dal successore Bonifacio VIII. È una frattura. Un diaframma che infrange il ritmo del tempo, la routine della vita. Con il rito della Perdonanza Celestino intendeva proporre alla Cristianità Universale lo stile di vita evangelica: la conversione interiore. Era la realizzazione dell’Amore per Dio e per gli uomini, che fra Pietro aveva imparato e vissuto durante la sua permanenza sul Morrone, a contatto con la natura, con la gente semplice e povera di quei luoghi impervi d’Abruzzo. Il concetto di Perdono, direttamente connesso alla incoronazione papale, appare come una confessione pubblica di fallibilità e di indulgenza, di fiducia e di debolezza. Un atto di umiltà che Bonifacio VIII revoca con estremo rigore mediante la Bolla “Sicut plurimorum assertio” del 18 agosto 1295, perché in antitesi con la sua visione del potere papale, ma che non riuscirà ad annullare, perché mai il Primo Magistrato aquilano – il sindaco dell’epoca –, cui Celestino aveva consegnato un originale della Bolla, la restituì. Da 725 anni il prezioso documento è custodito nel forziere della Cappella della Torre civica e proprio il suo possesso ha consentito per oltre sette secoli che sia proprio l’autorità civile, e non quella religiosa, ad indire annualmente questo speciale Giubileo di un giorno che concede l’indulgenza plenaria a chiunque, sinceramente pentito e confessato, varchi la porta della Basilica di Collemaggio dai Vespri del 28 agosto a quelli del giorno immediatamente successivo. Dopo l'incoronazione, Papa Celestino V e il Re Carlo II d’Angiò partono per Napoli e vi arrivano il 5 novembre, accolti da una massa di napoletani entusiasti. I 107 giorni, dal 29 agosto al 13 dicembre 1294, rappresentano il tempo di riflessione, di sofferenza, di espiazione per aver accettato la nomina a pontefice. Un tempo trascorso nel ricordare i luoghi del suo eremitaggio. Desiderio che cercherà di realizzare in tutti i modi, chiedendo direttamente al nuovo papa di tornare all’eremo di S. Onofrio. Richiesta che Bonifacio nega, dicendogli: “Non voglio che tu torni all’eremo, ma voglio che mi segua in Campania”, come riferisce Tommaso da Sulmona. Ma, al seguito di Bonifacio, giunti al convento di Piedimonte San Germano, la piccola Montecassino, confida la sua idea di fuggire ad un sacerdote amico, che gli mette a disposizione una bestia da soma e può così raggiungere il Morrone. La gente di Sulmona, appresa la notizia, sale a salutarlo. Rimane sul Morrone alcuni mesi, nella primavera del 1295. Sarà il periodo delle sue fughe quotidiane per evitare le guardie papali che lo vanno cercando. Al disgelo, quando il Morrone e le falde della Maiella si liberano dell’alta coltre di neve, intraprende con un compagno il cammino verso il Gargano e la Foresta Umbra. Ma, braccato anche in quei luoghi, progetta di oltrepassare il mare per recarsi in Grecia, tanto che alcuni marinai di Rodi Garganico si rendono disponibili ad aiutarlo e predispongono la barca. Riescono a partire, ma vengono rigettati dal vento e dalla tempesta sulla costa, vicino a Vieste. Bonifacio VIII non si dà pace e cerca di rintracciarlo, rivolgendosi alle autorità per farlo arrestare e condurlo da lui. È così che una delegazione con il patriarca di Gerusalemme e un priore dei Templari riesce a scovarlo e ad accompagnarlo in Campania, dove Bonifacio aveva inviato il vescovo Teodorico Ranieri che, di notte, senza che nessuno se ne accorgesse, conduce Celestino ad Anagni, al palazzo dei Caetani. Al mattino, l’incontro tra Bonifacio e Celestino. Bonifacio gli rimprovera la fuga da San Germano e di aver disobbedito. Celestino chiede perdono e implora nuovamente di poter tornare sul Morrone. Bonifacio lo trattiene ad Anagni per due mesi. Parecchi cardinali erano del parere di lasciarlo in pace, ma Bonifacio aveva trovato la soluzione: rinchiuderlo in una cella del castello di Fumone. Vi rimane dall’estate 1295 al 19 maggio 1296. Il giorno della sua morte. La figura di Pier da Morrone/Celestino V è indubbiamente, a tutt’oggi, un enigma. “Una figura lontana, diversa, per certi aspetti incomprensibile” la definisce Paolo Golinelli. Un “povero cristiano”, per dirla con lo scrittore abruzzese Ignazio Silone, autore del dramma “L’avventura d’un povero cristiano”, in cui focalizza il conflitto tra istituzione e profezia, lettera e spirito. Silone, umilmente e quasi sotto voce, cerca di rintracciare la via maestra, segnata da Celestino, per costruire un mondo di pace e di fratellanza, concludendo: «A ben riflettere e proprio per tutto dire, rimane il “Pater noster”». L'esempio di Celestino è stato seguito, dopo oltre sette secoli, da Benedetto XVI, che annuncia le dimissioni l’11 febbraio 2013, stabilendo che la sede pontificia diventi vacante dalle ore 20.00 del 28 febbraio 2013. Anche le sue dimissioni evidenziano la debolezza d’una persona di 86 anni ed una inconfessata denuncia della burocrazia vaticana, causa di uno spiacevole isolamento nello svolgimento dell’attività pastorale di pontefice. Dimissioni che aprono nuove vie.

Proprio parlando di Celestino V, nella visita pastorale del 4 luglio 2010 a Sulmona, nell’800° anniversario della nascita di Pietro Angelerio del Morrone, Papa Benedetto XVI tra l’altro affermava: «[…] San Pietro Celestino, pur conducendo vita eremitica, non era “chiuso in se stesso”, ma era preso dalla passione di portare la buona notizia del Vangelo ai fratelli. E il segreto della sua fecondità pastorale stava proprio nel “rimanere” con il Signore, nella preghiera, come ci è stato ricordato anche nel brano evangelico odierno: il primo imperativo è sempre quello di pregare il Signore della messe. Ed è solo dopo questo invito che Gesù definisce alcuni impegni essenziali dei discepoli: l’annuncio sereno, chiaro e coraggioso del messaggio evangelico - anche nei momenti di persecuzione – senza cedere né al fascino della moda, né a quello della violenza o dell’imposizione; il distacco dalle preoccupazioni per le cose – il denaro e il vestito – confidando nella Provvidenza del Padre; l’attenzione e cura in particolare verso i malati nel corpo e nello spirito. Queste furono anche le caratteristiche del breve e sofferto pontificato di Celestino V e queste sono le caratteristiche dell’attività missionaria della Chiesa in ogni epoca. […]».

E ancora Papa Benedetto a Sulmona: «[…] Tutto questo non distoglie dalla vita, ma aiuta invece ad essere veramente se stessi in ogni ambiente, fedeli alla voce di Dio che parla alla coscienza, liberi dai condizionamenti del momento! Così fu per san Celestino V: egli seppe agire secondo coscienza in obbedienza a Dio, e perciò senza paura e con grande coraggio, anche nei momenti difficili, come quelli legati al suo breve Pontificato, non temendo di perdere la propria dignità, ma sapendo che questa consiste nell’essere nella verità. E il garante della verità è Dio. […]». Un anno prima, il 28 aprile 2009 a L’Aquila, visitando la Basilica di Collemaggio devastata dal sisma, Papa Benedetto XVI si era raccolto davanti all’urna con le spoglie di san Celestino V, rimasta intatta nel mausoleo quasi per miracolo salvo dalle copiose macerie d’intorno, e vi aveva deposto con un gesto di umiltà e d’intenso raccoglimento il suo Pallio di pontefice. Un gesto fortemente simbolico davanti al suo predecessore, quasi profetico per quel che egli stesso avrebbe compiuto tre anni dopo, con le sue dimissioni. Per questo il successore, col nome significativo di Francesco, eletto il 13 marzo 2013, ha preferito vivere in una normale dimora, la casa di Santa Marta, a testimonianza di stile e di esempio di vita. Non sappiamo se la data della sua ordinazione sacerdotale, il 13 dicembre 1969, abbia riferimenti con la data delle dimissioni di Celestino V, ma certamente appare non casuale e piuttosto provvidenziale a motivo dell'incontro inimmaginabile tra un pontefice che lascia il potere ed uno che lo accoglie. Papa Francesco, con l’età di 83 anni, non sembra preoccuparsi per motivi di salute, ma potrebbe anch’egli raggiungere gli 86 anni e rassegnare le dimissioni. Cosa assolutamente possibile, anche se non augurabile.

Resta sempre, latente, il desiderio di quel “Papa Angelicoal quale sarà data piena libertà per rinnovare la religione cristiana e per predicare il Verbo di Dio”, secondo le parole di Gioacchino da Fiore, applicate allora a Celestino V. È oggi più che evidente lo sforzo di Papa Francesco nel rinnovare la Chiesa, nonostante le critiche dei conservatori e, talvolta, la mancanza di adesione convinta da parte dei collaboratori più stretti. Purtroppo negli episcòpi, spesso antiche e artistiche costruzioni con numerose stanze decorate, i vescovi vi dimorano come gentiluomini e burocrati. Lontani dagli eremi dove viveva e amava vivere Celestino. E, paradossalmente, lontani da quel popolo di Dio che sono chiamati a servire. Paolo VI, nel post Concilio, aveva ordinato ai vescovi di rassegnare le dimissioni all'età di 75 anni, con il Motu Proprio “Ecclesiae Sanctae” del 6 agosto 1966. Una normativa che lo aveva angosciato, perché avrebbe dovuto valere anche per il papa. Si recò al castello di Fumone, il 1° settembre di quell’anno, in visita alla cella dove era morto Celestino, per pregare e avere ispirazione sul tema delle dimissioni. Addirittura si parlò di sue dimissioni e di un eventuale eremitaggio sul Morrone, sulle orme di Celestino. In quella occasione Papa Paolo VI tra l’altro disse: «[…] Ed ecco rifulgere la santità sulle manchevolezze umane: il Papa (Celestino V, ndr), come per dovere aveva accettato il Pontificato supremo, così, per dovere, vi rinuncia; non per viltà, come Dante scrisse - se le sue parole si riferiscono veramente a Celestino - ma per eroismo di virtù, per sentimento di dovere. E morì qui, segregato, perché altri non potesse profittare ancora della sua semplicità ed umiltà, e la morte non fu per lui la fine, ma il principio della gloria, oltre che nel paradiso, anche sulla terra. […]». Le disposizioni che obbligano i vescovi a rassegnare le dimissioni all’età di 75 anni sono state recentemente ribadite anche da Papa Francesco. La regola delle dimissioni apre una strada nuova, meravigliosa, non solo per la Chiesa, ma per l'umanità. È la strada della critica al potere che deve trasformarsi in servizio. Una critica che assume i caratteri dell’auto-critica.

Celestino, dunque, non è imprigionabile nelle stanze del potere, di ogni potere, anche di quello ecclesiastico, simboleggiato dalla tiara, il copricapo che con Bonifacio VIII diventerà “triregno”, a significare il potere temporale del papato. Questo simbolo venne eliminato da Paolo VI e venduto per ricavarne denaro da destinare ai popoli del Terzo Mondo. La salma di Celestino, lasciata prima a Ferentino, da alcuni monaci Celestini fu proditoriamente trafugata nel 1327 e traslate a L’Aquila. Nel frattempo c’era stata la prima canonizzazione di san Pietro del Morrone, come confessore, avvenuta nel 1313 ad opera di Clemente V ad Avignone, dove lo stesso pontefice aveva trasferito la sede apostolica. Bisogna attendere il 1668 per la seconda canonizzazione come pontefice, diventando così san Pietro Celestino. Oggi le spoglie di Celestino V sono custodite nella Basilica di Collemaggio, nello cinquecentesco mausoleo realizzato dallo scultore Girolamo da Vicenza, raccolte in un’urna di cristallo e argento sbalzato. Probabilmente Celestino non immaginava né voleva che le sue spoglie mortali fossero rivestite dei paramenti pontificali, esposte alla venerazione dei fedeli. Più verosimilmente avrebbe preferito indossare, da morto, il saio della povertà e rimanere nella grotta del Morrone, col suo stile di vita umile e modesto.

A livello di analisi esegetica, c’è un concetto semplice e profondo, eloquente e terribile, esposto in poche parole nella lettera di San Paolo ai Filippesi: “Cristo Gesù, pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo”(2,6-8). È la “kénosi”, parola derivante dal verbo greco “ekénosen”, che significa appunto “spogliarsi, svuotarsi, privarsi”. Forse nessun passo della Scrittura è così sconvolgente come questo. In poche parole viene focalizzata la figura di Cristo-Dio, nella sua eccezionalità: rinuncia all’ “onnipotenza” divina e scelta della “debolezza” umana. Su questa via, segnata dal sangue del Fondatore, si sono incamminati tutti coloro che, come Celestino, hanno lasciato un’orma indelebile nella storia e tutti coloro che oggi ne incarnano la vita.

Goffredo Palmerini e Mario Setta

 
 
 

Il 24 ottobre si celebra la Giornata mondiale della poliomielite. Anche a Vieste la raccolta fondi

Post n°24591 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Il 24 ottobre si celebra la Giornata mondiale della poliomielite. Anche a Vieste la raccolta fondi 

 
Il 24 ottobre si celebra la Giornata mondiale della poliomielite. Anche a Vieste la raccolta fondi
 
 

Quest'anno l‘evento assume particolare significato in quanto ricorre il 30° anniversario della Global Polio Eradication Initiative (GPEI), lanciata nel 1988 dall’OMS, in collaborazione con UNICEF, Rotary e CDC (Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie), con l'obiettivo di eradicare il poliovirus. Eradicare una malattia vuol dire eliminare globalmente l’agente infettivo. Il presidente del Rotary Gargano, il dott. Giuseppe Quagliarella, in occasione della giornata Mondiale del prossimo 24 ottobre ha organizzato una raccolta fondi. “Basta andare al cinema: dal prezzo del biglietto due euro andranno al fondo raccolta e contribuiranno al PROGETTO POLIOPLUS. Vi aspettiamo numerosi”.

 

A Vieste partecipa alla raccolta il Cinema Adriatico con la proiezione delle ore 21,00.

 
 
 

Torna la Camminata tra gli olivi il 27 ottobre. Andria, Trinitapoli, Acquaviva delle Fonti, Castella Grotte, Ruvo di Puglia

Post n°24590 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Torna la Camminata tra gli olivi il 27 ottobre. Andria, Trinitapoli, Acquaviva delle Fonti, Castella Grotte, Ruvo di Puglia, Sannicandro di Bari, Caprarica di Lecce, Carpino, Serracapriola e Vieste

La storia di un borgo e quella di un frantoio, il paesaggio millenario degli oliveti e il lavoro quotidiano di un’azienda. E intorno arte, cultura, tradizioni, costumi delle terre della Puglia. È il mondo genuino e vero che l’Associazione Nazionale Città dell’olio ci fa scoprire con la terza edizione della Camminata tra gli olivi. L’appuntamento è fissato per domenica 27 ottobre fra colline, sentieri, terrazze e borghi di fascino. Tutta l’Italia sarà in cammino per scoprire nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate nell’Italia dell’olio extravergine e anche per festeggiare i 25 anni delle Città dell’olio. E quasi a celebrare l’importante anniversario dell’associazione la Camminata tra gli olivi quest’anno ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia: il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa.

Un evento che funziona e sorprende perché coinvolge famiglie, appassionati della buona tavola italiana e turisti alla ricerca di quel viaggio d’esperienza che offra un coinvolgimento diretto nelle attività, che siano trekking o cicloturismo o tour gastronomici”, spiega Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio.

Andria e Trinitapoli (Barletta-Andria-Trani), Acquaviva delle Fonti, Castella Grotte, Ruvo di Puglia, Sannicandra di Bari (Bari), Caprarica di Lecce, Carpino, Serracapriola e Vieste hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti con il fascino di una produzione indissolubilmente legata a dimore storiche, luoghi d’arte, frantoi e produzioni doc.

GLI ITINERARI – I 10 itinerari in terra di Puglia conducono il visitatore alla scoperta delle masserie, spesso architetture rurali fortificate, distese di uliveti secolari, mandorleti e vigneti. Si potrà saperne di più sulle nuove tecniche di coltivazione dell’olivo e sulla lotta incessante alla Xylella. Non mancheranno le visite ai frantoi e alle aziende olivicole.

Le regioni italiane che hanno aderito al grande evento 2019 sono 17, dalla Lombardia alla Sardegna. In tutta Italia 119 città hanno raccolto l’invito dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e allestito la passeggiata 2019 (dai 2 ai 5 chilometri).

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

 
 
 

A Foggia la Fiera per l’Orientamento Scolastico Universitario e Professionale della Puglia

Post n°24589 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

A Foggia la Fiera per l’Orientamento Scolastico Universitario e Professionale della Puglia

L’Università di Foggia, come di consueto, visto il grande successo delle precedenti edizioni, parteciperà alla Fie­ra per l’Orientamento Scolastico Universitario e Professio­nale della Puglia -"Orienta Puglia", realizzata dall'Associa­zione ASTER, presso l’Ente Fiere di Foggia (viale del Forto­re, n. 143- Foggia), nei giorni 15,16 e 17 ottobre. La manife­stazione, giunta alla sua IV edizione, dedicata agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori provenienti da tutta la Puglia, rappresenta un'occasione unica per ogni singolo studente di entrare in contatto diretto con le più importanti Isti­tuzioni legate al mondo della formazione superiore e profes­sionale e con le migliori scuole di specializzazione a livello nazionale e internazionale. Il presidio dello stand e la divul­gazione delle informazioni, per le tre giornate, saranno a cu­ra dell’Area Orientamento e Placement. Personale esperto in orientamento e tutor informativi dei diversi Dipartimenti illustreranno l’offerta formativa e forniranno indicazioni e stru­menti riguardo ai servizi resi dall’Università di Foggia.

 
 
 

Itinerari/ Baldini, la Puglia e il Gargàno con l’accento sulla a. Il racconto della regione e dei suoi personaggi nelle pagine

Post n°24588 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Itinerari/ Baldini, la Puglia e il Gargàno con l’accento sulla a. Il racconto della regione e dei suoi personaggi nelle pagine dei grandi inviati del passato. 

 
Itinerari/ Baldini, la Puglia e il Gargàno con l’accento sulla a. Il racconto della regione e dei suoi personaggi nelle pagine dei grandi inviati del passato.
 
 

Antonio Baldini (1889-1962), romano, ma di famiglia di origine roma­gnola, è stato uno dei mae­stri della «terza pagina» del secolo scorso. Collaboratore assiduo delle principali testate giornalistiche, Bal­dini è stato tra l’altro uno dei fondatori della rivista La ronda, in cui si espri­meva la reazione agli sperimentalismi d’inizio Novecento. Nel 1931 diventa redattore capo della Nuova Antologia e nel 1939 viene nominato Accademico d’Italia, per poi continuare a svolgere un’intensa attività anche nel secondo dopoguerra. Nel 1925-26 Baldini pubblica sul Cor­riere della Sera alcuni articoli di ar­gomento pugliese, che racchiuderà, con qualche ritocco, in un’apposita sezione della silloge Italia di Bonincontro, apparsa in prima edizione nel 1940, dove confluiscono degli interes­santi articoli di viaggio, uniti da ima viva, acuta ed affabile curiosità, oltre che da una impeccabile misura sti­listica. Baldini sottolinea la necessità di percorrere l’Italia lentamente, per ap­prezzarla in tutti i suoi angoli e in ogni suo dettaglio, vestendo i panni del viaggiatore d’altri tempi, anche se non può fare a meno di ricordare che le cose stanno cambiando in modo no­tevole, e dunque bisogna fare atten­zione alle date aggiunte nelle pagine, che fissano l’orizzonte temporale di riferimento.

 

I quattro scritti pugliesi, intitolati in volume, rispettivamente, Peschici, San Giovanni Rotondo, San Ferdinan­do di Puglia e Polignano a Mare, for­mano un riuscito polittico sulla va­rietà e sulle peculiarità della regione. Baldini, attento a cogliere anche l’aspetto più insignificante e secon­dario, ci offre delle pagine molto belle, condite da quel piacere di raccontare che è uno dei suoi tratti caratteristici e, nei momenti migliori, un indubbio punto di forza. La prima composizione, Pèschici, con l’accento ben segnato, come del resto Gargàno (ed è una scelta molto eloquente su quanto poco se ne sa­pesse), è un panegirico dei pregi del promontorio. Si tratta di una terra appartata e misteriosa, non solo per gli stranieri (ed è proprio ad un turista forestiero che si rivolge il narratore, immaginando di presentargli le ca­ratteristiche peculiari del Gargano), ma anche per i connazionali. Baldini descrive una realtà silenziosa, un mi­crocosmo in cui anche la Storia son­necchia, senza produrre sconvolgi­menti, che resta in disparte, in attesa della ferrovia promessa dai politici del

 

momento (che arriverà solo nel 1931, senza congiungere tutto lo Sperone). Il secondo brano, San Giovanni Ro­tondo, è la rievocazione di un piccolo agguato teso a Padre Pio, già da allora meta ineludibile di tutti i viaggiatori illustri che capitavano sul Gargano. L'obiettivo del gruppo di giornalisti, tra cui per l’appunto Baldini, è di smascherare una probàbile impostura, scoprendo il mezzo guanto che na­scondeva le stimmate del frate. Le do­mande e gli atti maldestri provocano la reazione sempre più ferma di Padre Pio, il quale in quel periodo era alle prese con la condanna del Sant’Uffizio e diffida della carta stampata. La vi­sita dei giornalisti termina senza nemmeno una stretta di mano finale, vista la giustificata reazione del cap­puccino. Baldini stesso riconosce che si è trattato di un comportamento inde­licato, aprendo il suo articolo con delle precisazioni in tal senso. Nello scritto, inoltre, il giornalista non manca di far rilevare la scarsa solidarietà degli al­tri frati verso padre Pio, con delle no­tazioni amare. Il brano più lungo è il terzo, San Ferdinando di Puglia, ricavato da più articoli del 1926, quando anche Bal­dini venne ad indagare sul caso di Ignazio Torraca, il «monco», al quale si guarda da tutta Italia. Torraca, il cui ricordo è ancora vivo tra i patiti del lotto, regala numeri per le estrazioni e fa vincere del denaro a numerose per­sone, senza chiedere nulla in cambio. Tanta fama, però, viene meno dopo le mancate estrazioni dei numeri attesi, e così, dopo essere, stato applaudito e riverito come un divo, Torraca finisce di colpo nella polvere, con i suoi con­cittadini pronti a far notare, maligna­mente, che «in fondo il monco era stato sempre considerato da tutti un mat­toide, beone, miscredente, sovversivo, noiator di ragazze, senz'arte né par­te». Siamo di fronte alla proverbiale vo­lubilità del popolo, insomma, su cui Baldini pone l’accento in pagine di­vertenti e lucide, che hanno l’anda­mento di una commedia, ma che non mancano di un epilogo amaro e istrut­tivo. Meno brillante, al confronto, è Polignano a Mare, dove protagonista inaspettato diventa un sacerdote, che tiene un discorso così efficace, non tanto per i concetti che esprime, quan­to per il modo in cui li comunica agli ascoltatori, da spingere Baldini a delle considerazioni sui preti di Puglia. Nel complesso, questi quattro scrit­ti di Baldini si leggono con immutato piacere, anche a distanza di numerosi anni. Il suo polittico pugliese confer­ma le sue doti di maestro della penna, abilissimo nell'additare al grande pubblico i pregi di una regione che presenta numerosi motivi d’interesse, spesso sconosciuti ai lettori lontani, ma che rientrano a pieno titolo nel suggestivo quadro dell’Italia.

 

Francesco Giuliani

 

gazzettamezzogiorno

 
 
 

Vico/ Apre infosportello su orientamento delle Politiche Giovanili

Post n°24587 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Vico/ Apre infosportello su orientamento delle Politiche Giovanili 

 
Vico/ Apre infosportello su orientamento delle Politiche Giovanili
 
 

Il circolo Pd di Vico del Gargano sito in corso Fuoriporta offrirà un servizio a carattere continuativo di ascolto, informazione, supporto e orientamento  nell’ambito occupazionale sulla base delle Politiche Giovanili della Regione Puglia ARTI “Giovani Pugliesi Innovativi”  e PIN  “Sblocca il tuo futuro”  ai giovani che vogliono realizzare progetti imprenditoriali innovativi, ad alto potenziale di sviluppo locale e con buone prospettive di consolidamento e rafforzamento delle proprie competenze attitudini.

 

Il servizio promuoverà anche la disseminazione di Bandi EU finalizzati a stage  all’estero o alla creazione o sviluppo di imprese nei settori di: servizi innovativi inerenti l’IT a supporto delle aziende e delle popolazioni del territorio, attività finalizzate al tempo libero e alla valorizzazione dei prodotti culturali e naturali, attività volte a valorizzare produzioni artigianali caratteristiche dell’area Garganica.

 

L’infosportello sarà attivo ogni martedì dalle 17,30 alle 19,30 a partire dal mese di novembre.

 
 
 

Rodi/ Nasce GARGANO COMICS. L’inaugurazione sabato 19 ottobre ore 18

Post n°24586 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Rodi/ Nasce GARGANO COMICS. L’inaugurazione sabato 19 ottobre ore 18 

 
Rodi/  Nasce GARGANO COMICS. L’inaugurazione  sabato 19 ottobre  ore 18
 
 

Il ROAD, spazio dedicato al contemporaneo con sede al Porto di Rodi Garganico, nasce grazie al sostegno del Sindaco Carmine D’Anelli e tutta l’Amministrazione , e del gestore del Porto Marino Masiero e tutto il suo team.

 

A seguito della stagione estiva , che ha visto migliaia di visitatori, partecipare alla mostra del giovane astrattista Angelo Azzellini, si prepara una intensa programmazione volta a creare partecipazione e meraviglia tramite le diverse forme del contemporaneo, offerto gratuitamente in uno spazio aperto a tutti .

 

Dal 19 ottobre al 19 novembre nasce il GARGANO COMICS, la prima edizione della mostra incontro sul fumetto . Un’iniziativa del ROAD destinata alle giovani generazioni, agli amatori, ai collezionisti e a tutti i curiosi.

 

Nel locali del Road saranno esposti migliaia di album originali , numeri uno, tavole, che hanno fatto la storia del fumetto in Italia e nel mondo. Si terranno inoltre talk, tavole rotonde e workshop…

 

Dylan Dog, Tex, Spider Man, Topolino, Diabolik e moltissimi altri personaggi conosciuti o meno , saranno l grandi protagonisti dei cinque week end dedicati a loro e a tutto il mondo che li circonda.

 

Un’occasione straordinaria per scoprire, leggere , incontrarsi, e … scambiare!

 

Un invito a tutti , che vede tra i protagonisti e promotori il giovane collezionista Gaetano De Felice e la sua smisurata collezione personale , e la partecipazione del cosplayer Peter Scelsi.

 

Per informazioni

 

 

 

Mariella Cardillo

 

art producer

 

3476718861

 

Gaetano De Felice

 

promoter

 

3295915723

 

Pagina FB rodiartdistrict

 
 
 

Vico all’avanguardia: modello Dada per l’istituto scolastico. Il sindaco Sementino: “Grave scorrettezza istituzionale

Post n°24585 pubblicato il 15 Ottobre 2019 da forddisseche

Vico all’avanguardia: modello Dada per l’istituto scolastico. Il sindaco Sementino: “Grave scorrettezza istituzionale non invitare il sindaco all’inaugurazione”

“Mercoledì 16 ottobre, alle 12.30, l’Istituto Scolastico Manicone-Fiorentino di Vico del Gargano illustrerà ai cittadini il modello Dada che renderà la nostra scuola una delle più moderne e innovative della Puglia e di tutto ilSud Italia. Siamo orgogliosi di questo risultato ma, nostro malgrado, dobbiamo annunciare che nessun rappresentante istituzionale del Comune di Vico del Gargano parteciperà al convegno in programma. La dirigente scolastica Donatella Apruzzese, purtroppo, ha deciso che un’occasione così importante non dovesse prevedere la presenza del sindaco di Vico del Gargano. Si tratta di una grave e imbarazzante mancanza di sensibilità verso le istituzioni che rappresentano tutti i cittadini vichesi”. E’ Michele Sementino, sindaco di Vico del Gargano, a spiegare il motivo che ha convinto anche Rita Selvaggio, assessore all’Istruzione del Comune di Vico del Gargano, a declinare l’invito. “Ci spiace davvero molto”, ha dichiarato Rita Selvaggio. “Quella di mercoledì 16 ottobre sarebbe stata un’occasione davvero felice per discutere insieme del presente della nostra scuola, un presente che sa già di futuro anche grazie all’impegno e alla collaborazione del Comune di Vico del Gargano”. “Vogliamo ringraziare tutte le persone che sono state invitate a partecipare”, ha aggiunto il sindaco Sementino, “da Pasquale Pazienza, presidente del Parco Nazionale del Gargano, a Claudio Angeloro, comandante reparto Carabinieri Biodiversità della Foresta Umbra; da Ottavio Fattorini, dirigente scolastico del Liceo Labriola di Ostia alla docente Anna Grazia Lopez; ringraziamo inoltre Maria Aida Tatiana Episcopo, dirigente USR Puglia e l’assessore regionale Sebastiano Leo. La presenza del sindaco in un’occasione così importante era opportuna, purtroppo la dirigente scolastica Donatella Apruzzese continua a gestire la scuola come se fosse proprietà privata, e non un ente pubblico, decidendo di escludere chi magari politicamente non è a lei affine. Tutto questo provoca di fatto una discriminazione. Non è accettabile, soprattutto se a farne le spese, oltre al sindaco, possono essere i cittadini e, più specificamente, i genitori degli studenti che frequentano la scuola”, ha detto Sementino.

IL MODELLO DADA.L’Istituto Scolastico Fiorentino-Manicone di Vico del Gargano sarà uno dei primi, in Puglia, a sperimentare il Modello Dada. Si tratta di un sistema innovativo basato essenzialmente su 5 postulati: l’aula come ambiente di apprendimento; il coinvolgimento corale della Comunità; la scuola come “incubatore di innovazione”; la consapevolezza della ratio pedagogico-didattica che muove il cambiamento; l’adesione alla rete delle scuole Dada.

“Siamo orgogliosi che Vico del Gargano, ancora una volta, dimostri di essere all’avanguardia per ciò che attiene alla scuola, alle politiche educative e a progetti che, senza dubbio, daranno modo a studentesse e studenti di accrescere le proprie capacità”, ha concluso Rita Selvaggio.

 
 
 
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