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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Toro seduto

 

Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Agricoltura: 9.5 milioni di euro di sostegno allo stoccaggio dei vini di qualità La Conferenza Stato-Regioni

Post n°27316 pubblicato il 24 Novembre 2020 da forddisseche

Agricoltura: 9.5 milioni di euro di sostegno allo stoccaggio dei vini di qualità

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con cui vengono stanziati i 9,54 milioni di euro rivenienti dalle economie residue

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La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con cui vengono stanziati i 9,54 milioni di euro rivenienti dalle economie residue derivanti dall’attuazione dell’intervento di riduzione volontaria della produzione di uve. Come stabilito dalla conversione in legge del decreto Agosto, infatti, i fondi sono destinati allo stoccaggio di vini di qualità, o atti a divenire tali, detenuti presso gli stabilimenti come da dichiarazione effettuata entro il 31 luglio 2020. Il provvedimento mira a sostenere il comparto vitivinicolo a fronte del forte calo delle vendite dei vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica causato principalmente dalla chiusura dei canali della ristorazione, sia in Italia sia all’estero con relativo crollo delle esportazioni.

Ciò ha creato un notevole aumento dello stoccaggio delle quantità invendute che si ripercuoterà negativamente sul livello dei prezzi, anche in considerazione della nuova produzione vinicola – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, il quale ha partecipato alla Conferenza Stato-Regioni – Per questo concediamo un aiuto pari a 6 centesimi di euro ad ettolitro al giorno per i vini DOCG e DOC e di 4 centesimi per i vini IGT. Il quantitativo di vini che può formare oggetto di domanda deve essere ricompreso tra i 100 e i 4.000 ettolitri con un periodo di stoccaggio pari a 6 mesi”.

Per presentare richiesta di aiuto sarà sufficiente compilare la domanda sul portale SIAN inserendo i propri dati e i relativi quantitativi. Con una circolare di AGEA verrà stabilita la data di apertura delle procedure e, dopo 5 giorni, si procederà alla pubblicazione dell’elenco delle domande ritenute ammissibili e del relativo contributo calcolato sulla base delle risorse disponibili. Sono previsti controlli sulle informazioni inserite dai beneficiari della misura, a cui viene concessa una tolleranza del 5% sui quantitativi di vino stoccato. L’aiuto potrà essere erogato da AGEA al termine del periodo di stoccaggio o in forma anticipata a partire dal 10 gennaio 2021, a fronte di una polizza fideiussoria pari al 110% dell’aiuto richiesto. Questi fondi esauriscono il plafond di 100 milioni di euro stanziato per la filiera vitivinicola con il Decreto Rilancio, da cui già 52 milioni sono stati destinati all’esonero contributivo per le aziende del settore, a cui si aggiunge quello dei mesi di novembre e dicembre previsto dai due decreti Ristori.

 
 
 

VIESTE – Presto sistemate via Pertini e via Antico Porto Aviane Il Nov 23, 2020 257

Post n°27315 pubblicato il 23 Novembre 2020 da forddisseche

VIESTE – Presto sistemate via Pertini e via Antico Porto Aviane 

 
257
 

Con delibere nn. 281 e 282, la Giunta comunale ha approvato questa mattina altri due importanti progetti esecutivi relativi ad altrettante opere pubbliche. Si tratta della sistemazione di altre strade cittadine ed extraurbane, e del rifacimento (adeguamento agli standard di sicurezza), delle balaustre di via Cappuccini.

 

Pe quanto riguarda le strade, dopo un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali nello scorso mese di settembre e la redazione della relativa relazione, la Giunta comunale, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Mariella Pecorelli, ha deciso di eseguire i lavori di sistemazione di altre strade cittadine, bisognose di intervento, in quanto presentano evidenti criticità, sia per gli automobilisti, sia per i pedoni. Le strade cittadine interessare dai lavori (che saranno effettuati ad espletamento della relativa gara d’appalto), sono le seguenti: via Sandro Pertini, via Antico Porto Aviane, corso Tripoli (incrocio via Spina), via Santa Margherita. Mentre le strade extraurbane sono le seguenti: strada Intresiglio e strada Carabella.

L’importo messo a disposizione dalla Giunta, ammonta ad euro 88 mila, compresa Iva e oneri di sicurezza, e deriva completamente da fondi del bilancio comunale.

 

Si tratta, anche in questo caso, di lavori attesi e richiesti con insistenza dai cittadini, a causa del cattivo stato delle strade. In particolare le vie Sandro Pertini e Antico Porto Aviane, che presentano buche e avvallamenti per gran parte della loro estensione, mettendo in serio pericolo automobilisti e pedoni.

 

Con l’altra delibera, la Giunta Comunale, sempre su relazione dell’assessore Mariella Pecorelli, ha approvato il progetto per lavori di sostituzione delle balaustre di via Cappuccini. Difatti, come è riportato in delibera, è stata riscontrata “la pericolosità delle balaustre a delimitazione di spazi pubblici di via Cappuccini”, per cui “i lavori si rendono necessari in quanto le balaustre attualmente installate non rientrano nei limiti minimi di altezza prescritti dalla normativa, oltre a presentare, in alcuni casi, evidenti segni di instabilità strutturale, mancanza di elementi o cattivo stato di manutenzione”. Per tali lavori, la Giunta comunale ha stanziato 76 mila euro (comprensivi di Iva e oneri di sicurezza), ed anche in questo caso si tratta di fondi derivanti dal bilancio comunale.

 
 
 

VIESTE – Cominciati i lavori di sistemazione dei giardini con un piccolo parco giochi Ultimo aggiornamento Nov 23, 2020 457

Post n°27314 pubblicato il 23 Novembre 2020 da forddisseche

VIESTE – Cominciati i lavori di sistemazione dei giardini con un piccolo parco giochi 

 
457
 

Hanno preso il via questa mattina i lavori di sistemazione dei giardini di corso Lorenzo Fazzini, ove sarà anche allestita un’area dedicata ai giochi per i più piccoli. Il progetto, redatto dall’architetto Saverio Fusco, era stato approvato dalla giunta comunale, su relazione dell’assessore ai Lavori Pubblici, Marella Pecorelli, con delibera del 21 maggio scorso, con la quale erano stati destinata 60 mila euro per la realizzazione dell’opera. In seguito, con determinazione n. 239 del 29 maggio, il dirigente del Settore tecnico, ing. Vincenzo Ragno, aveva proceduto ad affidare, con procedura diretta, l’incarico per la progettazione esecutiva del progetto all’architetto Saverio Fusco.  Il tecnico prescelto, nel predisporre la progettazione del parco giochi, ha provveduto anche all’adeguamento delle aree oggetto di intervento alla sicurezza dei fruitori dei giardini stessi. Ditta esecutrice la “Emmegi Costruzioni” di Giuseppe Melillo di Volturino.

Il parco giochi nell’ambito dei giardini, centrali e di facile accesso per i bambini, sarà realizzato, come detto, con una spesa complessiva di 60 mila euro, derivanti da fondi del bilancio comunale. Si tratta di un’opera attesa, necessaria per dare maggiore dignità ad un luogo molto frequentato e ubicato in pieno centro, e per consentire ai bambini di potersi divertire in tranquillità sotto lo sguardo dei propri genitori.

 
 
 

Lina Cotugno nuovo comandante Vigili Urbani di Monte S. Angelo La prima donna a ricoprire il ruolo nella città garganica Fonte:

Post n°27313 pubblicato il 23 Novembre 2020 da forddisseche

Lina Cotugno nuovo comandante Vigili Urbani di Monte S. Angelo

La prima donna a ricoprire il ruolo nella città garganica

AUTORE

PUBBLICATO IL

Monte Sant’Angelo, 23/11/2020 – (giornaledimonte) È ufficiale, la prima donna comandante del corpo dei Vigili Urbani di Monte S. Angelo si insedia nel suo ruolo. Dopo rimandi ed incarichi provvisori, finalmente arriva la notizia ufficiale, a vincere il concorso è una donna già presente nel corpo dei vigili di Monte S. Angelo, si tratta di Lina Cotugno. Una giovane donna di 46 anni, sposata con due bambine ma con 18 anni di servizio alle spalle ed una laurea in Economia e Commercio. La dottoressa Cotugno è vincitrice dell’ultimo concorso bandito dal comune di Monte S. Angelo. Già sovrintendente, la dottoressa andrà ad occupare il ruolo più importante nella piramide del corpo dei vigili della nostra città.(giornaledimonte)

 
 
 

Gargan’OK: assapora il Gargano in tutti i suoi gusti (FOTO) "Il tempo ha premiato un giovane che da una semplice idea

Post n°27312 pubblicato il 23 Novembre 2020 da forddisseche

Gargan’OK: assapora il Gargano in tutti i suoi gusti (FOTO)

"Il tempo ha premiato un giovane che da una semplice idea ha creato la Gargan’ok, un’azienda artigiana nata al fine di produrre liquori, pasta, dolci, confetture e taralli secondo le antiche ricette del Gargano"

 
 
 

L'isolamento di una barese in Cina: «Ho visto cose che noi italiani...» Nel paese per installare un macchinario. Dall’arrivo all

Post n°27311 pubblicato il 22 Novembre 2020 da forddisseche

L'isolamento di una barese in Cina: «Ho visto cose che noi italiani...»Nel paese per installare un macchinario. Dall’arrivo all’aeroporto di Shanghai ha fatto i conti con una serie di controlli E resterà in quarantena per 14 giorni

  
L'isolamento di una barese in Cina: «Ho visto cose che noi italiani...»
 
 
 
 

«Ho visto cose che noi italiani…». Antonella Dipierro, 34 anni di Noicattaro, non va a caccia di androidi, ma di automazione se ne intende. Tanto è vero che da software developer (tradotto: sviluppatrice di programmi, programmatore insomma) è partita da Bari lo scorso 28 ottobre per raggiungere Shanghai, la metropoli più popolosa della Cina (per curare l’installazione di banchi di collaudo frizioni in una azienda del posto), inviata in Estremo Oriente dall’azienda barese per cui lavora, leader nella progettazione e realizzazione di macchine e linee automatiche per l’assemblaggio e il collaudo di componenti automobilistici (ma c'è anche un asset per la progettazione e realizzazione di dispositivi biomedicali). Le restrizioni di questi giorni non le hanno impedito di volare dalla Puglia a Roma Fiumicino per poi giungere a destinazione con scalo a Helsinki. Ma nel passaggio da Ovest a Est il cambio di scenario le è sembrato rilevante non soltanto per gli occhi a mandorla, i templi, i giardini e… i mercati (senza pipistrelli).

ISOLAMENTO In Italia lo chiamiamo lockdown, inteso come confinamento. In Cina pure, anche se scritto in mandarino. Solo che ciò che a noi è oggi impedito (vedi anche ultimo Dpcm), da quelle parti adesso è consentito, grazie a un tracciamento massiccio (coi tamponi e con le app) e a un isolamento severo, ma temporaneo, per chiunque intenda entrare nel Paese. «Arrivo a Shanghai venerdì scorso - descrive, come in un diario, Dipierro, laureata in Informatica all’Università «Aldo Moro» - portando con me non solo il passaporto con visto e l’approvazione dell’ambasciata cinese, ma soprattutto la preziosa certificazione di un test negativo fatto a Bari. All’aeroporto inizia il... “Covid senza frontiere”, quasi un gioco con ostacoli e livelli da superare. Il percorso verso l’uscita è fatto di tanti piccoli posti di controllo tutti rigidamente organizzati da personale in tuta protettiva. Non parlano sotto le mascherine. Solo gesti con le mani guantate. L’iter è infinito: moduli di salute da compilare, dichiarazione di movimenti passati e futuri, distribuzione di istruzioni, scansioni di qr code in ogni posto di controllo. Poi, il primo premio: sottoporsi al tampone di ingresso».

PRECISIONE Se vi lamentate dei controlli e delle restrizioni decise in Italia, non andate in Cina. «Fuori dallo scalo - prosegue Dipierro - addetti mascherati mi conducono al bus speciale diretto all’hotel dove trascorrerò i primi tre giorni di quarantena. A quattro ore dall’atterraggio, lungo periodo di burocrazia, segno bene l’orario. Sono le 11.35. I cinesi sono precisi. La mia quarantena finirà dopo 14 giorni alle ore 11.35. Disinfettati i bagagli, salgo sul pullman senza sapere dove portano me e gli altri sconosciuti compagni di viaggio. Qui è il Governo a decidere, mica quando parti ti comunicano l’albergo. Sistemati nuovamente i bagagli, cioè disinfettati ancora da cima a fondo, mi consegnano le chiavi dell’alloggio indicandomi un Qr code attraverso cui aggiungere il contatto WeChat del medico che mi seguirà nei primi tre giorni. Questa applicazione, più o meno come la nostra Whatsapp, è come un passepartout con cui i cinesi fanno di tutto: pagano nei negozi, utilizzano i mezzi di trasporto, oltre al semplice chattare cui anche noi siamo abituati. Arrivo in camera e la dottoressa manda il primo messaggio. Devo misurare la febbre due volte al giorno e comunicarla».

GENTILEZZA A chi volesse provare l’ebbrezza dell’esperienza è bene chiarire. Non si sogni di interrompere l’isolamento. «La mattina dopo sento bussare alla porta e mi sveglio. Un altro uomo bardato e sigillato in una tuta bianca con visiera, occhialoni, guanti da terapia intensiva, stivali di gomma che gemono sul pavimento, mi lascia la colazione. Una persona direi rigida, come tutto il resto del personale, ma educatissima e molto gentile. I pasti sono serviti ad orari da ospedale: ore 6 per la colazione, 11.30 per il pranzo, 17.30 per la cena. Il menù è più o meno sempre lo stesso: riso in bianco, verdura lessa, pesce lesso o pollo bollito serviti in una asettica vaschetta avvolta in un sacchetto di plastica. La mia finestra (il sole è fortissimo nel mio terzo giorno di permanenza) si affaccia su una scuola. Mentre faccio colazione riesco facilmente a vedere un campo da basket e un campo da calcio. Assisto a non so bene cosa: un rito, una premiazione o magari semplicemente l’inizio della settimana. Non lo so e non lo saprò mai. Vedo file composte di ragazzi (vedi foto) che con musica in sottofondo vanno a occupare tutto il rettangolo. Guardano il palco, portano la mano in fronte e gridano qualcosa. La bandiera cinese si alza al vento. Sembra l’alzabandiera, in effetti. Ma mi colpisce che a farlo siano degli scolari».

POLIZIA Nella Repubblica popolare non esiste l’ammuina. «Dopo mezz’ora senza alcun tipo di schiamazzo, tutti composti e in fila indiana ritornano nelle proprie aule proprio mentre il medico su WeChat mi dice che posso essere trasferita. Anche il tampone fatto qui in aeroporto è negativo. Tiro un sospiro di sollievo. Così lascio Shanghai, non senza prima la pulizia dei bagagli…, e mi dirigo nell’altra struttura alberghiera dove finirò la quarantena. Altro giro, altra corsa: oltre al classico contatto del medico di turno, ricevo anche un numero di assistenza psicologica. Sulla porta della mia nuova camera, ecco un nastro con tanto di scritta “Police”. Mi ricorda che no, non posso uscire. Le giornate scorrono, cerco di tenermi impegnata. Lavoro, leggo, chiamo qualche amico. A pranzo mi rendo conto di una cosa a cui non avevo fatto caso prima: trovo il biglietto da visita del ristorante che mi ha preparato il pasto. Leggo il nome dei due cuochi e affianco la loro temperatura rilevata in quel momento (vedi foto). Questo sì che significa tracciare! Rido tra me stessa e penso a cos'altro accadrà di inaspettato fino al 13, cioè al giorno in cui sarò libera. Prima di andare a dormire penso che forse questi cinesi, in fondo, la sanno lunga. Vi farò sapere…».

 
 
 

Puglia, il virus non è nell'aria, ma «no» agli assembramenti La ricerca di Cnr, Ca’ Foscari e Istituto Zooprofilattico a Lecce

Post n°27310 pubblicato il 22 Novembre 2020 da forddisseche

Puglia, il virus non è nell'aria, ma «no» agli assembramentiLa ricerca di Cnr, Ca’ Foscari e Istituto Zooprofilattico a Lecce e Venezia

  
Puglia, il virus non è nell'aria, ma «no» agli assembramenti

Daniele Contini - Isac-CNR Lecce

 
 
 
 

«Sì» alle passeggiate all’aperto, «no» allo struscio di massa. È questa, in estrema sintesi, la conclusione cui è giunta la ricerca scientifica multidisciplinare di Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Isac-Cnr, Università Ca’ Foscari Venezia, Cnr-Isp e Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata. Come spiega Daniele Contini, dirigente di ricerca Cnr-Isac sede di Lecce, questo virus (come gli altri che si diffondono per via area), «può “galleggiare” nell’aria e noi dobbiamo capire in quali condizioni ce ne è di più, per prendere i giusti provvedimenti».

 

A questo scopo, durante il mese di maggio, gli scienziati hanno studiato la presenza del virus, all’aperto, a Lecce e a Venezia-Mestre, setacciando particelle piccolissime su cui poteva essersi “attaccato” il SARS-CoV-2, nell’ambito di un progetto denominato «AirCov» (che potremmo tradurre «AriaCovid»).
«Il nostro studio ha preso in esame due città a diverso impatto di diffusione: Venezia-Mestre e Lecce, collocate in due parti del Paese (nord e sud Italia) caratterizzate da tassi di diffusione del COVID-19 molto diversi nella prima fase della pandemia», spiega Contini. «Durante la prima fase della pandemia – sottolinea in una nota il Centro nazionale delle ricerche (Cnr) - la diffusione del SARS-CoV-2 è stata eccezionalmente grave nella regione Veneto, con un massimo di casi attivi (cioè individui infetti) di 10.800 al 16 aprile 2020 (circa il 10% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,9 milioni. Invece, la regione Puglia ha raggiunto il massimo dei casi attivi il 3 maggio 2020 con 2.955 casi (3% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,0 milioni di persone. All’inizio del periodo di misura (13 maggio 2020), le regioni Veneto e Puglia erano interessate, rispettivamente, da 5.020 e 2.322 casi attivi».

 

La potenziale esistenza del virus SARS-CoV-2 nei campioni di aerosol analizzati, afferma il Cnr, è stata determinata raccogliendo il particolato atmosferico di diverse dimensioni dalla nanoparticelle al PM10 e determinando la presenza del materiale genetico (RNA) del SARS-CoV-2 con tecniche di diagnostica di laboratorio avanzate. «Lo studio e l’applicazione di metodi analitici sensibili con l’utilizzo di piattaforme tecnologicamente avanzate permettono, oggi, di rilevare la presenza del SARS-CoV-2 anche a concentrazioni molto basse, come potrebbe essere negli ambienti «outdoor» (all’aperto; ndr) e «indoor» (al chiuso; ndr), rendendo la diagnostica di laboratorio sempre più affidabile», dice Giovanna La Salandra, dirigente della Struttura ricerca e sviluppo scientifico dell’Izspb.

 

«A Lecce, più centraline sono state messe all’Osservatorio climatico ambientale del Campus - continua Contini - Stessa cosa abbiamo fatto a Venezia. Volevamo anche vedere se ci sono differenze di virus in aria tra Nord e Sud, perché era stato ipotizzato che questa differenza avesse impatto sui diversi “numeri” del contagio della prima ondata. Tutti i campioni che abbiamo preso, sia qui sia in Veneto, però, sono risultati negativi, cioè non c’era virus rilevabile. Se ci fosse, sarebbe al di sotto del limite soglia indicato».

 

Secondo lo scienziato, «le concentrazioni di virus in aria sono bassissime, se ci sono, e sono tali da rendere praticamente impossibile il contagio». Diverso lo scenario, ancorché all'aperto, nel caso di raduni di persone. «Ora gli assembramenti sono vietati – sottolinea Contini - ma ci sono studi che hanno fatto misure, in Cina, nella prima fase dell’epidemia, da cui risulta che ci possano essere concentrazioni più elevate. Ecco perché, per precauzione, diciamo di evitare gli assembramenti».
«Ora stiamo proseguendo questo studio in diversi ambienti al chiuso. Stiamo facendo una raccolta di campioni in vari tipi di ambienti di comunità, come centri commerciali, mense, stazioni dei treni in diverse città, tra cui anche a Lecce, per vedere se ci sono forse concentrazioni più alte. Questo studio – conclude Contini - è partito la settimana scorsa. Per avere dati statisticamente sufficienti c’è bisogno di un mese di raccolta di campioni e poi dobbiamo studiarli, analizzarli, quindi ritengo a che a fine anno o inizio anno nuovo avremo le risposte che cerchiamo».

 
 
 

Con Mauro Gargano il contrabbasso fa suonare le nuvole Il disco del jazzista: «Nuages», dedicato a Pasolini Ugo Sbisà 22 Novem

Post n°27309 pubblicato il 22 Novembre 2020 da forddisseche

Con Mauro Gargano il contrabbasso fa suonare le nuvoleIl disco del jazzista: «Nuages», dedicato a Pasolini

  
Con Mauro Gargano il contrabbasso fa suonare le nuvole
 
 
 
 

Fra gli omaggi che celebrano i 45 anni della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, merita decisamente attenzione Nuages, il bell’album inciso dal contrabbassista Mauro Gargano e ispirato in particolare a Cosa sono le nuvole, l’episodio che il tormentato regista e intellettuale friulano firmò nel 1968 nel film corale Capriccio all’italiana. Non è la prima volta che Gargano - barese di nascita, ma ormai da anni residente a Parigi, dove è un apprezzato membro della famiglia jazzistica – attinge ispirazioni da eventi e personaggi extramusicali, ma stavolta si può dire che abbia decisamente superato se stesso, riuscendo a mettere assieme un novero di brani che, pur composti in epoche diverse, formano un quadro sonoro di assoluta suggestione, fino a realizzare quella che egli stesso definisce una «epifania dei sentimenti».

 

E le scelte operate si rivelano raffinate sin dall’allestimento della formazione, per la quale Gargano ha scelto innanzitutto la voce raffinata e trasversale del clarinetto di Matteo Pastorino, affidandone il sostegno al pianoforte di Giovanni Ceccarelli e alla batteria di Patrick Goraguer. Con questa affiatata formazione, la musica si dipana leggera e inebriante, finendo per proporre agli ascoltatori una rappresentazione jazzistica appunto delle nuvole e del loro essere cangianti, in costante movimento, impalpabili eppure maestose alla vista. È inevitabile, allora, la partenza dalle note della struggente Cosa sono le nuvole, la canzone tratta dal film omonimo che Domenico Modugno musicò su testo di Pasolini. Qui il tema sembra appena mormorato dal clarinetto, che crea un’atmosfera di raffinata delicatezza, cui si concatena la danza malinconica del successivo Nuvole. Colori latini ammantano quindi la leggiadra Danza della sera, arricchite dalle sonorità scure e legnose del clarinetto, mentre Venere allo specchio assume dei toni crepuscolari.

 

Le origini baresi di Gargano riemergono nel titolo di Il Papunno, un brano dall’incedere lento e misterioso che richiama una nenia balcanica e che nei suoi undici minuti mette assieme episodi diversi legati tra loro da un bel pedale di basso. Her to Me è una ballad latina che guarda alla tradizione dei choros, mentre L’isola di Arturo è un blues modale che si apre a momenti di libertà espressiva. La scaletta prosegue con Pasolini (Nubi di periferia) che di PPP coglie la sensibilità profonda e lo spirito critico, aprendo a colori moderatamente free nei quali sembra di poterne cogliere il drammatico epilogo esistenziale. Skeduishe potrà forse sembrare un titolo albanese agli abitanti della Ville Lumière, ma per i baresi ha un significato assolutamente chiaro che si coglie anche nel suo swing destrutturato. E se Elda è un breve quadretto sonoro, il conclusivo Nuages chiude il cerchio da Pasolini al jazz manouche di Django Reinhardt con un bellissimo duo di contrabbasso e clarone dagli echi quasi dolphiani. Un album prezioso, per un jazz da camera raffinato e contemporaneo. Da non perdere assolutamente.

 
 
 

Covid 19, a Bisceglie il sindaco anticipa la chiusura dei negozi alle 19 Ordinanza fino al 3 dicembre, possibile orario continua

Post n°27308 pubblicato il 21 Novembre 2020 da forddisseche

Covid 19, a Bisceglie il sindaco anticipa la chiusura dei negozi alle 19Ordinanza fino al 3 dicembre, possibile orario continuato

  
Questione «dehors» le idee e le proposte della Confesercenti
 
 
 
 

BISCEGLIE - Il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha disposto con una ordinanza in vigore dal 23 novembre fino al 3 dicembre, la chiusura anticipata dei negozi alle 19 fino alle 5 del giorno successivo. IL provvedimento riguarda le attività di vendita al dettaglio del settore non alimentare (fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessita&#768; ricomprese nell’elenco di cui all’allegato 23 del DPCM 3 novembre 2020), sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie strutture di vendita. A queste attività è data facoltà di effettuare orario continuato o di modulare l’orario di apertura secondo la propria organizzazione aziendale entro la fascia oraria 5-19. Agli stessi orari di apertura devono allinearsi tutti i negozi H24 dediti alla distribuzione automatica di alimenti e bevande, con la possibilità di proroga di un’ora per la chiusura (quindi alle ore 20) solo se gli esercenti assicurano il controllo degli accessi al fine di garantire il distanziamento ed evitare assembramenti.
«L'andamento del contagio impone ulteriori misure restrittive a tutela della salute pubblica, in continuità con l’ordinanza vigente sulla limitazione di accesso e stazionamento in diverse aree della Città», ha sottolineato il Sindaco Angarano. "Anticipare la chiusura delle attività - conclude - non ci fa piacere, siamo ben consapevoli delle pesanti difficoltà dei commercianti, con i quali ci confrontiamo quotidianamente. Ma in questo momento è prioritario frenare la diffusione del virus».

 
 
 

La giornata della “Colletta alimentare” 2020 diventa digitale Il Nov 20, 2020 107

Post n°27307 pubblicato il 20 Novembre 2020 da forddisseche

La giornata della “Colletta alimentare” 2020 diventa digitale

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Edizione digitale per la 24° giornata nazionale della colletta alimentare 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. L’iniziativa del Banco Alimentare, in calendario il 28 novembre, non sarà supportata come da consuetudine dagli scatoloni, ma sarà sostenuta quest’anno dalla tecnologia e in particolare da delle “gift card” da 2, 5 e 10 euro che verranno convertite in prodotti alimentari per le persone in difficoltà.
Le card saranno disponibili alle casse dei supermercati dal 21 novembre all’8 dicembre (a Vieste solo presso Eurospin, in viale Italia). Per 18 giorni (dal 21 novembre all’8 dicembre) le card saranno in distribuzione nei punti vendita che aderiranno alla Colletta e potranno essere acquistate on line sul sito www.mygiftcard.it, dove sono già disponibili. Sarà inoltre possibile partecipare alla Colletta Alimentare facendo una spesa online sul sito www.amazon.it dal 1 al 10 dicembre e su www.esselungaacasa.it dal 21 novembre al 10 dicembre. Nei supermercati i gruppi di volontari (145 mila fino allo scorso anno) saranno presenti in numero ridotto solo il 28 novembre, compatibilmente con le norme vigenti nelle singole regioni. Al termine della Colletta, il valore complessivo di tutte le card sarà convertito- spiega una nota- in prodotti alimentari non deperibili e consegnati alle sedi regionali del Banco Alimentare e distribuito alle circa 8 mila strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 persone. Nel 2019, l’iniziativa ha coinvolto circa 13.000 supermercati in tutta Italia. Sono state raccolte 8.100 tonnellate di beni alimentari, l’equivalente di 16.200.000 pasti. La Charity Card del Banco Alimentare è stata realizzata con la collaborazione di Epipoli, gruppo fintech operante nel mercato nelle carte prepagate.

 
 
 

VIESTE – Lotta al randagismo, sempre in azione il Nucleo Tutela e Benessere Animale della Polizia Locale

Post n°27306 pubblicato il 20 Novembre 2020 da forddisseche

VIESTE – Lotta al randagismo, sempre in azione il Nucleo Tutela e Benessere Animale della Polizia Locale

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Continua incessante l’opera di prevenzione e lotta al randagismo da parte del Nucleo Tutela e Benessere animale della Polizia locale di Vieste. Un servizio di particolare importanza che sta diventando esempio per tanti altri comuni italiani.

Nelle ultime ore, infatti, il Nucleo, coadiuvato dalle Gev (Guardie ecologiche volontarie) di Capitanata e dalla As (sterilizzazioni e telenarcosi), ha provveduto a sterilizzare altri dieci cani, di cui otto femmine e due maschi. Si tratta di operazioni che contribuiscono notevolmente alla lotta al randagismo che, proprio per questo, a Vieste è del tutto scomparso.

Ecco perché, l’ispettore Danilo Forte, del Nucleo Tutela e Benessere animale della Polizia Locale di Vieste invita la popolazione a contattare immediatamente il predetto Nucleo qualora si avvistassero cani randagi. “Segnalateceli subito – esorta l’ispettore Forte – soprattutto i cani di sesso femminile, perché interverremo immediatamente per procedere alla loro sterilizzazione.  Ricordiamo – prosegue l’ispettore – che la sterilizzazione è del tutto gratuita nei confronti di quei cani che vengono ritrovati o che si vuole far adottare. Basta recarsi presso il Comando di Polizia Locale (Via Giovanni XXIII, 64/66) per segnalare la presenza di cani, e si provvederà a tutto quanto necessario, con la collaborazione dei volontari della LNDC (Lega Nazionale Difesa del cane) della sede di Vieste”.  L’ispettore Danilo Forte conclude con un accorato appello: “Non fate nascere cuccioli, siate responsabili e adottate dai canili”.

 
 
 

Cittadino trova cippo del 130 a.C. nel lago di Occhito e segnala alla Soprintendenza. “Preziosa testimonianza della ristruttura

Post n°27305 pubblicato il 20 Novembre 2020 da forddisseche

Cittadino trova cippo del 130 a.C. nel lago di Occhito e segnala alla Soprintendenza. “Preziosa testimonianza della ristrutturazione fondiaria nella Valle del Fortore”

Si tratta di uno dei cippi gromatici che testimoniano l’attività della commissione agraria graccana in ottemperanza alla riforma agraria di Tiberio Gracco

Di recente a Celenza Valfortore, in località Gruttolo (circa 3 km dalla città), su segnalazione del cittadino Francesco Carusillo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia ha recuperato un cippo di centuriazione che giaceva sul fondo dell’invaso artificiale di Occhito, in prossimità della sponda orientale. Il recupero è stato eseguito sotto la direzione del Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta, a cura del funzionario archeologo responsabile dott. Domenico Oione e del responsabile Area Funzionale Patrimonio Archeologico dott. Italo Maria Muntoni. Problematica l’assegnazione del cippo, e quindi della limitatio da esso testimoniata ad un territorio cittadino, da riferire all’ampio ager Lucerinus.

Il cippo rinvenuto, il terzo dal territorio, rappresenta una preziosa testimonianza per la comprensione del processo di ristrutturazione fondiaria ascrivibile alla Lex Sempronia del 133 a.C. che investì anche la valle del Fortore.

 

Il cippo, databile al 130 a.C., presenta lungo il tronco l’epigrafe:

[—]
C(aius) Sem[proni(us) Ti(beri) f(ilius)]

IIIvir(i) a(gris) i(udicandis) a(dsignandis)

La base grezza era infissa nel terreno mentre sulla superficie cilindrica è riportato il nome di Gaio Sempronio Gracco, figlio di Tiberio, probabilmente affiancato da quello di Marco Fulvio Flacco che doveva essere iscritto nella parte superiore della colonnina, purtroppo mutila. Segue l’indicazione della loro carica – Tresviri A(gris) I(udicandis) A(dsignandis) – “commissari incaricati di giudicare e assegnare i terreni”. Si tratta di uno dei cippi gromatici che testimoniano l’attività della commissione agraria graccana in ottemperanza alla riforma agraria di Tiberio Gracco, che avviò un’imponente opera di misurazione dell’agro pubblico presente in Italia.

Provvisoriamente il cippo è stato depositato, grazie alla preziosa collaborazione dell’amministrazione comunale di Celenza Valfortore (Sindaco dott. Luigi Iamele, Vice Sindaco dott. Stefano Gesualdi), in uno dei locali comunali posti al di sotto della piazza “Alessandro Malice”.

 
 
 

San Severo, a 105 anni Elisa ricorda la 'Spagnola' e lancia l'appello: «State a casa» L'anziana ricorda la pandemia del 1918

Post n°27304 pubblicato il 20 Novembre 2020 da forddisseche

San Severo, a 105 anni Elisa ricorda la 'Spagnola' e lancia l'appello: «State a casa»L'anziana ricorda la pandemia del 1918 e il Lazzaretto di San Bernardino

  
San Severo, a 105 anni Elisa ricorda la 'Spagnola' e lancia l'appello: «State a casa»
 
 
 
 

Vivere due pandemie, insieme ad altrettante guerre mondiali, sono un record che poche persone posso raccontare nella propria vita. Una di queste è la sanseverese Elisa Pazienza (Luisa per l’anagrafe), nata il 31 ottobre 1915. Da cinque anni ha raggiunto la soglia della tripla cifra anagrafica: 105 anni. Se prova a guardarsi indietro verso la sua adolescenza, vede un mondo completamente diverso da quello attuale. Un altro mondo.
E non è un semplice modo di dire. Non solo perché da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante. «Chi avrebbe mai immaginato di poter vedere una televisione – ricorda – o di poter parlare con un telefono». Da allora è cambiato il modo di interpretare la vita stessa. «Si viveva con molto meno di adesso – prosegue – ci si accontentava di poco e lo apprezzavamo moltissimo. Oggi i giovani sembrano tristi perché cercano sempre altre cose rispetto a quello che hanno. Noi abbiamo vissuto con quello che avevamo».

 

Appena usciti (vincitori e anche malconci) dalla Prima guerra mondiale, anche San Severo ha dovuto immediatamente fare i conti con la “Spagnola”. La pandemia, portata in Europa proprio dai militari americani, che iniziò a manifestarsi nella primavera del 1918.
«Non ho molti ricordi di quella pandemia – si racconta con gli occhi lucidi – ma spesso, a distanza di anni, sentivo parlarne dai miei genitori o, comunque, da persone più grandi me. Nell’ex convento di San Bernardino venne realizzato un lazzaretto. La gente evitava di uscire di casa, perché era terrorizzata dal pensiero di poter essere colpita».
«Oggi vedo troppa leggerezza – traccia un paragone rispetto al secolo scorso – non so perché questa è meno pericolosa o perché le persone non si rendono conto del rischio che possono correre. Io mi sono chiusa in casa e devo ringraziare i miei familiari, che non mi fanno mancare quanto di cui ho bisogno». La saggezza ultracentenaria che, soprattutto in questo periodo, andrebbe seguita alla lettera: «Chiusi in casa in attesa di tempi migliori».

 
 
 

VIESTE – Ordinanza del Sindaco: da domani (fino al 3 dicembre) in tutte le scuole sospese le lezioni in presenza Il Nov 19, 202

Post n°27303 pubblicato il 19 Novembre 2020 da forddisseche

VIESTE – Ordinanza del Sindaco: da domani (fino al 3 dicembre) in tutte le scuole sospese le lezioni in presenza 

 
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Lezioni in presenza sospese in tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, di Vieste, da domani, venerdì 20 novembre, a sabato 3 dicembre. Lo stabilisce una ordinanza, n. 183, firmata nel pomeriggio dal sindaco, Giuseppe Nobiletti.

Il provvedimento si è reso necessario, è scritto nelle motivazioni del dispositivo, “atteso che in questo territorio è in atto un evolversi epidemiologico del virus Covid19 oggetto di forti attenzioni da parte delle Autorità sanitarie e di prevenzione, evoluzione corroborante un’intensificazione della diffusione attuale e potenziale del virus che vede esposte al rischio contagi le attività scolastiche e comparabili, svolgentesi “in presenza”, nonché una preoccupante pressione sulle strutture e sugli apparati di assistenza sanitaria di emergenza-urgenza nell’ambito della provincia di Foggia, ormai prossimi alla saturazione”. Pertanto, evidenzia il sindaco nel provvedimento, “ravvisata

 

la necessità di attivare adeguate misure in sede locale in via cautelativa e precauzionale a tutela e salvaguardia della salute pubblica, in aggiunta alle misure di profilassi di carattere generale, al fine di scongiurare l’eventuale propagarsi dei contagi e di allentare o prevenire la pressione per ricoveri e pronto soccorso sulla rete di assistenza emergenziale di cui sopra”, ritenuto “necessario incrementare tutte le azioni idonee ad evitare, per quanto sopra detto, la diffusione del Covid19 mediante l’applicazione di ulteriori misure restrittive volte a sospendere lo svolgimento “in presenza” dell’attività scolastica locale di ogni ordine e grado nonché di altre attività comparabili come l’assistenza ai disabili ecc.”, ordina “a decorrere dalla giornata di venerdì 20 novembre e fino alla data di giovedì 3 dicembre compreso,  ai fini del contenimento della diffusione del virus Covid19, la sospensione dell’attività didattica definita “in presenza” per tutti gli ordini di scuola pubblica e privata e per tutti gli alunni (anche BES), nido e Centro Diurno per disabili”.

 
 
 

Così come aveva espressamente richiesto il nostro sindaco, Giuseppe Nobiletti, è arrivata questa mattina a Vieste una postazione

Post n°27302 pubblicato il 19 Novembre 2020 da forddisseche

Così come aveva espressamente richiesto il nostro sindaco, Giuseppe Nobiletti, è arrivata questa mattina a Vieste una postazione “Drive Trhough” (nella foto il momento dell’arrivo del Tir alla "Coppitella"), utile per i cittadini che necessitano di effettuare il tampone rino-faringeo con rapidità e sicurezza senza scendere dall’auto.
La postazione, inviata dall’Asl Foggia e organizzata per il tramite della Protezione Civile della Regione Puglia, è allocato nello spiazzo del P...

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In Puglia resta la didattica a distanza su richiesta delle famiglie. Il TAR respinge il ricorso: ordinanza Emiliano “ha perso e

Post n°27301 pubblicato il 19 Novembre 2020 da forddisseche

In Puglia resta la didattica a distanza su richiesta delle famiglie. Il TAR respinge il ricorso: ordinanza Emiliano “ha perso efficacia”

I giudici hanno considerato inutile procedere all’audizione del governatore ma hanno osservato che la nuova ordinanza 413 deve essere considerata pienamente valida fino al 3 dicembre

L’ordinanza di Emiliano del 27 ottobre sulla chiusura delle scuole ha “perso efficacia” dopo l’emanazione dell’ultimo Dpcm di Conte. Lo riporta la Gazzetta del Mezzogiorno. Il TAR di Bari, dichiarando improcedibile la richiesta di sospensione del provvedimento avanzata da alcune famiglie e di una associazione di consumatori, ha di fatto detto no all’ordinanza (già sospesa con un decreto monocratico urgente) con cui la Regione imponeva a tutti gli istituti di passare alla didattica a distanza. I giudici hanno considerato inutile procedere all’audizione di Emiliano ma hanno osservato che la nuova ordinanza 413 (quella che prevede la Dad per chi ne fa richiesta non volendo mandare i figli a scuola) deve essere considerata pienamente valida fino al 3 dicembre.

 
 
 

Dramma Covid, morti due medici in Capitanata: Foggia piange un odontoiatra. E a Serracapriola seconda vittima in pochi giorni:

Post n°27300 pubblicato il 19 Novembre 2020 da forddisseche

Dramma Covid, morti due medici in Capitanata: Foggia piange un odontoiatra. E a Serracapriola seconda vittima in pochi giorni: “Scossi”

Deceduti causa virus Mauro Cotillo, 58 anni, medico odontoiatra di Foggia e il dottor Giovanni Bissanti, 62 anni, medico di continuità assistenziale di Serracapriola

“Nel giro di pochi giorni sono deceduti, a causa delle conseguenze dell’infezione da Covid-19, il dottor Mauro Cotillo, 58 anni, medico odontoiatra di Foggia e il dottor Giovanni Bissanti, 62 anni, medico di continuità assistenziale di Serracapriola“. lo rende noto l’ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Foggia.

“Il presidente, il consiglio direttivo, la Cao e tutti gli iscritti all’ordine della provincia di Foggia si stringono affettuosamente attorno alle famiglie colpite dal grave lutto, in ricordo dei colleghi prematuramente e così tragicamente scomparsi”, si legge nel messaggio.

“Siamo profondamente scossi per la perdita del caro concittadino dottor Giovanni Bissanti“, commentano dal comune di Serracapriola, già segnato dal decesso dell’operatore di Sanitaservice, Alberto Cavalli, per la scomparsa del dottore del servizio di continuità assistenziale dei Monti Dauni.

 
 
 

La Gazzetta è salva, aggiudicata la gestione della testata al Gruppo Ladisa Unica offerta quella degli imprenditori della ristor

Post n°27299 pubblicato il 19 Novembre 2020 da forddisseche

La Gazzetta è salva, aggiudicata la gestione della testata al Gruppo LadisaUnica offerta quella degli imprenditori della ristorazione Sebastiano e Vito Ladisa: evitato il licenziamento di 147 dipendenti. Gestione fino al 31 luglio in attesa dell'asta

  
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La Gazzetta, con i suoi 133 anni di storia, si salverà grazie a un nuovo editore. Il Tribunale Fallimentare di Bari ha aggiudicato oggi la gara bandita per l’affitto del ramo di azienda Edisud s.p.a. fino al 31 luglio 2021, alla Ledi s.r.l. del Gruppo Ladisa di Bari che garantirà la continuità di pubblicazione del quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

 

L'aggiudicazione, da parte dei curatori fallimentari della procedura, prof. Michele Castellano e dott. Gabriele Zito, è avvenuta alla presenza dell'amministratore unico della società, il dott. Franco Sebastio, all'esito della scadenza del bando cui è pervenuta una sola offerta.

 

Si tratta di un passaggio importante per la storia della Gazzetta perchè, grazie all'intervento del gruppo imprenditoriale barese facente capo ai fratelli Sebastiano e Vito Ladisa, il giornale continuerà le pubblicazioni dopo la decisione adottata il 3 novembre scorso dallo stesso tribunale che aveva decretato la fine dell'esercizio provvisorio, concesso a metà giugno, per il grave stato di liquidità dell'azienda.

 

"Anche all’esito della stipulazione notarile del relativo contratto - si legge in una nota diffusa da Ledi -, ciò potrà contribuire ad un’opera di risanamento gestionale dell’intera attività editoriale nel rispetto sia delle prerogative dell’impresa, sia delle corrette relazioni sindacali che già hanno portato al perfezionamento – come consentito dal bando – di pur limitati accordi con le RR.SS. di giornalisti e poligrafici, sia delle procedure a tutela dei beni dichiarati c.d. “di interesse storico” dalla Sovrintendenza Beni Culturali di Puglia, sia soprattutto dell’interesse diffuso dell’opinione pubblica a non perdere la più importante testata giornalistica del territorio pugliese e lucano".

 

La Ledi srl - assistita nell'intera operazione dagli advisor legali prof. avv. Vito Vincenzo Chionna e prof. avv. Michele Lobuono oltre che dagli advisor lavoristici avv. Gianni Di Cagno e avv. Fabio Di Cagno (Studio Polis) e dall'advisor finanziario  dott. Ignazio  Pellecchia - "scongiura l'estinzione del più antico e seguito quotidiano di Puglia e Basilicata oltre che il licenziamento di 147 dipendenti che sarebbe ineluttabilmente conseguito alla cessazione dell'esercizio provvisorio fallimentare già decisa  dal tribunale a decorrere dal 20 novembre 2020".

 

In base al bando Ledi ha tre giorni per riprendere le pubblicazioni - che da domani dovrebbero essere sospese - e 15 giorni per firmare il contratto. Tuttavia l'azienda nelle prossime ore farà pervenire al Tribunale una istanza con la quale chiedere di non sospendere neanche per un giorno le pubblicazioni del giornale per consentire alla testata di continuare a informare i lettori soprattutto in questo periodo di pandemia.

 

Martedì le rappresentanze sindacali dei giornalisti (Fnsi, Assostampa di Puglia e Basilicata, comitato di redazione) e dei lavoratori poligrafici (Cgil, Cisl, Uil e Rsu) avevano firmato un verbale di accordo con la società Ledi srl: il verbale di accordo (in relazione agli obblighi di mantenimento degli attuali livelli occupazionali) era una delle condizioni previste dal bando dei curatori fallimentari per la presentazione di un’offerta. 

 
 
 

Raffaele Piemontese nominato vice presidente della Regione Puglia Il Nov 18, 2020 146

Post n°27298 pubblicato il 18 Novembre 2020 da forddisseche

Raffaele Piemontese nominato vice presidente della Regione Puglia 

 
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“Questo è un riconoscimento a Foggia e alla Capitanata. Sono estremamente contento”. Sono le prime parole, a caldo, di Raffaele Piemontese, nominato vice presidente della Regione Puglia. È il comandante in seconda, un incarico di peso. Mantiene la delega al Bilancio, lo Sport, Programmazione e acquista anche Infrastrutture e Lavori Pubblici. Lascia le Politiche Giovanili e una sua creatura in eredità, Pin-Pugliesi Innovativi, il fortunato programma dedicato alle startup.
“Rivolgo un ringraziamento particolare a Michele Emiliano, al quale naturalmente mi lega un’amicizia politica ma anche un affetto umano e personale. Lo ringrazio per la fiducia, ma soprattutto perché dopo quasi 30 anni il presidente della Regione Puglia assegna la vicepresidenza a un rappresentante di Foggia e della Capitanata. Michele Emiliano ha dato questo ruolo alla provincia di Foggia ed è un riconoscimento importante”. Prima di lui, aveva ricoperto lo stesso incarico Giuseppe Affatato, del Psdi, dal 1990 al 1992, all’epoca della giunta di Michele Bellomo.
Raffaele Piemontese, avvocato di 39 anni, è stato eletto nella lista del Pd con 21701 voti alle ultime elezioni regionali, diecimila in più di 5 anni fa. Conosce bene la macchina regionale e nei cinque anni di esperienza da assessore regionale si è fatto conoscere, apprezzare e rispettare per competenza e ruolo, anche a Bari, nel Salento e nelle altre province pugliesi. È un’occasione per la provincia di Foggia che festeggia. “Lavorerò per tutta la Puglia e per fare in modo che anche questo territorio faccia un ulteriore salto di qualità”.

 
 
 

VIESTE – Tombe abbandonate, avviati i procedimenti di decadenza concessione Il Nov 18, 2020 477

Post n°27297 pubblicato il 18 Novembre 2020 da forddisseche

VIESTE – Tombe abbandonate, avviati i procedimenti di decadenza concessione 

 
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L’Ufficio Servzi Cimiteriali del Comune di Vieste ha provveduto ad avviare i procedimenti di decadenza di suoli cimiteriali, ai sensi degli artt. 56-63 del Regolamento di Polizia Mortuaria in vigore in questa Città, di ben n. 62 (sessantadue) concessioni cimiteriali, di cui n. 58 (cinquantotto) Sepolcri (cd.“Tombe Basse”), n. 3 (tre) Edicole Funerarie e, n. 1 (una) Cappella Gentilizia, poiché i suoli cimiteriali e/o manufatti funebri, risultano abbandonati e/o privi di manutenzione.
I suddetti procedimenti sono pubblicati per 30 giorni all’Albo Pretorio on line e Albo Storico del Comune di Vieste, in evidenzia sul sito internet ufficiale e presso il Cimitero Comunale (all’entrata e sul sepolcro oggetto di decadenza).
Gli eventuali Eredi o aventi Titolo, possono presentare una motivata opposizione entro trenta giorni (30 gg.) dalla data di pubblicazione dell’avvio al procedimento di decadenza del suolo cimiteriale interessato, anche per via telematica, all’indirizzo: protocollo@pec.comune.vieste.fg.it

 
 
 
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