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Un blog creato da kekerex il 25/03/2011

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Persona Felice Dio L'aiuta: Il Segreto Della Vita

Era mezzanotte e faceva molto freddo, quasi 20 gradi sotto zero.
Timothy Gallwey, un giovane californiano, viaggiava solo in auto attraverso un'isolata zona boscosa del Maine, quando la macchina slittò e finì in un mucchio di neve.
Per una ventina di minuti restò in attesa che passasse qualcuno; dopodichè, decise di abbandonare la macchina.
Vestito solo di pantaloni e giacca sportiva, si mise a correre nella direzione dalla quale era venuto.
In quell'aria rarefatta e gelida, bastarono pochi minuti per ridurlo senza fiato.
Esausto, venne colto da torpore e poi da una paralizzante paura.
Potrei morire qui, si disse.
Atterrito da quel pensiero, si fermò di colpo.
Poi accadde qualcosa: si liberò della paura accettandola e pensando ad altro.

Se devo morire, non cambierò le cose preoccupandomi, si disse.
Tutt'ad un tratto, si accorse dello stupendo scenario che lo circondava: il silenzio della notte, gli alberi che si stagliavano contro la neve.
Senza ubbidire a nessun comando, il suo corpo riprese il controllo e Gallwey ricominciò a correre ma con rinnovata energia.
Corse per 40 minuti senza sforzo apparente, finchè arrivò ad una casa dove ricevette l'aiuto di cui aveva bisogno.
Tim Gallwey non sapeva allora che la strana forza interiore cresciutagli dentro d'improvviso gli avrebbe ispirato la formulazione di quello che lui chiama gioco interiore.
Dopo anni di esperienza come sportivo ed insegnante, Gallwey capì che a salvarlo in quella notte fu l'enorme potenziale che ogni uomo ha dentro di sè, ma che il più delle volte non sa usare.

Negli ultimi dieci anni, Gallwey ha tradotto questa sua intuizione in alcuni principi che servono a far ottenere un miglior rendimento nelle più svariate attività, come ha spiegato nei suoi corsi, in televisione, ed in alcuni libri.

Oggi Gallwey ha aiutato migliaia di persone a seguire con efficacia una dieta, a rendere interessante un lavoro noioso, a tenere discorsi in pubblico, a suonare uno strumento musicale.
Fu su un campo da tennis che Gallwey elaborò i concetti fondamentali.
Cercando di migliorare il suo gioco, avvertì a poco a poco una voce che gli parlava dentro.
Tira indietro la racchetta un pò prima.... Ecco un altro rovescio alto che prima hai mancato... Accidenti, hai sbagliato ancora....
Scoprii che in lui c'erano due identità, una giocava a tennis, l'altra suggeriva come giocare.
Egli chiamò queste due identita io 1 ed io 2.

L'io 1 esprime concetti con parole, capisce le regole di qualunque gioco o mansione da svolgere.
E' anche pronto a dare giudizi, e gli piace stabilire ciò che è bene e ciò che è male.
L'io 2 è la complessa combinazione d'intelletto, sensi, nervi e muscoli che rende possibile l'adempimento di qualsiasi attività.
Qualsiasi cosa si faccia, il problema è raggiungere il giusto equilibrio tra l'io 1 e l'io 2.
Gallwey notò che quando giocava al meglio delle sue possibilità non c'erano voci nella sua mente: l'io 2 sembrava rispondere automaticamente alla necessità di colpire la palla.
Tutti abbiamo sperimentato simili periodi di massimo rendimento durante i quali dimentichiamo noi stessi.
Perchè lasciare che questi periodi capitino solo occasionalmente?
Perchè non crearli a volontà?
Cominciò a fare esperimenti con se stesso e con i suoi allievi sul campo da tennis ed arrivò alla conclusione che il segreto per ottenere il massimo rendimento è mettere a tacere l'io 1.
Tutte le istruzioni, i dubbi, le paure e le critiche dell'io 1 confondono l'io 2.
Naturalmente, far tacere l'io 1 non è facile.
Di solito identifichiamo la voce che ci strepita nella testa con noi stessi.
Ma se l'io 1 viene messo a tacere al momento giusto, l'io 2 può procedere con il suo lavoro; ed i risultati sono quasi mircolosi.
In che cosa consiste il gioco interiore?
Ecco cinque regole fondamentali:
* non perdere d'occhio la palla.
Questa regola indica metaforicamente la necessità di concentrarsi sull'elemento più importante di ogni attività.
La concentrazione non è un prodotto della volontà, ma un fascino che la mente subisce.
Il sorriso, la felicità interiore e l'alto gradimento di quello che state facendo è molto più importante di tutto il resto; quindi l'io 1 è messo a tacere, perchè la voce perde preminenza sull'azione. A questo punto è la gioia che prevale.
Nel gioco del tennis il consiglio è imparare ad amare la palla, smettere di comandare a voi stessi di guardarla, ma lasciate semplicemente che gli occhi la vedano, con la sua consistenza, le cuciture, la forma e la traiettoria.
* abbiate fiducia in voi stessi.
L'io 1, il sapiente, ha uno spiccato senso critico. Spesso non tiene in alcun conto l'io 2, l'esecutore, dicendo:- Sei un buono a nulla -.
Questo è sbagliato. Invece di criticare l'io 2, l'io 1 dovrebbe ammirare e rispettare le capacità umane.
Ci fidiamo tutti dell'io 2 quando esegue, senza pensarci su, azioni quotidiane dell'esistenza che richiedono coordinazione, come allacciare le scarpe, infilare l'ago, guidare l'automobile.
La differenza emerge quando ci cimentiamo in imprese di un certo impegno che implicano anche il nostro ego.
Quando è in gioco l'idea che abbiamo di noi stessi, non ce la sentiamo di mettere tutto nelle mani di un inconsapevole io 2.
Date fiducia all'io 2, rilassatevi e lasciate fare; non ascoltate i giudizi dell'io 1 quando vi dice se ciò che state facendo lo fate bene o male.

* concentratevi sul presente.
L'io 1 non trova pace se non fa qualcosa di utile, come ad esempio osservare e correggere le azioni dell'io 2.
Concentratevi su ciò che sta accadendo e non su ciò che temete o sperate possa accadere.
L'ansia è la paura di ciò che può accadere, ma quando l'attenzione è concentrata sulla situazione contingente, ci sono alte probabilità che vada tutto nel migliore dei modi.
* non preocupatevi di vincere.
Galwey è convinto che suscitare l'ansia sia lo scherzo più insidioso che l'io 1 gioca all'io 2.
L'ansia fa contrarre i muscoli e tendere i nervi, che sono le più frequenti cause d'errore.
L'io 2 darà il meglio di sè quando l'io 1 smetterà di impartire ordini impossibili da eseguire.
Se smettete di fare tentativi consciamente, riuscirete a fare quello che dovete grazie a ciò che viene definito sforzo senza sforzo.
Non preocupatevi più dell'esito ma giocate il tutto per tutto, coi migliori risultati.
* non dubitate delle vostre possibilità.
Dubitare di sè porta quasi invariabilmente ad un risultato negativo.
Si può evitare di dubitare di sè solo se si mette a tacere l'io 1 e ci si concentra sul presente.
Quando c'è da affrontare qualcosa che vi spaventa, domandatevi come fate a sapere che quella cosa vi fa paura? Vi renderete conto che è solo il vostro io 1 che spaventa l'io 2 con la critica. Quindi sorriso e concentratevi sull'azione mettendo a tacere l'io 1.
Ricordatevi il proberbio:- Persona felice Dio l'aiuta -.

 
 
 
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