
Immota.
Il suo viso rendeva la piccola stanza,
ovattata, ma non priva dei pensieri più impuri.
Era inebriante.
- Si! decisamente lo era.
Lo sguardo impenetrabile e violento come un temporale estivo,
si dissolveva al pensiero di quel gioco.
- Beata incoscienza!
Sapeva di commettere un peccato e sorrise di quella sua trasgressione.
Indossava un paio di sandali dal tacco alto, altissimo, ne era fiera.
Li aveva comprati con cura nel miglior negozio della città, ed anche il commesso le aveva fatto i complimenti per la scelta.
Era il regalo di mamma per il suo ventesimo compleanno.
Mamma non era mai stata tanto presente nella sua vita,ma quella volta, quella volta si.
Si bevve quel pensiero felice con la sola memoria.
Improvvisamente un rumore alle spalle, per la prima volta si senti nuda ed impaurita, forse non era stata prudente, in fondo quell'uomo non lo conosceva, non sapeva realmente chi fosse, ma la voglia di trasgressione, l'eccitazione del momento, presero il sopravvento.
Lasciò fare erano i patti.
Se ne stava immota mentre dei lunghi brividi percorrevavo come un treno in fuga il suo corpo.
Lui lentamente le pose una benda attorno agli occhi.
Il cuore impazziva mentre percepiva le mani grandi e nodose sfiorarle le gote.
Era un fremito.
Sentiva le gambe molli ed il ventre cominciava ad infuocarsi mentre il buio adesso la faceva da padrone, solo i respiri sembravano rincorrersi in un gioco di aquiloni.
Ma era sesso.
Solo sesso.
In fondo cio che aveva cercato, voluto, desiderato.
Sperava solo che non fosse banale.
Si sentì un po Lolita ed un po Giovanna D'Arco.
L'orgasmo non tardò ad arrivare, impetuoso in quel gioco da carcerieri e carcerati.
Capì solo più tardi che lui l'aveva amata.
Inviato da: cassetta2
il 14/09/2020 alle 14:09
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il 15/12/2009 alle 14:27