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Impennata delle entrate per Medici con l’Africa
Post n°100 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da un_guru
Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 18 Febbraio 2008 Il 64% dei casi di Aids a livello mondiale e il 70% delle morti collegate alla malattia si registranoo in Africa, continente in cui risiede soltanto il 10% della popolazione globale. In molti Paesi sub-sahariani dal 10 al 30% delle persone hanno contratto Hiv e muoiono prma dei 40 anni. Sono i dai diffusi da Medici con l’Africa Cuamm (Collegio universitario aspiranti e midici missionari), un’organizzazione non governativa nata nel 195 per garantire l’accesso ai servizi sanitari, impegnata nella lotta all’Aids con 30 progetti. Invertire la tendenza alla diffusione dell’Hiv è indicato come uno degli obiettivi del Millennio, ma intanto – con riferimento ai dati del 2005 – si riscontra che nell’arco di 12 mesi i nuovi casi sono stati 2,7 milioni, un numero in crescita rispetto agli anni precedenti Medici con l’Africa Cuamm è giuridicamente integrata all’interno della Fondazione “Opera San Francesco Saverio”, che – oltre alla Ong – include la Fondazione e il collegio universitario per la formazione di studenti in medicina. Il bilancio relativo al 2006, disponibile online e sottoposto a revisione esterna, si compone dei risultati delle tre realtà, ma l’analisi seguente e il benchmark si riferiscono ai dati relativi alla sola Ong/Onlus, che rappresenta la principale attività, anche dal punto di vista economico: Fondazione e Comitato, insieme, registrano entrate e uscite per circa 250mila euro. I proventi della Onlus sono invece superiori a 8,9 milioni di euro, in crescita di oltre il 27% rispetto all’anno precedente. Gli oneri si avvicinano a 9,1 milioni di euro (da qui un disavanzo di circa 175mila euro): l’85,5% - circa 7,8 milioni di euro – è dedicato all’attività di missione. All’Angola vanno i fondi maggiori (2,7 milioni di euro): Medici con l’Africa sostiene programmi di controllo dell’infezione da Hiv e della tubercolosi, malattia prevenibile e curabile che provoca ogni anno due milioni di mori. Il Paese ha un tasso di mortalità infantile pari a 154 bambini ogni mille, numero che sale a 260 per quelli sotto i cinque anni. Nel 2006 l’organizzazione ha avviato programmi per combattere le epidemie di colera e dalla febbre emorragica di Marburg (una malattia che colpisce meno persone ma che ha un tasso di mortalità del 95%), particolarmente gravi nella capitale, Luanda, una città progettata in epoca coloniale per 500mila persone e che ne ospita oggi oltre 5 milioni. I costi di raccolta fondi della Ong/Onlus sono pari al 7,7% (circa 700mila euro), mentre quelli di gestione rappresentano il 4,3% delle uscite, 386mila euro. Nel 2006 hanno operato sul campo 92 persone, tra cui 60 medici e cinque fisioterapisti; inoltre ‘associazione sostiene 27 ospedali, 25 distretti per servizi di sanità pubblica, sei scuole infermieri e tre università. Per i prossimi cinque anni Medici con l’Africa ha sottoscritto impegni con parti terze – vale a dire, tra gli altri, l’Unione europea, il ministero degli Affari Esteri, la Conferenza episcopale italiana – per una somma che oltrepassa i 30 milioni di euro. Sul sito, www.mediciconlafrica.org, è disponibile anche un annual report contenente il dettaglio di tutti i progetti. Attualmente l’organizzazione è impegnata anche in Sudan per la riapertura di un ospedale nel sud del Paese, riferimento per un bacino d’utenza di circa mezzo milione di persone. Inoltre è alla ricerca di due medici: uno è destinato all’inserimento come capoprogetto in Uganda, nazione nella quale Medici con l’Africa ha aperto nel 2006 otto cliniche per epilettici, curato oltre 4 mila disabili motori, diagnosticato oltre 16mila infezioni oculari ed esegito 531 interventi di cataratta per bambini non vedenti. |

