
Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 3 Marzo 2008
Agape – Associazione genitori adottivi per l’estero – opera in 14 Paesi attraverso la costruzione di case famiglia. I bambini ospitati, oltre alla povertà, si trovano spesso a dover affrontare situazioni quali l’abbandono, la tossicodipendenza, la prostituzione e lo sfruttamento. Nelle strutture realizzate da Agape i minori ricevono istruzione e assistenza sanitaria.
Calcutta Project è nata nel 2000 per iniziativa di alcuni studenti di medicina con l’obiettivo di sostenere una ONG indiana. Nel corso degli anni ha contribuito alla costruzione di ospedali, ambulatori, scuole, impianti per l’acqua potabile. L’associazione sostiene anche un programma di microcredito e microrisparmio, grazie al quale vengono erogati prestiti che le banche tradizionali rifiutano. L’attività (che nel 2006 ha coinvolto oltre 13mila beneficiari) è in linea con l’esperienza della Grameen Bank del Bangladesh, meglio conosciuta come Banca dei Poveri, fondata su iniziativa del Premio Nobel per la Pace Mohammad Yunus. Quest’ultimo ha recentemente ha visitato e analizzato le iniziative di Calcutta Project dandone un giudizio positivo.
Dall’esame degli ultimi bilanci disponibili, vale a dire quelli relativi all’anno 2006, emerge che Agape raccoglie poco più di 492mila euro, di cui 193mila vincolati a specifici progetti. Tutti i fondi sono di provenienza privata poiché l’associazione non riceve finanziamenti da enti pubblici. Gli impieghi sono di poco inferiori ai 400mila euro: l’89,9% (359mila euro) è dedicato all’attività istituzionale e il rimanente 10,1% (40mila euro) alla promozione. Rispetto al totale delle entrate, invece, sono 73 i centesimi dedicati agli scopi sociali, risultato che deve tener conto del fatto che l’associazione registra un avanzo di 93mila euro.
Calcutta Project ha raccolto una somma di poco superiore ai 350mila euro, dei quali 284mila vincolati a specifici progetti (inclusi i 118mila euro delle adozioni a distanza). Gli impieghi sono pari alle uscite e sono destinati per l’85,3% (299mila euro) all’attività istituzionale, per lo 0,6% (2mila euro) alla promozione e per il 13,5% (47mila euro) alla gestione. Nel 2006 il 75% dei fondi destinati alla missione è stato utilizzato in India: grazie al sostegno a distanza 774 bambini di Calcutta hanno avuto la possibilità di frequentare la scuola e 87 volontari sono partiti per sostenere i progetti dell’associazione. Nel corso dell’anno, inoltre, l’associazione ha iniziatp a collaborare anche con istituzioni benefiche in Brasile e Bosnia Erzegovina.
Agape nel 2006 ha completato una nuova casa famiglia in Brasile e una in Congo, quest’ultima attrezzata per l’accoglienza dei bambini disabili. In Tanzania, invece, l’associazione ha inaugurato un asilo con una cisterna d’accumulo per le acque, oltre ad aver aperto un nuovo pozzo alimentato a energia eolica.
Entrambe le organizzazioni pubblicano il loro bilancio online, insieme con le schede che descrivono i progetti sostenuti. Calcutta Project, inoltre, pubblica la nota integrativa, la relazione di missione e la certificazione da parte di revisori esterni.
Per quanto riguarda i progetti in essere, attualmente Agape è impegnata nella costruzione di nuovi pozzi in Congo, per i quali prevede un contributo di 3.500 euro per ogni pozzo e ha avviato progetti di microcredito in India per consentire ad alcune famiglie l’acquisto di animali da allevamento.
Calcutta Project intende invece rafforzare la sua presenza in Brasile e Bosnia, esportando le buone prassi consolidate in India. Come quella rappresentata dal Progetto Sewing, che vede le madri dei bambini sostenuti a distanza impegnate in attività come la produzione delle divise scolastiche: oltre a essere un’occupazione stabile, le madri hanno accesso a corsi di alfabetizzazione e pianificazione familiari su igiene, prevenzione, educazione e cura dei bambini.