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Gli introiti di Soleterre crescono del 150 per cento
Post n°105 pubblicato il 17 Marzo 2008 da un_guru
Articolo Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 17 Marzo 2008 Nella classifica del Programma Onu per lo Sviluppo Umano (Undp, United Nations Development Programme) il Marocco figura al 125° posto in un elenco di 177 nazioni. La graduatoria tiene conto, tra gli altri, dei dati relativi all’aspettativa di vita alla nascita (68 anni per il Marocco), del tasso di alfabetizzazione degli adulti (50,7%), del tasso congiunto d’iscrizione alla scuola primaria, secondaria, terziaria (57%), del reddito pro capite annuo (3.810 dollari Usa). Nella regione dei Benni Meskine (letteralmente popolo povero), dove opera l’associazione Soleterre, la situazione è ben più difficile rispetto alla media nazionale: un tasso di analfabetismo del 90%, un elevato tasso di disoccupazione e un salario medio pro capite che rimane inferiore a un euro al giorno. Soleterre, che opera principalmente in paesi interessati da una forte immigrazione verso l’Italia, finanzia lo sviluppo locale e assiste le vittime di guerra o catastrofi naturali. In Marocco ha creato, attraverso il microcredito, le Botteghe del Sole, una rete di cooperative artigianali femminili i cui prodotti sono commercializzati nel nostro Paese, attraverso una cooperativa appositamente costituita a cui partecipano giovani stranieri immigrati a rischio di esclusione sociale. Dall’esame dell’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2006, emerge che l’associazione ha raccolto quasi 1,2 milioni di euro, con una crescita di circa il 150%: i proventi ammontavano a quasi 480mila euro nel 2005. L’associazione riceve contributi, tra gli altri, dalla Fondazione Aiutare i Bambini e l’Associazione Solidarietà Senza Confini, con le quali collabora per la realizzazione di alcuni progetti. Gli oneri (pari a oltre 1,1 milioni) sono dedicati per il 93,1% all’attività istituzionale. I costi di gestione incidono per il 6,4% (73mila euro): nel corso del 2006 sono stati assunti tre dipendenti e a fine anno risultano in essere sette contratti di collaborazione a progetto. I costi di promozione sono pari a zero: le attività di raccolta fondi, gli eventi e le presentazioni nelle scuole sono gestite da 50 volontari che collaborano con Soleterre. Il bilancio, sottoposto a revisione esterna, è disponibile online – sul sito www.soleterre.it – insieme con la relazione sulle attività svolte. Attualmente l’associazione è impegnata nella raccolta fondi per il progetto «Un sorriso in corsia», i cui beneficiari sono 2mila bambini malati di cancro e ricoverati presso il reparto di oncologia pediatrica dell’Istituto dell’Accademia delle Scienze Mediche di Kiev, in Ucraina, che ospita in media 300 bambini all’anno. Il disastro di Chernobyl, nel 1986, ha provocato nel Paese est-europeo un forte incremento dell’incidenza di forme tumorali, fino a 100 volte maggiore – secondo Soleterre – rispetto ai tassi precedenti per il cancro alla tiroide. La frequenza di malformazioni congenite non diminuisce e Soleterre intende finanziarie l’acquisto di nuove strumentazioni per gli interventi chirurgici, le analisi, il trattamento dei pazienti, l’acquisto di cibo e materiali di consumo, l’assistenza psicologica a bambini e famiglie, oltre che la creazione di una rete internazionale di dipartimenti di oncologia pediatrica che consenta la formazione del personale medico e paramedico. Oltre al Marocco e l’Ucraina, Soleterre opera nelle Filippine, in India, El Salvador, Sierra Leone, e ha recentemente avviato progetti in Costa d’Avorio. In quest’ultimo Stato le beneficiarie di queste iniziative sono ragazze tra i 10 e i 18, impiegate nei conflitti armati e vittime di abusi: il Paese, nonostante il piano di pace, è ancora diviso in due. L’associazione ha aperto due Case di accoglienza in cui viene offerto sostegno psico-affettivo alle ragazze e ai loro figli, dando anche una formazione professionale per trovare occupazione come sarte, parrucchiere e artigiane. |

