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Smile vede crescere le entrate del 20 per cento
Post n°116 pubblicato il 21 Aprile 2008 da un_guru
Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 14 Aprile 2008 Il 26 aprile 1986 esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl, una cittadina ucraina al confine con la Bielorussia. A oltre venti anni dall’incidente, il più grave mai occorso a un impianto nucleare civile, sono ancora molto discordanti le stime relative alle morti collegate al disastro. Un dato certo sembra questo: i bambini che avevano fino a quattro anni al tempo dell’esplosione si sono dimostrati particolarmente vulnerabili, facendo registrare incrementi notevoli nel numero di alcune patologie quali il tumore alla tiroide, malattia caratterizzata da un lungo periodo di latenza, e delle leucemie. Smile – Un Sorriso per Chernobyl è un’associazione nata nel 1994 per offrire accoglienza temporanea ai bambini bielorussi provenienti dalle zone colpite dagli effetti dell’incidente. Secondo una ricerca commissionata dalla stessa organizzazione, vivere per un periodo di tempo, anche breve, in zone non contaminate e alimentarsi con cibi privi di radionuclidi consente di perdere dal 40 al 60% della radioattività assorbita, riducendo il rischio di tumori alla tiroide, di leucemie e altre patologie collegate alla contaminazione radioattiva. L’associazione, che ha sede a Biella, ha accolto negli ultimi anni oltre 800 bambini. Ognuno di loro viene ospitato tutti gli anni dalla stessa famiglia, fino al raggiungimento della maggiore età. Per favorire i contatti tra le famiglie italiane e i bambini al loro ritorno in Bielorussia, Smile ha aperto un ufficio a Minsk, nel quale operano stabilmente quattro collaboratori, tra cui un medico pediatra. L’associazione organizza anche spedizioni di aiuti, inviando medicinali, attrezzature mediche e ospedaliere e alimenti destinati a quattro villaggi che si trovano in una zona fortemente contaminata, nella provincia di Rechitza, a pochi chilometri dalla centrale nucleare. Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emerge che nell’anno in questione Smile ha raccolto circa 298mila euro, con una crescita del 27,3% rispetto all’anno precedente. Le uscite sono di poco superiori ai 300mila euro (+20,5% rispetto al 2006); il disavanzo di 2.800 euro viene coperto con la liquidità di cassa. Il 93,6% degli impieghi, 282 mila euro, è dedicato all’attività di missione. I costi di gestione – 18mila euro - incidono per il 6,1% mentre sono pari a zero quelli di raccolta fondi, dato che le attività di promozione sono condotte dai cosiddetti gruppi periferici, per ognuno dei quali Smile pubblica on-line – sul sito http://www.chernobyl.it/smile - un dettaglio delle entrate e delle uscite, a corredo del suo bilancio annuale. Nel tempo le attività dell’associazione hanno spaziato dall’acquisto di autoambulanze alla realizzazione in Bielorussia di studi di odontoiatria, dove operano medici che hanno potuto studiare in Italia per garantire la continuità delle cure ai bambini. Smile ha inoltre finanziato la costruzione di pozzi per risolvere il problema dell’acqua contaminata, causa di malattie quali l’epatite A e la salmonellosi. Attualmente il sodalizio è impegnata nella costruzione di un caseificio per il Villaggio di Rovenskaia Slobodà; il supporto allo sviluppo dell’economia locale è fondamentale in una regione a vocazione prevalentemente agricola, dove i terreni sono contaminati ed è necessario acquisire nuove conoscenza per la coltivazione e l’allevamento.
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