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Mutande Arancioni

Post n°9 pubblicato il 16 Gennaio 2006 da painkeeper
 
Tag: Sogni
Foto di painkeeper

Anche questo è un sogno abbastanza strano; non tanto per il cambio di prospettiva a metà, quanto per il "salto semantico" (vedi sotto).


Mi trovo in un palazzo, la struttura è simile a quella di un castello medioevale, ma c'è molto più legno. Benché l'architettura sia quasi scandinava so che il reggente è un orientale (cinese o giapponese, non ricordo).

Non sono solo; con me ci sono almeno altre due persone: un uomo con un cappelo alla Indiana Jones e una donna bionda. Abbiamo un compito, e siamo sotto copertura.

Passando per un paio di stanze e altrettanti corridoi arriviamo al cospetto del reggente e dei suoi ministri. C'è un breve dialogo. Il reggente deve conferire con qualcuno all'esterno del palazzo, e noi dobbiamo scortarlo.

La cosa strana è che chiede ai suoi lacché che gli vengano portate le "mutande arancioni". A breve arriva un uomo obeso che indossa un'imbragatura arancione; il reggente si spoglia e sale sulla schiena del gigante, infilando le gambe nell'imbragatura. Questo "salto semantico" delle mutande che sono in realtà una persona mi lascia parecchio perplesso.

A questo punto il sogno cambia prospettiva. Ora ho la soggettiva delle "mutande". Sono ancora sotto copertura, tuttavia, e so di dover reggere un gioco con i miei compagni.

Ho il reggente sulla schiena, sono grassissimo, e procedo praticamente nudo per i corridoi. In quanto sottoposto del reggente dovrei sapere la strada, però la ignoro. Azzardo a chidere: "E qui, dove devo andare?" Il reggente mi risponde seccato: "Non vedi che è un corrodio dritto? Secondo te?" Mi sento stupido e mi vergogno.

Poco dopo raggiungiamo l'esterno, passando per le cucine, dove le persone indaffarate si fermano per i convenevoli. All'esterno è notte, ma non fa freddo. La città ha una connotazione gotica. Costeggiando un cimitero vedo una nebbia verde fosforescente sul terreno.

Arriviamo infine ad una vecchia casa di legno, incassata fra altri due edifici. Entriamo e dentro c'è un altro uomo, coi capelli neri. Il reggente inizia a parlare con questi, mentre i miei compagni ed io iniziamo l'attacco a sorpresa.


Il sogno termina qui, e non so nemmeno come sia andato a finire il combattimento.

 
 
 
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