Creato da VELENOnelleVENE il 21/09/2007

PUNTO. E A CAPO

Minchiate assortite gusto fragola, vaniglia, rabarbaro, caffè o mais.

 

 

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HYPER

Post n°95 pubblicato il 23 Novembre 2010 da VELENOnelleVENE

E’ uno di quei giorni in cui se mi toccano sclero. I maschi intendo. Quando sono avvilita per il trattamento che mediamente gli uomini che conosco mi riservano – indifferenza, diffidenza, astio –  mi metto a rivisitare mentalmente quell’autostrada ghiacciata che è stata e tutt’ora è la mia vita sentimentale. Comincio a chiedermi cosa ho di tanto sbagliato. La mia autostima precipita. E sviluppo un rigetto generalizzato verso il sesso maschile. Irrazionalmente detesto tutti a causa di qualcuno.

Quale migliore rimedio a tale abbrutimento emotivo che andare dalla parrucchiera?!

Esco dunque dal lavoro in orario una volta tanto e mi dirigo verso il centro commerciale e verso l’Hyper. L’Hyper è uno di quei saloni di bellezza per capelli in cui non serve appuntamento. I clienti vengono serviti in fretta perché il tempo è denaro. E questa è la cosa triste. La cosa felice invece è che non conosco nessuno lì dentro e nessuno conosce me, ragion per cui non sono vittima di indagini sui cazzi miei né mi devo sciroppare pettegolezzi sui compaesani. Meraviglioso.

Chiedo quanto c’è da aspettare. Mezz’ora. Mi siedo sulla poltroncina pregustando il relax di cui ho disperato bisogno. Noto che non sono tutte ragazze le addette al servizio. C’è anche un uomo. Già mi innervosisco e prego non capiti a me. Ho bisogno di una ragazza. Ma Dio non esiste ed il caso mi affida al maschio. Non riesco nemmeno ad alzare lo sguardo per guardarlo in faccia quando mi dice di accomodarmi sulla poltrona del lavaggio. Sono così tesa ed arrabbiata che fatico a respirare. Lui cerca pure di fare il gentile come previsto dal suo ruolo, il che non fa altro che accrescere la mia ira. Azionando il meccanismo della poltrona mi alza i piedi e fa partire la vibrazione ed il massaggiatore del sedile. Sono un fascio di nervi e mi oppongo al massaggio che mi risulta così quasi doloroso. Dopo lo shampoo l’uomo mi domanda se desidero aggiungerci anche un balsamo ristrutturante. Acconsento senza pensarci. Del resto sono ormai interdetta da ogni abilità di valutazione. Avrei dovuto ricordare dalle precedenti esperienze in quel posto che il prezzo del balsamo include anche un profondo e rilassante massaggio del cranio. Sono furiosa non appena me ne rendo conto. Penso che il bastardo mi abbia taciuto questo dettaglio di proposito. Chiudo gli occhi cercando di distrarre i miei pensieri dalle mani dell’uomo che descrivono semicerchi sul mio cranio con pressione crescente, insopportabile quasi. Cerco di immaginare che sia una donna. Ma non ci riesco. Perdo il fiato di tanto in tanto e boccheggio. Penso che sta durando troppo a lungo. Alla fine smette ed il mio sollievo è immenso. Ti è piaciuto il massaggio?!” mi domanda laido e compiaciuto il mio aguzzino. “Ho desiderato per tutto il tempo che tu esplodessi” è la risposta che sinceramente mi attraversa la mente. “Sì grazie, molto rilassante, quasi mi addormentavo!” replico falsamente. Che colpa ha a parte esistere. Lui gongola. Ah ecco. Gongolare. Merita l’estinzione. Subisco ormai con rassegnazione lo scherno spiritoso dell’uomo su come mi sono ritoccata da sola la frangia. Gli ci vogliono appena un paio di sforbiciate per sistemarla, per cui il mio lavoro non doveva essere poi così disastroso. Mi scopro, incrociando i miei occhi allo specchio, ad aver assunto lo sguardo omicida. Deve essersene accorto anche lui perché tace perplesso ora. Me lo lavo via in un attimo e torna il sereno. Finalmente la mia agonia ha fine. Mi asciuga i capelli in fretta e furia perché è stato chiamato al negozio della stessa catena nell’altro centro commerciale della città. Ma prima ci tiene a mostrarmi con lo specchio retrovisore il suo lavoro, spiegandomi pure le accortezze che ci ha messo. Non me ne frega assolutamente niente ma indugio svariati secondi a contemplare il suo lavoro, accarezzandomi la nuca ed annuendo come se capissi di cosa sta parlando per dargli soddisfazione. Ci salutiamo cordialmente mentre si infila il giubbotto e scappa via allegro. Non ha il benché minimo sospetto di quanto io l’abbia odiato senza ragione.

Ora, a mente lucida, mi domando se è questo quello che accade nella testa delle persone possedute da follia omicida. Vedere il complotto in ogni gesto o parola. Provare sensazioni di rabbia estrema per motivazioni ingiustificate. Le mie stesse sensazioni elevate a potenza incontenibile. Raptus. Mi domando se io sarò sempre così forte da gestirle o loro abbastanza docili da lasciarsi governare.

 

 

 
 
 
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"But I don't want to go among MAd people." Alice remarked.

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