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I sogni che avevamo da bambini

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Post n°129 pubblicato il 30 Giugno 2005 da WebIN_62
Foto di WebIN_62

Oggi mille voci mille pensieri mi avvolgono mi trascinano l’uno verso l’altro come se volessero strappare piccoli brandelli di me. Nel ricompormi ad ogni stoccata del cuore scopro di avere perso piccole briciole di speranza. L’incoerenza mi attanaglia con voracità contenta di una lotta che ha in pugno, l’apparenza mia acerrima nemica ormai convinta alleata dell’ipocrisia avanza terreno e solo un piccolo angolo buio senza uscita mi accoglie come fortezza inespugnabile. Le pareti avvolte di mattoni vecchi e logori, l’unico lampione ormai arrugginito e mai funzionante è tutto ciò che sorregge la mia anima. Il buio invade ogni piccolo spazio, assorbe le ombre, cancella i contorni e come un ascensore mi  spinge verso l’unico spiraglio di libertà, il cielo, troppo lontano per poterlo raggiungere. Inseguo un sogno da una vita lo sento parlare dentro di me, scorre come linfa nelle vene e respirare di speranza; ho abbattuto montagne ho sorvolato terre proibite, ho varcato porte solo con la forza della fede ma….. per quanto avrò la forza di fare tutto questo? Le battaglie sono all’ordine del giorno, le sfide continue contro ciò che si vede e ciò che il mio sogno mi indica sono interminabili. Quando pensi che la salita peggiore sia passata rimani senza parole nel vedere un altro salto nel buio un’altra salita interminabile dove solo gli occhi della speranza possono raggiungere la sua vetta. Ormai stremato sei nuovamente qui raccolto nel buio che ti circonda avvolto dal calore della fede a cercare quel barlume di luce che come sempre ti ha guidato nel cammino. L’incomprensione per ciò che ti viene chiesto è un baratro che si colma di rabbia nel chiedersi perché, infiniti perché… Arrivi a pensare di aver seguito la strada sbagliata, ma ricevi conferme ad ogni cenno di smarrimento come piccoli nastri rossi lasciati su di un sentiero impervio. Nel buio pensi che questa volta non sei solo e la responsabilità non è più solo verso la tua vita ma anche verso la vita di chi ami più al mondo e con questo pensiero tutto sembra più pesante e irrisolvibile.

Gridi nel silenzio la tua disperazione, piangi lacrime nascoste, preghi nascosta nell’anima ma il varco è ancora lontano e solo mani invisibili si protraggono verso di te. Voci dell’anima ti chiedono di ascoltarla di non preoccuparti di avere fede di crederci e solo rifugiata in essa trovi la pace. Chiudi gli occhi e vieni trasportata in una realtà parallela dove tutto ha un senso,  ma appena li riapri la quotidianità ti schiaccia facendo riaffiorare le paure. Ormai piove da tempo e sembra non stancarsi, ogni goccia è un dono per te e come piccoli fili si intrecciano per formare una corda invisibile a cui poterti aggrappare. La leghi intorno all’anima per permetterle di respirare nell’attesa di quella luce che solo lei può vedere, per continuare a sognare un sogno chiamato vita.

 
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