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INCONTRO
Un turbinoso temporale ha perforato l’aridità della terra, saturando l’aria di umidità. Guardo il riflesso del sole in un ritaglio di acqua accumulata in un avvallamento del terreno ma un pianto rapisce la mia attenzione e gli occhi cercano con avidità la provenienza di quel lamento. La campagna è fradicia e non trovo riscontro al pianto che si fa sempre più insistente.
Un capanno in disuso è l’unica cosa nei dintorni che possa celare al suo interno ciò che i miei occhi non vedono. Mi inzuppo e infango ma non importa, entro intimorito, affannato, sul pavimento vedo una bicicletta rossa e due occhi allagati dalla disperazione che mi scrutano spaventati.
Il ginocchio sanguina ma la paura di me è troppo grande per parlarmi, mi siedo innanzi a lui gli chiedo dove abita e un filo di voce risponde che non deve parlare con gli sconosciuti.
I miei occhi guardano i suoi ma rimbalzano spinti dalla paura. Cerca di prendere la bicicletta di alzarsi, ma il ginocchio gli deve fare veramente male. Provo ad avvicinarmi ed il volo di alcuni sassi era prevedibile, il pianto aumenta e la sua rabbia gli arrossisce il volto. Che ostinazione! Ha bisogno di me eppure non tradirebbe mai i suoi insegnamenti. Vorrei chiamare qualcuno ma lo trascinerebbero fuori con la forza, come spiegargli poi di avere fiducia nel prossimo.
Mi metto comodo…… e gli parlo
……….. stavo guardando un raggio di sole in una pozzanghera e desideravo diventare grande per poter decidere cosa fare, magari prendere una bicicletta come la tua e fare il giro del mondo …..
“ma tu sei grande…..”
…….no essere grandi non vuol dire avere tanti anni …..
“i miei genitori sono grandi”
…..certo loro sono grandi infatti stanno insegnando a te a diventare come loro…..
“… lo so ma io non voglio diventare come loro….io da grande voglio andare sulla luna “
……..se lo vuoi potrai farlo…….
“no”
…….perché?
“il mio papà dice che io devo andare a scuola e non devo pensare ad andare sulla luna”
….che lavoro fa il tuo papà?
“il mio papà fa il dentista e ha studiato tanto sai? E tu che lavoro fai?”
…..io aiuto le persone a sentire il proprio cuore, la propria Anima…….….
“che lavoro è? Non esiste!”
……scommetti che riesco a sentire le parole del tuo cuore?
“e come fai?”
….scommetti allora?
“mmmmmmm”
….facciamo così se io indovino tu mi dici dove abiti e io ti accompagno…..
“e se perdi?”
….se perdo vado via……e non ti disturbo più
“va bene”
……mmmmm vediamo un po…..
“bhe allora cosa ti dice?”
…..shhhhhhhh devi stare in silenzio lui parla sottovoce e se urli io non lo sento, abbi pazienza!
…….mi dice che sei triste
“bhe sto piangendo…..mica ci vuole un genio”
…..un momento un momento…..mi dice che sei triste perché non volevi la bicicletta nuova come regalo e perché i grandi non ti ascoltano e non credono ai tuoi sogni…..
“caspita!! ….. come hai fatto???????? Dai dimmelo!!”
…. Non posso ….se andrai a scuola e crescerai imparerai a farlo anche tu……allora avevamo fatto un patto….ricordi?
“sì……… bhe ormai siamo amici e posso dirti dove abito giusto?”
…..sì certo!
“ecco io abito nella casa rosa in fondo alla carraia ma in fondo in fondo….”
….ok se vuoi ti aiuto e andiamo…..
“sì”
Il tragitto non era molto lungo il ginocchio non sanguinava più e le mie spalle erano un buon punto di appoggio per un corpicino stanco e ammaccato! Vedevo le mani sotto il mio mento la testa che faceva capolino sulla spalla e il suo cuore battere tra le mie scapole. La casa è splendida e dopo aver suonato il campanello un uomo apre la porta e stizzito rimprovera Marco, ora sapevo anche il suo nome. Dopo le solite frasi convenevoli, cosa hai fatto, dove sei stato il primo pensiero è:”e la bicicletta nuova dove la hai lasciata?”. Marco inizia a piangere, che strano quel suono ormai mi era famigliare. Il padre lo prende tra le braccia, mi ringrazia, mi chiede di entrare se non altro per ripulirmi. Lo seguo e una donna curata e di buon aspetto si avvicina a me ringraziandomi a sua volta e mi mostra il bagno. I miei occhi scorrono le mura che li circondano e riscontrano una totale perfezione di armonie fatte di colori e suppellettili adeguatamente abbinati:”che vuoto”.
Mi sistemo e cerco di togliere il disturbo, entrambi salutano pronti a ringraziarmi ancora. Sorrido a Marco e lui guardandomi sorride a sua volta ed entusiasta dice a sua madre:”sai mamma quel signore lì sa ascoltare il cuore”….. La mamma mi guarda e mi dice: “sta studiando medicina?” Marco non riesce a trattenersi: “ma no mamma lui sente il cuore che parla” la mamma sorride…..e mentre mi accompagna alla porta mi dice di non farci caso: “……sa sono bambini….”.
Mentre esco e saluto, il padre in soggiorno si avvicina a marco: “quando la smetterai con le tue fantasie ormai sei un ometto lo sai che non si dicono le bugie”.
Finalmente esco, Marco riapre la porta mi butta le braccia al collo e mi da un bacio: “sarà il nostro segreto i grandi non capiscono queste cose”
Lo lascio con un sorriso, mi sento il cuore scoppiare e seguendo i rigagnoli di acqua torno verso casa con la speranza che i sogni sopravvivano alla materialità “dei grandi” ormai troppo impegnati in una realtà di apparenza per ricordarsi di una fantasia reale chiamata vita.
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Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 06:04
Inviato da: lottersh
il 25/03/2009 alle 05:19
Inviato da: toorresa
il 24/03/2009 alle 18:21
Inviato da: lottergs
il 24/03/2009 alle 16:43
Inviato da: lottergs
il 24/03/2009 alle 15:48